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	<title>Gli italianiPerché ho ospitato la mostra di Arman a Palazzo Cipolla &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Perché ho ospitato la mostra di Arman a Palazzo Cipolla &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Perché ho ospitato la mostra di Arman a Palazzo Cipolla</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 22:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/perche-ospitato-la-mostra-arman-palazzo-cipolla/"><img width="480" height="355" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele.jpg 480w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele-300x222.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele-87x64.jpg 87w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p><hr /><p>Sono davvero lieto di ospitare a Palazzo Cipolla questa ampia ed articolata retrospettiva di Arman, che si avvale della curatela di Germano Celant e della collaborazione di Corice Arman e di Marisa del Re, a distanza di ben tre lustri dall’ultima esposizione a lui dedicata nel nostro Paese. Ho avuto modo di conoscere personalmente l’artista – francese naturalizzato americano – durante gli anni della mia gioventù a Milano, quegli indimenticabili anni Sessanta in cui la città era un grande laboratorio, e la vitalità di una società in rapida evoluzione economica e culturale trovava la propria espressione in una scena artistica&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono davvero lieto di ospitare a Palazzo Cipolla questa ampia ed articolata retrospettiva di Arman, che si avvale della curatela di Germano Celant e della collaborazione di Corice Arman e di Marisa del Re, a distanza di ben tre lustri dall’ultima esposizione a lui dedicata nel nostro Paese.</p>
<p>Ho avuto modo di conoscere personalmente l’artista – francese naturalizzato americano – durante gli anni della mia gioventù a Milano, quegli indimenticabili anni Sessanta in cui la città era un grande laboratorio, e la vitalità di una società in rapida evoluzione economica e culturale trovava la propria espressione in una scena artistica dinamica e internazionale. Di lui mi colpirono, in particolar modo, l’ironia con la quale era solito affrontare la vita ed i paradossi della contemporaneità (famosa l’epigrafe che volle sulla sua tomba: “<em>Enfin seul!</em>”) e la propensione inestinguibile per la sperimentazione, oltre allo straordinario eclettismo nell’uso di diverse forme espressive e di materiali di ogni tipo.</p>
<p>La mostra, intitolata “Arman 1954 – 2005”, ripercorre a ritroso la parabola artistica del Maestro, che amava autodefinirsi “<em>un peintre qui fait de la sculpture</em>”, fin dal momento – i primi anni Cinquanta del secolo scorso – in cui abbandona la pittura tradizionale per accostarsi all’utilizzo di altri mezzi creativi, quali ad esempio i timbri prima (ripetuti ossessivamente sulla carta e mescolati ad interventi pittorici), le tracce e le impronte poi.</p>
<p>Dall’inizio degli anni Sessanta in avanti, l’artista compie la svolta più significativa della sua carriera, abbracciando il movimento del Nouveau Réalisme che – come la Pop Art negli Stati Uniti ed il New Dada con una diffusione più ampia (Burri, Fontana, Baj, Pascali e Manzoni sono i maggiori esponenti della sua espressione italiana) – ha per protagonisti gli oggetti, o meglio i materiali, anche di scarto, desunti dalla realtà, inclusa quella più povera e banale. Arman diviene in breve tempo il più autorevole rappresentante del Nouveau Réalisme, facendo un uso assiduo del recupero dell’oggetto,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>anche del più dozzinale o di quello ridotto ormai ad un rifiuto, con intenti compositivi stupefacenti, spesso dissacranti ed a volte anche giocosi. Come Louise Nevelson – cui parimenti dedicammo una grande mostra al Museo di Palazzo Cipolla nel 2013 – egli è capace di elevare un semplice manufatto a opera d’arte, collegandosi in questo alla poetica dadaista di Marcel Duchamp che, negando la possibilità di delimitare l’arte entro strette definizioni, affermava che essa poteva essere fatta con qualsiasi cosa.</p>
<p>La mostra su Arman promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro segna – come già detto – il grande ritorno dell’artista in Italia, nella Capitale<strong>, </strong>dopo l’ultima antologica a lui dedicata più di quindici anni fa: a quasi dodici anni dalla morte dell’artista, le opere ripercorrono le maggiori tappe della sua produzione, mostrando al pubblico anche i più recenti lavori monumentali.</p>
