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	<title>Gli italianiIl patrimonio artisitico tra saccheggi e rinascite. Conferenza del professor Matthiae &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il patrimonio artisitico tra saccheggi e rinascite. Conferenza del professor Matthiae</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 17:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpiero Del Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/patrimonio-artisitico-saccheggi-rinascite-conferenza-del-professor-matthiae/"><img width="1280" height="720" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae-768x432.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae-1024x576.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae-1020x574.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae-640x360.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae-96x54.jpg 96w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/03/paolo-matthiae-800x450.jpg 800w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p><hr /><p>Conferenza di gran pregio del prof. Paolo Matthiae della Sapienza ieri all’Isas, l’Istituto di studi sud asiatici, su “Distruzioni,saccheggi e rinascite dall’antichità all’Isis”. Massimo esperto di cultura mediorientale, il prof. Matthiae ha evidenziato che i disastri come la distruzione di Palmira da parte dell’Isis si sono ripetuti nella storia fin dai tempi più remoti e si pone oggi l’interrogativo di come fronteggiarli nel modo più efficace. Alla fine del 1945 con la Convenzione di Londra si cominciò a parlare dell’Unesco sostenendo che dinanzi alle divisioni della politica e dell’economia solo la cultura poteva consentire alle nazioni di parlarsi e di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/patrimonio-artisitico-saccheggi-rinascite-conferenza-del-professor-matthiae/">Il patrimonio artisitico tra saccheggi e rinascite. Conferenza del professor Matthiae</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza di gran pregio del prof. Paolo Matthiae della Sapienza ieri all’Isas, l’Istituto di studi sud asiatici, su “Distruzioni,saccheggi e rinascite dall’antichità all’Isis”. Massimo esperto di cultura mediorientale, il prof. Matthiae ha evidenziato che i disastri come la distruzione di Palmira da parte dell’Isis si sono ripetuti nella storia fin dai tempi più remoti e si pone oggi l’interrogativo di come fronteggiarli nel modo più efficace.</p>
<p>Alla fine del 1945 con la Convenzione di Londra si cominciò a parlare dell’Unesco sostenendo che dinanzi alle divisioni della politica e dell’economia solo la cultura poteva consentire alle nazioni di parlarsi e di comprendersi inaugurando un periodo di pace nel mondo. Nel corso della storia immani distruzioni sono avvenute, ha detto il prof. Matthiae, per appropriazione patrimoniale, per invidia di altre culture di cui ci si voleva dimostrare eredi e dei cui beni ci si voleva impadronire e per “odio dell’altro” come è avvenuto per l’Isis.</p>
<p>Nel primo caso si verificano scavi volti ad impossessarsi di beni per motivi patrimoniali o per il materiale prezioso che contengono e si distruggono lasciando solo l’oro o l’argento che li compongono. Anche le tombe reali dei faraoni subirono saccheggi poco dopo la sepoltura e già allora si formavano commissioni di indagine come nel caso della tomba di Tutankhamon, faraone di poca importanza ma colmato di onori. Casi analoghi si verificarono nel Perù da cui grandi quantità di oro presero la via degli USA. I paesi occidentali hanno avuto serie responsabilità negli scavi clandestini e non hanno sempre assunto gli atteggiamenti adeguati per sostenere le decisioni atte ad affrontare il problema. Molti “falsi” hanno circolato fino ai gironi nostri.</p>
<p>Gravi distruzioni sono avvenute per “acculturazione” ed hanno visto protagonisti i grandi imperi. A Roma si sono concentrati tanti capolavori greci poi persi o saccheggiati verso la fine dell’impero. I generali romani li avevano portati già dalla fine della Repubblica, alcuni restavano a loro, altri venivano esposti in luoghi pubblici come il Tempio della Pace ai Fori Imperiali ed altri ancora venivano completamente distrutti. Si racconta che quando i generali decidevano di distruggere una grande città piangevano pensando che ciò prima o poi potesse accadere a Roma, anche se questo non avvenne per Cartagine sulla quale fu sparso il sale per le crudeli decisioni del senato romano. Dopo il terzo sacco di Roma molti beni ripresero la via di Cartagine capitale dei Vandali ma i Bizantini li sconfissero e le opere presero la via di Bisanzio. Roma aveva voluto dimostrare la sua superiorità e si voleva presentare come l’erede della Grecia. Parigi volle essere l’erede di Roma al tempo di Napoleone a cui il Direttorio diceva cosa doveva prendere e lui procedeva senza esitazioni. Oltre 5000 opere subirono il saccheggio e il Louvre fu il primo esempio di museo imperiale. Lo stesso accadde con la grande corte Moghul in India che portò a Delhi tanti manoscritti iranici.</p>
