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	<title>Gli italianidi MICHELE RALLO &#8211; Giorgia ha un nemico: si chiama Silvio &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di MICHELE RALLO &#8211; Giorgia ha un nemico: si chiama Silvio</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 08:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/michele-rallo-giorgia-un-nemico-si-chiama-silvio/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p><hr /><p>Oramai é chiaro: il Centro-destra é a rischio implosione. E dire che quella coalizione – stando a tutti i sondaggi – vincerebbe a mani basse non appena agli italiani sará concesso di votare. Se nonché, il Centro-destra che si avvierebbe alla vittoria sarebbe un Centro-destra a guida Meloni, e ció non riempie di gioia quei poteri forti che – almeno fino a questo momento – sono riusciti a limitare i danni dell’avanzata delle forze sovraniste in Europa. Giá il Centro-destra di un paio d’anni fa (quello egemonizzato dalla Lega di Matteo Salvini) era difficile da mandare giú per i padroni&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai é chiaro: il Centro-destra é a rischio implosione. E dire che quella coalizione – stando a tutti i sondaggi – vincerebbe a mani basse non appena agli italiani sará concesso di votare. Se nonché, il Centro-destra che si avvierebbe alla vittoria sarebbe un Centro-destra a guida Meloni, e ció non riempie di gioia quei poteri forti che – almeno fino a questo momento – sono riusciti a limitare i danni dell’avanzata delle forze sovraniste in Europa.</p>
<p>Giá il Centro-destra di un paio d’anni fa (quello egemonizzato dalla Lega di Matteo Salvini) era difficile da mandare giú per i padroni del vapore. E, infatti, una provvidenziale congiunzione astrale fugó il pericolo di elezioni anticipate. Ma Salvini era soltanto un agitatore, sia pure un agitatore molto pericoloso per l’<em>establishment</em>, e tuttavia privo di una forte carica dirompente. Era stato bravo ad occupare un grande spazio politico, lasciato libero dalla Destra post-finiana del tempo; una Destra che appariva insicura, balbuziente, timorosa di affrontare l’argomento-tabú dell’immigrazione con la necessaria radicalitá.</p>
<p>Quella salviniana appariva invece come una Destra decisa, incisiva, seppur ruspante e istintiva. Aveva facilmente archiviato il <em>cliché</em> perdente della simildestra berlusconiana, troppo simile alla vecchia Democrazia Cristiana. E, tuttavia, era una Destra solo chiacchiere e distintivo, facile da smontare e da ricondurre all’ovile del “sistema”; non aveva avuto la capacitá (e forse neanche la volontá) di impadronirsi dello spazio politico di una Destra-destra che in Italia ha tradizioni antiche e radici profonde.</p>
<p>Peraltro, Matteo Salvini non é stato in grado di reggere l’urto di una offensiva interna neo-centrista da parte del solito Giorgetti, il quale é riuscito nel giro di pochi mesi ad imporgli una svolta “europeista, liberale e moderata” in perfetto stile berlusconiano.</p>
<p>Da un paio d’anni a questa parte, tuttavia, l’assetto interno del Centro-destra é andato trasformandosi radicalmente, con la Lega in costante calo di consensi e con Fratelli d’Italia in altrettanto costante ascesa. Secondo tutti gli istituti di ricerca, la nuova Destra di FdI é ormai stabilmente al primo posto nel Centro-destra (e nell’intero arco politico), con la Lega al secondo posto, e con Forza Italia all’8%. Tendenze tutte (la crescita di FdI, l’arretramento della Lega, la marginalitá di Forza Italia) che i sondaggisti ritengono destinate a rafforzarsi nei prossimi mesi. E tendenze – mi permetto di aggiungere – che cresceranno ulteriormente, ed oltre ogni previsione, non appena verrá a sgonfiarsi la truffa mediatica dei “soldi dell’Europa”. É solamente questione di tempo, di poco tempo.</p>