<p>Un evento, dunque, unico e prezioso che testimonia ancora una volta il ruolo della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo nello sviluppo e nella promozione dell’offerta culturale in Italia, nonché l’attenzione della stessa per l’arte d&#8217;oltre confine, stavolta focalizzata su Arman che, con i suoi <em>Cachets</em>, i <em>Coupes</em>, i <em>Colères</em>, riesce nella difficile ma nobile impresa di tradurre in arte – come egli stesso spiegò in uno scritto del 1964 – “le inquietudini odierne, tra le quali la diminuzione degli spazi vitali e l’invasività dei nostri residui industriali”. È quindi motivo di profonda soddisfazione per il sottoscritto e per la Fondazione Terzo Pilastro avere, con questa mostra, indagato ancora una volta le “radici” della storia artistica contemporanea e averle portate all’attenzione del grande pubblico, con la speranza di riuscire ad avvicinarlo, tramite il linguaggio universale dell’Arte, all’attuale riflessione sul nostro futuro e sulle misure da adottare per costruire un avvenire migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele</p>
<p>Presidente Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarà aperta al pubblico fino al 23 luglio 2017, a Palazzo Cipolla, la mostra personale dedicata al lavoro di <strong>Arman</strong>, promossa e realizzata dalla <strong>Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo</strong> in collaborazione con <strong>Marisa Del Re</strong>, la <strong>Arman Marital Trust</strong>, <strong>Corice Arman Trustee</strong> e con il supporto tecnico di <strong>Civita</strong>.<strong>“Arman 1954-2005”</strong>, a cura di <strong>Germano Celant</strong>, consiste in un’ampia retrospettiva sul lavoro dell’artista francese naturalizzato americano ed annovera circa settanta opere dagli esordi negli anni cinquanta ai primi anni del duemila. Il percorso <em>à rebours</em> negli spazi di Palazzo Cipolla punta a ricostruire la ricca poetica che Arman ha attuato nel corso di cinquant’anni di attività, lavorando intensamente sia per serie sia con opere singole alla costruzione di un <em>corpus</em> articolato tra pittura e scultura, <em>assemblage</em> e ready-made, senza dimenticare il disegno e l’azione.</p>
<p>L’elaborazione delle idee di raccolta e collezione è presente sia nei <em>Cachets</em>, in cui l’artista fa uso di obliterazioni con timbri a inchiostro misti a interventi pittorici, sia nelle <em>Accumulations</em> di oggetti e utensili. A opere delle serie <em>Poubelles</em> e <em>Inclusions </em>– sia in cemento sia in resina – sono affidate invece le riflessioni  sul concetto di scarto o resto, anche nella sua forma archeologica.</p>
<p>Altrove, come nelle <em>Colères </em>o <em>Rages</em> degli anni sessanta, o nei recenti <em>Sandwich Combo</em>, della fine dei novanta, Arman esplora l’annullamento della funzionalità di un oggetto attraverso la sua scomposizione o distruzione. L’atto di rendere <em>disfunzionale</em> uno strumento d’uso può avvenire sia mediante la sua demolizione sia tramite interventi di ibridazione tra due soggetti &#8211; come un frigorifero e un carrello della spesa, <em>Du Producteur au Consommateur</em>, 1997, o un pianoforte e un letto a baldacchino, <em>Eine Klein Nacht Musik</em>, 2000.</p>
<p>Le opere di Arman tornano in Italia dopo più di quindici anni dall’ultima antologica a lui dedicata, arricchite della presenza dei più recenti lavori monumentali, a mostrare l’ironia del suo muoversi nella contemporaneità, con lo straordinario eclettismo nell’uso di diversi <em>media</em> e la curiosità sempre rinnovata per le differenti sperimentazioni artistiche.</p>
<p>Arman si muove come un “archeologo del futuro” o un testimone delle diverse epoche che ha attraversato.</p>
<p><strong>Afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che ha ideato e realizzato la mostra: “Ho scelto di dedicare questa mostra all’artista Arman perché è mio fermo desiderio che non venga dimenticato un periodo storico, quello del secondo dopoguerra, caratterizzato da un fermento culturale eccezionale – conseguente alla grande espansione economica ed al connesso sistema di garanzie del welfare sociale che allora, diversamente da quanto accade oggi, dava risposte concrete alla collettività – che ha dato vita a manifestazioni diventate poi iconografiche, come ad esempio la Pop-Art.</strong></p>
<p><strong>Ho conosciuto e apprezzato Arman proprio in quel fecondo periodo dell’arte e della mia vita personale, e di lui ho subito condiviso la convinzione dell’assoluta compatibilità dell’espressione artistica con tutto ciò che ci circonda, quella sua particolare ricettività alla materialità della nostra vita quotidiana. Gli oggetti di uso comune, filtrati attraverso l’ironia e la sensibilità dell’artista, diventano – a mio parere – un potente veicolo di comprensione della nostra società e dei suoi mutamenti.”</strong></p>
