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	<title>Gli italianiIL PUNTO. La politica dei No &#8211; Sì alla Tav &#8211; Battisti e il nuovo Brasile &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>IL PUNTO. La politica dei No &#8211; Sì alla Tav &#8211; Battisti e il nuovo Brasile</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 07:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/punto-la-politica-dei-no-si-alla-tav/"><img width="254" height="199" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/Zacchera.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/Zacchera.png 254w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/Zacchera-82x64.png 82w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></a></p><hr /><p>LA POLITICA DEI NO Dovremmo riflettere sul fatto che è molto più semplice dire sempre NO piuttosto che SI eppure il mondo, la politica, l’Italia, la vita non cresce rispondendo sempre NO. Non alludo solo ai consueti NO del M5S a tutto, per tutto e su tutto ma a tanti altri esempi quotidiani. Guardate la Gran Bretagna: ha detto NO all’Europa ma anche NO agli accordi per uscirne e NO a un nuovo referendum ritrovandosi adesso in un vicolo cieco. E’ sempre più facile rompere che saper costruire e &#8211; soprattutto quando non si si è capaci di farlo &#8211;&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>LA POLITICA DEI NO<br />
Dovremmo riflettere sul fatto che è molto più semplice dire sempre NO piuttosto che SI eppure il mondo, la politica, l’Italia, la vita non cresce rispondendo sempre NO.<br />
Non alludo solo ai consueti NO del M5S a tutto, per tutto e su tutto ma a tanti altri esempi quotidiani.<br />
Guardate la Gran Bretagna: ha detto NO all’Europa ma anche NO agli accordi per uscirne e NO a un nuovo referendum  ritrovandosi adesso in un vicolo cieco.<br />
E’ sempre più facile rompere che saper costruire e &#8211; soprattutto quando  non si si è capaci di farlo &#8211; i NO diventano obbligati, in una spirale inesorabile.<br />
………………………………………………………………………………</p>
<p>SI ALLA TAV<br />
L’ esperto scelto dal ministro Toninelli per dire NO alla TAV – il prof. Marco Ponti &#8211; ha sempre espresso il suo scetticismo sull’opera e c’era quindi da scommettere sul suo giudizio negativo, dopo che ben 7 commissioni avevano invece espresso in passato  il loro SI alla TAV.<br />
Un’opera che credo potrebbe però essere comunque realizzata e conclusa risparmiando un bel po’ di risorse visto il mondo che ci gira intorno (l’alta velocità in Spagna costa al chilometro molto meno che in Italia, chissà come mai…)<br />
Ora la TAV è diventata però una questione politica e mi auguro che la Lega sappia convincere gli alleati che non si può perdere altro tempo per il bene non solo del Piemonte ma di tutto il paese. Oltretutto si è già spesa una montagna di soldi e fermando i lavori l’Italia dovrebbe pagare pesanti penali. C’è però un punto fondamentale dei conteggi del prof. Ponti che andrebbe chiarito: il “ritorno dell’investimento” che pare parametrato solo su  circa 30 anni ed ecco perché i conti non tornano.<br />
La GALLERIA FERROVIARIA DEL SEMPIONE (19 km. &#8211; per decenni la più lunga del pianeta) è stata inaugurata nel 1906 (il secondo binario nel 1921) e da allora – salvo i lavori negli anni ’80 per modificare la sagoma del tunnel adeguandola ai nuovi treni – la galleria funziona egregiamente da oltre un secolo senza particolari nuovi investimenti.<br />
SE PER COSTRUIRLA AVESSERO CALCOLATO DI GUADAGNARCI IN SOLO 30 ANNI LA GALLERIA DEL SEMPIONE NON L’ AVREBBE MAI REALIZZATA NESSUNO!<br />
………………………………………………………………………………………..</p>
<p>Approfondimento: IL NUOVO BRASILE DI BOLSONARO E IL RIENTRO DI CESARE BATTISTI<br />
Il nuovo presidente brasiliano Jair Bolsonaro lo aveva promesso ed ha mantenuto l’impegno. Pochi giorni dopo la sua entrata incarica i servizi segreti brasiliani (coadiuvati, sembra, da quelli italiani) hanno finalmente catturato in Bolivia il terrorista latitante Cesare Battisti e il pluriomicida è stato subito trasferito in Italia per  scontare 30 anni di galera per i suoi delitti.<br />
Coperto dai governi brasiliani  precedenti e dalla sinistra internazionale Battisti era  prudentemente sparito già a metà dicembre dopo oltre trent&#8217;anni di dorata latitanza.<br />
Un bel biglietto da visita e di efficienza per Bolsonaro, dal primo gennaio entrato in carica come 38° presidente della Federazione degli Stati Brasiliani eletto a fine ottobre  raccogliendo la  maggioranza assoluta dei voti, ma anche l&#8217;unanime sdegno della stampa &#8220;progressista&#8221;. Secondo queste fonti il personaggio ha tutte le caratteristiche per non piacere, ma è interessante cercare invece di approfondire i perché di questo successo dopo oltre un quindicennio di presidenza del &#8220;Partito dei lavoratori&#8221; prima con Luiz Lula Da Silva poi con il suo braccio destro Dilma Rousseff, entrambi incriminati (Lula anche arrestato) per manifesta corruzione.<br />
