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	<title>Gli italianiIL PUNTO &#8211; Conte al capolinea, ha senso continuare? &#8211; Rubli virtuali &#8211; Alitalia, ne vale la pena? &#8211; Autonomia: gli asini volanti &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>IL PUNTO &#8211; Conte al capolinea, ha senso continuare? &#8211; Rubli virtuali &#8211; Alitalia, ne vale la pena? &#8211; Autonomia: gli asini volanti</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 04:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/punto-conte-al-capolinea-senso-continuare-rubli-virtuali-alitalia-ne-vale-la-pena-autonomia-gli-asini-volanti/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>CONTE AL CAPOLINEA Non capisco perché Matteo Salvini insista con questa alleanza di governo che “virtualmente” per ora gli porta (forse) dei voti, ma a distanza rischia di logorarlo in modo fatale. E’ uno stillicidio quotidiano di litigi, di divisioni, di visioni opposte nell’interpretare i problemi come due coniugi che litigano su tutto nell’imminenza della separazione con i figli (l’Italia) che sta a guardare sconcertata. Non c’è un giorno senza una sconfessione e critica reciproca mentre il M5S sta apertamente trescando con il PD anche se – ovviamente – entrambe le parti non vogliano ammetterlo. Ci sono punti discriminanti e&#8230;</p>
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CONTE AL CAPOLINEA</p>
<p>Non capisco perché Matteo Salvini insista con questa alleanza di governo che “virtualmente” per ora gli porta (forse) dei voti, ma a distanza rischia di logorarlo in modo fatale.</p>
<p>E’ uno stillicidio quotidiano di litigi, di divisioni, di visioni opposte nell’interpretare i problemi come due coniugi che litigano su tutto nell’imminenza della separazione con i figli (l’Italia) che sta a guardare sconcertata.</p>
<p>Non c’è un giorno senza una sconfessione e critica reciproca mentre il M5S sta apertamente trescando con il PD anche se – ovviamente – entrambe le parti non vogliano ammetterlo.</p>
<p>Ci sono punti discriminanti e fondamentali che &#8211; se non passano &#8211; possono costare cari alla Lega: autonomie, grandi opere, TAV, sicurezza.</p>
<p>E’ vero che da mesi i grillini al governo non toccano palla, ma intanto (vedi TAV) chi paga i danni per i ritardi inutili che si sono accumulati per cocciutaggine ideologica?</p>
<p>Soprattutto è stata una figuraccia il voto italiano a Strasburgo: che metà governo voti a favore della presidenza tedesca (e di fatto a quella francese alla BCE) è stato uno sfregio all’Italia, soprattutto perché alla fine i voti dei 5 Stelle sono stati determinanti per l’elezione della Von der Leyen, ovvero di una fedele collaboratrice della Merken.</p>
<p>Una scelta di campo metà di qua e metà di là che ci conferma agli occhi europei come un paese infido, opportunista, senza linee chiare di indirizzo, non credibile e quindi sostanzialmente un alleato debole proprio nel momento in cui l’Italia deve (dovrebbe) chiedere più flessibilità economica in Europa e più attenzione sul problema migranti.</p>
<p>Una figuraccia continentale che ci costerà cara anche a livello di scelta del nostro commissario che rischia di essere di serie B come, purtroppo, è diventato il nostro paese. Un’Italia che invece &#8211; con più lungimiranza, preparazione e serietà &#8211; avrebbe potuto essere  la nazione-guida del malcontento europeo dei paesi del Mediterraneo e dell’Est Europeo, tenendo in scacco – numeri alla mano – l’asse franco-tedesco.</p>
<p>Ma questo è (sarebbe) fare “Politica”, non perdersi nelle cavolate quotidiane che riempiono, purtroppo, le nostre povere cronache italiote.</p>
<p>I RUBLI VIRTUALI</p>
<p>Era evidente che bisognava colpire Salvini salito troppo nei sondaggi, ma pensavo che la botta sarebbe arrivata sulla gestione dei migranti, invece la polpetta avvelenata parla russo, conquistando i TG  anche se per ora sembra costruita sul nulla.</p>
<p>Sembra la fotocopia del Russiagate di Trump, ovvero mesi di inchieste che poi si sciolgono nell’aria, come le chiacchiere dei faccendieri mitomani che non hanno concreti riscontri. Ma se mai fosse vero che la Lega era a caccia dei soldi di Putin pensate che ne avrebbero parlato oscuri personaggi al bar di un hotel affollato?</p>
