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	<title>Gli italianiDa Reggio Emilia una lezione di civiltà nell&#8217;inserimento nel mondo della creatività dei diversamente abili &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 07:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/reggio-emilia-lezione-civilta-nellinserimento-nel-mondo-della-creativita-dei-diversamente-abili/"><img width="660" height="368" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/12/handicap-generica-224911.660x368.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/12/handicap-generica-224911.660x368.jpg 660w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/12/handicap-generica-224911.660x368-300x167.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/12/handicap-generica-224911.660x368-640x357.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/12/handicap-generica-224911.660x368-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></p><hr /><p>Saranno pure disabili. Per le scienze mediche e per il comune sentire. A Max Mara, uno dei brand di moda italiana più apprezzati al mondo, le etichettature dettate dal destino sembrano interessare poco se è vero come è vero che a sette portatori di handicap ha offerto una nobile opportunità d’espressione e di riscatto: diventare disegnatori di abiti. La bella favola natalizia tesse la sua dolce narrazione a Bologna dove l’Atelier dell’Errore Big di Reggio Emilia è stato premiato da Confcooperative Emilia Romagna come uno dei progetti cooperativi di inclusione più innovativi nati in quella regione. Il laboratorio messo su&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/reggio-emilia-lezione-civilta-nellinserimento-nel-mondo-della-creativita-dei-diversamente-abili/">Da Reggio Emilia una lezione di civiltà nell&#8217;inserimento nel mondo della creatività dei diversamente abili</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno pure disabili. Per le scienze mediche e per il comune sentire. A Max Mara, uno dei brand di moda italiana più apprezzati al mondo, le etichettature dettate dal destino sembrano interessare poco se è vero come è vero che a sette  portatori di handicap ha offerto una nobile opportunità d’espressione e di riscatto: diventare disegnatori di abiti.</p>
<p>La bella favola natalizia tesse la sua dolce narrazione a Bologna dove l’Atelier dell’Errore Big di Reggio Emilia è stato premiato da Confcooperative Emilia Romagna come uno dei progetti cooperativi di inclusione più innovativi nati in quella regione.</p>
<p>Il laboratorio messo su dalla cooperativa sociale, che trova ospitalità all’interno della Collezione Maramotti, impegna infatti i suoi ragazzi nella realizzazione di prodotti destinati al mercato legato alle arti visive (disegno, pittura, scultura), delle arti applicate, del cinema, della grafica, dell’illustrazione e del teatro.</p>
<p>L’Atelier ha il merito di aver allargato i propri orizzonti trasformandosi da percorso terapeutico a occasione concreta di opportunità lavorativa per giovani pazienti diversamente abili. Motore primo di questa metamorfosi, l’esaltazione della creatività, virtù che nei laboratori diretti da Luca Santiago Mora si respira a pieni polmoni. Quella stessa creatività che ha permesso, appunto, a 7 ragazzi di diventare disegnatori per il gruppo Max Mara. </p>
<p>Agli altri rimasti fuori dall’universo immaginifico del fashion group di Reggio Emilia sarà, di contro, facilitato un inserimento lavorativo sempre nell’ambito dell’arte e della creatività. E ciò per soddisfare il desiderio dei loro genitori che più volte, in questi anni, hanno sollecitato il direttore Mora a non lasciare che l’esperienza artistica dell’Atelier si rivelasse solo una parentesi virtuosa in vite segnate dalla sofferenza.</p>
<p>Perché non sta scritto da nessuna parte che il destino occupazionale di un portatore di handicap debba per forza essere quello dell’avvitatore di bulloni, di addetto alle pulizie in una polisportiva, di confezionatore di custodie per telefonini.</p>
<p>È un tema scottante, quello del lavoro ai diversamente abili. I dati diffusi lo scorso novembre dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute ci informano che soltanto il 18% dei 775.000 di essi iscritti alle liste di collocamento ha trovato un’occupazione.</p>
<p>Solo un mese fa è stata celebrata la Giornata della Disabilità, che ha visto anche l’intervento del Presidente Mattarella a sostegno della valorizzazione dei talenti di tutti i portatori di handicap. In quell’occasione sono intervenuti i portavoce degli enti che operano nel settore, tra cui Daniele Regolo fondatore di Jobmetoo, l’agenzia nata con l’idea di allargare le possibilità di lavoro dei disabili in Italia, le cui parole hanno tracciato la cornice entro cui guardare al tema in modo sincero e propositivo.</p>
<p>In linea con quanto definito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità, il nuovo paradigma non mette più al centro la disabilità della persona ma la relazione che si instaura tra questa e il suo ambiente: è infatti in questo campo che si gioca la maggior o minore partecipazione alla vita sociale e produttiva della persona disabile.</p>
<p>“La nostra – spiega Mora – ci piace pensarla come una vera e propria “bottega rinascimentale”, nella quale sono offerte competenze e conoscenze che consentono ad un significativo numero di allievi di liberare la propria creatività, di dare corpo con forme, oggetti e colori a emozioni e pensieri che il linguaggio artistico traduce meglio di qualunque altro”.</p>
<p>“Tutto questo – prosegue &#8211; si traduce in attività produttiva che genera professionisti e nuovi maestri che, cogliendo in pieno le sfide del mercato, mirano ad una produzione di eccellenza, assicurando al contempo inclusione, autonomia e lavoro a ragazzi che, divenuti maggiorenni, escono dai percorsi assicurati dai laboratori attivi presso il servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Ausl di Reggio Emilia e negli ultimi anni anche dall’azienda ospedaliera di Bergamo”.</p>
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