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	<title>Gli italianiNeologismi e anglicismi. La lingua italiana cambia. Evoluzione o degenerazione? &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Neologismi e anglicismi. La lingua italiana cambia. Evoluzione o degenerazione?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 07:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/neologismi-anglicismi-la-lingua-italiana-cambia-evoluzione-degenerazione/"><img width="300" height="295" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/lingua.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/lingua.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/lingua-65x64.jpg 65w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Le lingua non è materia inerte né arido involucro refrattario ad ogni forma di contaminazione. E’ come una spugna: assorbe ed espelle lemmi, destruttura il verbo tale e dà dignità al verbo talaltro. Può soffocare il linguaggio oppure alimentarlo, ucciderlo o rinvigorirlo. Essendo esposta alle tempeste lessicali prodotte dal mutare delle tendenze culturali e linguistiche della società, può alterare il rapporto tra significato e significante. Negli ultimi dieci anni, per dire, sui giornali italiani, sono comparsi oltre 3500 neologismi. Parole nuove di zecca, a volte completamente inventate, altre e tanto per cambiare mutuate dall’inglese. Le hanno raccolte in un volume&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le lingua non è materia inerte né arido involucro refrattario ad ogni forma di contaminazione. E’ come una spugna: assorbe ed espelle lemmi, destruttura il verbo tale e dà dignità al verbo talaltro. Può soffocare il linguaggio oppure alimentarlo, ucciderlo o rinvigorirlo. Essendo esposta alle tempeste lessicali prodotte dal mutare delle tendenze culturali e linguistiche della società, può alterare il rapporto tra significato e significante. </p>
<p>Negli ultimi dieci anni, per dire, sui giornali italiani, sono comparsi oltre 3500 neologismi. Parole nuove di zecca, a volte completamente inventate, altre e tanto per cambiare mutuate dall’inglese. </p>
<p>Le hanno raccolte in un volume interessantissimo (Neologismi. Paole nuove dai giornali 2008-2018. Treccani editore) due esperti del ramo, Valeria Della Valle e Giovanni Adamo.</p>
<p>Di questi 3.505 neologismi, 2.617 sono parole singole, ad esempio “viralizzare” e 888 espressioni composte, come “bolla finanziaria”. </p>
<p>Informatica, finanza, medicina sono i settori che, negli ultimi due lustri, hanno sfornato parole nuove al ritmo di un opificio cinese.</p>
<p>“Ogni giorno ci sono nuove scoperte, quindi arrivano parole da tutto il mondo, a volte tradotte in italiano, come “nanofarmaco&#8221;, spiega la Della Valle.</p>
<p>Il volume affastella termini i più stravaganti e immaginifici: da “barcamenista”, creato dal critico televisivo Aldo Grasso a “lanacaprinesco” inventato da Mina, a “dichiarazionite”, parto del columnist Pierluigi Battista (dicesi dichiarazionite quella particolare forma di incontinenza parolaia di cui pare soffra una discreta aliquota di politici italiani). </p>
<p>La parte del leone la recitano, tuttavia, le parole che terminano in “crazia”: 27 i nuovi ingressi. Da “zerbinocrazia” (copyright Massimo Gramellini) a “maggiordomocrazia”, firmato Paolo Guzzanti (i due termini, sostanzialmente sinonimici, stanno a identificare la tendenza del potere politico ad assumere un atteggiamento di prostrazione rispetto ad altri poteri). </p>
<p>Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio ci ha aggiunto di suo “altrovecrazia”, l’inclinazione ad assumere decisioni importanti  lontano dai luoghi a ciò deputati: le urne e il Parlamento.</p>
<p>“Le parole non capitano mai per caso, vuol dire che i giornalisti e chi fa opinione sente il bisogno di alludere a un potere che ci sovrasta” scrive la Della Valle.</p>
<p>Si diceva della pervasività e invasività della lingua inglese. Ebbene, nei due ultimi lustri l’idioma di sua maestà la regina d’Inghilterra ha raddoppiato il numero dei termini entrati nel lessico di Dante e di don Lisànder Manzoni. Nel nostro modo di parlare sono apparse 15 nuove parole composte da “food”, 17 termini con “gender”, idem sicut supra per “smart”. Sul totale dei neologismi italiani, i termini albionici sono schizzati dal 10 al 20,11 per cento. </p>
<p>“Un elemento molto preoccupante a nostro modo di vedere” ammettono i due autori.</p>
<p>Ma l’aspetto sicuramente più divertente della questione è l’irrompere nella nostra lingua di alcune parole nuove e spiritose coniate da un insospettabile, papa Francesco. Da “giocattolizzare”, far diventare tutto un gioco, a “mafiarsi” cioè adeguarsi ai metodi criminali della mafia, passando per “balconare”, rimanere al balcone a guardare, senza prendere posizione, i neologismi di Bergoglio attingono alla lingua spagnola e puntano a farsi capire a persone di ogni luogo e estrazione sociale. Spassosa la sua “misericordina”, sorta di immaginario farmaco spirituale (una confezione con un rosario e un’immagine di Gesù) che il Pontefice ha fatto distribuire ai pellegrini in Piazza San Pietro. In un’epoca di pressioni, lavoro e consumo senza orari, Bergoglio mette, infine, in guardia dal “martalismo”, un termine che prende il nome da Marta, sorella di Lazzaro, e indica “l’eccessiva operosità, quella inutile, di coloro che si immergono nel lavoro, trascurando il riposo e le parole di Gesù”. </p>
<p>“Alcune parole non hanno fatto in tempo a rientrare nel dizionario, come il “fascistometro” di Michela Murgia. Ma continuiamo a registrare i neologismi nella banca dati dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee, del Cnr &#8211; assicura Della Valle &#8211; Molte parole sono legate al momento in cui vengono coniate e difficilmente rimarranno nella lingua italiana, altre resteranno, non possiamo ancora sapere quali. Ma sono tutte interessanti, perché fotografano un momento storico e, rileggendole tra 30 o 50 anni, si avrà il quadro di un’epoca”.</p>
<p>Da evidenziare che il volume mette disposizione dei lettori una serie di strumenti utili alla comprensione dei meccanismi di formazione delle nuove parole e delle caratteristiche del linguaggio giornalistico. Un libro da tenere su comodino insomma.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/neologismi-anglicismi-la-lingua-italiana-cambia-evoluzione-degenerazione/"><img width="300" height="295" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/lingua.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/lingua.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/lingua-65x64.jpg 65w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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