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	<title>Gli italianidi MICHELE RALLO &#8211; Sfiducia per l&#8217;Azzolina? Peggio Di Maio e Conte &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 13:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/michele-rallo-sfiducia-lazzolina-peggio-maio-conte/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p><hr /><p>Le scuole si riaprono (forse), e tutti a gettare la croce addosso al Ministro dell’Istruzione, la povera Lucia Azzolina, per la quale la Lega ha addirittura chiesto un voto di sfiducia individuale. Vero é che il tirassegno sul titolare di quel Dicastero é un vecchio sport della prima e della seconda repubblica, almeno dai tempi di Misasi in qua. Ma é vero altresí che l’incarico di Ministro non equivale a quello di signore e padrone assoluto della pubblica istruzione. E questo perché quel Ministero – come tutti gli altri – ricade appieno nella sfera di responsabilitá collettiva dell’intero Consiglio dei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/michele-rallo-sfiducia-lazzolina-peggio-maio-conte/">di MICHELE RALLO &#8211; Sfiducia per l&#8217;Azzolina? Peggio Di Maio e Conte</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le scuole si riaprono (forse), e tutti a gettare la croce addosso al Ministro dell’Istruzione, la povera Lucia Azzolina, per la quale la Lega ha addirittura chiesto un voto di sfiducia individuale.</p>
<p>Vero é che il tirassegno sul titolare di quel Dicastero é un vecchio sport della prima e della seconda repubblica, almeno dai tempi di Misasi in qua. Ma é vero altresí che l’incarico di Ministro non equivale a quello di signore e padrone assoluto della pubblica istruzione. E questo perché quel Ministero – come tutti gli altri – ricade appieno nella sfera di responsabilitá collettiva dell’intero <strong>Consiglio dei Ministri</strong>, che – secondo il diritto costituzionale – é un organo esecutivo <strong>collegiale</strong>, composto dal Presidente del Consiglio e da tutti i Ministri in carica.</p>
<p>Naturalmente, la Azzolina – come tutti i suoi colleghi – é responsabile individualmente degli atti del suo dicastero. Ma nel Governo non ci sono compartimenti stagni, e tutti i Ministri sono responsabili in solido della conduzione della pubblica istruzione. Tuttavia la responsabilitá principale é certamente in capo al Presidente del Consiglio, il quale ha l’obbligo – recitano i manuali di diritto costituzionale – di <em>«mantenere l’unitá d’indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l’attivitá dei Ministri»</em>.</p>
<p>In altre parole, se le scuole non riapriranno, la colpa é di Giuseppi <strong><u>e</u></strong> della Azzolina; cosí come, se i migranti africani ci invadono, la colpa é di Giuseppi <strong><u>e</u></strong> della ministressa Lamorgese; se i turchi ci hanno cacciato dalla Libia e si sono istallati al posto nostro, la colpa é di Giuseppi <strong><u>e</u></strong> di Giggino o’ Guaglione; e cosí via.</p>
<p>Peraltro, al di lá delle capacitá (o delle incapacitá) dei singoli Ministri, questi possono svolgere (bene o male) soltanto quelle attivitá per cui il Presidente del Consiglio e i Ministri collegialmente abbiano deliberato i necessari finanziamenti. La Azzolina – per esempio – potrá acquistare i banchi a rotelle (o i pallottolieri o i tric-trac e castagnole) solamente se Giuseppi e il Consiglio dei Ministri avranno deliberato lo stanziamento dei fondi necessari. Se i denari per i banchi a rotelle saranno invece destinati ai monopattini – mi permetto di banalizzare – la Azzolina dovrá inventarsi qualche altra cosa per dare sfogo al suo genio creativo.</p>
<p>Certo, la ministro Azzolina paga anche un supplemento di colpa: quello di essere stata catapultata in politica come ogni grillino che si rispetti, cioé senza un minimo di retroterra politico (loro sono per l’antipolitica), senza un partito alle spalle, senza una scuola, una gavetta&#8230; Senza un percorso che, per gli altri, inizia solitamente con una sudata elezione in Consiglio Comunale, prosegue talora nel Consiglio Provinciale o Regionale, approda faticosamente in Parlamento (dove il neo-eletto passa almeno una intera legislatura a fare il “peone”) e finalmente – superate anche le imboscate di altri pretendenti – giunge a qualche incarico di responsabilitá nei gruppi parlamentari o nelle retrovie del governo. Anzi, fino a qualche anno fa, nei partiti piú seri la gavetta cominciava anche prima, con la militanza giovanile, con le scuole di partito, con lo studio e la formazione.</p>
