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	<title>Gli italianiNon disertare il voto. Alle urne &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Non disertare il voto. Alle urne</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 15:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/non-disertare-il-voto-alle-urne/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>Un mio amico ha scritto su Facebook che non ascolterà più nessuno che intenda lamentarsi di qualcosa che non va nella gestione della città se non gli avrà preventivamente dato assicurazione di aver votato. La Costituzione all’articolo 48, comma 2, definisce l’esercizio del voto “dovere civico”. Non un dovere giuridico, dunque, obbligatorio, cosa che fu esclusa nel corso dei lavori dell’Assemblea costituente, ma un dovere del cittadino come tale e in quanto partecipe di una comunità. Un dovere che si connette ad un diritto, espressione prima delle società organizzate anche quando non assurgeva a icona del costituzionalismo moderno, che è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/non-disertare-il-voto-alle-urne/">Non disertare il voto. Alle urne</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mio amico ha scritto su Facebook che non ascolterà più nessuno che intenda lamentarsi di qualcosa che non va nella gestione della città se non gli avrà preventivamente dato assicurazione di aver votato. La Costituzione all’articolo 48, comma 2, definisce l’esercizio del voto “dovere civico”. Non un dovere giuridico, dunque, obbligatorio, cosa che fu esclusa nel corso dei lavori dell’Assemblea costituente, ma un dovere del cittadino come tale e in quanto partecipe di una comunità.</p>
<p>Un dovere che si connette ad un diritto, espressione prima delle società organizzate anche quando non assurgeva a icona del costituzionalismo moderno, che è quello di contribuire alla vita della società concorrendo alla scelta dei propri rappresentanti da individuare sulla base di un indirizzo politico enunciato nel corso della campagna elettorale, con riferimento a linee politiche ideali ed a programmi di azione amministrativa e di gestione dei servizi pubblici, come avviene essenzialmente nelle elezioni per i sindaci nelle quali si dibatte di mobilità, pulizia, ambiente, servizi amministrativi e alla persona, illuminazione delle strade e sicurezza, tanto per esemplificare.</p>
<p>Sono temi che interessano tutti, ricchi e poveri. Nessuno può disinteressarsene. Ovvero, quando se ne disinteressa all’atto del voto, come dice il mio amico, non ha più motivo di lamentarsi se le cose non vanno come sperava.</p>
<p>Un voto può poco? Il disinteresse, l’assenteismo può molto. In negativo, perché di fatto genera quel “non governo” del quale poi ci lamentiamo. Ecco perché da sempre richiamo l’attenzione su quel “dovere civico” che molti, troppi, italiani da tempo non esercitano. Anche nelle interviste televisive raccolte per strada si sente dire “non mi interessa”, “non so”, “non m’intendo”, “tanto con cambia niente”. Una disattenzione che è disaffezione per il proprio ruolo di cittadino che tuttavia sarebbe ingiusto addebitare solamente alla gente, ad una certa ignavia o rassegnazione e non si tenesse conto del fatto che la classe politica ha progressivamente perduto credibilità agli occhi della gente, sempre più convinta che la rappresentanza del popolo sia un concetto vuoto, che, in realtà, quello del politico sia un mestiere, anche ben retribuito, che la “casta” sia altro da noi comuni cittadini.</p>
<p>Questo tuttavia non giustifica il non voto. Perché proprio gli errori della politica dovrebbero spingere i cittadini a ribellarsi con l’arma potente di una scelta di alto valore civico perché non è vero che “tanto non cambia niente” perché la storia, anche di questa Italia di individualisti e sfiduciati, dimostra che agli italiani, quando hanno saputo scegliere, sono venuti risultati, come quando ci ribellammo a chi ci voleva mandare al mare anziché a votare.</p>
<p>D’altra parte chi tace ha sempre torto.</p>
<p>Oggi siamo chiamati a votare per eleggere sindaci e consiglieri comunali. È vero che i programmi presentati dai candidati nelle scorse settimane si somigliano un po’ tutti e non potrebbe che essere così. Le buche nelle strade, la viabilità e la pulizia delle città sono necessariamente temi di tutti. Ma c’è una possibilità di leggere quei programmi al di là degli slogan. Guardando alle persone, alla loro esperienza, a quanto hanno o non hanno fatto nel tempo, insomma alla loro affidabilità.</p>
<p>Si può sbagliare, ovviamente. Come quando si assicura amicizia ad una persona fidando su come si presenta. Ma è più sbagliato non scegliere, rimanere a casa o andare al mare o ai monti. Anche per rispondere a chi ha tentato di sminuire il senso della scelta dei sindaci piazzando la data delle elezioni al termine di un lungo ponte che ha portato molti italiani ad allontanarsi dalla loro città.</p>
<p>Il “rischio delle urne deserte” di cui ha scritto Aldo Cazzullo il 31 maggio sul <em>Corriere della Sera</em> è certamente reale ma voglio allontanarlo, fidando nei miei concittadini, nel loro senso civico nella speranza che quel “dovere” che evoca la Costituzione sia un invito sentito, un po’ come nella esortazione mazziniana, quasi a compensazione del ricorrente, ossessivo richiamo ai diritti. Che non possono essere tenuti lontani dai doveri, che non identificano neppure una contrapposizione, ma sono espressione dell’essere cittadino, che chiede perché, all’occorrenza, sa che deve dare.</p>
<p>Le elezioni amministrative di oggi e del 19, in caso di ballottaggio, ci chiedono di indicare un sindaco “l’unica figura – scrive ancora Cazzullo &#8211; che sino a poco fa aveva resistito al declino delle istituzioni e al degrado della rappresentanza”. Lo è ancora, anche se nella maggior parte dei casi non ha risorse adeguate alle esigenze dei servizi che è chiamato a rendere. Ma può liberare i bilanci dal peso degli sprechi e della corruzione. Gli uni spesso funzionali all’altra.</p>
<p>Si vota nelle grandi città, nella capitale dove mai era stato registrato un degrado così mortificante, a Milano, Napoli, Torino, Bologna. Ovunque con le sue specificità. I partiti le temono perché, ad onta dei tentativi di esorcizzarne il significato, sanno che il senso di appartenenza ancora conta e se lo zoccolo duro del <em>Partito Democratico </em>e di <em>Forza Italia</em> può tenere in alcune aree, in altre potrebbe trasformarsi in un esodo biblico in direzione del <em>Movimento 5 Stelle</em>, da un lato, e della<em> Lega</em> e di <em>Fratelli d’Italia</em> dall’altro, con pensionamento anticipato dei vecchi e giovani leader.</p>
<p>Il laboratorio più significativo potrebbe essere Roma dove il centrodestra appare diviso in un ramo con aspirazioni di fruttificare (<em>Fratelli d’Italia</em> e <em>NoiconSalvini</em>) e in uno, Marchini, contaminato da reduci di battaglie perdute, come i valori che continuano stancamente a richiamare. Mentre il <em>PD,</em> tra cattiva gestione e scandali, rischia una clamorosa retrocessione, nonostante l’impegno del segretario del partito e Presidente del consiglio.</p>
<p>In testa ai sondaggi, pare, sarebbe il <em>Movimento 5 Stelle</em> al quale molti guardano come ad una speranza di rinnovamento. La giovane Virginia Raggi riscuote molto interesse. La insegue un’altra giovane, Giorgia Meloni, con impegno e determinazione.</p>
<p>Cosa diranno le urne? Oggi e soprattutto il 19 nell’inevitabile ballottaggio?</p>
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