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	<title>Gli italianiA proposito dei migranti sulla Diciotti. Se 155 sembrano pochi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>A proposito dei migranti sulla Diciotti. Se 155 sembrano pochi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 13:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/proposito-dei-migranti-sulla-diciotti-155-sembrano/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>Adesso che la vicenda dei naufraghi imbarcati su una nave Diciotti, il pattugliatore della Guardia Costiera, che li aveva salvati in mare, ha trovato una soluzione generalmente accettata possiamo ripercorrere sine ira ac studio, come dicevano i nostri antenati romani che erano dei saggi, gli avvenimenti di questi ultimi giorni, compresa l’iscrizione nel registro degli indagati del Ministro dell’interno Matteo Salvini. E perché i lettori comprendano in quale contesto si è sviluppata la vicenda riandiamo al salvataggio dei migranti in veste di naufraghi, a quanto sembra, in acque maltesi nel più assoluto disinteresse del governo dell’isola che già in altra&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso che la vicenda dei naufraghi imbarcati su una nave Diciotti, il pattugliatore della Guardia Costiera, che li aveva salvati in mare, ha trovato una soluzione generalmente accettata possiamo ripercorrere sine ira ac studio, come dicevano i nostri antenati romani che erano dei saggi, gli avvenimenti di questi ultimi giorni, compresa l’iscrizione nel registro degli indagati del Ministro dell’interno Matteo Salvini.<br />
E perché i lettori comprendano in quale contesto si è sviluppata la vicenda riandiamo al salvataggio dei migranti in veste di naufraghi, a quanto sembra, in acque maltesi nel più assoluto disinteresse del governo dell’isola che già in altra occasione, con diverse motivazioni, si è sottratto all’obbligo di soccorrere chi in mare rischiava la vita, escludendo categoricamente di poterli accogliere e assistere sul proprio territorio. Solo in un caso di maltesi hanno aperto le braccia.<br />
Su nave Diciotti, dunque, i naufraghi sono stati accolti, rifocillati e curati delle malattie che portavano con sé, alcuni la scabbia, la polmonite e qualche altro disturbo dovuto agli strapazzi del viaggio dalle coste libiche. Giunti in Italia, a Catania, è stato loro impedito di scendere a terra nonostante fossero già in territorio italiano, come deve intendersi una nave militare dello Stato. E qui è cominciata la polemica alimentata dalle opposizioni alla ricerca di visibilità, dell’ubi consistam, dopo i disastrosi risultati elettorali che il Partito Democratico e Liberi e Uguali hanno conosciuto il 4 marzo, con accuse di violazione di disposizioni di legge, a cominciare dalla Costituzione, in quanto sarebbero stati addirittura oggetto di un sequestro di persona, arresto illegale, abuso d’ufficio. Questo a leggere i giornali ed a sentire le televisioni perché una indicazione esatta del provvedimento che è stato adottato dal Procuratore della Repubblica di Agrigento Patronaggio e quindi della sua motivazione ancora oggi non l’abbiamo.<br />
Cominciamo dal divieto di sbarco che è parso un atto illegittimo come se i migranti avessero un diritto di scendere a terra cioè su una parte del territorio nazionale diversa rispetto a quella costituita dalla nave militare sulla quale erano imbarcati. In realtà i motivi della permanenza sulla nave, ritenuti da taluno illegittimi, possono aver avuto varie motivazioni, in primo luogo di igiene, considerate le condizioni dei migranti affetti da malattie contagiose, come la scabbia, sicché poteva essere consigliata la permanenza sulla nave per interventi sanitari d’urgenza prima di un ricovero in ospedale. È la classica “quarantena” (bandiera gialla) che ha sempre accompagnato le vicende dei migranti e comunque di quanti su una nave ancorata in un porto provenivano da territori infestati da malattie contagiose. Questo, senza che sembri un’offesa alle persone, accade anche nel trasporto di animali quando si sa che provengono da aree geografiche infestate da talune malattie, come la peste suina. D’altra parte che ci fossero preoccupazioni di ordine sanitario lo dimostra anche l’uso di mascherine, guanti e copri scarpe usati dai marinai e da coloro i quali, a cominciare dai politici accorsi per verificare le condizioni dei migranti, sono saliti a bordo della nave per constatare quali fossero le condizioni di salute di quelle persone.<br />
C’è poi il profilo dell’ordine pubblico che può aver consigliato al Ministro dell’interno, che è autorità competente in materia, ad impedire per un certo tempo lo sbarco, in attesa della individuazione del luogo dove i migranti potevano essere allocati.<br />