<p>I grillini no: loro diventano deputati o senatori perché hanno raccolto dal parentado qualche clic in piú nelle primarie di tastiera, e si trovano improvvisamente a fare il Ministro o il Sottosegretario, o magari – fino a quando la gente dava loro credito – il Sindaco di una grande cittá. É stato cosí che la Azzolina si é ritrovata deputato nel 2018 e da lí, bruciando tutte le tappe, Sottosegretario nel 2019 e Ministro nel 2020. E qualcuno si meraviglia perché non é proprio il miglior Ministro dell’Istruzione della storia repubblicana?</p>
<p>C’é poco da scandalizzarsi. É semplicemente uno dei tanti frutti dell’antipolitica. Come la Raggi sindaco di Roma, o come Giggino Di Maio ministro degli Esteri. Anzi, il danno che Di Maio ha fatto agli Esteri l’Azzolina non potrá mai farlo, neanche se restasse cento anni a fare il ministro dell’Istruzione.</p>
<p>Sono eccessivo? Non credo. La gestione Di Maio alla Farnesina é stata contrassegnata da un risultato catastrofico per la nazione italiana: la perdita di ogni nostra influenza (politica, economica, militare, finanziaria, commerciale) in una nazione-chiave per i nostri interessi, come la Libia. E dal grazioso dono di quella preziosissima influenza alla Turchia, che é oggi il nemico piú infido di tutte le nazioni euro-mediterranee: della Grecia, apertamente, al punto da sfiorare la guerra guerreggiata; di Cipro, che vuole depredare dei suoi giacimenti petroliferi; e, in maniera meno appariscente, dell’Italia, della Francia e – questione di qualche mese – anche della Spagna.</p>
<p>Ma c’é di piú, perché la Turchia del dittatore fondamentalista Erdoğan (gran protettore della setta estremista dei Fratelli Musulmani) ha giá allacciato solidi legami politici ed economici con l’Albania (paese a maggioranza musulmana), erodendo anche lí la nostra influenza e con l’obiettivo dichiarato di farne una base, anche militare, nei Balcani. L’Albania, fino a qualche mese fa, era una “riserva di caccia” esclusiva dell’Italia, era legatissima a noi da ogni punto di vista: politico, militare, sociale, economico, imprenditoriale, culturale, eccetera. Mai si sarebbe sognato, un qualunque governante albanese, di farci uno sgarbo, e men che mai di aprire le porte a quello che é – se non vogliamo usare la parola “nemico” – certamente un nostro concorrente, un nostro concorrente diretto, fortmente ostile ai nostri interessi.</p>
<p>Eppure, durante la gestione della nostra politica estera da parte di Giggino o’ Guaglione é successo anche questo: i turchi sono tornati in Albania, dopo esserne stati cacciati oltre cento anni fa, al tempo delle Guerre Balcaniche.</p>
<p>Cosí come sono tornati in Libia, da dove pure erano stati cacciati – da noi – cento e piú anni fa. L’Italia (l’Italia liberale, non quella di Mussolini) fece nel 1911 una guerra alla Turchia per mandarla via dalla Libia, e la vinse. Certo, non per un capriccio, e neanche per andarci a prendere quello che allora era considerato un semplice “scatolone di sabbia”. Ma per considerazioni ineludibili di carattere geopolitico, per esigenze vitali di sicurezza e di difesa dei nostri confini marittimi, oltre che per la tutela di legittimi interessi economici.</p>
<p>Motivazioni del tutto analoghe furono, quattro anni piú tardi, una delle ragioni principali che ci spinsero a partecipare alla Prima Guerra Mondiale: perché, come il Canale di Sicilia, anche l’Adriatico era vitale per la nostra sicurezza: nel settore nord (Istria e Dalmazia) come anche nel settore sud (Albania, Epiro, isole Ionie).</p>
<p>Ora – per caritá – non pretendo che per diventare Ministro degli Esteri occorra essere un esperto di geopolitica, ma almeno il buonsenso “del comune padre di famiglia” dovrebbe essere indispensabile. Senza dimenticare – anche in questo caso – le responsabilitá primarie del Presidente del Consiglio, che non puó far finta di non vedere dove ci stia conducendo la disinvolta gestione grillina della nostra politica estera.</p>
<p>Domani, quando la Turchia del fondamentalista Erdoğan ci inonderá di profughi (dalla Libia e dai Balcani), analogamente a quanto ha giá fatto con la Grecia, come si giustificheranno Giuseppi e Giggino? Capisco che le loro preoccupazioni principali siano quelle di mantenere artificialmente in vita questo governo moribondo, di lasciare spalancati i nostri porti per compiacere Bergoglio, di aspettare i 200 miliardi europei (in buona parte di prestiti) per “gestirli” come si conviene, di fare una legge elettorale per evitare che la sconfitta nelle urne sia addirittura schiacciante, capisco tutto questo&#8230; Ma uno sguardo a quel che avviene in Libia e in Albania dovrebbero pur darlo&#8230; O é chiedere troppo?</p>
<p>Certo – in conclusione – la mozione di sfiducia alla Azzolina ci sta. Ma, secondo me, a Giggino Di Maio dovrebbe essere data la precedenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/michele-rallo-sfiducia-lazzolina-peggio-maio-conte/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p>]]></content:encoded>
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