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	<title>Gli italianiIL PUNTO. Cosa manca al centrodestra &#8211; Le Segre e Almirante &#8211; Il Giorno del ricordo &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>IL PUNTO. Cosa manca al centrodestra &#8211; Le Segre e Almirante &#8211; Il Giorno del ricordo</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 22:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/punto-cosa-manca-al-centrodestra-le-segre-almirante-giorno-del-ricordo/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Credo che la lezione emiliana (che ha nascosto il successo in Calabria e fatto dimenticare le altre regioni in cui si è votato dopo le elezioni del 2018, tutte passate dalla sinistra alla destra che in partenza governava solo in Lombardia) debba fare riflettere. Si può infatti unire una opposizione protestataria e demagogica e portarla al successo ma &#8211; sul lungo termine &#8211; se si vuole coinvolgere la maggioranza vera dell’elettorato questa politica non vince. Una volta di più a livello amministrativo ha contato il valore dei candidati e non solo dei leader ed è questa mancanza di preparazione di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che la lezione emiliana (che ha nascosto il successo in Calabria e fatto dimenticare le altre regioni in cui si è votato dopo le elezioni del 2018, tutte passate dalla sinistra alla destra che in partenza governava solo in Lombardia) debba fare riflettere.</p>
<p>Si può infatti unire una opposizione protestataria e demagogica e portarla al successo ma &#8211; sul lungo termine &#8211; se si vuole coinvolgere la maggioranza vera dell’elettorato questa politica non vince.</p>
<p>Una volta di più a livello amministrativo ha contato il valore dei candidati e non solo dei leader ed è questa mancanza di preparazione di classe dirigente ad essere il vero “gap” che troppe volte manca ancora (e da sempre) al centro-destra.</p>
<p>Ci sono ormai migliaia di sindaci e amministratori locali cresciuti a destra per valore proprio, spontaneamente, con esperienza cresciuta sul campo ma con quasi mai alle spalle qualcuno ha pensato a una loro specifica preparazione politica. Sono comunque tanti, ma non bastano: troppe volte quando è il momento di governare, mancano le “teste”: persone serie, oneste, capaci, non solo voltagabbana dell’ultima ora che si spacciano per tali.</p>
<p>Guardate le strutture pubbliche, la RAI, i ministeri, le aziende di stato. Non c’è quasi mai una linea politica strategica che a destra sappia “fare sistema” e scegliere persone adatte e che sappiano a cosa puntare. Per questo la sinistra continua a controllare il vero potere &#8211; quello economico e politico &#8211; attraverso scuola, magistratura, cultura, informazione.</p>
<p>Si vince con idee e valori di fondo condivisi, ma non solo con i singoli “numeri uno”.  Certo servono i leader, ma per governare il paese ci vuole soprattutto gente onesta e competente e un programma chiaro, semplice, realistico. La gente è anche disponibile a “soffrire” ma vuole capire il perché e verificare i risultati.</p>
<p>Visto che non vogliono farci tornare a votare, cerchiamo allora di creare “dal basso” in questi anni una vera alternativa di governo preparando le persone giuste per i posti che andranno ad occupare. Per quanto riguarda il programma servono “ministri-ombra” e gruppi di studio (quelli che negli USA chiamano think-tank) che preparino ogni punto rendendolo credibile. Ci vuole quindi una strategia, come strategica deve essere una alleanza con una vera democrazia interna nei partiti. Primarie ovunque per far crescere i (le) migliori, altrimenti si potranno vincere anche tutte le elezioni, ma sarà sempre difficile – o impossibile &#8211; poi governare per cambiare sul serio il nostro paese..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA SEGRE ED ALMIRANTE</strong></p>