<p>Suvvia, siamo seri e cerchiamo piuttosto di capire i connotati di un mondo di faccendieri che regolarmente ronza intorno ai politici che &#8211; a volte inconsapevolmente a volte invece colpevolmente &#8211; danno loro spazio. Ma vi ricordate i plotoni di personaggi che seguivano Berlusconi all’estero (avvenenti biondone comprese), quelli che già facevano lo stesso con Craxi (partito con un seguito di centinaia di persone per il suo “storico” viaggio in Cina negli anni ’90) oppure il mega-aereo comprato da  Renzi per scarrozzarlo su e giù per il Qatar? Chi pensate che va al seguito dei leader: collegiali in vacanza? Salvini piuttosto si è difeso male (si vede che intorno non ha un Letta a consigliarlo!) dando spazio a speculazioni e sospetti: questa è semmai la sua vera responsabilità.</p>
<p>Per il resto ad oggi mi sembrano tutte balle grossolane, nonostante che l’inossidabile Procura di Milano si sia immediatamente lanciata a rincorrere le voci virtuali mentre impazza lo scandalo politico guidato da un PD che vuol far dimenticare le liti interne. Di serio e preoccupante &#8211; secondo me – è piuttosto  la lungimiranza politica di chi vuole e riesce a bruciare chiunque parli o cerchi un diverso rapporto con Putin. Non si vuole che l’Europa e l’America dialoghino con la Russia e bisogna chiedersi finalmente perché, ovvero chi ci guadagna. Putin è davvero solo un “tiranno”? Ma allora cos’è la Cina di Xi? E perché bisogna allora continuare un embargo che danneggia soprattutto l’Italia e non la Germania? Perché questa fobia anti-Russia che potrebbe essere invece un alleato e un baluardo naturale, economico e politico dell’Occidente? Queste sono le domande vere a cui nessuno cerca di dare finalmente delle risposte convincenti.</p>
<p>SCOMPARSE, OSANNA &#038; FUNERALI</p>
<p>Nelle ultime settimane sono scomparse alcune figure molto popolari nel nostro paese ed è sintomatico che anche i ricordi pubblici e televisivi siano stati “filtrati” dalla politica. Confrontate le figure di CAMILLERI e DE CRESCENZO: l’uno scrittore progressista e con Moltalbano prezioso autore di fiction Rai e quindi osannato, più discreto (eppure &#8211; io credo &#8211; molto più colto) quello del “professore” napoletano che ha avuto il grande merito di spiegare a milioni di lettori in modo facile e sorridente gli autori e i concetti filosofici più complessi.</p>
<p>Circa il doveroso ricordo di Carlo Saverio BORRELLI, ex procuratore di Milano, credo che se è vero che al suo “pool” si deve il cambio di passo e la rivolta morale che con “Mani pulite” portò alla II repubblica non si possano non ricordare anche i suoi preconcetti politici.</p>
<p>Se “Resistere resistere resistere” era il suo motto per – ci hanno ripetuto le cronache – “difendere l’autonomia della magistratura dalla politica” io credo che quel “Resistere” sia anche servito spesso a manipolare la politica (e il voto dei cittadini) con inchieste indirizzate a colpire non sempre allo stesso modo e con lo stesso metro di giudizio.</p>
<p>PSI affondato, DC frantumata e PCI/PDS graziato: lo dice la storia, ma anche il proseguimento delle inchieste milanesi.</p>
<p>Ricorderò sempre il luglio del 1994 quando Berlusconi aveva vinto le lezioni ribaltando “l’allegra macchina da guerra” di Occhetto &#038; C. quando fu raggiunto da un (insussistente) avviso di garanzia a Napoli proprio durante un meeting internazionale sulla legalità.  Fu l’inizio della crisi berlusconiana e presto cadde il suo primo governo, ma Borrelli &#8211; prima ancora di notificarlo al premier &#8211; ne aveva già parlato con il presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, acerrimo nemico di Berlusconi. Fu correttezza? Credo proprio di no. Molto più coerente allora un altro penalista, Carlo Federico GROSSO, avvocato e giurista torinese di qualità e di grande trasparenza. Ho avuto la fortuna di frequentarlo e di conoscerlo di persona nei miei anni di consiglio regionale e ne porto un ricordo indelebile di grande valore personale.</p>
<p>ANCORA ALITALIA: NE VALE LA PENA ?</p>
<p>Forse abbiamo tutti la memoria corta, perché se il passato deve insegnarci qualcosa avremmo da decenni lasciato ALITALIA al proprio destino anziché continuare a foraggiare i suoi sprechi con miliardi di euro.</p>
<p>Da decenni l’ex “Compagnia di bandiera” è in crisi per un costo del personale allucinante, strapoteri sindacali a coprire dipendenti e comandanti strapagati, ventre molle di una classe politica prettamente romana e inefficiente.</p>
<p>La Stato con l’IRI ha per decenni coperto le perdite, poi hanno invano provato a risollevarla da Air France a KLM, da Lufthansa a Poste Italiane. Sono seguiti  Berlusconi, Airone, le FS, le Banche, Etihad, Montezemolo, un battaglione di lautamente pagati amministratori e liquidatori. Errori clamorosi come l’abbandono di Malpensa appena inaugurata e la perdita dei mercati del nord Italia per la scelta “politica” di concentrarsi su Fiumicino, oltre a tagliare rotte dove invece la concorrenza ci guadagna.</p>
