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	<title>Gli italianiIl no a Grillo è la sconfitta dei contorsionisti della politica &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il no a Grillo è la sconfitta dei contorsionisti della politica</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 13:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/no-grillo-la-sconfitta-dei-contorsionisti-della-politica/"><img width="2400" height="1600" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo.jpg 2400w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo-768x512.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo-1024x683.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo-1020x680.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/beppe-grillo-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></a></p><hr /><p>Ci siamo: la montagna ha partorito il topolino, anzi, il grillino. E il fatto è che appariva chiaro sin dall’inizio che dietro l’ex-comico “fulminato” sulla via della politica, in realtà, scomparso Casaleggio, c’era null’altro che il vuoto pneumatico. Solo degli illusi potevano davvero credere nella buona fede e nell’integrità morale ed etica di questo opportunista. La prova è arrivata a freddo, “a tradimento” potremmo dire, senza alcun segno premonitore, laddove i più sprovveduti tra i suoi fan già vagheggiavano imminenti sfracelli e apocalittici sovvertimenti. Nulla di tutto questo, il vecchio Beppe finalmente si è rivelato per quello che è: un&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo: la montagna ha partorito il topolino, anzi, il grillino. E il fatto è che appariva chiaro sin dall’inizio che dietro l’ex-comico “fulminato” sulla via della politica, in realtà, scomparso Casaleggio, c’era null’altro che il vuoto pneumatico. Solo degli illusi potevano davvero credere nella buona fede e nell’integrità morale ed etica di questo opportunista. La prova è arrivata a freddo, “a tradimento” potremmo dire, senza alcun segno premonitore, laddove i più sprovveduti tra i suoi fan già vagheggiavano imminenti sfracelli e apocalittici sovvertimenti. Nulla di tutto questo, il vecchio Beppe finalmente si è rivelato per quello che è: un arrivista, un demagogo, una tigre di carta, uno che, sotto le apparenze dell’irriducibile baluardo dell’antisistema, rappresenta invece l’elemento più stabilizzante di tutti. E non meno “istituzionalisti” e stabilizzatori si sono rivelati i 40.654 iscritti “certificati” al suo partito. Specialmente quelli che ieri hanno improvvidamente votato in maggioranza, smanettando sui mouse, per il passaggio dal gruppo europarlamentare Efdd (“Europe of Freedom and Direct Democracy Group”, in italiano “Europa della Libertà e della Democrazia Diretta”) all’Alde (“Alliance of Liberals and Democrats of Europe”, in italiano “Alleanza dei Liberali e Democratici d’Europa) senza se e senza ma. La notizia è di oggi: lo spauracchio del panorama politico italiano e continentale e il suo sprovveduto popolo di “webeti”, che per avere più forza d’impatto contro l’euro e l’ottusa burocrazia dei “bankster” di Strasburgo si erano aggregati al carro dell’euroscettico inglese Nigel Farage, leader di Ukip (“UK Independence Party”-“Partito dell’Indipendenza del Regno Unito”, quello della Brexit), con la scusa della prossima uscita dei deputati dell’Ukip dall’europarlamento per l’esito dell’ultimo referendum, hanno improvvisamente compiuto un testacoda strategico. Una invereconda piroetta attraverso la quale si sono sganciati senza un attimo d’esitazione dal vecchio alleato per aderire all’Alde, appunto, lo schieramento ultrafederalista, filoimmigrazionista, centrista, anti-identitario e conservatore presieduto dal belga Guy Verhofstadt. Il partito di gente del tipo Enrico Letta, tanto per intenderci. Da euroscettici ad euroentusiasti. Da incendiari a pompieri. Da fomentatori di rivolte a sperticati sostenitori del “volemose bene”. Il tutto così, su due piedi, anzi, su sei zampe, da ortotteri