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	<title>Gli italianiNegli Usa ha vinto chi non doveva vincere. Trump non ha battuto solo Hillary, ma una campagna diffamatoria &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 15:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/negli-usa-vinto-non-doveva-vincere-trump-non-battuto-solo-hillary-campagna-diffamatoria/"><img width="1086" height="811" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10.jpg 1086w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10-300x224.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10-768x574.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10-1024x765.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10-1020x762.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10-640x478.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10-86x64.jpg 86w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump10-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 1086px) 100vw, 1086px" /></a></p><hr /><p>Almirante, per prendersi gioco della democrazia, spesso soleva ricorrere a un simpatico calembour. Secondo il defunto leader del Msi, la prima volta che un intero popolo fu chiamato a scegliere tra due candidati in un’elezione diretta accadde duemila anni orsono a Gerusalemme. Tra Cristo e Barabba, però, la gente, com’ è noto, optò per il secondo. Winston Churchill, al contrario, amava sottolineare che la democrazia è il peggior sistema politico…dopo tutti gli altri però. Quanto accaduto ieri negli Usa parrebbe proprio aver dato ragione al vecchio statista d’Oltremanica. I sistemi democratici presidenziali maggioritari infatti, almeno quelli declinati all’ombra della Casa&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Almirante, per prendersi gioco della democrazia, spesso soleva ricorrere a un simpatico calembour. Secondo il defunto leader del Msi, la prima volta che un intero popolo fu chiamato a scegliere tra due candidati in un’elezione diretta accadde duemila anni orsono a Gerusalemme. Tra Cristo e Barabba, però, la gente, com’ è noto, optò per il secondo. Winston Churchill, al contrario, amava sottolineare che la democrazia è il peggior sistema politico…dopo tutti gli altri però. Quanto accaduto ieri negli Usa parrebbe proprio aver dato ragione al vecchio statista d’Oltremanica. I sistemi democratici presidenziali maggioritari infatti, almeno quelli declinati all’ombra della Casa Bianca e del Big Ben, sembrerebbero funzionare, eccome. Hai sbagliato? Allora è giusto che paghi e te ne vai. Pertanto l’antipatica e spocchiosa Hillary &#8211; ormai è questione di giorni &#8211; la vedremo finalmente in Central Park a portare a spasso il cane. E fin qui tutto bene. E’ l’America bamboli. Mica l’Italietta montianlettianrenzista, la vigna dei c… che premia i peggiori regalando loro potere e vitalizi. Ma dopo l’orgia di dichiarazioni, lo scialo delle dirette e l’alluvione delle interviste, la vera domanda da porsi è un’altra: chi ha avuto paura &#8211; ma a questo punto direi maniacale, paranoica avversione &#8211; di Trump? Chi demonizza a prescindere la “Brexit”? Chi teme a priori la vittoria del no al referendum italiano del prossimo dicembre e la conseguente, paventata “Italexit”? A prima vista queste tanto deprecate “sciagure” sembrano non avere nulla in comune. Almeno all’apparenza. Eppure c’è un filo rosso che le lega. E questo filo porta dritto negli oscuri ambulacri frequentati dai signori della finanza mondiale rampante e speculatrice, apolide e transnazionale. Agli occulti manovratori nascosti nei ministeri dell’economia, nelle banche, nelle City e nelle Federal Reserve, nelle Eurotower e negli uffici delle finanziarie. Gli stessi loschi figuri che combattono una guerra neppure più tanto segreta, una sorta di partita a Risiko col mondo intero. Una partita dove la posta in gioco è il controllo del pianeta. Le conseguenze di questo grande, sporchissimo gioco le subiamo tutti. Crisi economiche, guerre, crac finanziari, rialzi e crolli del costo del petrolio e delle materie prime, improvvise impennate dello spread, troike impiccione che impongono strategie suicide infischiandosene dei parlamenti nazionali, campagne mediatiche contro chi non si piega ai voleri di questi arroganti. Un pugno di burocrati autoreferenziali, avulsi dalla realtà, buoni a nulla ma capaci di tutto. Sono questi i “soldati” e le munizioni che i signori del potere economico-finanziario globale utilizzano per asservire i politici e i popoli refrattari ai loro perentori diktat. Pertanto è apparso evidente come l’arma del terrore psicologico sia stata deliberatamente e spregiudicatamente utilizzata per impedire a tutti i costi la temuta vittoria del tycoon. Un uomo che, almeno a sentire le dichiarazioni rilasciate in campagna elettorale, impiegherà