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	<title>Gli italianiPaolo Becchi dice addio a Grillo. Forza e debolezza dei 5 Stelle &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Paolo Becchi dice addio a Grillo. Forza e debolezza dei 5 Stelle</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 15:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/paolo-becchi-dice-addio-a-grillo-forza-e-debolezza-dei-5-stelle/"><img width="276" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/becchi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/becchi.jpg 276w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/becchi-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 276px) 100vw, 276px" /></a></p><hr /><p>Paolo Becchi, il filosofo del diritto dell’Università di Genova, a lungo considerato l’ideologo del Movimento 5 Stelle, l’ispiratore delle sue iniziative sui temi istituzionali, se ne va. È deluso. “Il Movimento si sta trasformando in un partito ibrido e ha stretto con il Pd un nuovo patto dopo quello del Nazareno facendo da stampella al governo Renzi”, sostiene in una intervista a Formiche.net. Un patto ripetutamente negato. Ma che nei fatti si è materializzato in occasione dell’elezione dei giudici della Corte costituzionale. Nelle scelte e nei veti. Per Augusto Barbera, prima criticato, poi votato, contro Francesco Paolo Sisto, ad esempio,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo Becchi, il filosofo del diritto dell’Università di Genova, a lungo considerato l’ideologo del <em>Movimento 5 Stelle</em>, l’ispiratore delle sue iniziative sui temi istituzionali, se ne va. È deluso. “Il Movimento si sta trasformando in un partito ibrido e ha stretto con il <em>Pd </em>un nuovo patto dopo quello del Nazareno facendo da stampella al governo Renzi”, sostiene in una intervista a <em>Formiche.net</em>. Un patto ripetutamente negato. Ma che nei fatti si è materializzato in occasione dell’elezione dei giudici della Corte costituzionale. Nelle scelte e nei veti. Per Augusto Barbera, prima criticato, poi votato, contro Francesco Paolo Sisto, ad esempio, per essere l’avvocato di Berlusconi e di Fitto, e poi contro Raffaele Squitieri, Presidente della Corte dei conti, che si dice fosse fortemente voluto da Renzi, ostacolato, sembra, su ispirazione di Imposimato, molto ascoltato su questioni che attengono alla giustizia. Dopo 30 inutili votazioni l’accordo è fatto nella logica dei partiti, osserva Becchi, originariamente estranea ad un Movimento “anti-sistema”, come è nato e si proclama ancora. Un aiuto a Renzi in grosse difficoltà per la fronda interna e le divisioni su molti dei temi cardine della sua politica sui quali le molte anime della sinistra nelle sue varie sfumature si dividono. La prova dell’accordo sarà evidente se riguarderà anche il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Ancora una “stampella” al PD in grosse difficoltà. Poi lo <em>ius soli</em>. Un abbraccio mortale per Renzi, del quale il premier si è reso conto al punto da non sollecitare l’iter parlamentare.</p>
<p>Per Becchi, Grillo inoltre non avrebbe più il controllo pieno del Movimento, sconfessato dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, addirittura sul <em>Financial Times</em> al quale ha detto che i <em>5 Stelle</em> non sono favorevoli all’uscita dell’Italia dalla NATO, come aveva sostenuto Grillo. E se da un lato condiziona Renzi, è anche la prova delle difficoltà del Movimento cresciuto sulla base della protesta contro il malcontento della gente, sul preannuncio di una rivoluzione dal basso, come una “seria alternativa alla casta”, scrive Michele Monina (<em>Il perché di una vittoria – Il Movimento 5 Stelle</em>), per l’ambiente, la mobilità sostenibile, lo sviluppo la connettività, il reddito di cittadinanza. E poi la rinuncia a parte delle indennità per finanziare il mediocredito alle piccole imprese. Temi che i <em>5 Stelle</em> portano avanti da subito anche grazie alla competenza e all’esperienza di alcuni. Si sono formati presto nel confronto parlamentare, al punto che, ad un anno dal loro ingresso in politica, è venuto meno il divieto di partecipare alle trasmissioni televisive di approfondimento. Una scelta iniziale di Grillo per nascondere non tanto le ingenuità dei neofiti quanto le diversità degli orientamenti dovuti alla varietà delle posizioni ideologiche, quelle che potrebbero costituire nei prossimi mesi il tallone di Achille del Movimento. Di Maio, Di Battista, la Ruocco bucano lo schermo. La loro popolarità cresce nei sondaggi e se ne parla per incarichi di governo e per candidature amministrative, nonostante il divieto statutario. Cresce, in particolare, Di Maio, un argomentare composto anche quando polemico, un atteggiamento rassicurante che piace ai moderati e fa dimenticare che tra i <em>5 Stelle</em> c’è chi vorrebbe le adozioni delle coppie omosessuali. La sua intervista al giornale inglese era inimmaginabile qualche tempo addietro. Adesso è stata ripresa dal blog di Grillo.</p>