Da notare che ad ottobre erano in palio anche i seggi di 13 governatorati di altrettanti stati brasiliani e &#8211; di questi &#8211; 12 sono stati conquistati da esponenti anti-sinistra rivoltando completamente  la situazione precedente.<br />
Non è un caso che il primo a congratularsi con Bolsonaro sia stato Donald Trump: i due si somigliano molto e per l’elezione di entrambi più che le simpatie personali  hanno contato l’aperta avversione degli elettori per i candidati alternativi.<br />
In Brasile il bilancio di oltre un quindicennio di presidenza a sinistra è stato giudicato fallimentare dalla gran parte dei brasiliani, con molte analogie a quello che potrebbe essere il futuro scenario italiano.<br />
Va subito chiarito che il Brasile – federazione di 26 stati indipendenti, oltre al distretto federale di Brasilia &#8211; ha il proprio traino nel sud del paese mentre il nord è più povero e selvaggio. Si va dal mezzo milione di abitanti del Roraima, nel nord,  ai 41 milioni dello stato di San Paolo, a volte con superfici immense come lo stato dell’Amazzonia grande 15 volte l’Italia ma con solo 3 milioni di residenti.<br />
Da sempre il nord vota a sinistra, ma Lula ha sicuramente accentuato la dipendenza economica della gente dalla assistenza pubblica creando casi paradossali – il riferimento al “reddito di cittadinanza” italiano è lampante – in cui è molto più conveniente non fare nulla e raccogliere comunque sussidi pubblici che non mettersi ufficialmente a lavorare.<br />
Ciò ha progressivamente portato ad una spaccatura profonda con gli stati del Sud più moderni e produttivi con una vera e propria rivolta istituzionale contro Brasilia e addirittura minacce di secessione.<br />
Non appena l’economia ha rallentato &#8211; dopo il buon sviluppo intorno agli anni ‘2000 – i problemi si sono accentuati accompagnati da una escalation delle violenze di una delinquenza che è arrivata a controllare e condizionare la vita del paese.<br />
Questo per la corruzione endemica di tutto il sistema, ma anche per la diffusione della droga (di solito un povero “crak” locale che fuma i cervelli) con un’infinità di persone letteralmente accampate oggi in ogni punto delle città brasiliane o sdraiate  per terra  senza alcuna prospettiva.<br />
Su questo aspetto ha avuto buon gioco Bolsonaro – di fatto appoggiato anche dalle forze armate &#8211; a promettere ordine, pulizia e disciplina con una richiesta che però è profondamente condivisa da una larghissima parte di opinione pubblica costretta a vivere blindata in una situazione di pericolosa insicurezza.<br />
Chi visita oggi il Brasile resta sconcertato dal numero di poliziotti presenti nelle strade (soprattutto nelle aree turistiche) ma anche da una burocrazia inefficiente e corrotta, dai prezzi in ascesa, da un paese che sta sprofondando in una crisi profonda e per la quale molti incolpano proprio Lula e la Riusseff e le loro “non riforme” coperte solo da mero assistenzialismo.<br />
Un paese che ha ospitato nel 2014 Olimpiadi e Mondiali di calcio &#8211; costruendo cattedrali nel deserto spesso già in rovina  &#8211; ma che sopravvive solo con i crediti internazionali e per lo sterminato patrimonio (malsfruttato) di materie prime di cui ancora dispone, ma dove scuola, trasporti e sanità pubblica non funzionano tanto che chi appena può si rivolge ad assicurazioni e  strutture private. .<br />
Trent’anni fa solo il 5% dei brasiliani aveva un reddito di livello europeo (tra di loro &#8211; oggi come allora &#8211; molti super ricchi francamente eccessivi), una percentuale salita oggi intorno al 30% ma con una media borghesia molto preoccupata del futuro e che – compatta &#8211;  ha quindi votato il nuovo presidente.<br />
Bolsonaro sconcerta qualcuno per dichiarazioni, caratteristiche, populismo e demagogia, ma sicuramente oggi  rappresenta per molti brasiliani una speranza, soprattutto perché la sinistra ha  certificato la propria incapacità di governo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/punto-la-politica-dei-no-si-alla-tav/">IL PUNTO. La politica dei No &#8211; Sì alla Tav &#8211; Battisti e il nuovo Brasile</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/punto-la-politica-dei-no-si-alla-tav/"><img width="254" height="199" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/Zacchera.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/Zacchera.png 254w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/Zacchera-82x64.png 82w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></a></p>]]></content:encoded>
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