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	<title>Gli italianiIl nodo Corea del Nord nelle relazioni tra gli Usa e la Cina &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il nodo Corea del Nord nelle relazioni tra gli Usa e la Cina</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 06:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/nodo-corea-del-nord-nelle-relazioni-gli-usa-la-cina/"><img width="266" height="190" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump-2.jpg 266w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump-2-90x64.jpg 90w" sizes="(max-width: 266px) 100vw, 266px" /></a></p><hr /><p>Quanto al nucleare nordcoreano, le negoziazioni sono fuori discussione. E’ stato chiaro il nuovo segretario di Stato americano Rex Tillerson che, avendo scelto l’Asia come suo primo debutto oltremare, ha persino ventilato l’ipotesi di un “attacco preventivo” nel caso in cui Pyongyang alzasse i toni della minaccia contro Corea del Sud e Stati Uniti. “La pazienza strategica”, adottata finora nella speranza di una spontanea redenzione da parte del regime di Kim Jong-un, non è servita allo scopo e l’opzione militare “rimane sul tavolo”, ha chiarito Tillerson durante le prime due tappe della missione diplomatica che si concluderà domenica. Prima in&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto al nucleare nordcoreano, le negoziazioni sono fuori discussione. E’ stato chiaro il nuovo segretario di Stato americano Rex Tillerson che, avendo scelto l’Asia come suo primo debutto oltremare, ha persino ventilato l’ipotesi di un “attacco preventivo” nel caso in cui Pyongyang alzasse i toni della minaccia contro Corea del Sud e Stati Uniti. “La pazienza strategica”, adottata finora nella speranza di una spontanea redenzione da parte del regime di Kim Jong-un, non è servita allo scopo e l’opzione militare “rimane sul tavolo”, ha chiarito Tillerson durante le prime due tappe della missione diplomatica che si concluderà domenica. Prima in Giappone e poi in Corea del Sud, il segretario di Stato ha rassicurato gli alleati sul duraturo appoggio americano davanti alle incertezze regionali, sfatando i dubbi instillati dalle affermazioni ambigue rilasciate da Donald Trump circa un possibile disimpegno americano dal continente. Addirittura in un’intervista rilasciata a Fox News dalla zona demilitarizzata tra le due Coree, Tillerson non ha escluso la possibilità di fornire l’atomica ai  protégée  asiatici, che continuano a ospitare decine di migliaia di soldati statunitensi dai tempi della Guerra Fredda.</p>
<p>La posizione dura di Tillerson ha trovato conferma nelle parole di Trump che venerdì, sull’amato Twitter, ha accusato la Corea del Nord di aver “giocato con gli Stati Uniti” in tutti questi anni (Washington ha concesso oltre 1 miliardi di aiuti umanitari al Nord), mentre “la Cina è stata di scarso sostegno”. Secondo diverse fonti, Washington avrebbe al vaglio nuove “sanzioni secondarie” contro le aziende cinesi colpevoli di continuare a fare affari con Pyongyang in barba alle risoluzioni internazionali. Da parte sua, Pechino attribuisce la responsabilità dell’escalation nella penisola coreana alle provocazioni della Casa Bianca che, sorda davanti alle richieste di un riavvicinamento avanzate da Pyongyang, continua a seminare zizzania conducendo operazioni di addestramento con Seul nel tratto di mare a est della penisola. Bocciata anche la scelta di installare il sistema antimissile americano Thaad nel Sud del paese, una mossa di cui Pechino si considera il vero obiettivo, ma che gli Stati Uniti ritengono necessaria a proteggere la Corea del Sud. Proprio sabato, nella contea di Seounju, circa 2000 persone hanno protestato contro il dispiegamento dello scudo missilistico, che i residenti considerano una minaccia per la loro salute e la sicurezza ambientale.</p>
<p>D’altrocanto,  la proposta cinese di barattare la sospensione del programma nucleare di Pyongyang in cambio dell’arresto delle esercitazioni congiunte tra Seul e Washington continua a scontrarsi contro i reiterati dinieghi della Casa Bianca. Da ultimo quello di Tillerson, che dalla zona demilitarizzata ha chiarito come la ripresa del dialogo è assolutamente subordinata alla rinuncia delle ambizioni atomiche del Regno Eremita, una posizione in linea con quanto sostenuto dall’amministrazione Obama. Al contempo il segretario di Stato ha accennato a tutta una serie di misure adottabili per riportare Pyongyang al tavolo delle trattative, tra cui un’attuazione più ferrea delle sanzioni, un incremento del proprio arsenale e attacchi mirati contro i siti missilistici, mentre negli scorsi giorni il New York Times aveva fatto allusione alla ripresa di un programma di sabotaggio hacker mirato a vanificare l’esito dei test missilistici nordcoreani &#8211; oltre 20 quelli condotti nel solo 2016. Dal canto suo, la Corea del Nord non scende a compromessi, temendo di fare la fine della Libia di Gheddafi, costretta a cedere le proprie armi atomiche per poi venire data in pasto alla Primavera araba.</p>
<p>Sabato, al termine dell’incontro con l’omologo cinese Wang Yi tenutosi a Pechino (destinazione conclusiva del tour), Tillerson ha dichiarato alla stampa che Cina e Stati Uniti condividono “una visione comune e l’opinione che le tensioni nella penisola sono ormai piuttosto elevate; le cose hanno raggiunto un livello alquanto pericoloso. Lavoreremo insieme per vedere se siamo in grado di portare il governo di Pyongyang a un punto di svolta, in modo da indurlo a cambiare il proprio corso e ad allontanarsi dallo sviluppo di armi nucleari.&#8221; Come non è ben chiaro. Non sono stati forniti dettagli sulle prossime mosse da seguire, mentre il clima complessivamente amichevole è presumibilmente da attribuire all’imminente incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping (il primo tra i due), che secondo i bene informati si terrà all’inizio di aprile nella lussuosa tenuta di  Mar-a-Lago, in Florida.</p>
<p>Il vertice, ispirato al meeting informale del 2013 tra Xi e Obama a Sunnylands, costituirà un banco di prova per le relazioni sino-americane nell’era Trump. Oltre al nucleare nordcoreano, pesano le schermaglie tra Pechino e gli alleati americani nel Mar cinese meridionale e la questione taiwanese. Dopo aver indispettito il gigante asiatico mettendo in dubbio il principio “una sola Cina” (che attesta la sovranità cinese sull’ex Formosa), Trump starebbe per concedere a Taipei la vendita di armi altamente sofisticate. Secondo il sito conservatore Free Beacon, l&#8217;amministrazione Trump è in procinto di sbloccare la vendita di una nuova partita di armi sofisticate a Taiwan, originariamente stanziata da Obama. Secondo il sito conservatore Free Beacon, la cessione del lotto &#8211; che vale 1 miliardo di dollari e comprende missili in grado di distruggere trasmissioni elettroniche provenienti dai sistemi radar superficie-aria &#8211; era stata bloccata da qualcuno dell&#8217;entourage di Obama, nonostante l&#8217;approvazione del Dipartimento di Stato e del Pentagono. Ma, con il ricambio allo Studio Ovale, maggiori e migliori armi di difesa sono in procinto di raggiungere l&#8217;ex Formosa.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/nodo-corea-del-nord-nelle-relazioni-gli-usa-la-cina/"><img width="266" height="190" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump-2.jpg 266w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/trump-2-90x64.jpg 90w" sizes="(max-width: 266px) 100vw, 266px" /></a></p>]]></content:encoded>
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