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	<title>Gli italianiMigranti, a Bruxelles il vertice con la Turchia. Sull&#8217;accordo con Ankara pesa il caso Zaman &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 09:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/migranti-a-bruxelles-il-vertice-con-la-turchia-sullaccordo-con-ankara-pesa-il-caso-zaman/"><img width="296" height="170" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/migranti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/migranti.jpeg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/migranti-96x55.jpeg 96w" sizes="(max-width: 296px) 100vw, 296px" /></a></p><hr /><p>E&#8217; un Consiglio europeo ancora una volta complicato quello che si svolgerà oggi a Bruxelles. Si tratta infatti di un vertice straordinario che era stato convocato per fare il punto con la Turchia sulla crisi migratoria, dal momento che all&#8217;ultimo summit del 18 e 19 febbraio il premier Ahmet Davutoglu non era potuto intervenire, trattenuto in patria dall&#8217;attentato ad Ankara. Occorreva fare il punto sui progressi dell&#8217;accordo del 29 novembre scorso: tre miliardi di euro e l&#8217;accelerazione del processo di adesione all&#8217;Ue in cambio dell&#8217;impegno a tenersi i rifugiati siriani. La Turchia non fa abbastanza, aveva denunciato però in questi&#8230;</p>
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<p align="JUSTIFY">E&#8217; un Consiglio europeo ancora una volta complicato quello che si svolgerà oggi a Bruxelles. Si tratta infatti di un vertice straordinario che era stato convocato per fare il punto con la Turchia sulla crisi migratoria, dal momento che all&#8217;ultimo summit del 18 e 19 febbraio il premier Ahmet Davutoglu non era potuto intervenire, trattenuto in patria dall&#8217;attentato ad Ankara. Occorreva fare il punto sui progressi dell&#8217;accordo del 29 novembre scorso: tre miliardi di euro e l&#8217;accelerazione del processo di adesione all&#8217;Ue in cambio dell&#8217;impegno a tenersi i rifugiati siriani. La Turchia non fa abbastanza, aveva denunciato però in questi mesi Bruxelles, i profughi continuano ad arrivare in Grecia e a risalire i Balcani. &#8220;Il flusso di rifugiati resta ancora troppo alto ed una ulteriore azione è necessaria&#8221; era andato a dire di persona il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk a Davutoglu giovedì. Insomma, &#8220;fermateli&#8221; era il senso del messaggio. Il caso Zaman Ma tra venerdì e sabato qualcosa potrebbe essere cambiato. La notizia del commissariamento del principale quotidiano turco, Zaman, e le immagini della repressione delle proteste con i gas lacrimogeni, hanno fatto il giro del mondo. Segnali troppo forti questa volta per essere ignorati. Finora la repressione sempre più violenta della minoranza curda e l&#8217;incarcerazione dei giornalisti di opposizione era di fatto stata messa tra parentesi dall&#8217;Ue, alle prese col rischio di veder crollare Schengen. Persino l&#8217;appello di Can Dundar, direttore del quotidiano turco Cumhuriyet arrestato per un&#8217;inchiesta del suo giornale, rivolto dal carcere (nel quale rimase tre mesi insieme al suo vice) ai leader europei proprio alla vigilia dell&#8217;accordo Ue-Turchia del 29 novembre scorso, non aveva sortito effetti. Le reazioni Questa volta sarà più difficile far finta di niente. Se da una parte i massimi vertici europei, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e quello del Consiglio Donald Tusk evitano commenti, e la cancelliera tedesca Angela Merkel sembra prepararsi a insistere ancora una volta sull&#8217;asse con Ankara, in ordine sparso arrivano un po&#8217; di voci in direzione opposta. E&#8217; lo stesso ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, eterno rivale della Merkel, a far sapere in una intervista alla Bbc che il governo di Berlino nutre seri dubbi sul processo di adesione di Ankara all&#8217;Unione europea. Mentre il commissario europeo per la Politica di vicinato e i negoziati per l&#8217;allargamento, Johannes Hahn, si dice &#8220;estremamente preoccupato&#8221;, annunciando che l&#8217;episodio &#8220;mette in pericolo i progressi fatti dalla Turchia in altri ambiti&#8221;. &#8220;Seguiremo questo caso da vicino. La Turchia, come Paese candidato, deve rispettare la libertà dei mezzi di comunicazione&#8221;, scrive. &#8220;L&#8217;Unione europea ha ripetutamente sottolineato che la Turchia, come Paese candidato, deve rispettare e promuovere alti standard e pratiche democratiche, inclusa la libertà di stampa&#8221;, ammonisce l&#8217;alta rappresentante per la Politica estera dell&#8217;Unione europea, Federica Mogherini, in una nota. &#8220;Voglio sollevare questa questione lunedì con Ahmet Davutoglu&#8221;, annuncia il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, perché &#8220;se qualcuno non è d&#8217;accordo con le notizie di un giornale dovrebbe opporsi con i fatti, non imbavagliando il giornalismo&#8221;. Tusk ai migranti: &#8220;Non venite in Europa&#8221; Proprio Tusk si era dato molto da fare per preparare questo summit, visitando in tre giorni, da martedì a giovedì, Vienna, Lubiana, Zagabria, Scopie, Atene e terminando il tour proprio ad Ankara. Aveva lodato gli sforzi turchi