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	<title>Gli italianiRiconsegnato ai romani il monumento a Garibaldi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Riconsegnato ai romani il monumento a Garibaldi</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 09:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/riconsegnato-ai-romani-monumento-garibaldi/"><img width="194" height="259" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/02/gianicolo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/02/gianicolo.jpg 194w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/02/gianicolo-48x64.jpg 48w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p><hr /><p>Restaurato e messo in sicurezza, finalmente libero da transenne, il monumento a Giuseppe Garibaldi sulla sommità del Gianicolo è tornato all’originale bellezza. Era l’alba del  7 settembre 2018, quando, nel corso di un violento temporale, un fulmine lo aveva colpito causando gravi danni alla base ornata da fregi marmorei e da gruppi bronzei. Il lato posteriore, dove è collocato il gruppo bronzeo con la battaglia di Calatafimi, aveva subito un’importante lesione. Subito al di sotto del gruppo scultoreo si era spaccato e in parte staccato il bel bassorilievo di granito con un leone che si volge verso lo spettatore con&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Restaurato e messo in sicurezza, finalmente libero da transenne, il monumento a Giuseppe Garibaldi sulla sommità del Gianicolo è tornato all’originale bellezza. Era l’alba del  7 settembre 2018, quando, nel corso di un violento temporale, un fulmine lo aveva colpito causando gravi danni alla base ornata da fregi marmorei e da gruppi bronzei.</p>
<p>Il lato posteriore, dove è collocato il gruppo bronzeo con la battaglia di Calatafimi, aveva subito un’importante lesione. Subito al di sotto del gruppo scultoreo si era spaccato e in parte staccato il bel bassorilievo di granito con un leone che si volge verso lo spettatore con le fauci semiaperte in un ruggito sommesso. Gli sono stati attribuiti vari significati: potrebbe essere il simbolo della forza, del coraggio o della monarchia. L’ipotesi più affascinante è che raffiguri il Leone di Caprera, ossia lo stesso Giuseppe Garibaldi.</p>
<p>La posizione elevata e la presenza di un ingente quantitativo di metallo mettevano il monumento a rischio di essere nuovamente colpito da una folgore. D’altronde non era nemmeno la prima volta, dal momento che sono presenti nell’Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi” alcuni volantini che testimoniano come nel novembre del 1944 si fosse verificato un fatto analogo. La Società Giuseppe Garibaldi, che aveva sede in piazza dell’Esedra 12, l’attuale piazza della Repubblica &#8211; a promuovere, nell’ottobre dell’anno seguente, una sottoscrizione per il restauro, viste le precarie condizioni finanziarie del Paese, appena uscito dal secondo conflitto mondiale.</p>
<p>Si legge sul volantino:</p>
<p>“Il monumento a Giuseppe Garibaldi sul Gianicolo, colpito da fulmine nel novembre scorso, minaccia di crollare nella parte posteriore.</p>
<p>A detta dei tecnici, per le riparazioni, occorrono non meno di 500.000 lire.</p>
<p>Il Municipio, per le sue note condizioni finanziarie, non può imporsi tale spesa; inutile fare appello ai componenti organi statali.</p>
<p>MA LE RIPARAZIONI SONO URGENTI.</p>
<p>Far trascorrere altro tempo senza avervi provveduto, potrebbe segnare la catastrofe della magnifica opera d’arte del GALLORI, che in altri tempi la democrazia italiana volle innalzato su quel SACRO COLLE, quasi a NUME TUTELARE DELLA PATRIA.</p>
<p>Ci rivolgiamo pertanto alla generosa solidarietà degli italiani degni di questo nome”.</p>
<p>L’attuale progetto di restauro, elaborato in due fasi, è stato preceduto da una accurata campagna di indagini storico-archivistiche, geognostiche, geomorfologiche, strutturali e ambientali, finalizzate ad accertare cause e conseguenze dei fulmini che hanno danneggiato il monumento nel 1944, nel 1971 e da ultimo nel 2018, e a mettere a punto un efficace sistema di protezione dell’opera da nuovi possibili analoghi eventi meteorologici.</p>
<p>Il progetto si è posto come obiettivi il consolidamento del nucleo murario interno del basamento, il riassemblaggio dei blocchi dissestati dal fulmine nell’angolo nord-ovest della parte alta del basamento e la ricomposizione e il riposizionamento sul prospetto ovest della lastra in granito col bassorilievo raffigurante il leone, spezzata in due parti e distaccata dalla scarica atmosferica.</p>
<p>Con l’occasione è stato rivisto lo stato di conservazione della statua equestre e dei gruppi scultorei, già restaurati nel 2011 in occasione delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. L’intera opera è stata sottoposta a manutenzione, con pulitura, stuccatura e protezione delle superfici lapidee.</p>
<p>L’intervento è stato completato con l’installazione di un dispositivo di protezione del monumento dalle scariche atmosferiche, basato sui principi della gabbia di Faraday.</p>
