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	<title>Gli italianiMorto Giuseppe Galasso, lo storico repubblicano che piace ai monarchici &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Morto Giuseppe Galasso, lo storico repubblicano che piace ai monarchici</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 18:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/morto-giuseppe-galasso-lo-storico-repubblicano-piace-ai-monarchici/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>Non deve stupire se, alla notizia della morte di Giuseppe Galasso, sulla soglia dei 90 anni, il sito dell’Unione Monarchica Italiana lo ricorda come un grande storico, “mai di parte”. Perché in effetti Giuseppe Galasso, certamente repubblicano ed esponente del P.R.I., partito per il quale è stato consigliere e assessore comunale di Napoli, poi deputato al Parlamento e Sottosegretario ai beni culturali e ambientali (a lui si deve la legge n. 431 del 1985 per la protezione del paesaggio, detta, appunto, “legge Galasso”), è stato uno storico di raro equilibrio, mai “di parte”, come molti che, per convinzione o per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/morto-giuseppe-galasso-lo-storico-repubblicano-piace-ai-monarchici/">Morto Giuseppe Galasso, lo storico repubblicano che piace ai monarchici</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non deve stupire se, alla notizia della morte di Giuseppe Galasso, sulla soglia dei 90 anni, il sito dell’Unione Monarchica Italiana lo ricorda come un grande storico, “mai di parte”. Perché in effetti Giuseppe Galasso, certamente repubblicano ed esponente del P.R.I., partito per il quale è stato consigliere e assessore comunale di Napoli, poi deputato al Parlamento e Sottosegretario ai beni culturali e ambientali (a lui si deve la legge n. 431 del 1985 per la protezione del paesaggio, detta, appunto, “legge Galasso”), è stato uno storico di raro equilibrio, mai “di parte”, come molti che, per convinzione o per convenienza, si sono schierati, magari per farsi strada nelle università. E così, con la lente dei partiti, hanno letto fatti e personaggi della storia italiana, soprattutto di quella più recente. Come dimostrano i toni del dibattito che in questa stagione hanno riguardato la polemica Fascismo-Antifascismo.</p>
<p>Uomo del Sud, Galasso è stato protagonista della cultura della sua terra. Ha iniziato con una borsa di studio dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici, di cui sarebbe divenuto successivamente segretario, ed ha terminato la sua esperienza accademica insegnando storia moderna presso l’Università Federico II, nella quale è stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. Ha tenuto la medesima cattedra presso l’Istituto Suor Orsola Benincasa. In precedenza aveva insegnato nelle Università di Salerno e Cagliari.</p>
<p>Presidente della Società napoletana di storia patria, ha ricevuto la Medaglia d’oro come benemerito della cultura e dell’arte e, nel 2005, il “Premio speciale della Cultura” della Presidenza del Consiglio dei Ministri  per la sezione “Storia”.</p>
<p>Numerose le opere che lo hanno fatto conoscere non solo agli studiosi ma al grande pubblico degli appassionati di storia. A cominciare da la <em>Storia d’Europa</em>, edita da Laterza per continuare con gli studi che hanno riguardato l’Italia meridionale. Qualche esempio:<em> Mezzogiorno medievale e moderno</em>; <em>Dal Comune medievale all’Unità. Linee di storia meridionale</em>; <em>Napoli spagnola dopo Masaniello. Politica Cultura Società</em>; <em>Potere e istituzioni in Italia. Dalla caduta dell’Impero romano ad oggi</em>; <em>Il Mezzogiorno nella storia d’Italia. Lineamenti di storia meridionale e due momenti di storia regionale</em>; <em>L’Italia come problema storiografico</em>; <em>Storia del Regno di Napoli (1266-1860)</em>, 6 volumi; <em>Italia nazione difficile. Contributo alla storia politica e culturale dell’Italia unita</em>; <em>L’Italia moderna e l’unità nazionale </em>(con Luigi Mascilli Migliorini); <em>L’Italia nuova. Per la storia del Risorgimento e dell’Italia unita</em>, 7 volumi; <em>Storia della storiografia italiana. Un profilo</em>.</p>
<p>Crociano di formazione, del grande filosofo e storico di Pescasseroli ha curato la riedizione delle opere per la casa editrice Adelphi.</p>
<p>È stato anche – e forse lì è la ragione della simpatia dei monarchici – un grande stimatore di Camillo Benso di Cavour, il grande statista che ha avuto un ruolo centrale nella formazione dello Stato unitario. Che anche noi ricordiamo con le parole del Cancelliere austriaco Clemente Lotario di Metternich: “in Europa allo stato attuale esiste un solo vero uomo politico, ma disgraziatamente è contro di noi. È il Conte di Cavour”.</p>
