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	<title>Gli italianiNasce a Roma il museo dell&#8217;arte salvata &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Nasce a Roma il museo dell&#8217;arte salvata</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 13:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È stato inaugurato a Roma dal ministro della cultura Dario Franceschini nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, più comunemente nota come Planetario, il Museo dedicato all’Arte Salvata che conterrà opere recuperate dal comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale.</p>
<p>Il Museo dell&#8217;Arte Salvata farà parte del Museo Nazionale Romano, andando ad arricchire il percorso museale delle Terme di Diocleziano e delle altre tre sedi di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi.</p>
<p>Sarà un luogo visibile del salvataggio dell’arte nelle sue diverse forme: le opere, restaurate dall’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), troveranno un luogo dove transitare ed essere esposte per un periodo di tempo limitato prima di tornare nei territori di origine.</p>
<p>Il Museo cambierà di volta in volta la disposizione al suo interno, accogliendo sempre nuovi tesori d’arte, secondo una rotazione dell’esposizione. Infatti, al termine di ogni mostra, nuove opere recuperate saranno presentate al pubblico tenendo viva l’attenzione sul magistrale lavoro di recupero sempre in corso.</p>
<p>“Opere d’arte trafugate, reperti archeologici dispersi, venduti o esportati illegalmente: si tratta di una perdita significativa per il patrimonio culturale di un paese, espressione della sua memoria storica e dei valori collettivi, nonché dell’identità di un popolo”, ha sottolineato Dario Franceschini, ministro della Cultura. “Tutelare e valorizzare queste ricchezze &#8211; ha proseguito &#8211; è un dovere istituzionale, ma anche un impegno morale: è necessario assumersi questa responsabilità nei confronti delle generazioni future, affinché possano conservare, con queste testimonianze, quel valore identitario che permette di riconoscersi in una storia culturale comune. Con il Comune di Roma – ha poi precisato Franceschini stiamo ragionando su un progetto molto ambizioso che permetterà di collegare il Museo dell’Arte Salvata alle Terme di Diocleziano e avere così un’isola della cultura vicino alla Stazione Termini dove passano milioni di turisti e viaggiatori”.</p>
<p>In occasione dell’apertura al pubblico del Museo, saranno esposti dal 16 giugno al 15 ottobre 2022 i recenti ritrovamenti del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri: numerosi pezzi di archeologia di varie civiltà rientrati dagli Stati Uniti d’America in un arco temporale compreso fra il dicembre 2021 e la scorsa settimana. I reperti risalgono a diverse attività investigative condotte dai “Carabinieri dell’Arte” in collaborazione con le Autorità statunitensi, sequestrati presso direzioni museali, case d’asta e collezioni private in varie località d’oltreoceano.</p>
<p>“Tra le centinaia di opere che il Reparto Operativo TPC ha riportato dagli Stati Uniti nel 2021, spicca una serie di ceramiche e di terrecotte votive e architettoniche provenienti da diverse culture dell’Italia centrale e meridionale preromana. La mostra presentata al Museo dell’Arte Salvata è dedicata a una selezione di questi materiali di grande rilievo e costituisce la prima tappa di un percorso di ricerca e valorizzazione &#8211; ha sottolineato Massimo Osanna, direttore generale Musei &#8211; che riporterà, dopo la mostra, le opere nei territori di provenienza”.</p>
<p>“Siamo lieti di accogliere, in seno al Museo Nazionale Romano, il Museo dell&#8217;Arte Salvata che nasce per volontà del ministro Dario Franceschini e con l’impegno congiunto della Direzione generale Musei – ha precisato Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano. Siamo entusiasti pure di questa prima esposizione che si è potuta realizzare grazie al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e del loro operato fondamentale per il Paese e soprattutto per le opere d’arte. Auspico che il nuovo Museo &#8211; ha proseguito &#8211; accolga grandi progetti di mostre, fungendo da una parte da porto sicuro per quelle opere che da qui ripartiranno per una collocazione definitiva, lontano da tutto ciò che può arrecar loro danno; dall’altra da setaccio, a separare per poi ricollocare al giusto posto le stesse che saranno sottoposte a indagini per verificarne il grado di autenticità e provenienza: tutto questo per coglierne appieno l’importanza archeologica, storica e artistica dei tesori ritrovati ed esposti per la prima volta al pubblico al Museo Nazionale Romano, nel Museo dell’Arte Salvata” .</p>