doc, con una capriola degna di consumati contorsionisti. Infatti nello spazio di un mattino, è andata a farsi benedire anche la crociata contro il tanto vituperato Ttip, il “Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti”, veementemente sostenuto dall’Alde e a cui i 5 Stelle hanno dato battaglia da sempre. Come pure sacrificate sono risultate le istanze anti-immigrazioniste più volte rivendicate dal gruppo pentastellato. La cosa più mortificante, per Grillo e i suoi accoliti, è che tutta questa manfrina non era per niente frutto di una legittima aspirazione alla moderazione, di una salutare crisi di coscienza o di un improvviso empito di ripensamento, tutt’altro. Lui nel limo dell’invettiva, dell’intransigenza giustizialista, del becero fanatismo alla Robespierre, del killeraggio sistematico dell’avversario, ci sguazzava e ci sguazza come la mosca sullo sterco. Il fatto è, poi, che il comico genovese sta al liberalismo e all’intransigente tutela dei diritti civili individuali come i cavoli stanno alla merenda. Altro che necessità di riposizionarsi in vista dell’imminente trasloco dei deputati Ukip. In realtà il repentino cambio di gabbana dell’ex-uomo di spettacolo mirava a null’altro che a fare il pieno di finanziamenti pubblici. L’Alde, infatti, rappresentando il terzo schieramento del parlamento Europeo, costituisce un autentico bengodi per i partitini alla canna del gas. Forse, attraverso questo giro di valzer il demagogo genovese pensava di raccattare un po’ di valsente da poter spendere alla grande nei night-club di Malindi.  Tuttavia qualcosa deve essere andata storta, perché il destino cinico e baro ci si è messo di traverso e il tentativo di fare il salto della quaglia &#8211; del grillo volevo dire! &#8211; è miseramente abortito. Si da il caso infatti che prima i Verdi, e poi i suddetti liberali di Verhofstadt, appena venuti a conoscenza delle intenzioni del comico, gli abbiano risposto picche. &lt;Questo matrimonio non s’ha da fare&gt;, è stata più o meno la pronta reazione del leader belga dell’Alde alle velleità “unioniste” dell’ex-arrabbiatissimo teoretico del vaffa. Fatto sta che a rimanere vittima di un poderoso e clamorosissimo “vaffa” grosso quanto la Lanterna stavolta sia stato proprio lui, Beppe Grillo da Genova. Il quale adesso si trova ad affogare nella palta, sommerso com’è dalle corali invettive della base, dall’irritazione dei vertici (i parlamentari del Movimento, a Bruxelles come a Roma, erano del tutto all’oscuro del cambio di casacca, alla faccia della democrazia! ) e dalle sonore pernacchie che mezzo parlamento e l’intera opinione pubblica italiana ed europea gli stanno lanciando contro per essere passato da Masaniello a Pulcinella in una manciata di ore. La pernacchia più rumorosa glie l’ha lanciata Carlo Sibilia, del direttorio M5S. Il quale, in un post su Facebook, pubblicato poco dopo quello di Grillo sul blog, come riportato dall’“Huffington Post”, ha espresso con forza il suo disappunto e lo ha fatto a partire dal titolo: “Votare informati è importante”. Scoperto lo sporco gioco dell’improvvisato “leader”, traslocato in men che non si dica dalla ribalta al ribaltone, il M5S  ora si ritrova con le spalle al muro, messo all’angolo pure dal leghista Matteo Salvini, che si è vista la testa del suo più temibile avversario politico servita su un piatto d’argento. Perché l’autentico significato delle vicende politiche odierne sta tutto qui, nell’ormai scarso o nullo affidamento di cui ha dato prova il castigamatti pentastellato. Uno che fin dall’inizio della sua storia d’intransigente giustizialista si era trovato nell’impossibilità di poter essere eletto per un gravissimo carico pendente con la Legge. Uno che davanti alla figuraccia rimediata per la sua squallida performance non ha saputo fare altro che blaterare di aver “…fatto tremare il sistema come mai prima”. Si. Dalle risate però.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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