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	<title>Gli italianiPace, armi e armamenti. Pubblicità green. La riforma Nordio &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Pace, armi e armamenti. Pubblicità green. La riforma Nordio</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 08:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/pace-armi-armamenti-pubblicita-green-la-riforma-nordio/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Leggo sull’ANSA che il governo di Kiev ha dichiarato ufficialmente che le forze ucraine avrebbero ucciso durante il conflitto ben 219.840 soldati russi. Se il dato fosse  vero sarebbe davvero impressionante (in tutta la seconda guerra mondiale l’Italia ebbe 291.000 militari caduti) ma non possiamo immaginare che sia fasullo, perché allora dovremmo implicitamente ammettere che da Kiev giungono notizie spesso non veritiere o completamente false, ma sempre acriticamente prese per buone dai nostri media. Quando ci si chiede, però, perché non si riescano ad avviare serie iniziative di pace bisognerebbe anche considerare gli interessi di chi &#8211; grazie al conflitto&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo sull’ANSA che il governo di Kiev ha dichiarato ufficialmente che le forze ucraine avrebbero ucciso durante il conflitto ben 219.840 soldati russi. Se il dato fosse  vero sarebbe davvero impressionante (in tutta la seconda guerra mondiale l’Italia ebbe 291.000 militari caduti) ma non possiamo immaginare che sia fasullo, perché allora dovremmo implicitamente ammettere che da Kiev giungono notizie spesso non veritiere o completamente false, ma sempre acriticamente prese per buone dai nostri media.</p>
<p>Quando ci si chiede, però, perché non si riescano ad avviare serie iniziative di pace bisognerebbe anche considerare gli interessi di chi &#8211; grazie al conflitto &#8211; sta facendo grandi profitti e che quindi non ha assolutamente intenzione di favorire seriamente degli accordi.</p>
<p>Mentre Zelensky insiste a ribadire che “La guerra finirà solo con la vittoria dell’Ucraina e soltanto su queste basi si potrà parlare di trattive di pace” l’imponenza degli aiuti militari a Kiev e la continuità del periodo bellico &#8211; che ormai si protrae da oltre 16 mesi – ha infatti aperto la questione delle forniture, dei rimpiazzi e dell’integrazione del materiale bellico da mettere a sua disposizione. La nuova tranche UE sarebbe intorno ai 5 MILIARDI di euro.</p>
<p>A parte gli aiuti umanitari e comunque con ben pochi controlli su come vengano spesi i soldi in Ucraina, è una “torta” che vale appunto miliardi di dollari e su cui hanno da tempo messo gli occhi tutte le aziende del settore armamenti sia in Europa che negli Stati Uniti, con il crescere di una “concorrenza” all’interno della NATO che ha evidenti risvolti politici, ma anche economici vista l’importanza che l’industria della difesa ha &#8211; e in prospettiva avrà sempre di più &#8211; per i diversi paesi componenti dell’Alleanza Atlantica.</p>
<p>Fornire un’arma o un sistema “difensivo” significa anche dover poi predisporre le relative munizioni e parti di ricambio che – evidentemente – non possono poi essere agevolmente fornite da terzi e quindi una scelta d’arma diventa anche o soprattutto una scelta strategica. La lunghezza imprevista del conflitto, dopo aver in un primo tempo più o meno ripulito i magazzini, ha infatti progressivamente aperto il problema del rinnovo delle forniture, con relativi investimenti e contratti preventivi che ne giustifichino il costo. Per questo l’Unione Europea paga e propone armi e piani per armare Kiev anche nella prospettiva di rendere l’industria delle armi europea sempre più efficiente e in grado di rispondere alle nuove esigenze manifestate con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina.</p>
<p>La stessa manovra è in atto però anche da parte del formidabile apparato dell’industria bellica USA (con la sua lobby delle armi capace di condizionare non solo l’opinione pubblica, ma perfino anche l’elezione dei presidenti) e su questo tema controverso per essere il “primo fornitore” si è quindi aperto un serrato dibattito anche in ambito Nato.</p>
<p>Dibattito (meglio sarebbe scrivere “guerra aperta”) anche tra gli stessi paesi europei appartenenti alla NATO, siano essi componenti o meno dell’UE.</p>
<p>Per intanto c’è acuto il problema del munizionamento a Kiev visto che ogni giorno si consumano decine di migliaia di bombe, missili e proiettili.</p>
<p>La Francia, per esempio, vuole garantirsi una buona parte di quanto necessario per fare arrivare subito le munizioni all’esercito ucraino ed è in prima fila per la scelta “europea”. Ma nella NATO &#8211;  oltre alla Norvegia e alla Gran Bretagna che non fanno parte della UE &#8211;  ci stanno soprattutto gli USA che appunto ci tengono a mantenere la loro “quota di mercato”.</p>
<p>Una produzione di armi in Europa che prima della crisi ucraina era tecnologicamente avanzata ma quantitativamente ridotta, tanto che Washington sostiene come solo le forniture USA possano permettere rapidità nei tempi di consegna e che le richieste UE siano “protezionistiche”.</p>
<p>La partita però non è solo quantitativa o qualitativa, ovvero su quante e quali munizioni inviare a Kiev, ma anche di matrice geopolitica per gli effetti economici positivi sui singoli paesi perché se “tira” l’industria bellica (questa è una triste verità, che va magari poco pubblicizzata a livello di opinione pubblica, ma è di una sconcertante realtà) “tira” l’economia e tutto fa PIL.</p>
