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	<title>Gli italianiMondo rock in lutto &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Mondo rock in lutto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 21:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/mondo-rock-lutto/"><img width="492" height="325" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock.png 492w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock-300x198.png 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock-96x64.png 96w" sizes="(max-width: 492px) 100vw, 492px" /></a></p><hr /><p>Mondo rock in lutto, a partire dalla fine dello scorso mese. Una settimana funesta quella a cavallo tra lo scorso febbraio e l’inizio del mese in corso. In meno di un mese, infatti, abbiamo assistito ad una vera e propria ecatombe di artisti appartenenti a band di rilievo internazionale. Nell’arco di pochissimo tempo Talk Talk, Cure e Prodigy hanno perso un pezzo importante del proprio gruppo musicale. Alzi la mano chi non ha mai sentito una delle loro canzoni. Ognuna delle quali, per giunta, è facilmente identificabile come proveniente dal gruppo di appartenenza. Le tre band in lutto, infatti, hanno&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mondo rock in lutto, a partire dalla fine dello scorso mese.</p>
<p>Una settimana funesta quella a cavallo tra lo scorso febbraio e l’inizio del mese in corso. In meno di un mese, infatti, abbiamo assistito ad una vera e propria ecatombe di artisti appartenenti a band di rilievo internazionale. Nell’arco di pochissimo tempo <strong>Talk Talk</strong>, <strong>Cure</strong> e <strong>Prodigy</strong> hanno perso un pezzo importante del proprio gruppo musicale.</p>
<p>Alzi la mano chi non ha mai sentito una delle loro canzoni. Ognuna delle quali, per giunta, è facilmente identificabile come proveniente dal gruppo di appartenenza. Le tre band in lutto, infatti, hanno sempre avuto caratteristiche particolari e originali sia a livello musicale, sia per il testo dei brani facenti parte dei loro cd.</p>
<p>Dall’inizio dell’anno, i decessi nell’ambito di cantanti e musicisti rock &#8211; internazionali e non &#8211; si sono succeduti senza sosta.</p>
<p>Il 5 gennaio  è scomparso a 75 anni <strong>Eric Haydock</strong>, musicista inglese noto per essere stato il bassista degli <strong>Hollies</strong> &#8211; complesso beat degli anni 60 capitanato dal leggendario Graham Nash &#8211; nonché uno degli alfieri dell&#8217;Inghilterra durante la <em>British Invasion</em> guidata dai Beatles a metà del decennio.</p>
<p>Lo scorso 11 gennaio è stato stroncato da un infarto <strong>Paul Mellory</strong> &#8211; all’anagrafe Paolo Comini &#8211; musicista e regista, incarnazione bresciana del rock and roll. La notizia della sua morte è stata subito commentata da molti musicisti della scena anni 80, tra cui i Duran Duran, Matt Johnson dei The The e Holly Johnson dei Frankie goes to Hollywood.</p>
<p>Il 4 febbraio è morto <strong>Giampiero Artegiani</strong>, discografico, produttore musicale e autore di canzoni. Il suo brano più famoso è <em>Perdere l&#8217;amore</em>, cantata da Massimo Ranieri e vincitore al Festival di Sanremo 1988.</p>
<p>Anche <strong>Peter Tork</strong>, bassista americano che ha militato nei <strong>Monkees</strong>, è scomparso lo scorso 21 febbraio: era la risposta USA ai Beatles. Aveva 77 anni e da più di dieci combatteva contro un cancro.</p>
<p>Sempre il 21 febbraio è morto <strong>Stanley Donen</strong>, classe 1924, regista di tantissimi musical di successo tra cui <em>Cantando sotto la pioggia</em>, con Gene Kelly. Nel 1998 ha ricevuto il premio Oscar alla carriera.</p>
<p>A continuare il triste elenco di decessi rock e similari è stato <strong>Mark Hollis</strong>, il vocalist e fondatore dei <strong>Talk Talk</strong>. Venuto a mancare a 64 anni di età lo scorso 25 febbraio, Holllis è stato uno di cantanti simbolo degli anni 80, fondatore della band nel 1981 insieme a Paul Webb e Lee Harris. Spopolarono in tutto il mondo con brani rimasti ancora oggi nella storia della musica: <em>It’s My Life</em> e <em>Such a Shame e The Colour of spring</em>.</p>
<p>I Talk Talk hanno avuto una delle carriere più interessanti degli anni Ottanta: dopo il grande successo di <em>It’s My Life</em> e <em>The Colour of spring</em>, Hollis guidò la band verso territori più sperimentali. <em>Spirit of Eden</em>, l’album successivo, è un disco imprescindibile che ha contribuito alla nascita di tutta la corrente post rock. Hollis, che aveva deciso di abbandonare il pop per cercare suoni diversi, decise poi di ritirarsi dalla musica pubblica.</p>
<p>Lo stesso giorno è morto anche <strong>Andy Anderson</strong>, ex batterista dei <strong>Cure </strong>dal 1983 al 1984. Aveva 68 anni e aveva lavorato anche con Iggy Pop e Peter Gabriel.</p>
<p>Musicisti dei mitici anni 80 e non solo, sono venuti a mancare uno appresso all’altro nell’anno appena iniziato. Anche la musica contemporanea è stata scossa dalla morte di <strong>Keith Flint</strong>, il cantante eclettico e ballerino dei <strong>Prodigy</strong>. Si è suicidato a 49 anni all’inizio di questo mese. Lo hanno trovato il 4 marzo scorso, quando non c’era più niente da fare.</p>
