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	<title>Gli italianidi SALVATORE  SFRECOLA  &#8211;  Giuristi, economisti e intellettuali in campo per la difesa dei diritti costituzionali &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di SALVATORE  SFRECOLA  &#8211;  Giuristi, economisti e intellettuali in campo per la difesa dei diritti costituzionali</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 22:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/salvatore-sfrecola-giuristi-economisti-intellettuali-campo-la-difesa-dei-diritti-costituzionali/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>L’annunciata volontà del Premier di prorogare al 31 dicembre lo stato di emergenza sanitaria ha allarmato economisti e giuristi. I primi, perché sanno che al solo annuncio di una misura di limitazione della circolazione viene messa in crisi la stagione turistica appena iniziata; i secondi perché quelle limitazioni, disposte con decreto del Presidente del Consiglio vanno ad impattare in diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione. Se ne è fatta portavoce “Lettera 150”, un tink tank nel quale convergono oltre 250 docenti universitari, professionisti, magistrati e intellettuali liberi da schieramenti di partito che vanno conducendo da mesi una battaglia per la difesa&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’annunciata volontà del Premier di prorogare al 31 dicembre lo stato di emergenza sanitaria ha allarmato economisti e giuristi. I primi, perché sanno che al solo annuncio di una misura di limitazione della circolazione viene messa in crisi la stagione turistica appena iniziata; i secondi perché quelle limitazioni, disposte con decreto del Presidente del Consiglio vanno ad impattare in diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione. Se ne è fatta portavoce “Lettera 150”, un tink tank nel quale convergono oltre 250 docenti universitari, professionisti, magistrati e intellettuali liberi da schieramenti di partito che vanno conducendo da mesi una battaglia per la difesa dei diritti e delle prerogative del Parlamento.<br />
“Desta particolare preoccupazione – si legge nel comunicato di “Lettera 150” &#8211; l’annunciata volontà del Governo Conte di prorogare al 31 dicembre 2020 lo stato di emergenza per la pandemia, tramite una semplice deliberazione del Consiglio dei Ministri o, peggio, un decreto del Presidente del Consiglio (DPCM).<br />
Gravi sono le preoccupazioni in particolare, perché la proroga interferisce con le programmate elezioni regionali di settembre che potrebbero subire intralci se non addirittura rinvii, atteso che le scadenze per esse previste sono disposte da leggi ordinarie cui i DPCM emergenziali potrebbero derogare.<br />
Il Governo, nello smentire di avere già assunto la decisione, precisa che il provvedimento amministrativo farebbe comunque “un passaggio” in Parlamento.<br />
Il verbo “passare” – spiega il comunicato &#8211; è in questo caso inopportuno e privo di significato. Infatti, a prescindere dall’andamento della pandemia, la fase di così detta emergenza in senso giuridico è definitivamente conclusa per lasciare il posto ad una ordinaria situazione di allerta grave. Sono quindi necessari interventi anche urgenti, magari attraverso decreti legge, ma riconducibili alla ordinaria gestione legislativa parlamentare. In altri termini è venuta meno, definitivamente, quella condizione che ha permesso, sino ad oggi, la sospensione di diritti costituzionali fondamentali. Lo stato di emergenza, infatti, è una grave circostanza imprevista che richiede misure immediate di intervento non compatibili con i normali tempi di elaborazione e proclamazione di leggi o provvedimenti &lt; La sola idea che una proroga dello stato di emergenza possa non essere deliberata dal Parlamento e anzi gli possa essere sottoposta solo per un “passaggio” dal contenuto e dalle finalità incomprensibili, è quindi eversiva dell’ordinamento costituzionale.<br />
In questi mesi, invece, il Governo ha rivendicato a sé il potere assoluto di legiferare, con il pretesto della emergenza, espropriando il Parlamento dei suoi poteri legislativi e riducendolo a un semplice “consulente” governativo cui far “passare” in visione le norme che il Governo ha inteso introdurre.<br />
Si è trattato del primo tentativo dalla Costituzione in poi di instaurare un Governo dirigista e autoreferenziale.<br />
Lettera 150 rivolge un appello accorato al Capo dello Stato, garante della Costituzione, perché non si verifichino rotture ingiustificate e gravi della legittimità costituzionale”.<br />
L’appello a Sergio Mattarella non è nuovo. Già nei mesi scorsi, ai primi decreti del Presidente del Consiglio, i famosi DPCM sempre sulla bocca di Giuseppe Conte, fu fatto notare da studiosi come Sabino Cassese, Giovanni Guzzetta e Claudio Zucchelli che Palazzo Chigi si era troppo allargato disponendo in materia di libertà di circolazione spesso in modo non conforme alle esigenze effettive dell’epidemia, sembrando il Governo preoccupato soprattutto di tenere la posizione, rinviando ogni ipotesi di messa in discussione del consenso elettorale. Rinviando le elezioni innanzitutto, com’è avvenuto e come potrebbe ancora avvenire se fosse spostata la data delle consultazioni prevista per il 20-21 settembre.<br />
È evidente l’intento di evitare un confronto elettorale che, seppure a livello regionale, potrebbe dare dimostrazione, com’è avvenuto nei mesi scorsi, che il consenso ottenuto dai partiti di governo il 4 marzo 2018 è solo un ricordo sbiadito, così concretizzando una ipotesi politica, condivisa a livello di costituzionalisti, di scioglimento delle Camere. Mattarella ha dimostrato finora di non seguire questo orientamento ma è evidente che difficilmente potrebbe fare a meno di prendere atto che i partiti di governo non hanno la maggioranza nel Paese ove i risultati delle elezioni regionali fossero in linea con i precedenti.<br />
Conte cerca di tenere duro avendo come obiettivo quello di giungere al “semestre bianco”, il periodo anteriore alla scadenza del mandato del Presidente Mattarella (gennaio 2022) nel quale il Capo dello Stato non può sciogliere le Camere. È una lotta contro il tempo del quale faranno le spese gli italiani perché da nuove limitazioni l’economia non potrebbe riprendersi, dopo la crisi dei mesi scorsi, evidente in queste settimane nelle quali alberghi, ristoranti delle città d’arte e delle località turistiche sono nella maggior parte dei casi desolatamente vuoti. Questa mattina lungo le mura vaticane che da Piazza del Risorgimento conducono ai Musei Vaticani, una delle massime attrattive culturali della Capitale, non c’era la solita fila di visitatori che i romani sono abituati a vedere. Una immagine certa di una crisi della quale pare che il Governo non si dia carico, preoccupato solo di annunci roboanti che parlano di interventi a suon di miliardi dei quali i cittadini e le imprese non vedono neppure qualche misero centesimo.<br />
Governo inadeguato, certamente. Ma anche l’opposizione non propone nulla di concreto. Questo è il problema.</p>
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