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	<title>Passeggiate romane &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Passeggiate romane</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 15:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Egidio Maria Eleuteri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/passeggiate-romane/"><img width="267" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/Egidio-Maria-Eleuteri-e1539277266910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></a></p><hr /><p>All&#8217;alba del 20 settembre  del 1870 le truppe piemontesi, in teoria, ma nella realtà del Regno d&#8217;Italia con alcune cannonate sfondarono quella porta che si apriva sulla via, che oggi, si chiama XX settembre, entrarono nella Città Eterna e finalmente Roma divenne Capitale d&#8217;Italia.  Certo non era la Roma dell&#8217;imperatore Augusto che, come racconta Gregorovius portava l&#8217;acqua dai Colli Albani e da altri dieci acquedotti sparsi in ogni parte  dell&#8217;Agro Romano per alimentare le undici grandi terme, le milleduecentodieci fontane, i quasi duemila bagni pubblici, le duecentoquarantasei cisterne della Roma Imperiale. Alle  quali vanno aggiunti anche i bagni e le&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;alba del 20 settembre  del 1870 le truppe piemontesi, in teoria, ma nella realtà del Regno d&#8217;Italia con alcune cannonate sfondarono quella porta che si apriva sulla via, che oggi, si chiama XX settembre, entrarono nella Città Eterna e finalmente Roma divenne Capitale d&#8217;Italia.  Certo non era la Roma dell&#8217;imperatore Augusto che, come racconta Gregorovius portava l&#8217;acqua dai Colli Albani e da altri dieci acquedotti sparsi in ogni parte  dell&#8217;Agro Romano per alimentare le undici grandi terme, le milleduecentodieci fontane, i quasi duemila bagni pubblici, le duecentoquarantasei cisterne della Roma Imperiale. Alle  quali vanno aggiunti anche i bagni e le piscine private di millesettecentoquarantasette tra ville e magioni,  oltre le cinquanta insule alte quattro o cinque piani abitate dai cittadini meno abbienti, ma che vivevano nelle mura. Non bisogna dimenticare gli anfiteatri, i circhi, i fori. Non potevano certo bastare le ventitre sorgenti esistenti dentro la cinta muraria per le  esigenze di un milione di abitanti: Ricordiamo, anche, i che Roma Caput Mundi regalava  ad ogni singolo  cittadino, quotidianamente,  cinque  forme di pane.   Il  tutto funzionò  fino alla invasione dei Goti.</p>
<p>Ma nel 1870,  al tempo del Papa Re, la popolazione romana raggiungeva il numero di circa 170 mila abitanti di cui almeno ventimila vivevano di elemosina. Non esisteva l&#8217;industria, pressoché inesistente il commercio, prosperavano unicamente le attività artigianali.  Al censimento del 1835 risulta che  l&#8217;analfabetismo arrivava al 48%; in ogni abitazione vivano due famiglie e mezzo;  ogni nucleo famigliare era composto da 4, 6 persone. I sacerdoti tra clero secolare e regolare erano 4.164;  i proprietari di beni stabili od altro 1.596; gli agricoltori 3.362;  i magistrati e gli ufficiali civili 3.180; i pastori 353; gli artigiani e gli addetti ai lavori di manifattura 25.091; i commercianti 9.185; gli artisti 1.154; i professionisti 1913; gli insegnanti 793; gli studenti 1.510; gli inservienti, i famigli e i domestici 17.303; i poveri ricoverati 2.012; i senza professione o di professione ignota 103.107, praticamente oltre centomila abitanti non si sapeva  cosa facessero o come vivessero.</p>
<p>La Gendarmeria Pontificia si occupava anche della pulizia urbana , ma nella realtà faceva ben poco. Trastevere era un quartiere sudicio come i peggiori bassi della vecchia Napoli; San Lorenzo in Lucina, Via del Bufalo, Santa Lucia del Gonfalone erano  delle fogne a cielo aperto e non si sapeva quando sarebbero state chiuse. Incurabile la sporcizia del Ghetto e dei i rioni abitati dagli  operai e dai salariati agricoli.</p>
<p>I  Fori era il pascolo degli animali, molti vi dormivano la notte  o venivano usati per stendere  i panni per asciugarli al sole.</p>
<p>I più importanti monumenti della Romanità erano usati come forni, osterie, botteghe artigiane od alloggi miserevoli. I Portoni dei palazzi signorili erano orinatoi pubblici, per cui i piemontesi costruirono i famosi vespasiani  tolti, poi,  intorno agli  anni del &#8216; 980.</p>
<p>Le prime leggi del Governo Sabaudo furono: l&#8217;introduzione della leva militare (fino allora sconosciuta a Roma) l&#8217;imposizione della tassa di successione. Durante il regno pontificio  chi aveva avuto un Papa in famiglia ne era esente;  questo fatto permise  a quasi tutte  le famiglie nobili romane potessero tramandare, senza difficoltà,   le vestigia storiche e i palazzi rinascimentali. Rammento che fu  proprio il principe Virginio Orsini che mi raccontò – dopo il XX settembre  la nobiltà nera (quella papalina) non si uniformò alle leggi in vigore per loro erano vessazioni  piemontesi; ma agli  inizi del novecento il nonno dovette vendere, credo ad una banca, il Teatro Marcello per pagare le tasse di successione e così essere liberi di dividere o vendere alcune proprietà. Un&#8217;altra delle prime leggi fu quella di imporre il pagamento delle cure sanitarie, tanto è vero che alcuni dei feriti dello scontro di Porta Pia furono ricoverati (romani e piemontesi)all&#8217;ospedale dell&#8217;Isola Tiberina e dovettero  pagare la retta, per inciso erano ammucchiati in letti da venti posti. Altre curiosità e fatti storici al prossimo articolo.</p>
<p><em>Egidio Maria Eleuteri</em></p>
<p><em> </em></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/passeggiate-romane/"><img width="267" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/Egidio-Maria-Eleuteri-e1539277266910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></a></p>]]></content:encoded>
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