<p>&#8220;Gli oggetti esposti  &#8211; ha spiegato il comandante generale dell&#8217;Arma, Teo Luzzi &#8211; sono reperti Romani, Etruschi, Magno-greci, che testimoniano da dove veniamo. Sono tornati grazie al costante, efficace azione operata del Comando Tutela Patrimonio Culturale con donne e uomini che traducono concretamente il dettato dell&#8217;articolo 9 della Costituzione&#8221;.</p>
<p>“Proteggere il patrimonio culturale è la missione che ci è stata affidata, e ad essa per nulla al mondo vorremmo sottrarci”, ha sottolineato Roberto Riccardi, Generale di Brigata, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. “È una difesa necessaria oggi, come lo è stata in ogni tempo. La tutela del patrimonio nella storia d’Italia ha coinvolto sovrani, pontefici e intellettuali. Dal 1969 il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale – ha precisato &#8211; è fra i tenaci custodi delle nostre opere. Ammontano a più di tre milioni i beni riguadagnati e ciò che appare in questa esposizione è solo una parte del bottino rientrato con uno degli ultimi recuperi”, è stata la sua conclusione.</p>
<p>Tra le opere esposte spiccano reperti di epoca orientalizzante (VII sec. a.C.): provengono per lo più dall’Etruria meridionale, come la <em>Giara (pithos) in ceramica d’impasto rosso sovra-dipinto in bianco di produzione etrusca (Cerveteri) con scena mitologica dell’accecamento di Polifemo e animali (cavalli,  felini),</em> del terzo quarto del VII sec. a.C. (il coperchio è di pertinenza dubbia, vetrina 1) e il <em>Cratere cerimoniale con quattro anse sormontate da coppette in ceramica d’impasto rosso sovra-dipinto in bianco di produzione nord laziale (Crustumerium) con uccelli acquatici </em>(VII sec. a.C., nella vetrina 10B).</p>
<p>Alla seconda metà dal VI sec. a.C. risalgono le anfore con scene figurate: alcune sono attiche, altre sono etrusche come l’<em>Anforetta a figure nere con guerrieri affrontati sulla pancia e occhioni sulla spalla</em> (fine del VI sec. a.C., visibile nella vetrina 4)</p>
<p>Le necropoli etrusche hanno restituito un’enorme quantità di ceramiche del VI e del V sec. a.C. Forse provengono proprio dall’Etruria gli esemplari recuperati dal Comando TPC negli Stati Uniti, anche se le origini precise sono sconosciute, come per la <em>Coppa (kylix) attica a figure rosse con Dioniso (all’interno) e satiri con menadi (all’esterno), </em>di inizio V sec. a.C. (vetrina 5)</p>
<p>In mostra anche il<em> Cratere a forma di calderone (lebes) con scena di banchetto (symposion) con il gioco del kottabos</em> (verso la metà del IV sec. a.C., vetrina 6) e il <em>Piatto con due anse a figure rosse sovra-dipinte con maschera centrale sovra-dipinta e scena di amazzonomachia</em> della seconda metà del IV sec. a.C. (vetrina 7), entrambi di produzione apula.</p>
<p>Da una grande stipe votiva, in un santuario non identificato dell’Etruria meridionale, proviene la <em>Testa votiva in terracotta di produzione etrusco-laziale </em>del IV sec. a.C., sulla quale si osservano alcune tracce di policromia che fanno rivivere i volti antichi (vetrina 10A).</p>
<p>Le opere, al termine dell’esposizione temporanea, grazie al coordinamento con la Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio e al direttore generale dei musei dello Stato Massimo Osanna, saranno collocate tra il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Museo Nazionale Archeologico Cerite all’interno del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e lo stesso Museo Nazionale Romano.</p>
<p>Gli oggetti saranno in mostra dal 16 giugno al 15 ottobre 2022 e per l’occasione il Museo sarà aperto al pubblico dal martedì alla domenica, dalle ore 11 alle 18.</p>
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