<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gli italianiSenza storia, senza radici, senza identità &#8211; Gli italiani</title>
	<atom:link href="https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<description>quotidiano</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Sep 2025 11:05:59 +0000</lastBuildDate>
	<language></language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.1.4</generator>

<image>
	<url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/01/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>Senza storia, senza radici, senza identità &#8211; Gli italiani</title>
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
		<item>
		<title>Senza storia, senza radici, senza identità</title>
		<link>https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/</link>
		<comments>https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/#respond</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 10:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
        <image>
        <link>https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/</link>
        <url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg</url>
        <title>Senza storia, senza radici, senza identità</title>
        </image>
        
		<guid isPermaLink="false">https://italianioggi.com/?p=15960</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>Non può essere un caso se l’insegnamento della storia, progressivamente ridotto nelle nostre scuole, viene oggi privato della verifica, sia pure volontaria, della prova scritta nell’esame di maturità. Diminuite le ore di insegnamento, era inevitabile che la disciplina risultasse agli studenti poco importante, tanto che sempre meno negli ultimi anni sono stati coloro che hanno scelto la traccia di argomento storico proposta ai maturandi. Ne ha preso atto, dunque, la Commissione incaricata di riformare l’esame, presieduta dal linguista Luca Serianni. “La storia è una disciplina importantissima, che attraversa tutte le altre”, ha affermato il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in risposta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/">Senza storia, senza radici, senza identità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non può essere un caso se l’insegnamento della storia, progressivamente ridotto nelle nostre scuole, viene oggi privato della verifica, sia pure volontaria, della prova scritta nell’esame di maturità. Diminuite le ore di insegnamento, era inevitabile che la disciplina risultasse agli studenti poco importante, tanto che sempre meno negli ultimi anni sono stati coloro che hanno scelto la traccia di argomento storico proposta ai maturandi. Ne ha preso atto, dunque, la Commissione incaricata di riformare l’esame, presieduta dal linguista <strong>Luca Serianni</strong>.</p>
<p>“La storia è una disciplina importantissima, che attraversa tutte le altre”, ha affermato il Ministro dell’Istruzione <strong>Marco Bussetti</strong>, in risposta alle proteste degli storici che hanno subito definito “un errore madornale” la decisione della Commissione ministeriale che aveva deciso in assenza di uno storico che avrebbe potuto spiegare le ragioni di quell’insegnamento e dell’esame. La storia “è alla base della cittadinanza” – ha aggiunto il Ministro &#8211; spiegando che “con il nuovo esame non si vuole assolutamente mortificarla o ridurne l’importanza”. Con la precisazione che “il riordino del funzionamento dell’Esame di Stato ha evitato di relegare la storia, come accadeva prima, a un’unica tipologia di prova. Ognuna delle tre previste potrà interessare, e interesserà, anche l’ambito storico”.</p>
<p>Insomma, non una prova autonoma ma storia possibile da introdurre in ogni traccia.</p>
<p>Staremo a vedere. Il fatto è che da troppo tempo quell’insegnamento, per <strong>Fulvio Cammarano</strong>, Presidente della Società per lo studio della storia contemporanea, viene trattato “come merce d’antiquariato, fuori moda, da accantonare”. Ed aggiunge che “è pericoloso: la storia fa parte del presente, e senza la consapevolezza di ciò che è accaduto non daremmo un senso alla nostra scena politica e sociale”. Che significa anche la nostra identità che si è formata nel corso dei secoli attraverso eventi politici, scelte istituzionali nella gestione delle comunità, il pensiero dei filosofi, dei letterati e l’opera di pittori, scultori architetti che hanno reso straordinarie le nostre città ma anche i borghi minori. Una ricchezza confluita nell’Italia come nel corso dei secoli si è andata formando nel pensiero