<p>Morte per impiccagione: è questa la conclusione della polizia britannica sulla base degli accertamenti preliminari di medicina legale rispetto alle cause del suo decesso. Flint, assurto alla notorietà internazionale con i Prodigy negli anni &#8217;90, aveva alle spalle una storia di tossicodipendenza.</p>
<p>Anche in Italia il 5 marzo, a seguito delle ferite riportate dopo essersi lanciato il giorno prima da un ponte a Lanzo Torinese, è morto <strong>Massimo Max Arminchiardi</strong><strong>, </strong>un chitarrista piemontese di 56 anni. Era<strong> disperato perché non riusciva più a tirare avanti senza suonare. </strong>Aveva lanciato appelli drammatici sui social: <strong><em>Non ho più un posto dove andare – </em></strong>scriveva angosciato.</p>
<p>Era molto conosciuto Max anche perché, diversi anni fa, aveva suonato al seguito di Joy Tempest e degli Europe in giro per il mondo. Accompagnatore di Alexia al festival di San Remo, Arminchiardi aveva anche fondato una scuola di musica per ragazzi a San Carlo Canavese.</p>
<p>Virtuoso della chitarra elettrica, aveva continuato a scrivere, comporre e suonare musica, applicando in un originale cross over la musica hard rock a quella classica. Perché, come Max amava scherzare, “anche Vivaldi era in fondo un ‘metallaro’, solo senza elettrificazione”.</p>
<p><strong>Anche Harold Simon Belsky </strong><strong>alias Hal Blaine, </strong><strong>il più grande batterista di sempre,</strong> ci ha lasciati pochi giorni fa, lo scorso 11 marzo<strong>. </strong><strong>Statunitense, classe 1929, </strong>Blaine aveva suonato per rockstar e big della musica di vario genere, accompagnando con le sue percussioni star del calibro di <strong>Frank Sinatra,</strong> <strong>Elvis Presley</strong>, <strong>John Lennon</strong>, <strong>Simon &amp; Garfunkel</strong>, i <strong>Beach Boys</strong> e centinaia di altri artisti di fama internazionale.</p>
<p><strong>Hal Blaine </strong><strong>era un componente fondamentale della</strong> <em><strong>Wrecking Crew</strong></em><strong>, </strong><strong>un gruppo</strong> session di Los Angeles che faceva da studio band al produttore <strong>Phil Spector</strong>. L’appartenenza a questo collettivo aiutò Blaine a plasmare il suo <strong>approccio </strong><em><strong>wall of sound</strong></em>, ben esemplificato nella hit delle <strong>Ronettes</strong> del 1963 con<strong> <em>Be My Baby</em></strong>.</p>
<p>Ma forse a questo veterano percussionista è meglio dedicare un capitolo a parte.</p>
<p>Gli <strong>artisti della cosiddetta </strong><em><strong>Wrecking Crew</strong></em> <strong>segnarono la storia del genere</strong> <strong>west coast</strong>, incidendo le musiche per i dischi dei più grandi interpreti degli anni Sessanta e Settanta. Senza di loro classici immortali come <em>Strangers in the Night</em>, <em>Mrs. Robinson</em>,<em> Let the Sunshine In</em> e molti altri non sarebbero stati gli stessi.</p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una moria dei cantanti rock più famosi dei nostri tempi.</p>
<p>Le tristi coincidenze di questo periodo, richiamano alla mente scomparse meno recenti di eccellenti artisti, da <strong>Freddy Mercury</strong>, ultimamente celebrato con il film <em>Bohemian Rapsody</em>, per proseguire con l’improvviso decesso di <strong>Michael Jackson</strong>, alla quale si sono succedute, una dopo l’altra, morti eccellenti come quella del <em>Duca bianco</em> <strong>David Bowie</strong>, di <strong>Witney Huston</strong>, di <strong>Amy Winhouse</strong>, di <strong>Prince</strong>, di <strong>Aretha Francklin</strong> e di tanti altri.</p>
<p>Si è parlato della cosiddetta età maledetta, quella dei 27 anni. Numerosi artisti sono morti a questa età. Per questo sono stati inseriti nel cosiddetto <em>Club 27</em> &#8211; con la variante <strong><em>J27</em></strong> perché molti di loro avevano la lettera <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/J">J</a></strong> come iniziale del nome o del cognome &#8211; che ha visto<strong> </strong>scomparire numerosi artisti di fama mondiale: Robert Johnson, Brian Jones (Rollling Stones), Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison (Doors), Kurt Cobain (Nirvana) ed Amy Winehouse. Li hanno chiamati cantanti <em>maledetti,</em> in quanto forse vittime di se stessi, della propria fama e dei propri vizi nonché di dipendenze compulsive, tristezza e persino solitudine.</p>
<p>Daniela Serpi</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/mondo-rock-lutto/"><img width="492" height="325" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock.png 492w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock-300x198.png 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/rock-96x64.png 96w" sizes="(max-width: 492px) 100vw, 492px" /></a></p>]]></content:encoded>
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