la sua ascesa al potere per rovesciare un sistema politico ed economico marcio e corrotto. Un mondo dove ad essere avvantaggiati sono i soliti felici pochi, a tutto detrimento della stragrande maggioranza della popolazione. E proprio per questo Trump “doveva” perdere. Del resto basta vedere chi erano i più accesi supporter di lady “Killary”: vip, star di Hollywood, attori falliti, cinematografari, cantanti, nani, ballerine, ”Deniri”, ”Ciccone” e “Germanotte” varie. E poi sondaggisti, politologi, opinionisti, corsivisti ed economisti. Tutti i democratici e addirittura gran parte degli stessi repubblicani. Ma anche pennivendoli da strapazzo, scribacchini prezzolati, strateghi del nulla, aedi dell’ovvio e scopritori dell’acqua calda. Tutta gente, quest’ultima, che, invece di servire la professione con onestà, competenza, correttezza e imparzialità, informando il pubblico sul reale stato delle cose, ha preso a registrare scenari immaginari, stonate ucronie da loro stessi escogitate, a stilare cronache fantasiose e improbabili storielle da quattro soldi, distorcendo la verità a colpi di banalità e luoghi comuni, sognando a occhi aperti un mondo ipotetico e futuribile. Un universo alla Liala, scintillante di lustrini, paillettes e buoni sentimenti, tutto understatement e politically correct. Laddove la realtà che si andava srotolando sotto il loro inconsapevole naso, qualora lorsignori si fossero degnati di tastare il polso della gente “autentica”, era una sola, semplice e lapalissiana. Vale a dire che l’America WASP, quella profonda, bianca, anglosassone, protestante e borghese (ma anche buona parte di quella nera, latina, cattolica e proletaria) ha votato Trump. Che non era certo il meglio, ma non era neppure il peggio. Insomma, la “middle class” statunitense, compresa quella ispanica e afroamericana, stufa dell’andazzo corrente, ha pensato bene di optare per il cambiamento sferrando un metaforico calcio nel sedere, almeno per un giorno, al sistema lobbistico e usurocratico delle banche, della grande finanza avida e speculatrice, delle spregiudicate consorterie di Wall Street e delle orde di media asservite a tali cupole. In prima linea a prestare il fianco a questo sporco gioco alla disinformazione, alla manipolazione dei fatti, alla distorsione e alla demonizzazione del candidato repubblicano, la Rai nostrana, seguita a ruota dalle reti Mediaset e dalle corazzate dell’universo cartaceo, “Repubblica” e “Corriere” in testa. Per giorni è stato tutto un ricalcare con la fotocopiatrice per il nostro pubblico le nauseabonde videate di CNN e NBC e le sussiegose articolesse stilate dai guru del New York Times e della Washington Post. Inondando schermi e prime pagine di stucchevoli interviste rilasciate a comando da presunte vittime insidiate decenni orsono, a sentir loro, da una specie di satiro. A nessuno di questi manipolatori fosse mai venuto in mente di fissare almeno per una volta l’attenzione sulle proposte, sui fatti concreti, sugli errori commessi durante i loro mandati dai vari Clinton, Obama, Hillary e compagnia sbagliante. Da gente che con una demenziale &#8211; o fin troppo lucida, dipende dai punti di vista…. &#8211; politica ha cinicamente annientato l’economia patria, distrutto nazioni un tempo ricche e stabili, sottovalutato il terrorismo, fomentato il perverso demone dell’Isis, scatenato un immane tsunami di profughi, destabilizzato lo spazio di Schengen e trasformato il Mediterraneo in un immenso cimitero. Come se l’America, sotto i loro mandati fosse davvero progredita, e non al contrario, trasformata in una gabbia di matti. Un luogo coi tutori dell’ordine più delinquenti dei criminali stessi. Non so se è l’alba di una nuova era per lo zio Sam, e non me ne importa più di tanto, ma penso che pure per la decadente Europa sia finalmente arrivata l’ora di un salutare ripensamento. Infatti questo nostro Vecchio Continente, genuflesso ai magheggi di ottusi burocrati avvezzi a decretare sulla lunghezza delle banane per poi strangolare i popoli nella morsa di demenziali parametri, con la stitica leadership di Obama e la politica estera gestita da questa fanatica è giunta a un passo dalla guerra con la Russia e sull’orlo dal disfacimento. Pertanto con la vittoria di Trump ha visto eclissarsi il suo nemico più insidioso: la Casa Bianca. Prepariamoci quindi anche noi a cambiare spartito. Forse stavolta si potrà farlo davvero. Guardiamoci in faccia, seriamente, prendiamone atto e agiamo di conseguenza. Forse è l’ultima possibilità che abbiamo di restare in piedi in un mondo di macerie. Ma per fare questo ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti. A cominciare dai mass media. Rai, “Repubblica” e “Corriere” in testa.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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