<p>Di Cavour Galasso scrive nella prefazione all’“Autoritratto” di Camillo Benso di Cavour (BUR 2010), nel quale lettere, diari, scritti e discorsi del grande statista sono presentati con straordinaria comprensione del contesto storico. A cominciare dal perimetro istituzionale nel quale il Conte si muoveva, persuaso che lo Statuto Albertino racchiudesse “tutti i più grandi principii delle libere costituzioni”, in quanto “consacra fra noi tutti i diritti di cui godono tutte le nazioni più incivilite”, come scrisse il 10 marzo 1848, all’indomani della promulgazione della Carta fondamentale del Regno, in un articolo per “Risorgimento”, il giornale sul quale avrebbe condotto le grandi battaglie per l’unità d’Italia e il riordinamento dello Stato.</p>
<p>Di Cavour lo storico napoletano apprezza soprattutto il fatto che parlasse e scrivesse, già nel 1847, dell’“Italia considerata come un solo paese”, un discorso unitario all’epoca non frequente neppure a proposito dell’economia della penisola. Ed un anno prima aveva scritto su la “Revue Nouvelle” di Parigi del ruolo unificante delle ferrovie. Non solamente dal punto di vista interno, ma nella prospettiva dello sviluppo economico di un’Italia protesa verso l’oriente, vicino e più lontano (diceva della Cina), in ragione della posizione geografica della penisola, un promontorio nel Mediterraneo, e dei suoi porti, Palermo e Napoli, capaci di convogliare le merci provenienti dall’Europa. Una visione modernissima che Galasso sottolinea come espressione della visione politica dello statista piemontese, con adesione piena e convinta ai principi del liberismo economico, del mercato e della concorrenza, nemico degli stati che mantenevano un sistema “protettore” o “ultraprotettore”.</p>
<p>Ed a proposito dell’impegno politico di Cavour, Galasso si chiede: “ha corrisposto l’Italia unificata da Cavour a quelli che poterono essere i suoi propositi e le sue speranze? È nata l’Italia libera, moderna, progredita sulla linea dell’Europa più avanzata, che egli auspicava? Si è formato uno Stato efficiente, bene strutturato, equilibrato fra esigenze pubbliche e private, collettive e individuali, liberiste e sociali, forte ma giusto nell’ordine e nella giustizia?” Risposte affermative, scrive Galasso, “sarebbero poco credibili già in via di principio”. Ma “le risposte negative sarebbero, tuttavia, sicuramente errate”. Questo è Giuseppe Galasso, storico per nulla condizionato dalle sue idee politiche, consapevole del valore dell’unità nazionale raggiunta nel Risorgimento. Per cui, di fronte ad alcune letture critiche delle annessioni al Regno di Sardegna in attesa che divenisse d’Italia, non ha dubbi che siano un errore, anche quando si debba riconoscere che non tutto andò per il verso giusto. E il 13 luglio 2015 scrive sul<em> Corriere della Sera </em>che gli “appare preoccupante il problema posto dall’antitalianismo borbonizzante. Sul piano culturale lo si può ritenere ben poco vitale e, comunque, destinato a essere superato (e anche omologato in quel tanto di fondato che può essere in esso). Sul piano politico, invece, alla sua incapacità di alimentare un filone politico specifico e consistente, corrisponde la sua forza erosiva e corrosiva dell’idea nazionale italiana, della quale il Mezzogiorno ha tanto partecipato e della quale, nonostante le apparenze, tuttora profondamente partecipa. E da ciò derivano un danno sicuro all’organismo nazionale italiano e un suo indebolimento in Europa, senza che si riesca in alcun modo a vedere che cosa ne venga di buono al Mezzogiorno”.</p>
<p>Insieme all’attività accademica e politica Galasso è stato un editorialista molto apprezzato per i suoi scritti su quotidiani e periodici nazionali, da <em>Il Mattino</em> al <em>Corriere della Sera</em>, <em>La Stampa</em>, <em>L’Espresso</em>. Le sue parole hanno sempre lasciato un segno nelle menti più attente.</p>
<p>Da appassionato di storia sentirò la mancanza di Giuseppe Galasso. Ed è certo che non sarò il solo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/morto-giuseppe-galasso-lo-storico-repubblicano-piace-ai-monarchici/">Morto Giuseppe Galasso, lo storico repubblicano che piace ai monarchici</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/morto-giuseppe-galasso-lo-storico-repubblicano-piace-ai-monarchici/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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