<p>La senatrice Liliana Segre vive un periodo di popolarità che forse non aveva mai avuto nei suoi 90 anni di vita. E’ diventata una icona (come Greta o la “capitana” Carola Rackete) di cui i media moltiplicano l’immagine.</p>
<p>Ho un sincero e un profondo rispetto per la senatrice Segre e per quello che rappresenta, penso che si debba insegnare a tutti i giovani cosa sia stato l’Olocausto perché mai più nella storia dell’umanità si assista a cose simili ma – nello stesso tempo – questa spettacolarizzazione “ad orologeria” delle campagne mediatiche mi lascia perplesso.</p>
<p>Trovo per esempio molto triste che se giustamente vi siano infiniti ricordi sugli eccidi ebraici non ci sia e non ci sia mai stata una altrettanta attenzione per stermini numericamente anche maggiori di cui non parla nessuno e sono dimenticati dalla storia. Quanti milioni di contadini ucraini e russi sono stati uccisi sotto il regime comunista sovietico? Quanti ebrei russi hanno fatto la stessa fine? Quanti oppositori sono spariti non solo in Argentina o in Cile ma – numericamente decine di volte di più – nei lager cinesi? Quando per esempio sapremo tutte le verità sulle stragi di palestinesi a Beirut che hanno contribuito a diffondere il “virus” della violenza in tutto il Mediterraneo?</p>
<p>C’è questa anomalia di fondo nella gestione del ricordo: le vittime dei nostri “nemici” rischiano in ciascuno di noi e per le nostre coscienze di essere più importanti delle altre. Varrà sicuramente anche nel mio modo di pensare (anche se non voglio e non ho mai voluto avere “nemici”) e ne faccio sincera autocritica, però il “peso” del ricordo tra “buoni” e “cattivi” sui media esiste, è quotidiano, ed è in fondo un perpetuare l’antagonismo e la discriminazione.</p>
<p>Per questo non condivido il punto di vista della senatrice Segre sul fatto che a Verona vogliano assegnarle la cittadinanza onoraria e nello stesso tempo intitolare anche una via a Giorgio Almirante.</p>
<p>Ormai la Segre è diventata cittadina onoraria un po’ dovunque (mi si scusi l’irriverenza, ma questo pullulare di onorificenze mi sembra un po’ un detersivo usato da sindaci e giunte quando hanno qualcosa da farsi perdonare e rincorrono così il “politicamente corretto”) eppure la Segre ha dovuto arrivare ai 90 anni per ricevere questi generali apprezzamenti,  ma perché proprio lei deve opporsi ad una intitolazione civica?</p>
<p>“Perché Almirante era fascista” è la risposta, imputando ad Almirante presunte responsabilità razziali e razziste. Chissà se la Segre ha mai letto i libri di Almirante degli anni ’70 quando lui stesso (in “Diario di un Fucilatore” ad esempio) parlava di queste cose e di quel periodo in modo molto sereno, ammettendo anche le proprie responsabilità, ma sottolineando – per esempio – di aver poi salvato la vita ad amici ebrei romani nel ’44 ed esserne successivamente proprio da loro salvato a guerra finita, quando si rifugiò per diverso tempo nascondendosi nella loro casa.</p>
<p>Non ho mai sentito una parola, un discorso, un intervento di Almirante nel dopoguerra contro gli ebrei, né ho colto tematiche simili nei suoi comizi.</p>
<p>Ho invece un bellissimo ricordo di un lungo colloquio che ho avuto la fortuna di avere in casa del rabbino Elio Toaff a Roma, persona di grande levatura culturale e religiosa, e ricordo le sue parole sulla necessità di una maggiore fratellanza tra italiani che mi colpirono profondamente. “Nulla va dimenticato – diceva in sostanza Toaff – ma se non riusciamo ad uscire dal groviglio delle follie passate non cresceremo mai come nazione unita“</p>
<p>Ricordo anche – e lo scrivo per i lettori verbanesi – che quel colloquio mi fu concesso grazie a una lettera di presentazione di un altro caro amico di Toaff, Pierluigi Sandonnini, livornese come lui e suo ex compagno di scuola che evidentemente gli scrisse bene di me…)</p>
