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	<title>Gli italianidi MICHELE BARONCINI &#8211; Italiani messi sotto tutela dal Capo dello Stato &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di MICHELE BARONCINI &#8211; Italiani messi sotto tutela dal Capo dello Stato</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 10:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/michele-baroncini-italiani-messi-tutela-dal-capo-dello/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/06/mattarella.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/06/mattarella.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/06/mattarella-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>La Crisi ha avuto il suo epilogo. La fumata è più che nera. Giuseppe Conte appartiene già al passato più oscuro della Repubblica e si attende, nell’immediato futuro, il Governo del Presidente. Ciò non senza esperire i debiti scongiuri affinché l’imminente Era del Drago non debba chiamare a sé nuvole ancor più nere. Che Matteo Renzi sia stato il motore immobile dell’intero cronoprogramma della crisi è stato a tal punto ovvio e manifesto da potersi serenamente tacere. Questo con buona pace d’un Roberto Fico, relegato al ruolo di tappezzeria, che ha dovuto prendere atto del fallimento del proprio mandato esplorativo&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Crisi ha avuto il suo epilogo. La fumata è più che nera. Giuseppe Conte appartiene già al passato più oscuro della Repubblica e si attende, nell’immediato futuro, il Governo del Presidente. Ciò non senza esperire i debiti scongiuri affinché l’imminente Era del Drago non debba chiamare a sé nuvole ancor più nere. Che Matteo Renzi sia stato il motore immobile dell’intero cronoprogramma della crisi è stato a tal punto ovvio e manifesto da potersi serenamente tacere. Questo con buona pace d’un Roberto Fico, relegato al ruolo di tappezzeria, che ha dovuto prendere atto del fallimento del proprio mandato esplorativo e, contestualmente, della fine della parabola del M5S, risalendo con ciò al Colle ad annunziare con intima mestizia ad un verisimilmente già preparato (e non troppo addolorato) Mattarella la scomparsa della coalizione giallorossa. Negli ultimi giorni Renzi ha determinato l’agenda delle consultazioni con la precisione d’un metronomo e con la scioltezza d’un prete che dica messa. Ciò era invero prevedibile dacché tra tutti gli autori di questa crisi politica complessa ed inedita come poche altre (a cagione dell’estrema frammentazione e dell’elevata mancanza d’affinità tra le parti in lite) l’ex Primo Ministro era senza dubbio quello che aveva più da perdere o da guadagnare. Il saldo per lui è stato senz’altro positivo, essendo riuscito ad accreditarsi come uomo forte della crisi senza restare prigioniero del 3% (dato calcolato per difetto sulla base delle Regionali 2020) a livello nazionale di Italia Viva e spianando la strada per uno sdoganamento della propria formazione, già filiazione d’una crisi (quella del Conte I) ed ora riportata sulla breccia da un’altra disfatta del fu Avvocato del Popolo. Uscito più forte di prima dalla spregiudicata interpretazione del copione di “coscienza critica” del Governo ed allontanato il rischio dell’essere etichettato come una sorta di Wanda Osiris, dedita a salire e scendere a suo capriccio le scale di Palazzo Chigi, ora il Senatore di Rignano sull’Arno potrà, salvo accidenti in corso d’opera, ambire a proporsi, in una futura ancorché non prossima tornata elettorale, come soggetto politico realmente alternativo per una vasta area residuale di elettori insoddisfatti tanto del PD quanto di Forza Italia, intercettando voti da destra e da sinistra, inglobando una parte della diaspora finale del M5S (che sarà assorbito come un brutto ematoma da varie aree dell’emiciclo) e  spostando contestualmente verso il Centro l’asse di Italia Viva. Ciò sfruttando la tradizionale discontinuità con la Sinistra classica e postcomunista (che ha portato a suo tempo all’Avvento del Rottamatore) e la buona compatibilità con le istanze dell’area liberal del Centro Destra. Ma lasciando Renzi al suo giubilo, che non è necessariamente il nostro, e riconoscendogli d’essersi dimostrato negli ultimi giorni l’unico politico in una moltitudine di sensali da mercato del bestiame, vale la pena spendere qualche parola circa la scelta di Sergio Mattarella nel senso d’affidare al Presidente della Camera l’incarico esplorativo conclusosi stasera in un nulla di fatto. L’opzione per Fico, al di là del suo valore in apparenza meramente formale (è prassi costituzionale che il Presidente d’una delle due Camere possa esser designato per verificare, in quanto figura terza, la ricorrenza dei presupposti per la formazione d’un esecutivo in costanza d’una crisi) ha inteso concedere al M5S un’ultima possibilità di mostrare la sua inesistente attitudine al governo del Paese. Mattarella ha inteso accordare al populismo un’ultima possibilità di “vincere facile” mettendo (pressoché certo del risultato) la crisi nelle mani d’uno dei notabili e fondatori del Movimento – Non Partito che dal 2018 regge, o per meglio dire “tiene in ostaggio” non sapendo far di meglio, le sorti del Parlamento Italiano. E’qui che Matteo Renzi ha fiutato l’odore del sangue che colava, dalla scorsa estate, dalle ferite del M5S e lo ha alla fine spacciato. Così, affrancandosi abilmente dalle corresponsabilità avute sino al recentissimo passato nella compagine dell’Esecutivo giallorosso e sfruttando il suo conclamato talento, ha “rottamato” Giuseppe Conte addebitandogli interamente la causa della rovina sua e dei suoi (tra i quali i vecchi colleghi di partito). In tutto questo risuona fragorosamente il silenzio d’un solo uomo. Luigi di Maio si è del tutto estraniato dalla vicenda politica degli ultimi mesi e non spende una parola in difesa di colui che fu la bandiera piantata a segnare la conquista di Palazzo Chigi da parte del Movimento. Sentendo oramai da tempo suonare le campane a morto per il Governo, il Ministro degli Esteri è fluidamente passato dall’antico e romantico <em>“o Conte o morte”</em> ad un più pragmatico <em>“the show must go on”</em>, ritirandosi a studiare da <em>“uomo per tutte le stagioni”</em>, non si sa bene se nel tentativo di emulare Renzi e divenire un vero politico o nell’ansia di dover presto tornare a vestire, in luogo delle grisaglie, la casacca fluorescente dello <em>“steward”.</em> Infine, molto meno apprezzabile ed elegante della stoccata implicita al M5S (per quanto parimenti prevedibile) è stata l’algida e circostanziale paternale del Capo dello Stato circa l’inopportunità d’andare ad elezioni anticipate, avvalorata con il ricorso allo spauracchio dell’innalzamento della curva del contagio ed alla necessità di evitare al Paese d’esser “travolto” dal Virus, portando ad esempio strumentale il caso dei Paesi dove si è obbligatoriamente votato causa la fine fisiologica dei mandati politici. Il Divo Giulio affermava che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca e pertanto è difficile non pensare che, più che il Virus, il Presidente tema l’uscita dalle urne d’un definitivo cappotto delle sinistre e una vittoria a man bassa del Centro Destra con la possibilità concreta d’esprimere il prossimo inquilino del Colle. Ma tant’è: i giochi sono fatti, Draghi è convocato al Quirinale, le urne congelate e la partita politica, dunque, si chiude al momento qui, con gli Italiani messi “sotto tutela” dal Capo dello Stato come soggetti non del tutto capaci d’intendere e di volere. Niente <em>“Conte Ter”.</em> Solo fine del terzo atto e sipario.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/michele-baroncini-italiani-messi-tutela-dal-capo-dello/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/06/mattarella.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/06/mattarella.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/06/mattarella-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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