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	<title>Gli italianiIl Jobs Act non risolverà il problema della disoccupazione. Nessuna legge può creare nuovi posti di lavoro &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il Jobs Act non risolverà il problema della disoccupazione. Nessuna legge può creare nuovi posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 12:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/non-e-il-jobs-act-cre-creera-nuova-occupazione-permanente-nessuna-legge-puo-creare-nuovi-posti-di-lavoro/"><img width="645" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro.jpg 645w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro-300x186.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro-640x397.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></a></p><hr /><p>Il tema della disoccupazione giovanile è stato trattato in maniera approfondita dall&#8217;opinione pubblica in tutti i campi. I dati dell&#8217;Istat sono sempre più preoccupanti e la percezione generale è che non se ne possa più uscire. Quali speranze può avere un giovane laureato? La speranza è quella di trovare un impiego che rispecchi, almeno in parte, gli studi che ha appena terminato; ma quanto realmente questa speranza può rivelarsi fattibile? Sono domande frequenti che i ragazzi sono costretti a porsi una volta ottenuta la tanto agognata laurea. Purtroppo nella maggior parte dei casi, la risposta è sempre negativa e non&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema della disoccupazione giovanile è stato trattato in maniera approfondita dall&#8217;opinione pubblica in tutti i campi. I dati dell&#8217;Istat sono sempre più preoccupanti e la percezione generale è che non se ne possa più uscire. Quali speranze può avere un giovane laureato? La speranza è quella di trovare un impiego che rispecchi, almeno in parte, gli studi che ha appena terminato; ma quanto realmente questa speranza può rivelarsi fattibile? Sono domande frequenti che i ragazzi sono costretti a porsi una volta ottenuta la tanto agognata laurea. Purtroppo nella maggior parte dei casi, la risposta è sempre negativa e non lascia spazio all&#8217;immaginazione. Quale tipo di vita possono aspettarsi questi giovani disoccupati? Che genere di attese possono avere dal punto di vista economico? Questi e tanti altri interrogativi sono stati posti a chi quotidianamente è a stretto contatto con giovani studenti che affollano le aule dove svolge le sue lezioni; Prof. Avv. Antonio Pileggi – Professore ordinario di Diritto del Lavoro presso la Facoltà di Economia all&#8217;Università di Roma Tor Vergata e del corso “Il diritto del lavoro nel pubblico impiego” presso la facoltà di Giurisprudenza della L.U.I.S.S. “Guido Carli”.</p>
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<p>&#8211; Si è parlato parecchio del tanto temuto Jobs Act. E&#8217; un contratto a tempo</p>
<p>indeterminato con meno garanzie oppure sono garanzie che crescono col</p>
<p>passare del tempo?</p>
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<p>ll contratto a tutele crescenti non è un nuovo tipo di contratto, ma è un normale contratto di lavoro a tempo indeterminato destinato ai nuovi assunti (dopo il 7 marzo 2015 ) ai quali non si applica l&#8217;art. 18 dello statuto dei lavoratori, ma una tutela ridotta in caso di licenziamento illegittimo che non garantisce la conservazione del posto di lavoro (se non in casi eccezionali, ad esempio, licenziamento discriminatorio, licenziamento della lavoratrice madre), ma esclusivamente un risarcimento economico di modesto ammontare. Quando si parla di tutele crescenti, si allude al fatto che il neo-assunto in caso di licenziamento illegittimo ha diritto ad un indennizzo che cresce con l&#8217;anzianità di servizio , e che al massimo arriva a 24 mensilità (per anzianità di servizio superiore a 12 anni). Dunque il neo-assunto è meno protetto negli anni iniziali del rapporto (può esse licenziato senza motivo con appena quattro mensilità). La legge dunque gioca con l&#8217;equivoco  e presenta con un titolo accattivante e bugiardo una legge che rende più facile licenziare i nuovi assunti rispetto al passato.  Inoltre il contratto di lavoro a tutele crescenti potrebbe essere preceduto sia da contratti a tempo determinato (consentiti senza necessità di giustificazione  e prorogabili ben cinque volte nell&#8217;arco di trentasei mesi) sia contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nuovamente legittimati, con un effetto di precarizzazione del rapporto di lavoro che potrebbe durare anni ed anni.</p>
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<p>&#8211; Quali sono le differenze rispetto all&#8217;Articolo 18?</p>
