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	<title>Gli italianiIL PUNTO. Berlino, quella speranza appassita &#8211; L&#8217;ipocrisia di plastica &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>IL PUNTO. Berlino, quella speranza appassita &#8211; L&#8217;ipocrisia di plastica</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 11:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/punto-berlino-quella-speranza-appassita-lipocrisia-plastica/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Ricordo bene quella sera di 30 anni fa quando cadeva il muro di Berlino. Lasciatemi correre con il pensiero a quelle immagini e a quelle speranze, a quei giorni dove l’Europa usciva da un incubo durato 45 anni con il comunismo che l’aveva tagliata a metà. Le immagini della TV dimostravano come “avevamo vinto”. Sì, perché allora la sinistra &#8211; più ottusa che mai &#8211; era in gran parte sovietico-dipendente e mai aveva ammesso la verità, ovvero che l’Europa dell’Est era un’enorme caserma obbligata a sottostare alla cortina di ferro. La gente che si abbracciava e correva all’Ovest dimostrava che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/punto-berlino-quella-speranza-appassita-lipocrisia-plastica/">IL PUNTO. Berlino, quella speranza appassita &#8211; L&#8217;ipocrisia di plastica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo bene quella sera di 30 anni fa quando cadeva il muro di Berlino.</p>
<p>Lasciatemi correre con il pensiero a quelle immagini e a quelle speranze, a quei giorni dove l’Europa usciva da un incubo durato 45 anni con il comunismo che l’aveva tagliata a metà.</p>
<p>Le immagini della TV dimostravano come “avevamo vinto”. Sì, perché allora la sinistra &#8211; più ottusa che mai &#8211; era in gran parte sovietico-dipendente e mai aveva ammesso la verità, ovvero che l’Europa dell’Est era un’enorme caserma obbligata a sottostare alla cortina di ferro.</p>
<p>La gente che si abbracciava e correva all’Ovest dimostrava che avevamo avuto ragione, che la libertà era “di qua” e che aveva avuto un senso – per esempio – la mia protesta personale contro i carri armati russi per le vie di Praga, quando la polizia mi aveva fermato per la prima volta doverosamente da allora “schedandomi” come sovversivo.</p>
<p>30 anni fa…Erano i giorni in cui il concetto di Europa ritornava e riempire i cuori perché i confini erano gabbie che sembravano insuperabili ed invece venivano abbattuti.</p>
<p>Cosa ci è rimasto di quelle immagini? Una Unione Europea che allora sembrava impossibile ed invece si è consolidata in poco più di un decennio, salvo appassire subito dopo, ferita dalla burocrazia, i vincoli, gli obblighi di Bruxelles come i nostri sogni, le nostre speranze, in fondo anche la nostra giovinezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MASSIMO GIORDANO: COSA RESTA DOPO LA SENTENZA</strong></p>
<p>Il fatto giudiziario può ridursi in poche righe. Il Tribunale di Novara &#8211; dopo tre anni di dibattimento &#8211; ha assoluto con formula piena “perché il fatto non sussiste” l’ex giovanissimo sindaco di Novraa e poi assessore regionale avv. Massimo Giordano e con lui tutti gli altri 11 imputati di una lunga serie di reati tra i quali corruzione e concussione per i quali la pubblica accusa aveva chiesto oltre cinque anni di reclusione.</p>
<p>I giudici hanno espresso una sentenza assolutoria ma – concretamente – per via giudiziaria è stata comunque stroncata la carriera del più promettente leader leghista piemontese, distrutta la sua famiglia, di fatto di molto ridotta la sua attività professionale.</p>
<p>Molte persone non necessariamente vicino alla Lega si chiedono chi mai restituirà ora a Massimo Giordano le occasion politiche  e professionali sfumate, l’ansia e l’angoscia di tutti questi anni, la credibilità personale che in una città di provincia è tutto.</p>
<p>Giordano &#8211; durante il dibattimento – ha perso il padre e poi la giovane moglie Simona e si può immaginare il peso che ha avuto per lui portare avanti questo processo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ nel ruolo istituzionale della pubblica accusa procedere nelle inchieste, ma &#8211; quando una assoluzione piena segue ad un dibattito così lungo ed approfondito &#8211; viene pur da chiedersi perché si sia insistito così tanto e come venga ora rimborsato, a parte la gioia della sentenza, il   cittadino   che   ha   comunque   e   ingiustamente   sofferto tutti  i   danni derivati da un’ inchiesta finita nel nulla.</p>
