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	<title>Gli italianiLa Fondazione Roma e la Fondazione Terzo Pilastro in prima fila nell&#8217;impegno per la cultura e la solidarietà &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La Fondazione Roma e la Fondazione Terzo Pilastro in prima fila nell&#8217;impegno per la cultura e la solidarietà</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 08:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/ruolo-della-fondazione-roma-lo-sviluppo-della-cultura-forte-impegno-sociale/"><img width="398" height="600" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/emmanuele-emanuele-002.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/emmanuele-emanuele-002.jpg 398w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/emmanuele-emanuele-002-199x300.jpg 199w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/emmanuele-emanuele-002-42x64.jpg 42w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a></p><hr /><p>Il professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele, non ha bisogno di presentazioni, da decenni la sua attività è nota, innumerevoli i riconoscimenti per l’opera svolta in favore della cultura, della città di Roma e della solidarietà. Il professor Emanuele discende da una  delle più antiche e illustri famiglie reali cristiano-cattoliche della Spagna (1199), un ramo della quale venne in Sicilia nell’anno 1282 per la guerra del Vespro.  Professore universitario, avvocato cassazionista, economista, esperto in materia finanziaria, tributaria ed assicurativa, saggista, autore di libri di economia e poesia, è’ dal 2008 presidente della Fondazione Terzo Piastro- Internazionale ed è presidente onorario della&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><u>Il professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele, non ha bisogno di presentazioni, da decenni la sua attività è nota, innumerevoli i riconoscimenti per l’opera svolta in favore della cultura, della città di Roma e della solidarietà. Il professor Emanuele discende da una </u></strong> delle più antiche e illustri famiglie reali cristiano-cattoliche della Spagna (1199), un ramo della quale venne in Sicilia nell’anno 1282 per la guerra del Vespro.  Professore universitario, avvocato cassazionista, economista, esperto in materia finanziaria, tributaria ed assicurativa, saggista, autore di libri di economia e poesia, è’ dal 2008 presidente della Fondazione Terzo Piastro- Internazionale ed è presidente onorario della Fondazione Roma. Questa Fondazione  è storicamente l’erede della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma (già Ente Cassa di Risparmio di Roma creata nel 1991) e prima ancora della Cassa di Risparmio di Roma nata nel 1836 erede dell’antico Monte di Pietà di Roma del 1539.   Le due Fondazioni hanno promosso ed avviato con successo numerose iniziative e progetti  in campo culturale, sanitario e sociale.   Incontriamo il professor Emanuele per parlare di alcune delle iniziative sia in campo culturale che sociale.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>L&#8217;Italia è un popolo di poeti, ma come molte attività culturali, anche la poesia si regge sull&#8217;impegno di privati. È così?</em></p>
<ol>
<li>Per quella che è la mia esperienza, anche di poeta, sì, in quanto tra tutte le forme artistiche purtroppo la poesia è, da sempre, la “Musa negletta”. Ritenuta appannaggio di pochi eletti, materia di intellettuali, e – a mio avviso, a torto – poco attrattiva nei confronti del grande pubblico, è per lo più ignorata dalle istituzioni, che con grande fatica trovano poche risorse per sostenere attività di natura artistica considerate più “popolari”. Tuttavia, di contro, sono molte le associazioni private che si occupano di poesia e che organizzano, in varie parti d’Italia e all’estero, interessanti rassegne: penso ad esempio alla “Biennale di Poesia” ideata dall’associazione culturale Il Dammuso, a Vetralla (VT), o la manifestazione “Scatti di Poesia” dell’associazione La Goccia, a Bari, entrambe sostenute dalla nostra Fondazione.</li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<p><em>La Sua Fondazione come è impegnata a sostenere la poesia?</em></p>
<ol>