<p>Insomma, senza dirlo, il Movimento si trasforma in partito, con tutte le conseguenze che ne derivano, anche nella formulazione delle scelte. Per cui si registrano forme di distacco dalla rete. Inizialmente una forza quasi misteriosa è divenuta un peso per il Movimento che vi ricorre quando non è necessario assumere una decisione particolarmente importante e rapida. Come a Bologna dove, secondo Becchi, si vuole lottare “per vincere davvero”. Lo vedremo quando dovranno essere definite le candidature per le prossime amministrative. I sondaggi danno il <em>M5S </em>in forte crescita, eppure secondo Becchi il Movimento sembra abbia paura di vincere, anzi che non voglia vincere, come a Roma, una sfida che fa veramente tremare i polsi dopo decenni di inefficienza dell’apparato amministrativo e delle aziende dei servizi.</p>
<p>“Dal Movimento liquido di Grillo al partito ibrido di Casaleggio” è il titolo di un articolo del Professor Becchi per<em> Monto Operaio</em>, un partito che ignora le regole d’un tempo, come per l’espulsione della senatrice Serenella Fucksia che, al di là delle motivazioni, non è stata decisa da un’assemblea di parlamentari, con voto poi ratificato dalla rete.</p>
<p>Il fatto è che il Movimento, partito con il vento in poppa della contestazione ai potenti di turno ha eletto in Parlamento soggetti provenienti da esperienze diverse, portatori di valori diversi, spesso confliggenti, come nel caso delle unioni civili o dello <em>ius soli</em> dove il soccorso “5 Stelle” a Renzi rischia di far perdere consensi e forse pezzi dei gruppi parlamentari. È evidente, infatti, che mentre per un partito di governo il dissenso può essere ricomposto nella spartizione del potere, per un movimento “alternativo” è solamente un motivo di debolezza, ragione di possibile appannamento dell’immagine agli occhi dell’elettorato che sui temi “sensibili” si riappropria immediatamente dei propri valori e rientra nei ranghi.</p>
<p>Perché non si lancia una forte campagna di opposizione alla riforma costituzionale in vista del referendum sul quale Renzi punta tutto quest’anno? Si chiede Becchi che giudica “opposizione di facciata” quella sul caso della mozione di sfiducia alla Boschi su Banca Etruria. Insomma, a giudizio del Professore, il Movimento sta diventando opportunistico, nel senso che cerca di guadagnare qualcosa in ogni situazione. E per la verità al momento ci riesce benissimo. La democrazia diretta è stata da tempo accantonata e sostituita dalla democrazia eterodiretta da Casaleggio.</p>
<p>“Becchi, è deluso?” chiede l’intervistatore di <em>Formiche.net</em>. La risposta è decisa: “Sì, tanto che il 31 dicembre ho cancellato la mia iscrizione al Movimento al quale avevo aderito con grande convinzione e entusiasmo; l’ho fatto perché non corrisponde più a quella speranza dell’inizio”. Forse, è la sua opinione, anche Grillo sta provando “un po’ di delusione… è sempre più politicamente assente”. Ed aggiunge che il suo discorso di fine anno “era uno spot pubblicitario al suo spettacolo, un intervento teatrale nel quale dice che tutti siamo ologrammi ma, ahimè, è diventato un ologramma pure lui. Forse era inevitabile che il Movimento si istituzionalizzasse, ma il sogno è finito”. Sembra di tornare ai commenti dei politologi in vista della dissoluzione dell’<em>Uomo Qualunque</em> di Giannini che fu inevitabile quando vennero al pettine i nodi delle questioni di fondo, istituzionali e ideali, quelle che dividono, da sempre.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/paolo-becchi-dice-addio-a-grillo-forza-e-debolezza-dei-5-stelle/">Paolo Becchi dice addio a Grillo. Forza e debolezza dei 5 Stelle</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/paolo-becchi-dice-addio-a-grillo-forza-e-debolezza-dei-5-stelle/"><img width="276" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/becchi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/becchi.jpg 276w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/becchi-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 276px) 100vw, 276px" /></a></p>]]></content:encoded>
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