<p>A inaugurare nuovamente il monumento sono stati il sindaco di Roma,  Roberto Gualtieri, il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce e due discendenti dell’Eroe, Annita Garibaldi Jalet e Giuseppe Garibaldi.</p>
<p>“Il fulmine che ha colpito la statua nel 2018 ha determinato un’esplosione, grazie a un innesco dovuto alla infiltrazione d’acqua, con l’espulsione di una parte dei frammenti”, ha spiegato Presicce, sottolineando l’importanza dell’inserimento della Gabbia di Faraday per deviare a terra eventuali futuri fenomeni di fulminamento.</p>
<p>Il sindaco Gualtieri ha espresso la sua soddisfazione nell’annunciare la chiusura del cantiere a sei mesi dalla sua apertura, avvenuta il 14 luglio. “Saniamo così la ferita inferta a un monumento così prestigioso, chiuso e transennato da tanti anni. Non ci fermiamo qui – ha aggiunto &#8211; e seguiamo lo sguardo di Garibaldi verso Anita per un intervento ampio, che va dal suo monumento &#8211; tomba fino a porta San Pancrazio. Un museo all’aperto che onora l’eroe dei due mondi e questa pagina di storia: la sua battaglia per Roma Capitale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Questo monumento – ha detto Giuseppe Garibaldi jr – celebra l’uomo che nel 1860, alla fine della spedizione dei Mille, vedendo quello che era successo, mandò da Sant’Angelo in Formis un proclama alle potenze d’Europa chiedendo perché continuavano a combattersi tra di loro. Basta guerre, basta conflitti, devolviamo tutti questi fondi per opere sociali come scuole o fabbriche, era il suo invito”.</p>
<p>La storia del monumento</p>
<p>Il monumento è opera dello scultore toscano Emilio Gallori (1846-1924). La sua realizzazione fu deliberata dal Parlamento italiano il 2 giugno del 1882, appena giunta la notizia che Giuseppe Garibaldi era morto a Caprera. Quello stesso giorno il Consiglio comunale di Roma aprì una sottoscrizione e stanziò la somma di 80 mila lire. Fu scelto di collocarlo sul Gianicolo, teatro nel giugno del 1849 della disperata resistenza dei difensori della Repubblica Romana assediata dalle truppe francesi comandate dal generale Oudinot.</p>
<p>Si decise quindi di bandire un concorso per il progetto dell’opera e la commissione giudicatrice, nominata nel settembre 1883, stabilì che il monumento doveva essere sormontato da una statua bronzea di Garibaldi in piedi o a cavallo, indicando come luogo della collocazione il giardino di San Pietro in Montorio.</p>
<p>Il concorso fu bandito il 14 novembre del 1883 e alla scadenza, nel settembre del 1884, erano stati presentati 37 bozzetti che vennero esposti nel Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale. Dopo accese discussioni, risultò vincitrice la proposta di Gallori, che ricevette anche un premio di 20 mila lire, con la raccomandazione di rendere le figure sulla base del monumento più animate e vivaci. Gallori lavorò a queste modifiche per quasi tutto il 1885 e il 5 novembre di quell’anno presentò il nuovo modello arricchito di gruppi bronzei sulla fronte e sul lato posteriore. Garibaldi è raffigurato a cavallo, assorto e pensoso. Sui lati del basamento si trovano i gruppi allegorici in bronzo dell’Europa e dell’America e due realistiche scene di battaglia: Luciano Manara con i suoi bersaglieri in un attacco alla baionetta durante l’assedio di Roma del 1849 e i garibaldini vittoriosi a Calatafimi nel 1860.</p>
<p>Approvate le modifiche, fu avanzata la proposta di creare un ossario sotto le fondazioni del monumento per ospitare le spoglie dei caduti nella difesa di Roma del 1849 che si trovavano nel modesto sepolcreto sotterraneo realizzato nel 1879 dalla società dei Reduci dalle Patrie Battaglie proprio sotto al piazzale di San Pietro in Montorio.</p>
<p>Nella primavera del 1891, quando già i lavori per le fondazioni erano stati avviati, il Comune, per mancanza di fondi, decise di rinunciare alla costruzione della cripta sotto il monumento. Fu allora che Gallori propose una nuova area per la collocazione del monumento, individuando il punto più alto del Gianicolo. I suoi argomenti convinsero la commissione esecutiva che decise di chiedere la concessione comunale del sito da destinarsi al monumento, abbandonando, al contempo, l’idea di porre l’ossario nelle fondazioni.</p>
<p>La prima pietra fu posta il 19 marzo 1895. Alle ore 11 del 20 settembre 1895, durante solenni festeggiamenti del venticinquennale della breccia di porta Pia, il monumento fu scoperto davanti al re Umberto e alla regina Margherita, al presidente del Consiglio Francesco Crispi e al sindaco Emanuele Ruspoli, alla presenza di oltre sessantamila persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/riconsegnato-ai-romani-monumento-garibaldi/"><img width="194" height="259" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/02/gianicolo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/02/gianicolo.jpg 194w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/02/gianicolo-48x64.jpg 48w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p>]]></content:encoded>
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