<p>Credo che un successo accusatorio   debba   in   qualche   modo   premiare   l’inquirente scrupoloso, ma   che  quindi  dovrebbe  esserci   qualche  forma  di risarcimento all’imputato e corresponsabilità degli inquirenti quando si arriva ad un risultato opposto, anche perché – soprattutto se di   mezzo   ci   sono   esponenti   politici   –   è   palese   il   rischio   della strumentalizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’IPOCRISIA DI PLASTICA</strong></p>
<p>I lettori de “IL PUNTO” non potranno dire che non l’avessi scritto con largo anticipo. La manovra economica di quest’anno è e resta una manovra sostanzialmente di rinvio e di attesa, rimandando l’aumento dell’IVA ma aumentando il deficit.</p>
<p>Il resto sono spiccioli che contano pochissimo, non risolvono problemi ma – per  contro – non creano grandi disastri, Eppure anche su queste questioni marginali tutti corrono a metterci la bandierina quando &#8211; se ci fosse una vera prospettiva di governo – i dissidi dovrebbero al massimo essere sui grandi temi, non sulle sciocchezze.</p>
<p>La “tassa sulla plastica” è un esempio. Che il mondo sia invaso dal peraltro indispensabile uso delle materie plastiche è vero, ma la demagogia è sovrana. All’estero – soprattutto nei paesi più poveri – si usa largamente plastica “cattiva” e non biodegradabile (spesso prodotta proprio nei nostri paesi dove è vietata) ma non si fa nulla per incentivare a livello planetario il cambiamento, anzi.</p>
<p>Mari pieni di plastica e microplastiche, bottiglie abbandonate a milioni, rifiuti galleggianti che creano la morte di pesci ed habitat; nessun organismo sovranazionale</p>
<p>ha imposto regole di utilizzo e di recupero. Penso a quanti posti di lavoro e a quali vantaggi collettivi si arriverebbe incentivando la raccolta della plastica abbandonata nel mondo, pagando chi la recupera e la deposita in centri di raccolta organizzati per il suo riciclo e smaltimento. L’Italia vuol fare qualcosa di buono nel mondo, tangibile</p>
<p>e visibile? Finanzi e promuova nel terzo mondo piani come questo, aiutando l’ambiente, finanziando gente senza lavoro, con un recupero energetico certo. Ma avete mai visitato un villaggio africano o una bidonville per vedere quanti cumuli di plastica sono sparsi in giro, abbandonati e spostati dal vento?</p>
<p>Intanto la pubblicità si è impadronita del fenomeno così ora vedete spot su “Eco” dappertutto con scritte perfino sulla bottiglia (di plastica) dell’acqua minerale con l’etichetta che parla di “acqua ecologica” senza pensare al contenitore.</p>
<p>In molte parti del mondo per evitare di consumare plastica le bevande non sono più vendute a bottiglia, ma acquistate da contenitori comuni e conservate in dispenser personali, “bottigliette” (spesso termiche) riutilizzabili. In Italia neppure se ne parla e</p>
<p>allora &#8211; se questa manovra doveva ridurre la plastica &#8211; forse dovrebbe innanzitutto</p>
<p>puntare almeno a far conoscere queste novità tecnologiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VERBANIA: ASSEMBLEA PER L&#8217;OSPEDALE</strong></p>
<p>Domani pomeriggio (sabato  16 novembre) si terrà al palazzetto dello sport di Verbania un consiglio comunale aperto sul problema della riorganizzazione sanitaria del VCO,</p>
<p>Ho già spiegato ai miei lettori come la penso in argomento e ognuno è libero di condividere o meno, ma tutti hanno un obbligo morale: non disinteressarsi di questa questione.</p>
<p>Molte delle scelte regionali sono sempre venute per un sostanziale disinteresse del Cusio e del Verbano alle vicende sanitarie della nostra provincia, ma questa si è sempre dimostrata una strada sbagliata perchè solo coinvolgendo tutti in queste vicende i problemi possono essere gestiti al meglio e anche la Regione &#8211; alla fine &#8211; dovrà arrivare a decisioni più partecipare.</p>
<p>Non serve dividere il territorio nè difendere ad oltranza il proprio campanile ma approfondire la situazione, conoscerla a fondo, darsi tempi e programmi logici e sostenibili. Essere cittadini informati ed attivi credo sia un impegno e un dovere di tutti,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un saluto e buona settimana a tutti                                                                                                Marco Zacchera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/punto-berlino-quella-speranza-appassita-lipocrisia-plastica/">IL PUNTO. Berlino, quella speranza appassita &#8211; L&#8217;ipocrisia di plastica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/punto-berlino-quella-speranza-appassita-lipocrisia-plastica/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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