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	<title>Gli italianiIn ricordo di Franco Battiato &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>In ricordo di Franco Battiato</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2021 07:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/ricordo-franco-battiato/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/05/battiato1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/05/battiato1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/05/battiato1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Settembre 1997, 17 anni, un pizzico di tristezza di fine estate e pochissima voglia di tornare a scuola per ripetere la Seconda Liceale a causa della mia condotta intemperante da testa calda nonché del sereno disinteresse per le scienze matematiche&#8230; &#8230; in un piovoso pomeriggio, rovistando fra le vecchie cassette di mio Padre, scoprivo Franco Battiato con questa canzone. Probabilmente, da allora, la mia preferita tra tutte le sue. &#8220;Veni l&#8217;Autunnu&#8221;, 1988. Fa parte dell&#8217;Album &#8220;Fisiognomica&#8221; che s&#8217;apre, naturalmente, con il brano eponimo, indiscusso capolavoro noto a tutti. Fu però questo brano, cantato in Siculo ed in Arabo (durata 3:28,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Settembre 1997, 17 anni, un pizzico di tristezza di fine estate e pochissima voglia di tornare a scuola per ripetere la Seconda Liceale a causa della mia condotta intemperante da testa calda nonché del sereno disinteresse per le scienze matematiche&#8230;</p>
<p>&#8230; in un piovoso pomeriggio, rovistando fra le vecchie cassette di mio Padre, scoprivo Franco Battiato con questa canzone. Probabilmente, da allora, la mia preferita tra tutte le sue.</p>
<p><em>&#8220;Veni l&#8217;Autunnu&#8221;, 1988.</em></p>
<p>Fa parte dell&#8217;Album <em>&#8220;Fisiognomica&#8221;</em> che s&#8217;apre, naturalmente, con il brano eponimo, indiscusso capolavoro noto a tutti.</p>
<p>Fu però questo brano, cantato in Siculo ed in Arabo (durata 3:28, dato scolpito a fuoco nella mia memoria), che mi rapì completamente, spingendomi a riascoltarlo quasi ossessivamente, seduto sui divani verdi del soggiorno di casa, con gli occhi chiusi e la mente in mezzo a un mare infuocato dal sole rosso d&#8217;un tramonto.</p>
<p>Questa l&#8217;immagine che i primi accordi, solenni e fastosi, evocavano in me, insieme all&#8217;approdo di navi normanne dalle vele spiegate e listate di colori vividi, quasi violenti.</p>
<p>Poi la voce inconfondibile del Maestro, con quell&#8217;invito pigro e decadente, gattopardesco:<em> &#8220;Stamu un pocu all&#8217;umbra, ccà c&#8217;è troppu suli&#8221;</em>, seguito da un testo pieno e dolce come un cannolo, ch’è una deliziosa e struggente elegia all&#8217;Autunno, alla Terra, alla Vita.</p>
<p>All&#8217;epoca non avevo ancora mai visitato la Sicilia e questo pezzo me ne mise addosso una voglia frenetica, tanto che due anni dopo, allorchè riuscii a coronare questo mio desiderio, quelle note e quelle parole mi risuonavano dentro ad ogni passo sull&#8217;Isola, ad ogni occhiata al Mare che da tutte le parti mi circondava, ora calmo, ora urlante, ma sempre invadendomi, a tratti quasi ottundendomi, i sensi e la mente, lasciandomi puntualmente ubriaco di bellezza, di gioia e di malinconia.</p>
<p>Franco ci ha accompagnati tutti almeno una volta a Sciara delle Ginestre esposte al sole, con Lui abbiamo passato il palmo della mano lungo le pareti arroventate di chiese in stile normanno, così come di vecchie caserme dei Carabinieri.</p>
<p>Almeno una volta siamo scesi in un Albergo pieno in quel di Tunisi, raggiunto in ritardo coi treni di Tozeur, sovente sotto li temporal che vanno.</p>
<p>Ed abbiamo veduto gli orinali sotto il letto per la notte, mentre un Maestro insegnava a studenti di Damasco, vestiti tutti uguali, quanto sia difficile trovare l&#8217;alba dentro l&#8217;imbrunire.</p>
<p>Abbiamo fumato sigarette turche all&#8217;Alexanderplatz e passeggiato lenti lungo la Prospettiva Nevskij, giurando a Qualcuno che non c&#8217;è più di superare le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farlo invecchiare.</p>
<p>Siamo tutti andati a cercare quel Qualcuno, in cui ci è parso di scorgere le nostre radici, sin laggiù, nell&#8217;Era del Cinghiale Bianco, sforzandoci occasionalmente d&#8217;essere, almeno per qualche istante, delle immagini divine di questa realtà.</p>
<p>Insieme a Lui abbiamo visto finire un Secolo saturo di Parassiti senza dignità ed aprirsene un altro in cui rimpiangere quelle <em>&#8220;minima immoralia&#8221;, </em>e abbiamo scrutato assorti il corpo di qualcuno onde capire se fosse disposto all&#8217;odio o all&#8217;indulgenza. Avremmo sinceramente voluto che potesse guarire da tutte le malattie. come certamente la sua Anima ha già fatto, e siamo scesi oggi a ricordarlo in un Oceano di Silenzio cui lasciamo ora illuminare i nostri pensieri neri.</p>
<p><em>&#8220;Ma se ti senti male</em></p>
<p><em>Rivolgiti al Signore</em></p>
<p><em>Credimi siamo niente</em></p>
<p><em>Dei miseri ruscelli senza Fonte.&#8221;</em></p>
<p>(Fisiognomica, 1988)</p>
<p>Abbi Pace, ora che sei tornato alla tua Fonte, Maestro Battiato.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/ricordo-franco-battiato/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/05/battiato1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/05/battiato1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/05/battiato1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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