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	<title>Gli italianiIl sacro 4 novembre &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il sacro 4 novembre</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Nov 2023 12:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/sacro-4-novembre/"><img width="189" height="267" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/12/4-novembre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/12/4-novembre.jpg 189w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/12/4-novembre-45x64.jpg 45w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" /></a></p><hr /><p>Come ogni anno patrioti, militari, agenti di polizia e funzionari pubblici, si sono apprestati a celebrare la ricorrenza del 4 novembre. Naturalmente non è mancata la controparte eternamente polemica che rivede in questa festa lo spettro del militarismo e di logiche guerrafondaie. Tuttavia quest’anno la celebrazione ha assunto un aspetto fondamentale e del tutto nuovo dalla nascita della Repubblica ad oggi. Infatti oltre a esser stato avviato l’iter legislativo finalizzato a istituire nuovamente il 4 novembre come festività nazionale, per la prima volta nella storia repubblicana (e dietro la spinta del ministro Sangiuliano), in questa giornata sono stati resi gratuiti&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno patrioti, militari, agenti di polizia e funzionari pubblici, si sono apprestati a celebrare la ricorrenza del 4 novembre. Naturalmente non è mancata la controparte eternamente polemica che rivede in questa festa lo spettro del militarismo e di logiche guerrafondaie. Tuttavia quest’anno la celebrazione ha assunto un aspetto fondamentale e del tutto nuovo dalla nascita della Repubblica ad oggi. Infatti oltre a esser stato avviato l’iter legislativo finalizzato a istituire nuovamente il 4 novembre come festività nazionale, per la prima volta nella storia repubblicana (e dietro la spinta del ministro Sangiuliano), in questa giornata sono stati resi gratuiti gli ingressi ai parchi archeologici e ai musei nazionali. Un gesto significativo se si considera che questa giornata è occasione di rinnovamento della Memoria della nostra storia nazionale e dei caduti italiani durante la Grande Guerra. Ma per comprendere meglio questo gesto è necessario fare un passo indietro.</p>
<p>Dopo diversi anni di tragici combattimenti e ingenti perdite umane costate al Regno d’Italia, il 3 novembre fu firmato, a Villa Giusti, l’armistizio con cui si decretò l’immediata interruzione delle ostilità in terra, mare e cielo. Le condizioni dell’armistizio entrarono in vigore a partire dal 4 novembre del 1918.</p>
<p>L’Italia prese parte a questo primo conflitto mondiale all’alba del 24 maggio 1915, dichiarando guerra all’Impero Austro-Ungarico e impegnando, dunque, le proprie Forze Armate sul confine Nord-Est del giovane Regno d’Italia. Per gli italiani non si trattava solo e unicamente di prendere parte a un conflitto di più ampio respiro come, effettivamente, si stava delineando. Si trattava anzitutto di completare quell’impresa unificatrice che vide migliaia di volontari e cittadini in rivolta impegnarsi nello scontro fisico con lo straniero, occupante il suolo natio, sin dai primi anni del 1800 fino al 17 marzo 1861, con l’Unità d’Italia e la proclamazione del Regno, e il 20 settembre 1870 con la Breccia di Porta Pia. Tuttavia, al netto dell’impegno profuso da garibaldini, rivoltosi e esercito piemontese, al Regno d’Italia mancavano ancora dei territori irredenti che, prima o poi, si sperava venissero conquistati e annessi così da terminare definitivamente l’Unità. A chi non mancano le capacità di logica per comprendere i fenomeni umani che si svolgono attraverso la storia, capirà sicuramente come la questione delle Terre Irredente non fosse semplicemente legata a un capriccio riguardante uno specifico territorio ambito dai Savoia. Bensì si trattava di una questione squisitamente identitaria, in quanto gli abitanti del Veneto, dell’Istria e della Dalmazia, appartenevano a quel grande gruppo nazionale definibile “italiano” per lingua, tradizioni e religione. Mancava solo il territorio che era, appunto, sotto occupazione straniera. Questi fattori gonfiarono d’entusiasmo migliaia di giovani italiani, tra volontari e arruolati, che andarono incontro all’inferno della guerra. Tra il 1915 e il 1918, dunque, si svolse una sanguinosa e violenta guerra di posizione che vide l’esercito italiano passare attraverso momenti e prove che furono tutto meno che “gloriose”. Alla fine di queste, nonostante fossimo inferiori “per numero e per mezzi” (come dice il Gen. Diaz nella comunicazione del Bollettino della Vittoria) l’esercito italiano riuscì a sbaragliare quello nemico e a conquistarsi la Vittoria, scatenando un entusiasmo simile per entità ma diverso per sostanza (c’era la soddisfazione della fine di una guerra straziante) a quello che si liberò il 24 maggio. Entusiasmo che, tuttavia, dovette presto ridimensionarsi di fronte alla beffa della cosiddetta “Vittoria Mutilata”: i territori promessi all’Italia in caso di esito positivo del conflitto non gli furono concessi per intero.</p>
<p>L’Italia si ritrovava dunque, a conflitto terminato, di fronte alla tragedia di 600.000 morti e 1.500.000 feriti, 400.000 civili che avevano abbandonato le proprie case sulla linea del fronte per ottenere neanche la metà di ciò che gli era stato promesso e che avrebbe, finalmente, concluso la lotta per l’Unità.</p>
<p>A termine di tutto ciò, il governo italiano nel 1919 istituì il 4 novembre come Festa Nazionale in quanto “Anniversario della Vittoria” per ricordare i caduti del primo conflitto mondiale. Il 4 novembre diventò così il giorno della commemorazione, della riconoscenza per il sacrificio dei propri figli, del popolo in armi che nel 1919 ricevette un riconoscimento politico con l’introduzione del suffragio universale maschile.</p>
<p>Rimase tale fino al 1977 quando la ricorrenza è stata resa &#8220;festa mobile&#8221;, con le celebrazioni che hanno luogo alla prima domenica di novembre. Nel corso degli anni ottanta e novanta la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando ma negli anni duemila, grazie all&#8217;impulso dato dall&#8217;ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse. E adesso, come accennato anche a inizio articolo, si è nuovamente intrapreso l’iter per rendere il 4 novembre Festa Nazionale. Nel frattempo però, alla luce di quanto raccontato poco fa, l’iniziativa di Sangiuliano di aprire i parchi archeologici e i musei nazionali gratuitamente per il 4 novembre, risulta essere decisamente significativa. Infatti quale modo migliore di riscoprirsi italiani in una data così importante se non approfondendo le nostre radici storiche e culturali? Ma soprattutto, rendere un servizio simile accessibile a tutti in una tale ricorrenza, vuol dire invogliare la popolazione alla creazione di una consapevolezza collettiva su ciò che è la nostra Storia, quali furono i nostri limiti, le nostre potenzialità e dunque fornire la popolazione del filtro più giusto per leggere il mondo. Leggendo infatti le questioni internazionali e le crisi umanitarie anche sotto la luce di una rinnovata e ritrovata unità nazionale, nella consapevolezza del nostro passato, possiamo interpretare meglio i fatti di attualità.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/sacro-4-novembre/"><img width="189" height="267" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/12/4-novembre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/12/4-novembre.jpg 189w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/12/4-novembre-45x64.jpg 45w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" /></a></p>]]></content:encoded>
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