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	<title>Gli italianiQuando Guareschi, chiuso il Candido offrì la propria collaborazione alla Notte di Nutrizio. Un impegno  per continuare a dire no al comunismo &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Quando Guareschi, chiuso il Candido offrì la propria collaborazione alla Notte di Nutrizio. Un impegno  per continuare a dire no al comunismo</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2015 18:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/quando-guareschi-chiuso-il-candido-offri-la-propria-collaborazione-alla-notte-di-nutrizio-un-impegno-per-continuare-a-dire-no-al-comunismo/"><img width="600" height="746" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino.jpg 600w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino-241x300.jpg 241w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino-51x64.jpg 51w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p><hr /><p>Correva l’anno 1963 e Giovannino Guareschi, reduce da un infarto cardiaco, si era trasferito armi e bagagli (ovvero ulcera e signora Margherita) nel Canton Ticino, in quel di Cademario. Giovannino si sente un disoccupato: due anni prima Rizzoli ha chiuso il “Candido” senza batter ciglio e così,  quasi fosse addirittura preveggente, Guareschi, anticipandone la richiesta di collaborazione, aveva spedito una vignetta al giornale “La Notte” che, ovviamente, l’aveva pubblicata. La vignetta ritraeva due spazzini svizzeri intenti a raccogliere enormi quantità di biglietti da diecimila lire e, sotto il titolo “Preoccupazioni svizzere”, la battuta diceva: “Se in Italia non la piantano&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Correva l’anno 1963 e Giovannino Guareschi, reduce da un infarto cardiaco, si era trasferito armi e bagagli (ovvero ulcera e signora Margherita) nel Canton Ticino, in quel di Cademario. Giovannino si sente un disoccupato: due anni prima Rizzoli ha chiuso il “Candido” senza batter ciglio e così,  quasi fosse addirittura preveggente, Guareschi, anticipandone la richiesta di collaborazione, aveva spedito una vignetta al giornale “La Notte” che, ovviamente, l’aveva pubblicata. La vignetta ritraeva due spazzini svizzeri intenti a raccogliere enormi quantità di biglietti da diecimila lire e, sotto il titolo “Preoccupazioni svizzere”, la battuta diceva: “Se in Italia non la piantano col centro-sinistra, qui diventa una vita impossibile!” Così, Nutrizio scrive a Guareschi: «Caro Giovannino, mi hai preceduto e ti sono molto grato per l’iniziativa. Tu avrai visto che, da molti mesi a questa parte, “L’Informazione” con Mosca e il “Lombardo” con Manca si battevano contro di noi, più che fra loro, con una vignetta di attualità politica. Io pensai subito che in Italia c’era soltanto un giornalista in grado di reggere e superare, a briglie allentate, il confronto. Ma sapevo anche che collaboravi al “Borghese” e che non gradivi le sollecitazioni ad accrescere il tuo vecchio lavoro. Oggi non è più questione di sole vignette. Siamo arrivati alla svolta temuta per tanti anni e sempre rimandata. Ormai il comunismo, abbandonato il giubbotto di pelle nera della “volante rossa”, è entrato in colletto e cravatta in tutti i punti vitali del Paese e credo che non lo si allontanerà più. […] Io ho fatto e faccio quello che posso, senza pericolose illusioni. Si fa presa sulle persone intelligenti, ma si resta battuti dallo stragrande numero degli imbecilli. Se tu, come spero vivamente, ti affiancherai nella lotta, avrai tutta la mia riconoscenza. Se, oltre ai disegni, vorrai anche scrivere, sono a tua disposizione. Sono certo che la gente ti seguirà. A Milano tutti ti conoscono, tutti ti ricordano, tutti hanno stima di te. […] C’è, infine, importante, il problema del compenso. Ti prego di aiutarmi. Desidero che tu sia contento, ma tieni presente che noi siamo un quotidiano e non un settimanale […]E tu sai che cosa sono oggi i costi diretti e indiretti dei giornalisti. Comunque tutto ciò ha importanza relativa. Io so che non lo fai per denaro. Ma so anche che senza denaro, specialmente in Svizzera, non si campa, neppure d’aria.» Guareschi risponde a spron battuto al