per il rafforzamento il pattugliamento delle coste, invitandoli a fare di più. Da Atene aveva lanciato un drammatico appello nel corso dell&#8217;incontro col premier greco Alexis Tsipras. &#8220;Qui da Atene &#8211; aveva detto &#8211; voglio fare appello a tutti i potenziali migranti economici da dovunque voi veniate. Non venite in Europa&#8221;. Poi aveva lanciato l&#8217;idea di un &#8220;meccanismo rapido e su vasta scala per rimpatriare i migranti irregolari che arrivano in Grecia&#8221; in Turchia, meccanismo, aveva detto, che apparirebbe &#8220;a molti in Europa il metodo più promettente&#8221;. Asse Roma-Berlino Tra i &#8220;molti in Europa&#8221; ci sono sicuramente Italia e Germania. Il ministro dell&#8217;Interno Angelino Alfano e il suo omologo tedesco Thomas de Maiziere, infatti, hanno scritto una lettera alla Commissione europea, chiedendo di attivare un &#8220;robusto e coordinato meccanismo di rimpatrio europeo&#8221; per rimandare indietro i cosiddetti &#8216;migranti economici&#8217;. Alfano e de Maiziere chiedono di creare un sistema di registrazione dei migranti a livello Ue e auspicano un&#8217;armonizzazione delle procedure per i richiedenti asilo, proponendo di destinare più fondi all&#8217;Ufficio europeo di sostegno per l&#8217;asilo (Easo). I due suggeriscono di identificare i migranti che hanno bisogno di protezione internazionale nei loro Paesi di origine o nei Paesi di transito prima di portarli in Europa, in particolare in Turchia, e propongono di istituire un &#8220;sistema istituzionalizzato di ricollocamento in Ue&#8221;. In altre parole, di superare Dublino. Il caos Balcani L&#8217;asse Roma-Berlino (il premier Matteo Renzi ha sentito giovedì la cancelliera tedesca Angela Merkel, oltre al premier olandese e presidente di turno Mark Rutte) nasce soprattutto in contrapposizione ai Paesi dell&#8217;Europa centrorientale e dei Balcani. Il cancelliere austriaco Werner Faymann, incontrando Tusk, ha ribadito che i migranti &#8220;devono essere fermati lungo la rotta dei Balcani&#8221;, denunciando il &#8220;caos disorganizzato dell&#8217;Europa&#8221; e confermando l&#8217;intenzione di fermare a 37.500 il numero dei rifugiati da accogliere nel 2016: &#8220;Se l&#8217;Europa agisse in modo simile all&#8217;Austria allora prenderebbe due milioni di persone&#8221;, ha rivendicato. La sua preoccupazione è sempre la stessa: la rimonta dei populisti. E il caso della Slovacchia (che a luglio assumerà la presidenza di turno dell&#8217;Ue) sembra dargli ragione: il voto ha consegnato la vittoria al premier uscente, il socialdemocratico Robert Fico, ma ha anche segnato una forte avanzata delle forze dell&#8217;estrema destra. Praga contro Atene Il tutto mentre ancora una volta si confondono i piani e si incrociano i terreni di conflitto tra i Paesi europei: se in settimana la Commissione Ue ha annunciato 700 milioni di euro in tre anni per aiutare la Grecia (ufficialmente &#8220;i Paesi più colpiti dalla crisi migratoria&#8221;) ad affrontare la situazione, il presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman, ha attaccato, avanzando la proposta che la Grecia ripaghi i debiti ai creditori stranieri accettando di ospitare dei centri per migranti in cui riportare indietro i profughi giunti in Europa. &#8220;Un&#8217;idea originale &#8211; ha detto &#8211; che permetterebbe di prendere due piccioni con una fava&#8221;. Aggiungendo: &#8220;Si costruirebbero centri di detenzione sulle isole greche e qui i migranti verrebbero riportati dall&#8217;Europa&#8221; mentre &#8220;la Grecia, mantenendo questi centri di detenzione pagherebbe il suo debito estero altrimenti inesigibile&#8221;. Navi nato nell&#8217;Egeo per combattere i trafficanti Le navi della Nato saranno impegnate nel Mar Egeo e in particolare nelle acque territoriali di Grecia e Turchia nella lotta contro i trafficanti di esseri umani e per fare fronte all&#8217;emergenza migranti. Le unità della Nato opereranno in stretto contatto con quelle dei due paesi e di Frontex. Lo ha reso noto la stessa alleanza. &#8220;Lo scopo &#8211; afferma la nota &#8211; non è fermare o respingere le barche dei migranti, ma aiutare gli alleati Grecia e Turchia, così come l&#8217;Unione europea, nei loro sforzi per contrastare il traffico di esseri umani e le reti criminali che alimentano questa crisi&#8221;. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, parla di &#8220;un eccellente esempio di come Nato e Ue possono lavorare insieme per rispondere a sfide comuni&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/migranti-a-bruxelles-il-vertice-con-la-turchia-sullaccordo-con-ankara-pesa-il-caso-zaman/">Migranti, a Bruxelles il vertice con la Turchia. Sull&#8217;accordo con Ankara pesa il caso Zaman</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/migranti-a-bruxelles-il-vertice-con-la-turchia-sullaccordo-con-ankara-pesa-il-caso-zaman/"><img width="296" height="170" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/migranti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/migranti.jpeg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/migranti-96x55.jpeg 96w" sizes="(max-width: 296px) 100vw, 296px" /></a></p>]]></content:encoded>
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