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	<title>Gli italianiPASSEGGIATE ROMANE. Piazza Barberini &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>PASSEGGIATE ROMANE. Piazza Barberini</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2020 06:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/passeggiate-romane-piazza-barberini/"><img width="1596" height="1245" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento.jpg 1596w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-300x234.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-1024x799.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-1020x796.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-640x499.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-82x64.jpg 82w" sizes="(max-width: 1596px) 100vw, 1596px" /></a></p><hr /><p>Roma, fin dalla sua fondazione, si sviluppò principalmente nelle zone dei colli Palatino e Capitolino, lasciando intatta la zona periferica compresa tra le pendici dei colli Quirinale e Pincio. Questi terreni restarono  pressoché disabitati per tantissimi anni. Al centro delle pendici dei quei colli è posta piazza Barberini. Questa area rimase per lungo tempo in stato di abbandono persino durante il periodo imperiale. Il poeta Marziale (39- 104) che vi dimorava, ricorda in un suo scritto che dalla villa riusciva a vedere solo il Tempio di Giove, edificio che risaliva all&#8217;epoca repubblicana. Vi si celebravano i Ludi Floreali in onore&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, fin dalla sua fondazione, si sviluppò principalmente nelle zone dei colli Palatino e Capitolino, lasciando intatta la zona periferica compresa tra le pendici dei colli Quirinale e Pincio. Questi terreni restarono  pressoché disabitati per tantissimi anni. Al centro delle pendici dei quei colli è posta piazza Barberini. Questa area rimase per lungo tempo in stato di abbandono persino durante il periodo imperiale. Il poeta Marziale (39- 104) che vi dimorava, ricorda in un suo scritto che dalla villa riusciva a vedere solo il Tempio di Giove, edificio che risaliva all&#8217;epoca repubblicana.</p>
<p>Vi si celebravano i Ludi Floreali in onore dell&#8217;avvento della primavera al cospetto di giovani fanciulle nude che mimavano i gesti dell&#8217;amore. Nella seconda metà del XVI secolo che la situazione della piazza si modifica concretamente. Osservando le incisioni dell&#8217;epoca, minuziose e precise documentazioni, che ci testimoniano la topografia della città e la sua vita, si nota come l&#8217;area fosse cosparsa di vigne che circondavano le ville di imporranti personaggi quali quella del cardinale Domenico Grimani(1460- 1523) e quella del cardinale Della Rovere (1556) poi passata agli Sforza ed infine ai Barberini. La zona prese il nome dei proprietari delle ville dominanti passando da “Platea Grimana nel XVI secolo, poi “Sfortia ed infine nel 1625 “Dominorum de Barberinis”.<strong><br />
</strong>La piazza fu risanata e ristrutturata per volere del papa Sisto V (1565 – 1590) che costruì al lato ovest la nuova strada Felice (oggi meglio conosciuta come  Via Sistina) quale collegamento naturale tra la chiesa Di Trinità dei Monti e S. Croce in Gerusalemme, creando un rettifilo lungo 2787 metri..Il Pontefice pensò  di popolarla e promulgò una serie di benefici e privilegi per coloro che avessero voluto costruirsi una casa in quella zona.</p>
<p>Con l&#8217;avvento della famiglia Barberini al papato successo dovuto alla grande capacità di Maffeo, diventato nel 1623 Urbano VIII, Piazza Barberini ricevette le attenzioni dei migliori scultori ed architetti dell&#8217;epoca. Urbano VIII acquistò nel 1625 il palazzo degli Sforza, predisponendone la completa ristrutturazione, interessandosi anche della sistemazione della zona adiacente al palazzo servendosi della collaborazione di Carlo Maderno, Francesco Borromini, Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, e Andrea Sacchi.</p>
<p>Il Papa tra il &#8216; 42  ed il &#8217;44 affidò a Gian Lorenzo Bernini la realizzazione per il centro della piazza di una fontana che fosse in stretta relazione  con il palazzo e che annunciasse la Reggia del Sole. Lo scultore concepì una ricca composizione allegorica composta da 4 delfini  che sostengono una conchiglia aperta sulla quale il tritone suona una chiocciola marina dalla quale esce uno zampillo che ricade nella vasca; sulla conchiglia sono presenti    le tre api dello stemma araldico dei Barberini.</p>
<p>Un tempo davanti alla fontana venivano esposti sopra un carro i cadaveri, il più delle volte sfigurati, degli sconosciuti alla presenza di un banditore che invitava i passanti a riconoscere i corpi degli ignoti. Poi di questi riconoscimenti  furono affidati alla Compagnia della Buona Morte e di altre confraternite fino al XVIII secolo. Da piazza Barberini non partivano  solo macabri cortei; era in uso il 13 giugno festeggiare il “Trionfo delle Fragole”. Carrozze, calessi, calessini, carri agricoli, ripieni di fragole e fiori partivano dalla piazza con in testa al statuetta di S. Antonio  per arrivare a Piazza della Rotonda, dove al ritmo di tarantelle si distribuivano cesti di fragole.</p>
<p>Al Bernini spetta anche la paternità della fontana delle Api. Anche questa fu dedicata ai Barberini e posta all&#8217;angolo di via Sistina. Nel 1871 fu smontata e per circa mezzo secolo lasciata nei magazzini comunali. Poi nel 1920 fu rimontata  e posta all&#8217;inizio di via Veneto.. Palazzo Barberini, che chiudeva l&#8217;omonima piazza ospitò molti artisti stranieri che rimasero affascinati dalla contaminazione tra città e campagna, tra vestigia ed agro, tra storia e modernità. Basti osservare come alcuni dipinti dell&#8217;epoca testimonino di come la piazza fosse un centro di incontro di mercato e di vita contadina con greggi di pecore e capre che pascolavano nella zona erbosa intorno alla fontana. Tra gli artisti che dimorarono a <em>Palazzo </em>ricordiamo tra gli altri Milton, Bjorson, Taine e Thorwaldsen. Occorre sottolineare che la piazza rimase praticamente chiusa fino alla fine dell&#8217;ottocento. Fu poi aperta per creare quella che oggi è Via Barberini, abbattendo un grande arco tramite il quale si accedeva al famoso teatro Barberini, costruito nel 1634, come teatro di corte, poi chiuso nel 1873.</p>
<p><em>Egidio Maria Eleuteri</em></p>
<p><em> </em></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/passeggiate-romane-piazza-barberini/"><img width="1596" height="1245" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento.jpg 1596w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-300x234.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-1024x799.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-1020x796.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-640x499.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/05/Piazza-Barberini-nellottocento-82x64.jpg 82w" sizes="(max-width: 1596px) 100vw, 1596px" /></a></p>]]></content:encoded>
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