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	<title>Gli italianiPasseggiate romane: Campo De&#8217; Fiori &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Passeggiate romane: Campo De&#8217; Fiori</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 05:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Egidio Maria Eleuteri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La piazza è situata nel posto occupato un tempo dalla platea del tempio di Venere Vincitrice. Sull’origine del nome esistono due storie; una che racconta che provenga da Flora, donna lungamente amata da Pompeo, e l’altra dal fatto che quando lo spazio cadde in rovina si trasformò in un prato fiorito di papaveri e margherite, con il bestiame che pascolava e casupole e torri su un solo lato, quello a ridosso dei ruderi del Teatro di Pompeo, mentre l’altro lato degradava verso il Tevere. La piazza fu il centro più animato della Roma rinascimentale, dominata dalla famiglia Orsini che, appunto nel XII secolo, s’impadronì della zona. Venne lastricata verso il 1440 da Eugenio IV divenendo così una piazza importante, luogo di mercato e conseguentemente di alberghi, locande, abitazioni per cortigiane, punto di incontro per trattare d’affari. Questo sviluppo si deve anche alla sua posizione , era infatti il passaggio obbligato per i cortei papali e per i pellegrini diretti alla via Peregrinorum.<br />
In un angolo della piazza, tra vicolo del Gallo e via dei Cappellari, c’era la locanda di Vannozza Cattanei, amante del cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI.<br />
Al alto opposto si trova il più antico albergo di Roma “La locanda del Sole”, oggi conosciuto come Sole al Biscione Hotel, costruito con materiali provenienti dal Teatro di Pompeo.<br />
L’ampio spazio della piazza si prestava bene anche alle esecuzioni capitali e c’era anche il cavalletto per le punizioni corporali, spettacolo molto apprezzato, oggi conosciuto come Sole al Biscione Hotel, costruito con materiali provenienti dal Teatro di Pompeo.<br />
L’ampio spazio della piazza si prestava bene anche alle esecuzioni capitali e c’era anche il cavalletto per le punizioni corporali, spettacolo molto apprezzato dal popolo. In molte stampe antiche sono chiaramente visibili il palo per la corda (a lato di palazzo Orsini Righetti) e, di fronte, il patibolo. Su un lato di “Campo de’ fiori” è posizionata una semplice fontana formata da una vasca di granito e da un bacile marmoreo, mentre all’estremità sorge, tra la piazza del Biscione e la via di Grotta Pinta, il palazzo Pio, già Righetti, costruito sui resti del Teatro di Pompeo, il primo a Roma ad essere edificato in muratura.  L’antica fontana che ornava la piazza fu spostata alla Chiesa Nuova e sostituita da una più modesta. Quella antica dr stata realizzata verso il 1590 da Giacomo della Porta, e veniva usata dai romani per tenervi al fresco frutta e verdura in  vendita in quel famoso mercato rionale. Per eliminare questi abusi papa Gregorio XV, nel 1622, fece mettere un coperchio di travertino sull’originale vaso di marmo e da allora i romani la chiamarono la fontana della Terrina, per la sua forma che ricordava, appunto, quella di una zuppiera. Attorno al collarino, sotto il coperchio, uno scalpellino incise: Ama Dio e non fallire, fai del bene e lascia dire, con la data MDCXXII, frase probabilmente ispirata ai condannanti al patibolo che si erigeva vicino alla fontana. La Terrina, rimossa nel 1899 per lasciare il posto al monumenti di Giordano Bruno, venne custodita nei depositi comunali e poi collocata, nel 1924, nel sito attuale<br />
Al centro di Campo de’ Fiori troneggia su un basamento la statua in onore di Giordano Bruno, nello stesso punto ove venne bruciato vivo come eretico il 17 febbraio del 1600. Il monumento, opera capolavoro di Ettore Ferrari (1845-1929) venne inaugurato nel giugno del 1889 nel tripudio di tutti i professanti il “libero pensiero”. La figura in bronzo del filosofo incappucciato, diritto in piedi con le mani strette sul libro delle teorie precorritrici, si eleva su di un alto basamento ornato da medaglioni di eretici, da Petrus Romanus, a G. Ces, a Wicleff, a G. Huss, frà Paolo Sarpi e frà Tommaso Campanella. Famosa l’iscrizione di G. Bovio: “A Bruno il secolo da lui divinato qui dove il rogo lo arse”.<br />
La piazza, che offre un animatissimo scenario nel quale convergono aspetti contrastanti se non addirittura opposti, è nello stesso tempo: cittadella beat, pop, sinistro sfondo di esecuzioni capitali, allegro mercato dei cibi, dei fiori e ritrovo notturno non sempre raccomandabile, indimenticabile luogo monumentale. Se la bellezza di Roma nasce dai suoi contrasti si capisce perché molti giudichino Campo de’ Fiori uno dei suoi luoghi più belli. La piazza Campo de’ Fiori è dal 1869 sede di un mercato la cui atmosfera popolare e romanesca fu resa molto bene nel film del 1943 “Campo de’ Fiori” con Anna Magnani e Aldo Fabrizi.</p>
<p>Egidio Maria Eleuteri</p>
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