<p>Le distruzioni odiose dell’Isis non sono dunque un fatto nuovo ed in nome della fede e dell’ideologia politica gli europei o quanti erano legati alle mentalità occidentali hanno compiuto devastazioni enormi nel corso dei tempi. Distruzioni gravissime avvennero a Roma dopo l’editto di Costantino che riconosceva il Cristianesimo e ci fu una corsa a demolire i templi pagani che vennero abbattuti in grande quantità per compiacere gli ambienti imperiali. Molte chiese cattoliche furono distrutte e brutalmente saccheggiate tra Francia e Inghilterra nelle guerre di religione e durante la rivoluzione francese ci furono perdite ingentissime perché le assemblee rivoluzionarie dicevano al popolo che era il padrone e poteva distruggere ogni simbolo monarchico e aristocratico e fu lo stesso popolo francese a causare perdite immani alla sua cultura nazionale. Effetti consimili si produssero in Cina durante la rivoluzione culturale anche se dovrebbero essere meglio studiati.</p>
<p>Le “rinascite” dopo queste distruzioni possono essere nel segno della continuità o rinascite dal nulla. Roma è un esempio di continuità per l’orgoglio diffuso nel popolo di avere ruderi imponenti del passato. La colonna Traiana fu preservata perché simbolo di Roma con una decisione del 1162, pena la morte e la confisca dei beni. Nel 1515 papa Leone X incaricò Raffaello di fare ricerche nei dintorni di Roma per giovare alle fabbriche papali e questa consapevolezza ha assicurato la cura di un patrimonio notevole.</p>
<p>L’archeologia, da quando ha cominciato a definirsi disciplina storica ha invece fatto rinascere dal nulla civiltà scomparse come l’antica civiltà mesopotamica di cui restavano solo pochi ricordi. Fu così che venne ritrovata Ninive dopo che francesi e inglesi si impegnarono su quei territori e il francese Botta riuscì nell’impresa. Ora sono tante le testimonianze nel mondo di questa cultura.</p>
<p>Sul passato si fonda l’identità di una nazione ed anche se è spesso utilizzato in modo proditorio tante opere trovate sono state occasione di un’intensa rinascita culturale. E’ quanto accaduto al tempo di Carlo Magno o degli Ottoni o del Rinascimento anche se il rapporto col passato ha cominciato a raffreddarsi quando l’archeologia ha preteso di diventare una scienza.</p>
<p>Il problema che ora si pone è: lasciare le rovine o ricostruire? I paesi colpiti dalla II guerra mondiale sono già stati coinvolti nel dilemma. Roma non è stata colpita gravemente, a parte la basilica di S. Lorenzo ma gli inglesi non hanno mai ricostruito la cattedrale di Coventry fortemente colpita dai bombardamenti tedeschi volendo lasciare un monumento all’infamia. Dresda in Germania fu distrutta dagli alleati per vendetta contro lo stesso popolo tedesco colpevole di aver sostenuto il nazismo e gli inglesi si prestarono alla ricostruzione. Come procedere ora con Palmira? Occorre assolutamente ricostruire, sostiene il prof. Matthiae. La città è stata liberata dall’Isis con le forze russe alleate di Damasco nonostante le 3000 mine seminate dai terroristi nei dintorni. Il museo dell’Ermitage di Pietroburgo si è reso disponibile per contribuire alla ricostruzione ma gli occidentali, specie i francesi del Louvre, si sono mostrati diffidenti presumendo un atteggiamento di superiorità da parte dei russi. Occorre superare queste diffidenze e sviluppare un’opera di collaborazione internazionale volta alla ricostruzione fondata su tre principi basilari: il riconoscimento della sovranità del paese cui le opere appartengono, che dovrà attuare il progetto e le gare per assegnarlo; controllo e ratifica da parte dell’Unesco con la formazione di una commissione di approvazione; collaborazione internazionale fondata sulla solidarietà al paese interessato. Si deve ricostruire considerando le opere su un piano di uguaglianza e intangibilità indipendentemente da dove appaiano e da chi le trovi e ne auspichi la salvaguardia, superando competizioni egoistiche ed impedendo sempre che vengano distrutte. Non si deve permettere per nessun motivo che il patrimonio culturale mondiale sia distrutto come sembrava consentire la Convenzione dell’Aia del 1954 quando ammetteva che se in caso di guerra un semplice generale di divisione volesse procedere alla distruzione “per motivi strategici ineluttabili”, è autorizzato a farlo.</p>
<p>Gianpiero  Del Monte</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/patrimonio-artisitico-saccheggi-rinascite-conferenza-del-professor-matthiae/">Il patrimonio artisitico tra saccheggi e rinascite. Conferenza del professor Matthiae</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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