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	<title>Gli italianiSalvini, c&#8217;era una volta &#8220;il capitano&#8221; &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 18:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/salvini-cera-volta-capitano/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p><hr /><p>Sono sempre stato un ammiratore del Matteo Salvini “nazionale”, del Salvini – cioé – che ha saputo strappare la Lega dalle convulsioni bossiane e dalle nebbie della Val Brembana, dandole una respiro nazionale che la ha trasformato in un grande partito. Un partito che, passo dopo passo, ha raggiunto il rango di prima forza politica d’Italia. Il grande merito di Salvini é stato quello di colmare un evidente vuoto sul versante destro della politica italiana, nel momento in cui la Destra-destra della ex-Alleanza Nazionale non era ancóra riuscita a riprendersi dal trauma della infelicissima gestione finiana e mentre i primi&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre stato un ammiratore del Matteo Salvini “nazionale”, del Salvini – cioé – che ha saputo strappare la Lega dalle convulsioni bossiane e dalle nebbie della Val Brembana, dandole una respiro nazionale che la ha trasformato in un grande partito. Un partito che, passo dopo passo, ha raggiunto il rango di prima forza politica d’Italia.</p>
<p>Il grande merito di Salvini é stato quello di colmare un evidente vuoto sul versante destro della politica italiana, nel momento in cui la Destra-destra della ex-Alleanza Nazionale non era ancóra riuscita a riprendersi dal trauma della infelicissima gestione finiana e mentre i primi Fratellini d’Italia erano ancóra indecisi su cosa voler fare da grandi.</p>
<p>É stato allora che Salvini – reduce dalla clamorosa vittoria su Bossi al congresso leghista del 2013 – ha fatto irruzione sulla scena politica nazionale, prendendo di petto un argomento che le regole non scritte dell’ipocrisia nazionale imponevano di ignorare, pena la solita accusa – falsa – di “razzismo”.</p>
<p>Quell’argomento era l’immigrazione o, meglio, il rifiuto dell’immigrazione. Checché ne pensassero il Papa e i filantropi miliardari, infatti, gli italiani – quelli che votavano a destra e moltissimi di quelli che votavano a sinistra – erano assolutamente contrari alla cosiddetta “accoglienza” e favorevoli ad una politica “muscolare” di difesa dei confini, comprese le misure piú rigide, i respingimenti, i porti chiusi e – come suggeriva una Giorgia Meloni che iniziava allora una rapida ascesa – i blocchi navali.</p>
<p>Ma c’era anche un altro fattore che contribuiva non poco a far lievitare la popolaritá di Salvini: un euro-scetticismo gridato, una difesa arcigna delle ragioni dell’Italia di fronte alla dittatura di un’Unione Europea egemonizzata da tedeschi e francesi, la rivendicazione di una sovranitá monetaria effettiva contro il lento strangolamento dell’€uro, ed un insieme di proposte politico-sociali ed economico-finanziarie che disegnavano la fisionomia di una moderna forza politica nazionalista e populista.</p>
<p>La Lega di Salvini mostrava attenzione verso una nuova leva di intellettuali e di economisti lucidissimi che agitavano quelle tematiche (Alberto Bagnai, Antonio Maria Rinaldi, Claudio Borghi, Diego Fusaro, Nino Galloni, eccetera), candidando poi alcuni di loro e facendoli eleggere in parlamento nella tornata elettorale del 2018.</p>
<p>Nel 2018, per l’appunto, il grande balzo in avanti della Lega, che otteneva il 17,5%. Seguíva l’esperienza non esaltante del governo in coalizione con i grillini, la bella prova di Salvini come Ministro dell’Interno, e infine il successo clamoroso alle elezioni europee del 2019: 34% dei voti, primo partito italiano.</p>
<p>Tutto questo aveva consegnato all’immaginario collettivo la figura di un Salvini “nazionalpopolare”: duro, deciso, sulla ruspa, un Salvini in felpa e non in giacca e cravatta. Certo, non proprio un gentleman inglese e nemmeno un pozzo di cultura politica, ma all’elettorato italiano andava bene cosí.</p>
<p>Quanto ai piú esigenti cultori dell’arte politica che volessero comunque mantenersi nell’alveo del centro-destra a trazione salviniana, l’alternativa c’era (e c’é): una Giorgia Meloni in costante e rapidissima crescita, capace di portare i Fratelli d’Italia dal 4% del 2018 ad una previsione (a oggi) del 14%.</p>
<p>Col tempo, anzi, si é andato formando un temibilissimo tandem: Matteo il duro, il “Capitano”, il Masaniello che affascina l’elettorato piú umorale; e Giorgia, la politica di rango, lucida, riflessiva, carismatica, capace di mettere insieme l’ex A.N. ed una folta schiera di ex “moderati” convertiti al radicalismo di destra.</p>
<p>A un certo punto, peró, qualcuno ha suggerito al Capitano di cambiare registro, di annacquare l’immagine ruspante che poteva spaventare certa destra perbenista anglosassone (e israeliana), e di presentare un profilo piú rassicurante, meno spigoloso.</p>
<p>Per ottenere questo risultato v’erano – fra gli altri – due passaggi inevitabili. In primo luogo, archiviare la vecchia passione per Putin, sostituendola con una nuova  <em>liason</em>  d’oltreoceano: in direzione di Donald Trump, ma con una strizzatina d’occhio anche a Netanyahu. In secondo luogo, archiviare le posizioni euroscettiche ed il sovranismo monetario di Bagnai, Borghi &amp; C<sup>o</sup>, ed abbracciare una visione moderata e perbenista, tale da “non spaventare i mercati”.</p>
<p>Il suggeritore – lo sanno tutti – era Giancarlo Giorgetti, consigliere ascoltatissimo del Capitano e vera e propria eminenza grigia della Lega. A lui, con ogni probabilitá, si devono le ultime uscite – allucinanti – di un Salvini francamente irriconoscibile: la dichiarazione di fedeltá all’Unione Europea, la rinuncia alla sovranitá monetaria in favore dell’€uro, la disponibilitá a votare addirittura Draghi come Presidente della Repubblica, e – ultima brillante trovata – l’auspicio di un governo di inciucio nazionale con tutti dentro (anche i 5 Stelle e forse addirittura il PD).</p>
<p>Sul piano elettorale, poco male: il Salvini in giacca e cravatta non é per nulla credibile; ma tutto quello che perde lui, almeno fino ad ora, va dritto dritto alla Meloni, e quindi resta – per cosí dire – in famiglia.</p>
<p>Quello che preoccupa é piuttosto la prospettiva. Se il prossimo governo di centro-destra a guida Salvini dovesse finire per fare le stesse cose che hanno fatto i precedenti governi euro-dipendenti, per l’Italia non cambierebbe nulla o quasi. Qualche immigrato in meno, qualche sforamento in piú nel bilancio – “concesso” dall’Europa – ma nessuna rottura degli assetti e degli equilibri che, fino a questo momento, ci hanno condannati alla crisi economica e al massacro sociale.</p>
<p>Eppure, basterebbe poco per cambiare veramente tutto. Basterebbe che Salvini mettesse in soffitta Giorgetti e si affidasse a un Bagnai o a un Borghi. Spero che ció possa avverarsi al piú presto possibile. In ogni caso, <em>“meno male che Giorgia c’é”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/salvini-cera-volta-capitano/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p>]]></content:encoded>
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