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	<title>Gli italianiUna nuova tecnica con il calore e le microonde per curare i tumori. Il risultato di una ricerca italiana &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Una nuova tecnica con il calore e le microonde per curare i tumori. Il risultato di una ricerca italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Ferin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/nuova-tecnica-calore-le-microonde-curare-tumori-risultato-ricerca-italiana/"><img width="500" height="321" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/intervento-chirurgico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/intervento-chirurgico.jpg 500w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/intervento-chirurgico-300x193.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/intervento-chirurgico-96x62.jpg 96w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p><hr /><p>Da un paio di giorni la possibilità di entrare in ambulatorio per curare un ridotto e particolare tipo di tumore, senza necessariamente ricorrere alla chirurgia, ha un nome promettente: la termoablazione. Sperimentata con successo la mattina del 15 novembre, dai medici della Ulss 14, reparto di Medicina e Chirurgia dell’Ospedale di Chioggia, questa tecnica innovativa allarga gli orizzonti della termoablazione percutanea nel nostro Paese, e ha dimostrato di trattare in soli 10 minuti un 65enne affetto da una particolare lesione metastatica epatica. Si tratta di una metodica di “ablazione locoregionale”, ovvero una distruzione mirata del tessuto neoplastico senza intervento chirurgico&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un paio di giorni la possibilità di entrare in ambulatorio per curare un ridotto e particolare tipo di tumore, senza necessariamente ricorrere alla chirurgia, ha un nome promettente: la termoablazione.</p>
<p>Sperimentata con successo la mattina del 15 novembre, dai medici della Ulss 14, reparto di Medicina e Chirurgia dell’Ospedale di Chioggia, questa tecnica innovativa allarga gli orizzonti della termoablazione percutanea nel nostro Paese, e ha dimostrato di trattare in soli 10 minuti un 65enne affetto da una particolare lesione metastatica epatica.</p>
<p>Si tratta di una metodica di “ablazione locoregionale”, ovvero una distruzione mirata del tessuto neoplastico senza intervento chirurgico e senza somministrazione di chemioterapici per via generale.</p>
<p>La termoablazione indotta attraverso la pelle serve quindi a colpire direttamente il piccolo tumore o il nodulo tiroideo, a seconda dei casi, nascosti nell’oganismo umano e consiste in una ablazione termica (ovvero in una bruciatura) della parte di tessuto preso di mira dal medico con uno o più aghi, elettrodi o  sonda,  guidati sull’obbiettivo usando una ecografía o una Tomografia Computerizzata, e con il paziente sedato per non sentire dolore.</p>
<p>Alcune volte, senza dubbio, la termoablazione può aversi solo tramite laparoscopia o con un’attività chirurgica che ne assicuri la giusta e corretta direzione, ma per il resto può farne a meno risparmiando molte sofferenze e tempo.</p>
<p>Consiste in un procedimento relativamente “nuovo” ma certamente innovativo, e offre una possibilità a quei pazienti fragili o improponibili per salire sul tavolo operatorio.</p>
<p>La procedura sfrutta i successi nella scelta di attacco al nemico tumorale, cioè se “congelarlo” o se “arrostirlo”, con le recenti tecniche di ablazione (quelle per radiofrequenza, per alcolizzazione con etanolo, per termoablazione da microonde, per crioterapia con gas molto freddi), invadendo le parti malate  senza incorrere in lesioni cutanee tali da richiedere sutura ed anestesie generali.</p>
<p>Nel caso della termoablazione il trattamento terapeutico agisce col calore emesso da una sorgente di energia esterna (High Intensity Focused Ultrasound) che arriva poi a bruciare localmente le cellule, siano esse masse tumorali  individuate nei polmoni, nel fegato, nei reni, nelle ossa, o i noduli nella tiroide, ecc. a patto che non stiano troppo vicine a vasi sanguigni, al diaframma oppure alle vie biliari, a cagione dell’effetto parzialmente distruttivo che potrebbe verificarsi attorno al target.</p>
<p>Nel 2010 era stato eseguito al San Raffaele Giglio di Cefalù il primo trattamento oncologico, effettuato in Italia, con ultrasuoni focalizzati guidati da Risonanza Magnetica (MRgFUS) su una paziente con metastasi ossea.</p>
<p>In queste applicazioni di ultrasuoni focalizzati si è giunti ad adoperare efficacemente pure con un generatore di microonde collegato a un terminale chiamato appunto sonda o “antenna” che, mediante guida ecografica, viene inserito direttamente nella lesione.</p>
<p>E’ comunque un procedimento largamente usato da alcuni anni all’estero, sicuro e con una mortalità ed una percentuale di complicanze inferiore alla resezione chirurgica.</p>
<p>Da questa forma di calore, che può quindi sprigionare  temperature interne di circa 45-100 °C nel tessuto malato, ne deriva una necrosi coagulativa che lo costringe a ridursi di dimensioni (anche se ben lungi dal garantirne la totale  scomparsa) proprio attorno all’ago-elettrodo inserito.</p>
<p>La procedura termina quando il volume della necrosi tessutale indotta è pari alle dimensioni del tumore che si intende eliminare. Una seduta di ablazione con radiofrequenza può durare da 10 a 30 minuti e, se richiesto, il trattamento può ripetersi arrivando a un totale massimo di 3 ore circa.</p>
<p>Principale indicazione alla termoablazione resta la presenza di tumore comunque primitivo, ossia in stadio non avanzato (fino a tre-quattro noduli di diametro massimo di 3-4 cm) ed in assenza di metastasi o altre complicanze.</p>
<p>Oggi però si guarda alla Radiofrequenza come alla tecnica di termoablazione più economica: presto sarà quella più diffusa sul nostro territorio nazionale e forse più sicura rispetto all’uso di Laser o Microonde, ma non potrà scavalcare i risultati comunque ottenibili dalla asportazione chirugica delle masse tumorali.</p>
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<p><strong>Diego Ferin</strong></p>
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