<p>Tornando ad oggi, comunque, la prospettiva di avere la leader di FdI sul gradino piú alto di un Centro-destra vincente, e conseguentemente alla Presidenza del Consiglio, ha mandato in fibrillazione tanti ambienti: a Bruxelles e a Washington, ma anche a Roma e, specialmente, ai vertici degli altri partiti del Centro-destra.</p>
<p>In grande agitazione – ed é umanamente comprensibile – Matteo Salvini, che vede svanire il sogno di giungere a palazzo Chigi. Ma in preda all’angoscia soprattutto Silvio Berlusconi, che aspira – senza riuscirci – ad imporre all’intera coalizione di centro-destra quella medesima museruola “europeista, liberale e moderata” che Giorgetti é riuscito – per il momento – a far indossare a Salvini e alla Lega.</p>
<p>A tutto ció si aggiunge una vecchia antipatia del Cavaliere nei confronti di Giorgia Meloni. Un’antipatia che risale a quando la Giorgia era Ministro della Gioventú nel quarto governo Berlusconi (2008) e, anche allora, tirava calci. Avrebbe continuato a tirare calci pure quando il PdL decise di appoggiare il governo Monti (2011), fino alla uscita dal partito unico berlusconiano ed alla creazione di Fratelli d’Italia (2012).</p>
<p>Ci fu poi, nel 2016, la storiaccia delle amministrative di Roma. La Meloni aveva dato la sua disponibilitá a candidarsi a Sindaco della Capitale, ma il Cavaliere pose il veto e s’inventó quella incredibile candidatura Marchini che aprí la strada alla elezione della Raggi.</p>
<p>L’ultimo capitolo della vicenda é di questi giorni. Per sbarrare la strada alla candidatura a Presidente del Consiglio della leader di Fratelli d’Italia, Silvio ha addirittura rispolverato il progetto di un “partito unico” del centro-destra. Progetto giá fallito a suo tempo con l’esperienza del Popolo delle Libertá (2009-2013), ma che oggi avrebbe il vantaggio – per il Cavaliere – di azzerare la graduatoria fra i segretari dei tre partiti di centro-destra, cancellando la primazía della Meloni.</p>
<p>Ma, naturalmente, il “partito unico” potranno farselo, al massimo, Salvini e Berlusconi. Con un facilmente prevedibile calo di consensi, a ulteriore vantaggio di Fratelli d’Italia. Non c’é bisogno della sfera di cristallo per immaginare che, nel caso di liste comuni Lega-Forza Italia, la Lega perderebbe molti voti del proprio elettorato piú radicale (anti-UE e anti-immigrazione); al contempo, Forza Italia perderebbe una forte aliquota di quell’elettorato genericamente di destra che si era innamorato del Cavaliere e che adesso, invece, subisce il fascino della Meloni.</p>
<p>In attesa delle elezioni, intanto, gli italiani votano – diciamo cosí – nelle librerie. “Io sono Giorgia” é al primo posto nella classifica dei libri scritti dai leader politici, con 160.000 copie vendute. Al penultimo posto il libro di Enrico Letta dal titolo criptico “Anima e cacciavite”, che – apprendiamo dalla rete – raggiunge appena le 5.000 copie. Meglio di lui, non soltanto Renzi (“Controcorrente”) e Calenda (“I mostri”), ma anche Rocco Casalino (“Il portavoce”) e Di Battista (“Contro”). Peggio del Calimero del PD é riuscito a fare soltanto il mitico Toninelli, che con il suo “Non mollare mai” ha toccato le 3.000 copie. Ma – onore al merito – il libro di Toninelli é un volume artigianale, autoprodotto, fuori dai circuiti promozionali dei grandi editori e privo di quella rete di diffusione rappresentata da tutto ció (ed é tanto) che ruota attorno al PD.</p>
<p>Certo, le vendite dei libri non coincidono con i voti (in quel caso FdI batterebbe il PD con un rapporto di 160 a 5), ma sono comunque un indicatore prezioso. La gente é interessata a quello che dice Giorgia. Di Enrico Letta, invece, non frega niente a nessuno.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/michele-rallo-giorgia-un-nemico-si-chiama-silvio/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p>]]></content:encoded>
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