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<p>L&#8217;art. 18 è stato depotenziato dalla legge Fornero nel 2012 e non prevede più la reintegrazione come tutela centrale ed unica per tutti i casi di illegittimità del licenziamento.  Ma continua a prevedere la possibilità della reintegrazione sia in caso di licenziamento disciplinare (se il fatto contestato non sussiste) sia in caso di licenziamento per ragioni aziendali  (ma solo in caso di licenziamento del tutto pretestuoso), sia in caso di violazione dei criteri di scelta in caso di licenziamento collettivo.   Invece, per i nuovi assunti con &#8220;contratto a tutele crescenti&#8221; la reintegrazione è un miraggio, ed è sempre esclusa per i licenziamenti intimati per ragioni aziendali (individuali o collettivi che siano).</p>
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<p>&#8211; Si chiama &#8220;Contratto a tutele crescenti&#8221; e viene considerato come un</p>
<p>contratto a tempo indeterminato ma ciò non significa che esso non possa</p>
<p>essere interrotto. C&#8217;è un indennizzo in caso di licenziamento?</p>
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<p>Come dicevo prima è previsto un indennizzo pari a  4 mensilità nei primi due anni di vita del rapporto di lavoro e che poi cresce di due mensilità per ogni anno di servizio fino al massimo di 24 mensilità in coincidenza del 12 anno di anzianità di servizio. Dopodiché smette d i crescere. L&#8217;indennità è dimezzata in caso di vizio formale del licenziamento. Nelle imprese minori (sotto i quindici dipendenti per unità produttiva) l&#8217;indennizzo massimo è di  6 mensilità. Dunque il giovane quando inizia a lavorare a tempo indeterminato è meno protetto e  spesso viene da una gavetta fatta di anni di precarietà con la stessa impresa. Ritengo mistificatoria l&#8217;idea propalata dai fautori della riforma secondo cui   il jobs act avrebbe combattuto la precarietà  del lavoro dei giovani. Se ci sono maggior assunzioni a tempo indeterminato (ma spesso sono trasformazioni di rapporti già in essere) è perché le nuove assunzioni fino al 31   dicembre 2015 sono incentivate da un&#8217;esenzione contributiva triennale.</p>
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<p>&#8211; Quali sono le preoccupazioni più frequenti che i suoi studenti Le</p>
<p>confidano?</p>
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<p>Quando gli descrivo l&#8217;attuale quadro legislativo, e lo smantellamento delle tutele del lavoro sono ovviamente preoccupati, ma non mi sembrano scoraggiati.  E poi gli studenti durante il corso non si confidano con il professore e pensano a studiare ed a superare l&#8217;esame. Sono ovviamente disponibile  ad ascoltarli ed a seguirli</p>
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<p>&#8211; Dal punto di vista psicologico, quanto questi dubbi possono influenzare</p>
<p>in rendimento accademico di uno studente ed il suo desiderio nel proseguire</p>
<p>con gli studi?</p>
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<p>Credo che  l&#8217;incertezza del futuro dovrebbe indurre gli studenti ad un maggiore impegno. La preparazione è fondamentale perché possano realizzarsi nella vita.</p>
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<p>&#8211; In termini pratici, quali sono i consigli che un docente può dare ai</p>
<p>giovani laureandi che si affacciano al mondo del lavoro?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non sono in grado di dare consigli pratici, se non quello di prepararsi al massimo, di seguire con serietà le proprie attitudini, di farsi apprezzare dai professori per l&#8217;interesse dimostrato per la materia, di sapere cogliere le occasioni, di avere fortuna nella vita.</p>
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<p>&#8211; Ci sono speranze per una ripresa e che la situazione lavorativa in Italia</p>
<p>possa riscontrare un miglioramento?</p>
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<p>Non sono in grado di rispondere ad  una domanda del genere. Posso solo dire che una ripresa dell&#8217;occupazione, il miglioramento delle condizioni lavorative, non dipenderanno certo dal jobs act o da qualsiasi legge (da vent&#8221;anni a questa parte tutte le leggi si prefiggono di aumentare i tassi di occupazione e di migliorare la qualità del lavoro).</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/non-e-il-jobs-act-cre-creera-nuova-occupazione-permanente-nessuna-legge-puo-creare-nuovi-posti-di-lavoro/"><img width="645" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro.jpg 645w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro-300x186.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro-640x397.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/09/lavoro-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" /></a></p>]]></content:encoded>
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