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	<title>Gli italianiIl ruolo centrale del Ministero dell&#8217;Economia nella politica generale del governo &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2018 07:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 1979 e a Palazzo Chigi sedeva <strong>Giulio Andreotti</strong>, politico di lungo corso, più volte ministro, conoscitore come pochi della macchina della pubblica amministrazione. Aveva chiamato a svolgere funzioni di Capo di gabinetto – dal 1988 si chiamerà Segretario generale della Presidenza del consiglio dei ministri &#8211; <strong>Vincenzo Milazzo</strong> che era il Ragioniere generale dello Stato, l’uomo del bilancio e del controllo sulla spesa pubblica. Lo aveva scelto proprio per avere la possibilità di dirigere effettivamente la “politica generale del governo”, come si legge nell’art. 95 della Costituzione. Una funzione che sarebbe difficile poter esercitare senza avere conoscenza dei conti pubblici, cioè dell’ammontare delle risorse e dei tempi della spesa.</p>
<p>Al Ministero del tesoro (all’epoca esistevano ancora il Ministero delle finanze e quello del bilancio) sedeva <strong>Filippo Maria Pandolfi</strong>, un bergamasco molto attivo, importante esponente della <em>Democrazia Cristiana</em>, non sempre in sintonia con <strong>Andreotti</strong>. Così il Divo <strong>Giulio</strong>, come veniva chiamato il Presidente del consiglio, gli aveva sottratto il Ragioniere generale dello Stato, in tal modo concentrando a Palazzo Chigi quel potere che in realtà è ed è sempre stato a via 20 settembre. Perché dal Tesoro, oggi dall’Economia, si dirige effettivamente la macchina dello Stato che funziona con le leggi ma è alimentata dalle risorse necessarie a consentire l’esercizio delle relative funzioni. “Senza soldi non si canta Messa”, dice un moto popolare. Ma è la verità della pubblica amministrazione, dacché per tutti i ministeri la collaborazione del ministro dell’economia è essenziale perché le risorse previste dalle leggi vengono messe a disposizione dei vari ministeri attraverso provvedimenti di variazione di bilancio cui provvede il Ministro dell’economia. Il quale è anche il protagonista della legge di bilancio perché in sede di predisposizione del preventivo delle spese per l’approvazione parlamentare è a via 20 settembre che arrivano le richieste dei vari ministeri, filtrate e ridimensionate dagli uffici centrali di bilancio presenti, con funzioni di controllo, presso ogni amministrazione. Quegli uffici che controllano gli impegni di spesa assunti quotidianamente dagli uffici amministrativi sono in condizioni di sapere in quali tempi le amministrazioni spendono e di conoscere quindi quali sono le effettive esigenze di bilancio.</p>
<p>È così che da sempre. E da sempre vi è una dialettica, a volte polemica, fra i singoli ministri e il Ministro del Tesoro, oggi dell’economia. Al quale tutti si rivolgono perché allenti i cordoni della spesa, per sentirsi spesso rispondere che le risorse sono scarse, che i tempi della spesa non consentono una messa a disposizione di ulteriori risorse in tempi brevi. In questa dialettica tra ministeri di spesa e ministero dell’economia naturalmente emergono le efficienze o le inefficienze dei singoli ministeri per i quali la lentezza della spesa, per effetto delle procedure che vengono adottate, è posta a fondamento del diniego di ulteriori risorse.</p>
<p>Questo dimostra la centralità del Ministero dell’economia e la indicazione, proveniente soprattutto dagli esperti di bilancio, che la Ragioneria generale dello Stato debba essere trasferita a Palazzo Chigi. In tal senso si leggono proposte su molti testi di contabilità pubblica.<strong> Giulio Andreotti</strong> aveva risolto il problema portando a Piazza Colonna il capo della Ragioneria generale. Tuttavia è un problema da sempre perché il ministro dell’economia ha un potere tale che ne fa il vero capo dell’esecutivo, colui il quale può facilitare o frenare ogni iniziativa dei singoli ministeri, naturalmente sotto la direzione del Presidente del consiglio il quale tuttavia ha un potere conoscitivo limitato perché solo la Ragioneria generale e le tesorerie che dipendono dalla Banca d’Italia sono in condizioni di avere contezza, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, dell’andamento della spesa e pertanto di fare adeguate previsioni sulla possibilità di ulteriori iniziative da assumere dai singoli ministeri mettendo a loro disposizione le occorrenti risorse. A Palazzo Chigi si è cercato di recuperare potere istituendo un Dipartimento degli affari economici, ma è di tutta evidenza, nonostante la possibilità di consultare le banche dati dell’economia, che il potere rimane a via 20 settembre.</p>
<p>Questa centralità del Ministero dell’economia esige che quel ruolo sia attribuito ad una personalità autorevole, perché capace di interpretare le esigenze generali del bilancio e di comprendere la validità delle richieste che provengono dai singoli ministeri. Una personalità che, accanto ad una visione strategica dell’economia capace di proiettare le esigenze del Paese verso la crescita e lo sviluppo, sia anche in condizione di avere il massimo controllo dei meccanismi di spesa. Oggi il Ministero dell’economia ha assorbito, come accade in molti paesi, anche il settore finanze attraverso il quale si fa la politica fiscale che è strumento principe della politica economica per la evidente flessibilità che caratterizza il sistema tributario al quale la politica, specialmente in questo periodo, riconosce un ruolo essenziale perché è evidente che la misura della tassazione favorisce l’accumulo dei redditi, l’investimento delle relative risorse, la possibilità per le imprese di crescere utilizzando gli utili.</p>
<p>In una politica economica condizionata dalle regole concertate in Unione Europea, che attengono prevalentemente ai limiti della spesa e non al sistema tributario che, infatti, è diversificato nei vari paesi componenti dell’Unione, tanto che si verificano trasferimenti di imprese da un paese all’altro per lucrare vantaggi di sistemi tributari meno pesanti, è evidente che il Ministro dell’economia assume una rilevanza ancor maggiore che nel passato, anche in riferimento alle politiche europee. E si spiega dunque l’ostilità di alcuni ambienti nei confronti della candidatura di <strong>Paolo Savona</strong>, economista con una lunga e variegata esperienza nelle istituzioni, al quale si rimproverano tuttavia posizioni che in qualche modo possono essere definite “euroscettiche”, ad alcuni non gradite ad altri decisamente indigeste. Per cui ruota intorno a questa personalità il confronto fra i partiti che si propongono di formare la maggioranza di governo ed il presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, che, a quanto sembra, avrebbe manifestato preoccupazioni per la designazione del professor <strong>Savona</strong> a Ministro dell’economia.</p>
<p><strong>Savona </strong>o no, è necessario che il governo assuma consapevolezza del fatto che il ruolo di ministro dell’economia è al centro della politica del governo, tanto che più di uno ha scritto che il potere non è a Palazzo Chigi ma nel palazzo ottocentesco denominato “delle finanze”, in Viale 20 settembre, nello studio dove la scrivania di <strong>Quintino Sella</strong>, il ministro “della lesina”, che in poco tempo riportò in pareggio il bilancio dello Stato dissestato dalle guerre con le quali il piccolo regno di Sardegna si era posto alla testa, fin dal 1848,  del moto risorgimentale.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/ruolo-centrale-del-ministero-delleconomia-nella-politica-generale-del-governo/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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