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	<title>Gli italianiIl passo falso di Musumeci &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il passo falso di Musumeci</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jul 2019 15:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/passo-falso-musumeci/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p><hr /><p>Fino al dicembre del 2017 Diventerá Bellissima, la formazione politica che fa capo al Governatore della Sicilia, era semplicemente un movimento d’opinione. Era seguíto alle altre creature politiche di Nello Musumeci, a metá strada fra la corrente di partito, il circolo politico e, appunto, il movimento d’opinione: Orgoglio e Futuro, ai tempi di Alleanza Nazionale; poi Alleanza Siciliana, alleata con la Destra di Storace; e nel 2014, per l’appunto, Diventerá Bellissima. Era quest’ultimo soggetto politico a dare la spallata finale nel 2017: prima, ad imporre la candidatura di Musumeci ad un centro-destra riluttante (con Berlusconi e Micciché sulle barricate); poi,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino al dicembre del 2017 <em>Diventerá Bellissima</em>, la formazione politica che fa capo al Governatore della Sicilia, era semplicemente un movimento d’opinione. Era seguíto alle altre creature politiche di Nello Musumeci, a metá strada fra la corrente di partito, il circolo politico e, appunto, il movimento d’opinione: <em>Orgoglio e Futuro</em>, ai tempi di Alleanza Nazionale; poi <em>Alleanza Siciliana</em>, alleata con la Destra di Storace; e nel 2014, per l’appunto, <em>Diventerá Bellissima</em>.</p>
<p>Era quest’ultimo soggetto politico a dare la spallata finale nel 2017: prima, ad imporre la candidatura di Musumeci ad un centro-destra riluttante (con Berlusconi e Micciché sulle barricate); poi, a trainare verso la vittoria una coalizione incerta e con qualche presenza non proprio commendevole nelle proprie liste.</p>
<p>Dopo la vittoria (novembre 2017) si avevano ovviamente le naturali scosse di assestamento, fino a un congresso-costituente che si teneva a Palermo un mese piú tardi. Era in quella sede che il neo-governatore siciliano annunciava che <em>Diventerá Bellissima</em> si trasformava sostanzialmente in un partito politico regionale, e che avrebbe partecipato alle elezioni nazionali del prossimo marzo con propri uomini, da candidare eventualmente nelle liste di formazioni politiche nazionali. Non venivano date indicazioni precise, ma era chiaro che il soggetto da privilegiare sarebbe stato Fratelli d’Italia, partito verso cui si indirizzavano le simpatie della maggior parte degli aderenti di DB. Una minoranza faceva il tifo per una Lega ancóra sottodimensionata, ma in prepotente ascesa sull’onda della protesta anti-migranti. Ma la visione di Musumeci mal si conciliava con le posizioni della Lega, che peraltro restava fuori dal governo regionale.</p>
<p>L’accordo con Fratelli d’Italia, poi, naufragava: sembra, sugli scogli di un vincolo federativo che la Meloni non era disposta a concedere a scatola chiusa. Uno scampolo di accordo si raggiungeva solo a Catania, dove l’on. Raffaele Stancanelli, coordinatore regionale di Diventerá Bellissima, forzava la situazione con innegabili benefíci: veniva infatti eletto – unico elemento riconducibile a DB – al Senato, nelle liste di Fratelli d’Italia.</p>
<p>Quelle elezioni (marzo 2018) portavano comunque a un terremoto nel cartello nazionale di centro-destra: la Lega diventava il primo partito della coalizione (17%), lasciando indietro Forza Italia (14%). Fratelli d’Italia superava agevolmente tetti e sbarramenti, confermandosi a pieno titolo come partner della Lega in un ipotizzabile “asse sovranista”. Falliva invece il tentativo di costituire una “quarta gamba” moderata del centro-destra: la lista Noi con l’Italia-UDC superava di poco l’1%.</p>
<p>Erano risultati che venivano accolti con costernazione negli ambienti “moderati” del centro-destra siciliano, che alzavano il tiro contro la Lega, specie dopo che questa andava al governo in coalizione con i Cinque Stelle. Era soprattutto la politica anti-migranti di Salvini a destare preoccupazioni, perché giudicata in grado di raccogliere voti in tutte le direzioni, scompaginando ogni comodo anfratto centrista. La crociata antileghista era guidata dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Micciché (<em>«Salvini é uno stronzo»</em>), cui facevano e fanno riferimento un corposo numero di deputati regionali, in grado di decretare la fine della maggioranza d’aula che sostiene Musumeci.</p>
