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	<title>Gli italianidi SALVATORE SFRECOLA &#8211; Come modificare il codice degli appalti &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di SALVATORE SFRECOLA &#8211; Come modificare il codice degli appalti</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 05:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/salvatore-sfrecola-modificare-codice-degli-appalti/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>Non c’è dubbio che uno degli argomenti all’ordine del giorno degli Stati Generali dell’Economia sia quello di favorire la realizzazione delle opere pubbliche delle quali l’Italia ha estremo bisogno, dall’alta velocità, da estendere ad aree dell’Italia meridionale ed insulare, alla manutenzione straordinaria della rete stradale e agli acquedotti dai quali si perde più del 50% della portata (e sembra sia una misura ottimistica). Per queste iniziative occorrono molte risorse. Ma trovarle, con un grande prestito nazionale, come si è spesso proposto, o ricorrendo a finanziamenti europei non è sufficiente. Come è sempre accaduto in Italia, anche quando le risorse ci&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/salvatore-sfrecola-modificare-codice-degli-appalti/">di SALVATORE SFRECOLA &#8211; Come modificare il codice degli appalti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c’è dubbio che uno degli argomenti all’ordine del giorno degli <em>Stati Generali dell’Economia</em> sia quello di favorire la realizzazione delle opere pubbliche delle quali l’Italia ha estremo bisogno, dall’alta velocità, da estendere ad aree dell’Italia meridionale ed insulare, alla manutenzione straordinaria della rete stradale e agli acquedotti dai quali si perde più del 50% della portata (e sembra sia una misura ottimistica).</p>
<p>Per queste iniziative occorrono molte risorse. Ma trovarle, con un grande prestito nazionale, come si è spesso proposto, o ricorrendo a finanziamenti europei non è sufficiente. Come è sempre accaduto in Italia, anche quando le risorse ci sono, è difficile spenderle per la complicazione dovuta alle procedure contrattuali, in particolare alla formulazione dei bandi di gara che spesso provocano contenzioso dinanzi al giudice amministrativo con l’effetto di allungare enormemente i tempi della realizzazione delle opere.</p>
<p>La materia è stata sempre complessa, ma lo è ancora di più da quando è entrato in vigore il <em>Codice degli appalti</em> che, nel dare attuazione nel nostro ordinamento alle direttive europee in materia, ha ulteriormente complicato le cose. Ne è venuto fuori un codice di 220 articoli più volte modificato nel quale gli autori hanno dato sfogo a quella che, in altra occasione, ho definito “libidine del cavillo”, che ha reso quella normativa impraticabile. Per cui tutti ne chiedono la sostituzione, spesso in modo assolutamente inadeguato.</p>
<p>Una proposta interessante, giuridicamente corretta, proviene oggi da <em>Lettera 150</em> (think tank che riunisce oltre 230 accademici e professionisti, coordinato da Giuseppe Valditara, ordinario presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino) che presenta uno studio condotto dal prof. Mario Comba, ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università di Torino.</p>
<p>La filosofia di fondo della proposta ha alla base una regola semplice ma efficace: quella di distinguere le regole che non sono modificabili da quelle che lo sono, e ripartire dalle prime. “Non è modificabile solo – ha spiegato il Prof. Valditara -ciò che è imposto dal diritto europeo e, in particolare, dalle direttive emanate nel 2014, delle quali il nostro codice del 2016 costituisce l’attuazione. È, invece, modificabile tutto ciò che il legislatore italiano ha aggiunto alle regole europee &#8211; e si tratta della parte di gran lunga più estesa e dettagliata del codice &#8211; nonostante la legge 246/05 vieti esplicitamente al legislatore italiano di introdurre ‘‘livelli di regolazione’’ superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive europee’’.</p>
<p>È, dunque, necessario tornare alle direttive europee del 2014, “prevedendo l’immediata applicazione di tali direttive con eliminazione dell’intero codice, con l’aggiunta della normativa antimafia e alcuni, pochi e ben motivati, ulteriori livelli di regolazione’’.</p>
<p>‘‘Non è una ipotesi fantasiosa, &#8211; spiega Valditara, in un nota ripresa da Adnkronos &#8211; il Regno Unito in modo più evidente, ma anche Germania e Polonia si sono limitati a riprodurre nella legislazione nazionale il testo della direttiva europea, aggiungendo poco o nulla mentre, all’estremo opposto, Italia e Romania sono gli Stati europei che più hanno appesantito le regole europee con aggravi procedimentali di diritto nazionale’’.</p>
<p>Vanno esclusi altri esempi di semplificazione come il modello ‘commissariale’ (il tanto citato modello Genova (Dl 109/18) ma ancor più, il Dl 32/19). Non possiamo riempire l’Italia di Commissari straordinari, rimessi alla scelta discrezionale del Presidente del Consiglio. È sufficiente, come hanno fatto altri paesi europei, tornare alle direttive dell’Unione Europea. ‘‘I requisiti di ammissione alla gara &#8211; specifica Valditara &#8211; potrebbero essere limitati a quelli resi obbligatori dall’articolo 57 della direttiva e cioè sarebbero esclusi solo gli operatori economici che hanno sentenze di condanna passate in giudicato per determinati reati contro la Pubblica Amministrazione e per evasione fiscale e contributiva, mentre oggi l’articolo 80 del codice appalti prevede una lunghissima serie di cause di esclusione, molte delle quali non richiedono il passaggio in giudicato ma possono dipendere da valutazioni effettuate dalla stazione appaltante, il che crea incertezze e molto contenzioso”.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/salvatore-sfrecola-modificare-codice-degli-appalti/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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