<li>Sono abbastanza certo che la Fondazione che mi onoro di presiedere abbia reso alla poesia, negli anni, un riconoscimento che ha pochi eguali. Realizziamo infatti ogni anno, ormai da ben quattordici edizioni, una grande maratona poetica dal titolo “Ritratti di Poesia”, che nasce da una mia idea, corroborata proprio dalla consapevolezza che a quest’arte meravigliosa fosse dedicata poca attenzione nella città di Roma. Nel corso di tale evento, per più di dieci ore consecutive, dalla mattina alla sera, si susseguono incontri, reading, interviste, confronti ed idee, il tutto nel segno della poesia e del suo rapporto con le altre espressioni del genio umano. La rassegna, nata nel lontano 2006 come momento d’incontro per una ristretta cerchia di addetti ai lavori ed appassionati, è cresciuta edizione dopo edizione diventando una manifestazione conosciuta e attesa dal grande pubblico romano e non solo: infatti, l’apertura da me voluta, nel tempo, alla presenza ed alla produzione dei più affermati poeti provenienti da tutto il mondo ne ha fatto un evento di richiamo internazionale. Inoltre, uno degli appuntamenti più seguiti di “Ritratti” è l’incontro di alcuni poeti con gli studenti dei licei romani, a significare che la poesia è un’arte viva e può essere fruita con passione anche dalle generazioni più giovani.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per la cultura  la Sua Fondazione ha fatto molto. Vi siete sentiti un po&#8217; soli?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Sì, decisamente. Le basti pensare che il Museo della Fondazione Roma a Palazzo Sciarraè tuttora in attesa dei permessi per iniziare i lavori del Piano di recupero, che consentirà di disporre di una maggiore superficie espositiva e, di conseguenza, di far visitare gratuitamente alle categorie sociali meno fortunate (indigenti, malati e anziani) le opere dal ‘400 ad oggi, raccolte dal 1999 al 2015, data a seguito della quale si è tentato vanamente di ampliare l’offerta museale. L’Assemblea capitolina ha approvato il Piano di recupero soltanto con delibera del 16 dicembre 2020 e sono state espletate le formalità di pubblicazione nell’Albo Pretorio, ma, a causa di lungaggini burocratiche, i lavori non si possono ancora realizzare e questo è ancora più incomprensibile se si considera che il Museo è aperto al pubblico gratuitamente, con il precipuo scopo di avvicinare all’arte ed al bello coloro che si trovano in una condizione di disagio. Parimenti, lo spazio espositivo di Palazzo Cipolla, gestito dalla Fondazione Terzo Pilastro &#8211; Internazionale, che in 22 anni ha realizzato 57 mostre, è stato, per motivi pandemici, chiuso per tre mesi durante la mostra di Manolo Valdés, e ciò benché le norme sanitarie adottate prevedessero controlli di massima sicurezza e lo scaglionamento dei visitatori. Nonostante ciò, abbiamo supportato iniziative pubbliche come quella di recente a Palazzo Braschi, intitolata “Roma. Nascita di una capitale 1870-1915”, così come abbiamo fatto sostenendo le Scuderie del Quirinale e Palazzo delle Esposizioni con ingenti risorse, atte a far sì che questi luoghi di cultura privilegiati fossero vitali dal profilo lavorativo.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La Fondazione è impegnata in numerose attività sociali. Ci vuole ricordare le più importanti?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>La pandemia di Covid-19, obiettivamente, ha fatto spostare in maniera rilevante l’impegno della nostra diversificata attività – che, com’è noto e statutariamente dimostrabile, si sostanzia nell’aiuto alle categorie sociali deboli e nel sostegno alla cultura, all’istruzione, alla sanità e alla ricerca scientifica – facendo sì che la nostra attenzione si focalizzasse preminentemente sul campo della salute e dell’aiuto ai meno fortunati. In quest’ultimo ambito stiamo erogando nel Meridione d’Italia (in Sicilia, Calabria e Campania), per il secondo anno consecutivo, più di un milione di Euro in buoni pasto, destinati alle famiglie in difficoltà, in collaborazione con i Comuni interessati. Poi, vi è la preminenza dell’attività svolta in campo sanitario attraverso, ad esempio, la collaborazione con l’Università di Tor Vergata per gli studi sulla proteina lattoferrina, per individuarne i componenti in grado di prevenire il processo infettivo (anche da Covid-19) nei suoi stadi precoci e utilizzarli, quindi, per la messa a punto di interventi terapeutici mirati, nonché per la ricerca di una terapia anti-Covid a base di anticorpi monoclonali. Analogamente, collaboriamo con l’Ospedale e Centro di Ricerca internazionale Lazzaro Spallanzani per la creazione di un “polmone artificiale” per la sperimentazione dell’efficacia dei vaccini. Infine, è opportuno ricordare la collaborazione con la “Biogem” di Ariano Irpino, primario istituto di biologia e genetica molecolare, che nell’ultimo biennio ha convertito parte dell’attività nella ricerca sul SARS – COV2 e lo scorso anno è stato uno dei primi centri autorizzati dalla Regione al processamento dei tamponi naso-faringei.