<p>Forse per questo motivo (non riesco ad immaginarne altri), alla vigilia delle consultazioni europee dello scorso maggio Nello Musumeci ha riunito i suoi ed ha dettato la linea ufficiale di Diventerá Bellissima: il movimento non avrebbe partecipato direttamente alla consultazione elettorale, ed i suoi membri non avrebbero dovuto prendere parte alla campagna elettorale di nessuna delle formazioni in lista. Disposizione praticamente irrealizzabile, dal momento che il sen. Stancanelli era candidato in prima persona al parlamento europeo con Fratelli d’Italia, e che altri qualificati esponenti di DB erano da tempo in campagna elettorale per sostenere – legittimamente – amici e parenti. A parte questi casi personali, inoltre, era prevedibile che numerosi dirigenti e iscritti non avrebbero osservato il “divieto”, scendendo apertamente in campo, soprattutto per Fratelli d’Italia.</p>
<p>Naturalmente, i risultati delle elezioni europee sono piombati come un masso nella placide acque di DB: non solo la Lega ha stravinto, non solo Forza Italia é alla canna del gas; ma Fratelli d’Italia cresce oltre ogni rosea previsione (il 6,5% in Italia, l’8% in Sicilia) e, secondo gli ultimi sondaggi, é addirittura piú avanti di una Forza Italia in caduta libera.</p>
<p>A questo punto, Nello Musumeci riunisce ancora una volta i suoi, e comunica nuovi orientamenti: proporre Diventerá Bellissima come una novella casa dei moderati, concepita come complementare alle altre forze di centro-destra.</p>
<p>Poi, a sorpresa, un’ulteriore correzione di rotta: niente piú unione dei moderati (oramai neanche Berlusconi ne parla piú) e via ad un nuovo progetto: un partito del Mezzogiorno che si leghi alla Lega con un vincolo federale, sul modello del patto che in Sardegna é stato fatto tra la Lega e il Partito Sardo d’Azione. Ma – piccolo particolare – il Partito Sardo d’Azione é una forza che ha alle spalle cento anni di storia, che é fortemente radicato nel territorio e che ha un proprio peso specifico, pari al 10% del corpo elettorale sardo. Tutte cose che mancano a Diventerá Bellissima e, piú ancora, a quelli che dovrebbero essere i suoi partner nelle altre regioni dell’Italia meridionale, dei quali nulla fino a questo momento si sa.</p>
<p>Che dire? Non credo che questa sia “una strada che spunta”. E, quand’anche dovesse “spuntare”, sarebbe una strada sbagliata. Il centro-destra, infatti, non ha alcun interesse a ricacciare la Lega al nord, cosa inevitabile nel momento in cui dovesse nascere una specie di “partito del Sud”. L’interesse del centro-destra, semmai, é che si rafforzi un partito nazionalista e garante dell’unitá nazionale. Partito che giá esiste, data la presenza ormai consolidata di Fratelli d’Italia, al Sud come al Nord.</p>
<p>Nei fatti, si é giá formato un nuovo centro-destra: é il cosiddetto “asse sovranista” Salvini-Meloni. Forza Italia sopravviverá in qualche modo fino a quando Berlusconi rimarrá sulla breccia; dopo di che, si squaglierá definitivamente. Nessuno spazio per una “terza gamba”, di cui nessuno francamente avverte la necessitá.</p>
<p>E allora? Il mio pensiero, il mio personalissimo pensiero é che Diventerá Bellissima debba tornare ad essere quello che era: un movimento d’opinione al di sopra dei partiti, e non un partito fra i partiti. Un movimento d’opinione che dovrebbe avere come unico scopo quello di supportare l’azione amministrativa del presidente Musumeci.</p>
<p>Azione, quella di Musumeci, che é estremamente positiva; ancorché non riesca ancóra – e sottolineo “ancóra” – a farsi apprezzare adeguatamente dall’opinione pubblica siciliana. Un’opinione pubblica che sembra dimenticare che Nello Musumeci ha raccolto un’ereditá passiva di 8 miliardi di euro di debiti, senza contare le altre macerie lasciate da 5 anni di crocettismo.</p>
<p>Il risanamento della Regione Siciliana é perció un’opera titanica, di quelle che non lasciano spazio per altro tipo di impegni. Meno che mai per un impegno in prima persona nella giungla del partitismo, nazionale o regionale che sia.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/passo-falso-musumeci/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p>]]></content:encoded>
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