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	<title>Gli italianiSalari e Pil: due problemi da affrontare &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Salari e Pil: due problemi da affrontare</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/salari-pil-due-problemi-affrontare/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/11/malvezzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/11/malvezzi.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/11/malvezzi-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Ex-deputato per la Lega Nord, nonché membro della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, Valerio Malvezzi, oggi professore di Comunicazione Finanziaria presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Pavia, ha illustrato, in diverse occasioni, l’andamento dei salari negli ultimi decenni, legandolo a quello del prodotto interno lordo. La variazione del salario medio reale dal 1995 al 2020, ha scritto Malvezzi, ha visto una crescita prossima al 15 per cento per Belgio, Olanda e Austria; una crescita compresa tra il 15% e il 35% per paesi come Germania, Francia, Lussemburgo e Finlandia; superiore al 35% per&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ex-deputato per la Lega Nord, nonché membro della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, Valerio Malvezzi, oggi professore di Comunicazione Finanziaria presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Pavia, ha illustrato, in diverse occasioni, l’andamento dei salari negli ultimi decenni, legandolo a quello del prodotto interno lordo. La variazione del salario medio reale dal 1995 al 2020, ha scritto Malvezzi, ha visto una crescita prossima al 15 per cento per Belgio, Olanda e Austria; una crescita compresa tra il 15% e il 35% per paesi come Germania, Francia, Lussemburgo e Finlandia; superiore al 35% per il Regno Unito, al 55% per l&#8217;Irlanda e addirittura al 95% per la Polonia. Per l’Italia la variazione in termini reali in un quarto di secolo è stata prossima allo zero. Non solo, nella serie storica di breve termine, per effetto della pandemia, l&#8217;Italia è il paese che ha sofferto di più economicamente con una variazione di salario medio annuo reale del -6,1% nel 2020 rispetto al 2019. Dall&#8217;entrata nell’euro, inoltre il risparmio delle famiglie italiane è passato da oltre il 16% del&#8217;95 al 2% del 2019. Insomma, tutti gli altri paesi hanno beneficiato della situazione euro, che, invece, per l&#8217;Italia è stata un disastro perché l&#8217;euro era una moneta troppo forte, dunque ha penalizzato il nostro Paese soprattutto sulle esportazioni.</p>
<p>Di contro, non siamo da soli nelle stime negative del <em>Fondo monetario internazionale</em> rispetto alla variazione del Pil prevista per il 2023. Anzi, la Germania fa peggio di noi. Meno 0,2%, noi, -0,3% i tedeschi. «<em>Peccato però</em>», sottolinea Malvezzi, «<em>che il cosiddetto testamento del precedente Governo, </em>(quello dei <em>Migliori</em>!)<em> ipotizzava nella nota di aggiornamento al Documento di </em><em>economia e finanza del settembre 2021 una crescita del Pil del 2023 del 2,8% e nel 2022 del 4,7%. Purtroppo erano dati gonfiati</em>». Ad oggi il 2023 si attende in negativo e il 2022 si attesterà al +3,2% secondo le stime, con una frenata della spesa pubblica per tentare di rispettare il famigerato parametro deficit-Pil. In poche parole, l&#8217;Italia tornerà all&#8217;austerità perché gli anni 2020-2022 sono stati &#8220;sufficienti&#8221; per fare riprendere il Paese dalla pandemia con incrementi di spesa pubblica. L&#8217;economia italiana procede, quindi, verso la recessione e tutte le stime che avevamo clamorosamente sottostimato sono dovute alla scelleratezza di alcune decisioni di politica economica. Mentre il Pil russo, per fare un esempio, viene stimato in aumento rispetto alle stime precedenti, nonostante le sanzioni. La politica italiana, continua Malvezzi, non accetta di capire che bisogna cambiare rotta. Cioè, se veramente ritorniamo all&#8217;austerità, ossia al taglio della spesa pubblica dopo avere gonfiato i conti pubblici con il governo Draghi, e continuiamo a parlare di rispetto del deficit, il nostro Paese è destinato non all&#8217;inflazione ma alla stagflazione, cioè a un aumento dei prezzi, ma in una situazione in cui calano sia la produzione che l&#8217;occupazione. «<em>Io ve lo dico chiaro</em>», chiosa il prof. Malvezzi, «<em>bisogna passare all&#8217;economia umanistica, mettere al centro l&#8217;uomo e non più la difesa dei tassi di interesse dei capitali e delle </em><em>Borse</em>».</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/salari-pil-due-problemi-affrontare/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/11/malvezzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/11/malvezzi.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/11/malvezzi-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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