<p>Nessun boiardo di stato o amministratore ha mai pagato del suo, ma a rimetterci sono stati sempre e solo gli italiani, regolarmente illusi e disillusi.</p>
<p>Da decenni si fanno e rifanno loghi, livree e le divise delle hostess, ma non si va mai al cuore del problema ovvero far quadrare i bilanci, tagliare privilegi e personale oppure avere il coraggio di chiudere. Adesso, dopo aver bruciato altri 900 milioni di “prestito ponte” (a voi hanno mai prestato dei soldi così?) per formalmente far fessi quelli di Bruxelles &#8211; che fessi non sono &#8211; ed avere gli aerei immatricolati in Irlanda (altro che compagnia di bandiera…) ci vogliono provare con le FS (ovvero sempre il pubblico), Delta  e i Benetton (Atlantia) forse per far dimenticare il ponte Morandi e i miliardi di profitti accumulati con Autostrade. Se i soldi ce li rimettessero davvero i Benetton sarebbe un inedito successo, ma temo il solito trucco e il successivo, consueto passaggio del cerino, come sempre…  </p>
<p>AUTONOMIA NELLA SCUOLA, DOVE GLI ASINI VOLANO  </p>
<p>Uno dei tanti motivi di conflitto nel governo sono le richieste autonomie regionali soprattutto nel campo della scuola. Ammetto di essere “nordista”, ma come non sentirsi offesi dai numeri che &#8211; in quanto tali &#8211; non sono opinabili?</p>
<p>Un mese fa a livello nazionale (e con le stesse domande) si sono tenuti i test INVALSI per determinare la preparazione degli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore in  italiano, matematica ed inglese. </p>
<p>In italiano al nord gli scarsi sono risultati circa il 10%, salendo al 20% in Puglia e al 25% in Calabria dove &#8211; secondo il responsabile nazionale dei test,  Roberto Ricci &#8211; &#8221; E&#8217; come se uno studente su quattro, alla vigilia della maturità, sembra non essere di fatto mai andato a scuola&#8221;.</p>
<p>Peggio ancora in matematica: in Calabria, Campania, e Sicilia addirittura il 60% degli allievi alla vigilia della maturità risultava al disotto della sufficienza e ancora peggio per la conoscenza dell’inglese visto che al sud la grande maggioranza non raggiungeva neppure il libello internazionale B1 (praticamente il livello-base).</p>
<p>Passano solo tre settimane, arrivano gli esami e tutto viene sorprendentemente ribaltato: in Puglia ben il 10,8% degli studenti vengono valutati con 100 su 100 e addirittura il 3,4 % (ben 1.225 candidati!)  conquistano la “lode”.  Ancora meglio in Campania dove gli scrutinati con 100 e lode sono stati 1.287, oltre ai 447 &#8220;top dei top&#8221; risultanti in Calabria. Vittoria comunque assegnata alla Sicilia con record ad Agrigento dove &#8211; nella quinta del liceo “Linares” &#8211; su 14 candidati ben sette hanno preso 100/100 e 4 la lode. Intervistata, la preside dichiara “I test non contano niente!”.  </p>
<p>Clamoroso il paragone: in Lombardia, il voto massimo è toccato solo allo 0,7% degli studenti, così come allo 0,9 in Trentino e addirittura nessun &#8220;centenario&#8221; (neppure “semplice”) è risultato in tutta la Valle d&#8217;Aosta: fioritura di geni improvvisi al Sud o commissioni d’esame largamente più indulgenti? </p>
<p>In Puglia sul totale degli studenti il 100 e lode è stato assegnato, in proporzione, CINQUE VOLTE PIU’ FACILMENTE CHE IN PIEMONTE E IN LOMBARDIA eppure la media degli studenti era largamente risultata meno preparata e quest’anno le prove d’esame erano su tutte le materie.</p>
<p>Ricordiamoci che per le iscrizioni universitarie e i concorsi vari conteranno anche i voti di maturità, quelli che daranno quindi ben più spazio &#8211; come sempre &#8211; ai diplomati del sud rispetto a quelli del nord, indipendentemente dalle singole capacità.</p>
<p>Ecco perché in Lombardia e Veneto si chiedono esami e collocamenti regionali suscitando le incomprensibili ire di Di Maio e del M5S che &#8211; come per il reddito di cittadinanza &#8211; spingono per un appiattimento generale e all&#8217; assistenzialismo diffuso.  Credo che anche da questo punto di vista l&#8217;autonomia regionale non solo sia giusta ma anche logica, urgente e necessaria, come bene ha capito chi ci abita e che &#8211; anche con il proprio voto &#8211; ha confermato di volere questa indispensabile riforma.</p>
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