<p>E’ chiaro che per chi produce armi la pace è vista come l’ipotesi più negativa, magari da sostenere solo a parole e per “salvare la faccia” ma intanto continuando a produrre ed anzi aumentando la produzione ed isolando chi – come Papa Francesco – invano chiede almeno un cessate il fuoco.</p>
<p>In questo quadro di opposti interessi l’informazione e la contro-informazione, le fake news e i depistaggi sono all’ordine del giorno e d&#8217;altronde basta ascoltare il bollettino di guerra quotidiano per capire come sia difficile cogliere segnali veri sull’andamento delle operazioni sul campo, vedi la controffensiva ucraina ipotizzata, promessa, annunciata, iniziata, fermata e ora che non si capisce se sia in corso o meno.</p>
<p>Certamente il tempo corre e la gente riflette poco: per esempio ci era stato spiegato che le sanzioni avrebbero presto distrutto economicamente Putin che però, dopo 16 mesi di guerra, ha tenuto ancora nei giorni scorsi a San Pietroburgo un forum internazionale presenti buyers provenienti da 120 paesi del mondo che evidentemente non hanno alcuna intenzione di applicarle ed anzi hanno sostituito i venditori europei nei rapporti commerciali e di fornitura alla Russia (fornitori spesso rientrati dalla finestra con opportune triangolazioni commerciali, italiani compresi). E’ giusto insistere su questa strada o servono altre mosse politiche ed economiche? Pensate di essere un’azienda che nonostante gli annunci da 16 mesi non raggiunge i suoi obiettivi: continuereste così o cerchereste altre soluzioni?</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PUBBLICITA’ GREEN, TUTTO FINTO ?!</strong></p>
<p>Green è chic, è di moda, è necessario, è trendy.  La pubblicità &#8211; quindi &#8211; si adegua. L’acqua minerale per esempio è sempre montana, limpida e super-naturale, così come è dichiarata sempre più riciclabile la sua bottiglia, peccato che spesso anziché bere l’ottima acqua del rubinetto la si fa venire da centinaia di chilometri lontano ed è quindi oltraggiosamente inquinante per il trasporto, ma questo non lo si dice.</p>
<p>Tutta la pubblicità è comunque sempre più green: l’auto deve essere rigorosamente elettrica, come la casa, il sapone, le merendine, il lassativo, il vestito: da neo-salvatori del mondo l’autocoscienza da consumatori così si consola.</p>
<p>Notavo alla Stazione termini di Roma due giorni fa l’esultante pubblicità delle nuove toilettes che “risparmiano il 60% di energia”. Vedere per credere come sono conciate, sarebbe meglio o pulirle meglio o chiuderle, così il risparmio energetico sarebbe&#8230;del 100%!</p>
<p>Sono un modesto umano disorientato e colpevolizzato, anche se da almeno 30 anni lotto per salvare il mondo non facendomi cambiare la biancheria in un bagno d’albergo (detto da albergatore, però, questa è stata una gran furbata per risparmiare sul costo della lavanderia!) e fin da bambino spengo comunque la luce se esco da una stanza, perché le bollette erano care anche prima di Putin e &#8211; se lasciavo la luce accesa &#8211; mio papà mi urlava dietro. Lo so, sono il colpevole membro di una generazione scellerata che ha inquinato, ma anche quella che nel dopoguerra ha imparato a risparmiare, a non sprecare e riciclare gli avanzi. Per questo mi dà fastidio questa pubblicità troppe volte ipocrita che mi sommerge di ecologismo e di green, di autocoscienza e doveri di sostenibilità, ma che poi contemporaneamente mi spinge a comprare sempre di più, a ulteriormente consumare e &#8211; soprattutto &#8211; mi presenta poi un conto sempre più salato, perché troppe volte il prezzo di quello che compro subisce &#8211; con la scusa del “green” o del biologico &#8211; aumenti pazzeschi, assolutamente non giustificati.</p>
<p>Vedo frutta e verdure che hanno fatto migliaia di chilometri, magari arrivando in aereo dall’altra parte del mondo: sarà chic, ma perché non ci abituiamo allora a consumare quella (italiana) di stagione? Quando poi non si innestano da sole anche speculazioni belle e buone come per il prezzo della frutta, aumentata alla grande con la scusa dell’ alluvione in Romagna come se tutta l’ortofrutta arrivasse di lì, cosa che non avviene soprattutto in questa stagione.</p>
<p>Perché il green sarà bello, ma troppe volte è appunto solo una scusa per aumentare i prezzi e creare extraprofitti, alla faccia dell’ecologia. Alla fine la scelta “verde” è quella che appunto spesso ti fa restare al verde, alla faccia dei verdi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NORDIO VADA AVANTI !<br />
</strong></p>
<p>Mi sembra che il ministro della giustizia Carlo Nordio si stia dimostrando una persona saggia e d’esperienza cercando compromessi per limitare l’abuso delle intercettazioni e lo strapotere dei giudici che infatti l’hanno subito preso di mira. Pongo un problema. È corretto che il potere giudiziario interferisca e condizioni quello legislativo ed esecutivo? L’indipendenza dei poteri e dei giudici deve essere garantita, ma non è giusto lo strabordare del potere giudiziario se si arroga il diritto di farsi potere politico e decidere o condizionare quali leggi o provvedimenti governativi siano o meno opportuni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/pace-armi-armamenti-pubblicita-green-la-riforma-nordio/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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