vecchio amico: «Per me va tutto bene. Ero tanto sicuro di te che, prima ancora che tu mi invitassi a collaborare, ho incominciato a collaborare. […] Spero di trovare la formula giusta. Siamo gente che, stando sulla riva, vede la nave affondare e può solamente gridare: “Aiuto! Aiuto! La nave sta affondando in un mare di merda! È poco, ma almeno questo bisogna farlo. Riceverai roba mia: sono un vecchio giornalista (lo dico con orgoglio) e conosco le esigenze dei giornali. Se qualcosa non quadra, rimandamelo senza spiegazioni. Quando, temporibus illis collaboravo al Corriere del Pomeriggio (è lì che ho pubblicato i tre miei migliori racconti – quelli dell’introduzione al primo volume di don Camillo n.d.r.) il Direttore Borelli (lo scrivo con lettera maiuscola perché lo merita) mi restituì sottobanco strizzandomi l’occhio (unica sua spiegazione) un formidabile romanzo sulla guerra dei Boeri. Io, come risposta, strizzai l’occhio e, arrivato a casa, buttai il romanzo (Stefania fra i Boeri n.d.r.) che tanta fatica m’era costato, in solaio fra le carabattole fuori uso. E fui sempre grato a Borelli di avermi impedito di pubblicare una emerita puzzonata. […] Non occorre che tu mi spieghi che la Notte è un organismo ben diverso da quell’ignobile Giorno che vive coi quattrini rubati a noi contribuenti. Hai ragione: per quanto la Svizzera sia un paese evoluto, qui non si riesce a vivere d’aria: ma quando si ha la fortuna di avere il mal di stomaco, il mal di fegato e il cuore mal sistemato, si può vivere, come facciamo mia moglie ed io, senza avere eccesivi bisogni. (Anche la stitichezza aiuta a vivere) […] Ergo, dammi ciò che puoi darmi. Nella mia cartolina ti dicevo che sono disoccupato. A spiegazione ti dirò che mi sento disoccupato non perché mi manchi il lavoro, ma perché mi manca il mio lavoro. Il quale lavoro, per quanto mi abbia fruttato pochi quattrini e molti guai, è tuttora quello del giornalista.» Nutrizio, stavolta, tarda a rispondere qualche giorno: «Caro Giovannino, ho da tre giorni sul tavolo la tua lettera ed esitavo a risponderti perché ho paura di offrirti troppo poco. […] Ho parlato con l’amministratore, tirchio e preoccupato come tutti i suoi simili, e per cominciare potrei segnarti in collaborazione lire 10.000 per disegno. Se tu me ne mandassi venti al mese, verrebbe una cifra che ti consentirebbe di provvedere almeno… al latte per te e per il gatto. […]» Giovannino, invece, non fa attendere la sua risposta: «Carissimo Nutrizio, ricevo la tua nella quale mi comunichi che “La Notte” può corrispondermi lire diecimila per disegno. Sta bene: mia moglie ti ringrazia e dice che comprerà subito il gatto. […] Allego alla presente uno schizzo topografico dal quale risulta la mia attuale sistemazione. Dovrà servire qualora, approfittando di una giornata di bel tempo tu voglia fare una passeggiata fino a Cademario. Sono, in totale, 86 chilometri, quasi tutti piuttosto corti. Una volta a Cademario, bisogna lasciare la macchina nella piazzetta e fare a piedi 90 metri di salita. Oppure andare al caffè della Posta e telefonarmi: io ho una “Bianchina” che passa dappertutto e verrei a prelevarti immediatamente. […] Disponi di me come meglio credi: anche per darmi l’illusione che conto ancora qualcosa.» Di qui, senza por tempo in mezzo, Guareschi inizia la collaborazione a “La Notte” e proseguirà sino al 1968, quando il “Giovannino fatto di aria e di sogni”, prenderà per l’ultima volta la sacca di prigioniero e “passerà ad altra amministrazione”, giusto una settimana prima che il “Candido”, diretto da Giorgio Pisanò, riprenda le pubblicazioni.</p>
<p>Egidio Bandini</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/quando-guareschi-chiuso-il-candido-offri-la-propria-collaborazione-alla-notte-di-nutrizio-un-impegno-per-continuare-a-dire-no-al-comunismo/"><img width="600" height="746" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino.jpg 600w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino-241x300.jpg 241w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/giovannino-51x64.jpg 51w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>]]></content:encoded>
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