<p>Perché, insomma, deve quindi essere “incompatibile” la duplice scelta della giunta di Verona? Se è giusto onorare la Segre perché dire sì a Via Togliatti (in Italia ne esistono decine, c’è perfino almeno una Via Stalin) e no a Via Almirante?</p>
<p>Le responsabilità storiche di Togliatti all’ombra di Stalin (non giustificava forse l’infoibamento degli italiani da parte dei partigiani comunisti di Tito e purtroppo anche da parte dei suoi stessi partigiani comunisti italiani?) non sono infinitamente maggiori di quelle di un Almirante che nel 1938 aveva 24 anni e certo non firmava le reggi razziali? Non ha senso collegare la destra politica di oggi con avvenimenti assurdi e tragici di 72 anni fa!</p>
<p>D&#8217;altronde la stessa Segre il “nemico” allora lo ha accettato in casa visto che suo marito (la senatrice è vedova) è stato addirittura candidato del MSI-DN alle elezioni politiche del 1979 nella circoscrizione Milano-Pavia raccogliendo, tra l’altro, diverse centinaia di preferenze.</p>
<p>Credo quindi che la scelta di Verona sia sulla strada giusta ed ecco perché vorrei che la senatrice Segre non scendesse a livello di certe Sardine, ma &#8211; proprio perché di altra levatura morale &#8211; si facesse invece promotrice di gesti di riconciliazione evitando posizioni preconcette che rischiano di trasformarla in personaggio eccessivamente di parte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL GIORNO DEL RICORDO A VERBANIA</strong></p>
<p>Dopo l’alluvione degli articoli, servizi TV, appuntamenti di ogni genere a giustamente ricordare il drammatico tema dell’Olocausto, tematica che, pur nella sua tragicità, in Italia rischia di diventare purtroppo una delle tante occasioni di demagogia ecco arrivare il 10 febbraio &#8211; con uno spazio molto più sommesso &#8211; il “Giorno del Ricordo”. Una giornata per ricordare gli italiani infoibati e assassinati a migliaia dai partigiani comunisti titini nelle caverne del Carso e in Istria o uccisi in Dalmazia. Italiani come noi che &#8211; giusto 70 anni fa &#8211; scapparono in 300.000 da quelle terre italiane abbandonate alla violenza ed alla sopraffazione delle forze comuniste.</p>
<p><strong>Pola</strong> aveva 32.000 abitanti, ma quando si seppe che sarebbe diventata Jugoslavia ne restarono meno di 4.000 e tutti gli altri fuggirono.</p>
<p>Malvoluti e disprezzati in patria molti di loro, istriani e dalmati, si trasferirono subito nel mondo dove &#8211; ancora oggi &#8211; le loro comunità sopravvivono dall’Australia alle Americhe. Per decenni di queste tragedie non ne parlò nessuno, nessuno voleva ricordare né ammettere quelle violenze e la cecità e la complicità della politica coprirono le responsabilità degli assassini e dei loro complici in Italia.</p>
<p>Il vergognoso  trattato di Osimo dei primi anni ’70 seppellì definitivamente i diritti degli italiani di quelle terre ormai diventate straniere e solo nel 1954 – ricordiamocelo – Trieste tornò alle madrepatria</p>
<p>Poi, grazie soprattutto alla volontà dell’on.le Roberto Menia – allora deputato di Trieste &#8211;  questo giorno divenne legge ed  occasione di commemorazione e conoscenza, il “Giorno del Ricordo”, appunto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A Verbania, l’Associazione “Cultura e Tradizione” organizza per DOMENICA 9 FEBBRAIO alle ore 17 presso il centro Eventi  “IL MAGGIORE” una conferenza proprio dell’on.le ROBERTO MENIA sulle foibe e sull’esodo istriano, fiumano e dalmata. Seguirà una fiaccolata con deposizione di una corona alla lapide dedicata a Norma Cossetto e ai Martiri delle foibe presso la biblioteca civica di Villa Maioni.</strong></p>
<p><strong>I lettori de IL PUNTO sono cordialmente invitati ad intervenire.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/punto-cosa-manca-al-centrodestra-le-segre-almirante-giorno-del-ricordo/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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