</li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<p><em>Lei con il Suo impegno non si è mai risparmiato nel favorire, finanziare e guidare importanti iniziative di solidarietà e di aiuto alla popolazione. In fondo si è sostituito allo Stato, ha mai avuto almeno dei segnali di riconoscenza e di ringraziamento dai rappresentanti delle istituzioni?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Forse l’ambito in cui risulta più evidente l’impatto dell’azione della Fondazione sui bisogni primari della collettività è quello sanitario. Il forte impegno da me sempre profuso in favore dei malati in fase avanzata o terminale contraddistingue, fin dalle origini, l’operato della Fondazione in questo campo. In primo luogo, è stato creato l’Hospice per i malati terminali e gli anziani fragili, che oggi offre servizi (in residenza e domiciliari) anche ai pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e da Alzheimer. Si tratta di un’iniziativa permanente che mi è molto cara, poiché realizzata in prima persona proprio all’inizio del mandato. Successivamente, al fine di dare ulteriore concretezza e sviluppo all’impegno verso patologie sempre più diffuse e con un impatto devastante per le famiglie, è nato il Villaggio Emanuele, risposta – alternativa al ricovero – all’emergenza dettata dal dilagare di malattie come l’Alzheimer, realizzata per mio impulso sul modello del Villaggio di Hogeway, vicino Amsterdam, con cui è gemellato. Oggi la struttura, pionieristica per l’Italia, è perfettamente funzionante e ospita 84 pazienti/residenti (più altri 20 nel centro diurno), a titolo completamente gratuito, che usufruiscono dell’assistenza e delle attenzioni necessarie in questi casi, in modo discreto, ma efficace, in un contesto sereno, sicuro e stimolante, che richiama l’ambiente familiare. Tuttavia, raggiungere questo obiettivo non è stato semplice: ho dovuto attendere quasi 3 anni prima di ottenere i permessi per iniziare i lavori, e ci è voluta non poca determinazione per superare gli innumerevoli ostacoli burocratici ed amministrativi frapposti negli anni alla realizzazione di questo mio sogno. Uno fra tutti, la richiesta di esibire un certificato che garantisse che il Tevere non sarebbe esondato per i prossimi 200 anni, circostanza non soltanto evidentemente impossibile da prevedere, ma che oltretutto non rilevava nel caso di specie, dal momento che il Villaggio sorge su una collina ben lontana dagli argini del fiume. Dunque, in conclusione, per rispondere alla Sua domanda: no, nessuno mi ha mai facilitato né, tantomeno, ringraziato.</li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Non ha la sensazione di una politica spesso lontana dalle esigenze dei cittadini? Se i vuoti lasciati dalla politica vengono ricoperti dall&#8217;impegno e dalla generosità dei privati cosa si potrebbe fare per premiare o almeno favorire questo sforzo di solidarietà?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>R.  </strong>La pandemia non ha fatto altro che aggravare ulteriormente la crisi economica e sociale del nostro Paese, e in uno scenario siffatto, in cui lo Stato non ha i mezzi sufficienti per fronteggiare in maniera apprezzabile i bisogni primari della collettività, il mondo del terzo settore, sulla base del principio costituzionale della sussidiarietà (sancito all’art. 118), può fare moltissimo. Il privato sociale, di cui fa parte la Fondazione Terzo Pilastro, ha sia le risorse che gli strumenti operativi adatti per intervenire laddove lo Stato non riesce purtroppo più a dare risposte. Per questo noi implementeremo le attività che al momento sono maggiormente urgenti tra quelle sancite da Statuto: l’aiuto alle categorie sociali deboli, con l’erogazione di buoni spesa ai meno fortunati e bisognosi, e interventi nel campo sanitario e della ricerca, al fine di prevenire – per quanto possibile – il dilagare delle pandemie, ma anche fronteggiare le patologie più diffuse, piuttosto che occuparsene tardivamente. Infine, dal momento che considero l’attività culturale fondamentale per l’animo umano e attrattiva nei confronti del turismo che latita, continuerò con le offerte artistico-culturali in Italia e all’estero. Per fare tutto questo, non chiedo né premi né aiuti: sarebbe sufficiente, e molto apprezzato, che lo Stato ci consentisse di operare nei modi e nei tempi che ci caratterizzano, senza limitarci con una burocrazia elefantiaca e paralizzante, nel pieno rispetto del dettato costituzionale.</p>
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