Sembra, dunque, un po’ frettolosa la conclusione cui sarebbe pervenuto il Procuratore della Repubblica di Agrigento la cui competenza, a quel che si dice, deriverebbe dal fatto che i migranti sarebbero stati raccolti vicino a Pantelleria e non nelle acque di Malta. Mi chiedo, tuttavia, se il reato ipotizzato è quello del sequestro di persona o di abuso per il mancato trasferimento a terra, è evidente che l’illecito sarebbe stato consumato a Catania.<br />
L’impressione che si ha è, come detto, quella di una conclusione frettolosa, dovuta probabilmente all’incalzare delle polemiche, al susseguirsi delle denunce, alla volontà di far vedere che, di fronte ad una situazione dipinta come fortemente in contrasto con i diritti fondamentali delle persone, la magistratura non tardava ad intervenire rispetto ad una aspettativa di quella parte dell’opinione pubblica convinta di essere di fronte ad un illecito grave e, come è stato sostenuto da parti politiche interessate a denigrare il governo, capace di offuscare l’immagine di civiltà dello Stato e del popolo italiano dinanzi alla comunità internazionale se non all’Europa, la quale ha dimostrato assoluto disinteresse per le esigenze di difesa della frontiera meridionale marittima che è in gran parte rappresentata dalle coste italiane.<br />
Devo dire che l’impressione che traggo dall’intera vicenda è quella che la scelta del Ministro dell’interno, sicuramente necessaria, non sia stata rappresentata all’opinione pubblica e, da ultimo, anche all’Autorità Giudiziaria nei suoi tratti di legalità a tutela dell’interesse pubblico nelle sue varie declinazioni igieniche e di sicurezza. Questioni di carattere amministrativo con le quali spesso i magistrati ordinari hanno scarsa dimestichezza.<br />
Non posso concludere queste brevi riflessioni senza prospettarne una ulteriore, quella che è sbagliato ritenere che il problema, riguardando poco più di 150 persone, fosse piccola cosa del contesto dell’immigrazione clandestina, costituita da centinaia di migliaia di persone presenti da anni in Italia, che preoccupa in grande maggioranza gli italiani. Infatti siamo di fronte ad un episodio che va inserito nel sistema del contrasto alla immigrazione indiscriminata il cui rilievo, dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza delle persone, va al di là molto al di là del numero dei migranti che di volta in volta si presentano alle nostre frontiere, in quanto trattasi di persone le quali non hanno una occupazione che li impegni e che in qualche modo integri la loro presenza nel tessuto economico del Paese, ma che sono dedite al vagabondaggio e all’accattonaggio, e, nelle ipotesi più preoccupanti, allo spaccio di droga, alla prostituzione, in forme varie dominate dalla criminalità. Non c’è chi non veda con preoccupazione come le città si stiano riempendo di giorno in giorno di questuanti, alcuni dei quali operano in condizioni di evidente costrizione, come le donne che inginocchiate in preghiera con la testa a terra attendono qualche spicciolo. Queste condizioni che si ripetono nelle strade di Roma, ad esempio, denotano una presenza criminale, un condizionamento, un racket per cui non ci vuole Sherlock Holmes per capire che c’è una vasta rete criminale che domina queste attività sfruttando queste povere persone. Sì che chi tollera queste situazioni è complice degli sfruttatori. E quindi fa bene il Ministro Salvini a combattere questa battaglia di identificazione di chi ha diritto di entrare in Italia perché fugge dalla guerra o da condizioni di pericolo personali e chi desidera, legittimamente, migliorare la propria condizione di vita ma non ha uguali diritti.<br />
Tuttavia i dubbi su molte situazioni sono tanti, basti pensare che non è credibile che giovani uomini fuggano dalla guerra e quindi da situazioni di pericolo attuali lasciando a casa le donne e bambini dei quali dovrebbero in primo luogo preoccuparsi.<br />
Gli italiani, lo verifica ogni indagine, condividono le iniziative del Ministro dell’interno. E sono contrariati dall’intervento della magistratura sbrigativamente etichettata come “di sinistra”. In realtà un Procuratore della Repubblica che riceve denunce deve fare le sue indagini. È bene, dunque, che le scelte del Governo, che sono in primo luogo di natura politica, pertanto di competenza delle valutazioni del Parlamento, siano anche giuridicamente inattaccabili con riferimento alle leggi ed alle regole di diritto, interno ed internazionale che riguardano questa materia, il rapporto con lo straniero che si presenta ai nostri confini senza documenti di riconoscimento o comunque senza che abbia titolo di lavoro o di studio o turistico per restare in Italia. Forse qualche ripasso delle regole del diritto lo dovrebbero fare i collaboratori del Ministro per non esporlo a critiche e rischi inutili sul piano politico e giudiziario.<br />
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/proposito-dei-migranti-sulla-diciotti-155-sembrano/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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