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	<title>Gli italianiRegeni vittima del suo desiderio di libertà e del dovere di far conoscere le nefandezze di chi violenta il senso di umanità &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Regeni vittima del suo desiderio di libertà e del dovere di far conoscere le nefandezze di chi violenta il senso di umanità</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 11:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/regeni-vittima-del-suo-desiderio-di-liberta-e-del-dovere-di-far-conoscere-le-nefandezze-di-chi-violenta-il-senso-di-umanita/"><img width="539" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg 539w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-202x300.jpg 202w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></a></p><hr /><p>Morire da Italiano in un Paese straniero, perché? No, non è voglia di protagonismo a tutti i costi, è solo il desiderio, almeno per chi si considera, portatore sano, cultore e testimone di valori non alienabili e non negoziabili, come pace, tolleranza e rispetto, di essere &#8216;carne viva&#8217; nel raccontare gli abissi dell&#8217;orrore, che in un epoca nella quale la mitologia è solo sui libri, di un mondo che continua a generare solo &#8216;mostri&#8217;. Non voglio fare il &#8216;panegirico&#8217; di Giulio Regeni, perché bisognerà capire prima le reali cause e le tangibili concause che lo hanno portato alla morte. Voglio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/regeni-vittima-del-suo-desiderio-di-liberta-e-del-dovere-di-far-conoscere-le-nefandezze-di-chi-violenta-il-senso-di-umanita/">Regeni vittima del suo desiderio di libertà e del dovere di far conoscere le nefandezze di chi violenta il senso di umanità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Morire da Italiano in un Paese straniero, perché? No, non è voglia di protagonismo a tutti i costi, è solo il desiderio, almeno per chi si considera, portatore sano, cultore e testimone di valori non alienabili e non negoziabili, come pace, tolleranza e rispetto, di essere &#8216;carne viva&#8217; nel raccontare gli abissi dell&#8217;orrore, che in un epoca nella quale la mitologia è solo sui libri, di un mondo che continua a generare solo &#8216;mostri&#8217;. Non voglio fare il &#8216;panegirico&#8217; di Giulio Regeni, perché bisognerà capire prima le reali cause e le tangibili concause che lo hanno portato alla morte. Voglio fare un&#8217;affermazione forte: &#8216;la pace non si addice a questo mondo&#8217;, come la storia attraverso i secoli sta a dimostrare.</p>
<p>Ora, visto il dilagarsi del fanatismo islamico, pro Islamic State o contro, non ha alcuna importanza viene spontanea una domanda: A chi toccherà domani?</p>
<p>Sarebbe facile scrivere e giustificare le morti dei tanti italiani andati in paesi lontani a testimoniare le nefandezze degli uomini. Sarebbe facile scrivere della morte di Ilaria Alpi a Mogadiscio o di quella di Antonio Russo a Tbilisi, quella di Maria Grazia Cutuli in Afghanistan o quella di Enzo Baldoni a Najaf, quella ancora di Raffaele Ciriello a Ramallah o quella di Marco Lucchetta a Monstar. Sarebbe facile, tanto facile, troppo facile! Invece non lo è, perché queste morti non hanno lasciato nessun messaggio agli &#8216;angeli sterminatori&#8217;, angeli oscuri con licenza di uccidere coloro che pur essendo considerati &#8216;immondizia umana&#8217; svolgevano uno scrupoloso lavoro d&#8217;informazione con zelo ineguagliabile ma un messaggio a coloro che credono nel Diritto e nella Libertà. Così è successo anche a Regeni, in un Paese, forse considerato normale dall&#8217;occidente, dopo la cacciata dei Fratelli musulmani. Morire in un fosso alla periferia de Il Cairo è come essere colpiti dalla furia devastante di un pugile, che dopo aver mandato al tappetto l&#8217;avversario, di negare la vittoria.</p>
<p>Forse, dico forse, ci saranno delle risposte ma non bisogna dimenticare che abbiamo a che fare con delle realtà dove il &#8216;diritto&#8217; è solo un&#8217;affermazione &#8216;per sentito dire&#8217;.</p>
<p>Poi, un morto da quelle parti non fa più notizia, soprattutto se cammini nel bailamme vacanziero egiziano e una radio o una televisione informa che hanno ucciso una persona: tanto sai che è sempre &#8216;uno prima dell&#8217;ultimo&#8217;. Ossia il penultimo.</p>
<p>Regeni era andato a studiare, passi pure che sia andato a documentare quello che era successo dopo i fatti di piazza Tahrir, passi pure che era italiano e che scriveva per &#8216;Il Manifesto&#8217; ma mi chiedo: &#8216;Era proprio necessario ucciderlo in quel modo?&#8217;.</p>
<p>A nessuno venga in mente davanti a questa morte folle di reincarnarsi, comodamente seduto in poltrona nei &#8216;Ragazzi della Via Pal&#8217; che piangevano la morte del soldato Nemecek o di immedesimarsi nella penna severa di Molnar per paragonare quanto succede negli scenari di guerra del mondo con la Primavera di Praga esaltata con gli organetti di Barberia.</p>
<p>Quanto successo a Il Cairo è un&#8217;altra stazione della Via Crucis di &#8216;coraggiosi&#8217; e &#8216;coscienti&#8217; che hanno avuto il desiderio di documentare le tragedie dell&#8217;umanità.</p>
<p>No, non esistono posti tranquilli, contrade esenti da rischi, pericoli, difficoltà e drammi. Chi è stato negli scenari di guerra o nei posti più fetidi del mondo come Goma, Bangui, Juba o Ouagadougou conosce benissimo i rischi, le preoccupazioni e le paure, sente sulle sue mani le lacrime dei tanti che ha dovuto consolare ma soprattutto conosce anche bene un paradigma, quello dello strazio di chi è violentato nei diritti, incarcerato e ucciso.</p>
<p>Chi si avventura in scenari impossibili e rischiosi lo fa solo per desiderio di Libertà che è un patrimonio comune e un principio prioritario ispiratore della vita civile, del diritto, della vita economica che va oltre le concezioni statalistiche o solidaristiche, come i marciatori di pace a corrente alternata. Chi va documenta   lo stupro della libertà e dell&#8217;umanità.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/regeni-vittima-del-suo-desiderio-di-liberta-e-del-dovere-di-far-conoscere-le-nefandezze-di-chi-violenta-il-senso-di-umanita/"><img width="539" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg 539w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-202x300.jpg 202w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></a></p>]]></content:encoded>
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