<p>La mostra è accompagnata da una monografia pubblicata da Silvana Editoriale, che ricostruisce cinquant’anni di creatività attraverso la cronologia storico-contestuale e quella dell’artista, correlate dalle immagini di opere e documenti, fotografie personali e testi di poetica di Arman.<em> </em></p>
<p><em>Cenni biografici</em></p>
<p>17 novembre 1928, Francia &#8211; 22 ottobre 2005, New York. Pittore e scultore francese naturalizzato americano. Arman è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori artisti della seconda metà del XX secolo e uno dei protagonisti del gruppo del Nouveau Réalisme francese, parallelo al movimento della Pop Art americana nato negli Stati Uniti negli anni Sessanta. Alla base della sua concezione artistica vi sono le <em>Accumulazioni</em>, i cui soggetti sono costituiti da oggetti di uso quotidiano. L’opera di Arman è presente nei maggiori musei e nelle più importanti collezioni pubbliche di tutto il mondo, fra cui il Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York; i musei d’arte dell’Università di Harvard; l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, DC; il Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou di Parigi, Francia; il Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza, Francia; il Tel-Aviv Museum, Israele; il Musée Picasso di Antibes, Francia; la Tate Gallery di Londra, Regno Unito; il Museo Seibu di Belle Arti e il Museo Hara di Tokyo e il Museo Open Air di Hakone, Giappone. La sua opera è stata inclusa di recente nella mostra del 2015 del Guggenheim “ZERO: Countdown to Tomorrow. 1950s-1960s” e gli è stata dedicata un’importante retrospettiva presso il Centre Georges Pompidou di Parigi nel 2010.</p>
<p>Nel corso della sua carriera Arman ha ricevuto le più grandi onorificenze del mondo dell’arte, quali il Grand Prix Marzotto, e i titoli di Commandeur des Arts et Lettres, Officier del’Ordre National du Mérite e di Grand Officier de la Légion d’Honneur.<em> </em></p>
<p><em>Esposizioni personali selezionate</em></p>
<p>“Arman Accumulations 1960‐1964”, Galerie Templon, Paris, 27 Febbraio &#8211; 6 Aprile 2016</p>
<p>“Arman: Cascades”, Guy Pieters Gallery, Knokke‐Heist, Belgium, 5-26 Aprile 2015</p>
<p>“Arman The Collector: The Artist’s Collection of African Art”, Paul Kasmin Gallery, New York, New York, 11 Novembre  2013 &#8211; 11 Gennaio 2014</p>
<p>“Cycles”, Paul Kasmin Gallery, New York, New York, 28 Febbraio &#8211; 6 Aprile 2013</p>
<p>“Arman Retrospective,” Centre Pompidou, Paris, France, 22 Settembre 2010 &#8211; 10 Gennaio 2011</p>
<p>“A Tribute to Arman”, Marlborough Gallery, New York, NY, 2 Febbraio &#8211; 4 Marzo 2006</p>
<p>“Arman”, Mus.e d’Art Contemporain, Teheran, Iran, 6 Maggio &#8211; 19 Giugno 2003</p>
<p>“Arman: Passage. l’acte”, Mus.e d’Art Moderne et d’Art Contemporain, Nice, France,</p>
<p>16 Giugno -14 Ottobre 2001</p>
<p>&#8220;Arman: New Works: Sandwich Combos”, Marlborough Gallery, New York, NY,</p>
<p>3 Maggio &#8211; 3giugno 2001</p>
<p>“Arman,” Museum of Art, Tel Aviv, Israel, 15 Aprile  &#8211; 13 Giugno 1999</p>
<p>“Arman: Interactives”, Sidney Janis Gallery, New York, NY, 29 Marzo &#8211; 27 Aprile 1996</p>
<p>“Arman Accumulations Renault 1967-1970”, Galerie Georges-Philippe et Nathalie Vallois, Paris, France,</p>
<p>7 Aprile  &#8211; 15 Maggio 1995</p>
<p>“Arman: Starry Night and Money Queens”, Reflex Gallery, Amsterdam, Netherlands,</p>
<p>16 Aprile – 28 Maggio 1995</p>
<p>“Arman Bétons 1970-1974”, Galerie Georges-Philippe Vallois, Paris, France,</p>
<p>14 Settembre  &#8211; 30 Ottobre 1991</p>
<p>“Arman: Gods and Godesses”, Marisa del Re Gallery, New York, New York,</p>
<p>1 Ottobre &#8211; 15 Novembre 1986</p>
<p>“Arman: Hard &amp; Soft”, Andrew Crispo Gallery, New York, New York, 4‐27 Maggio 1978</p>
<p>“Arman: Conscious Vandalism”, John Gibson Gallery, New York, New York, 5‐19 Aprile 1975</p>
<p>“Arman: Accumulations Renault”, Mus.e des Arts Decoratifs, Paris, France, Giugno 1969</p>
<p>“Le Plein: Full‐Up”, Iris Clert Gallery, Paris, France, 25 Ottobre 1960</p>
<p>“Arman: Les Accumulations”, Galerie Iris Clert, Paris, France, Ottobre ‐ Novembre 1960</p>
<p>“Arman: Allures d’objets”, Galerie Saint‐Germain, Paris, France, 16 Marzo ‐ 9 Aprile 1960</p>
<p>“Mostra Personale di Arman”, Galleria Apollinaire, Milano, Italia, Dicembre 1959</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/perche-ospitato-la-mostra-arman-palazzo-cipolla/"><img width="480" height="355" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele.jpg 480w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele-300x222.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/06/Emanuele-87x64.jpg 87w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>]]></content:encoded>
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