di quanti da tempo rivendicavano l’esigenza dell’unità. Basti citare l’invettiva accorata di Padre <strong>Dante</strong> (“Ahi serva Italia, di dolore ostello…”, nel canto VI del Purgatorio) e le stesse parole dell’inno nazionale “calpesti derisi perché non siamo un popolo perché siamo divisi” per dire di una aspirazione antica che si è realizzata soltanto nell’Ottocento, per concludersi, giusto cento anni fa quando la “Grande Guerra degli Italiani” ha definito i confini politici in conformità a quelli che la natura ha riservato all’Italia. Un nome che compare già in<strong> Antioco di Siracusa</strong> nel V secolo A.C., con riferimento al Re <strong>Italo</strong>, re degli Enotri che, secondo il mito, sarebbe vissuto 16 generazioni prima della guerra di Troia. Da lui deriverebbe il nome Italia che, dato prima alla regione corrispondente al suo regno, ovvero quasi tutta la Calabria, si estese successivamente a tutta la penisola, come narrano anche <strong>Tucidide</strong> e <strong>Aristotile</strong>.</p>
<p>E se è vero che la storia oggi è trascurata dagli studenti la ragione va individuata nella sua progressiva emarginazione nell’ambito dei programmi scolastici, come è avvenuto, del resto, per l’educazione civica che a quell’insegnamento era collegata. In ragione anche di un equivoco didattico, quello che l’apprendimento della storia sia prevalentemente nozionistico quando, invece, abitua a pensare, a comprendere l’evoluzione della società attraverso la storia delle personalità e dei popoli che hanno concorso nel tempo a delineare le vicende delle comunità.</p>
<p>Persi i riferimenti di carattere storico con riguardo ai protagonisti e al tempo nel quale sono vissuti può accadere che lo “stupidario della maturità” ci dia conto dell’incredibile affermazione di un candidato secondo il quale <strong>Giuseppe Garibaldi</strong> con mille uomini era partito da Quarto con un sommergibile e non con i due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo, messi a disposizione dall’armatore<strong> Raffaele Rubattino</strong>. Evidentemente il giovane maturando ignora che nel 1860 sommergibili non ve ne erano e che comunque, anche oggi, neppure quelli a propulsione nucleare possono imbarcare mille uomini.</p>
<p>Ricordo una frase di mio nonno, docente di italiano e latino nei licei, il quale sosteneva che quando uno studente va male la responsabilità e quasi esclusivamente del professore. E in effetti l’insegnamento della storia è estremamente carente. Sembra non appassionare i docenti i quali, di conseguenza, non sanno trasmettere agli studenti il senso degli eventi che si sono sviluppati lungo i secoli per farne comprendere le ragioni autentiche, spesso collegate a situazioni di carattere economico, sempre in gran misura condizionate dall’assetto ambientale, nel senso che la connotazione dei territori ha guidato la storia dei popoli. Che si sono insediati lungo i fiumi, per assicurare acqua alle persone e agli armenti, garantire barriere difensive naturali e “vie” di comunicazione e di commercio. O vicino ai mari, che hanno avvicinato popoli lontani per le esigenze degli scambi di materie prime, oggetti di artigianato e derrate alimentari e del controllo politico dei territori. Basti riandare alle guerre puniche che Roma ha dovuto combattere per assicurare alle sue “onerarie” una navigazione sicura nel Mediterraneo. Per non dire dell’avventura di <strong>Cristoforo Colombo</strong>, alla ricerca di una nuova rotta per raggiungere le Indie occidentali.</p>
<p>Economia e ambiente hanno da sempre condizionato la vita dei popoli, anche nelle migrazioni, come quella dei Dori, che hanno invaso la Grecia alla fine del secondo millennio avanti Cristo alla ricerca di migliori condizioni climatiche, o dei barbari verso le terre dei romani, ed oggi quelle di africani ed asiatici, in fuga da guerre e più spesso da difficili condizioni di vita.</p>
<p>Lo spiego spesso al mio nipotino <strong>Leonardo</strong>, orgoglioso di farmi da bibliotecario, quando uno dei libri che sistemiamo negli scaffali suggerisce qualche riflessione che stimola la sua fantasia di bambino curioso di capire come e perché gli egizi, i greci e i romani si sono organizzati sul territorio ed hanno affinato usi e costumi.</p>
<p>La storia, è essenziale per capire da dove veniamo, chi siamo e dove pensiamo di andare. Elementi della nostra identità, che naturalmente si confronta con quella di altri popoli. Identità che ha bisogno di essere certa, solida.</p>
<p>Ne consegue che non è azzardato pensare che l’oblio della storia che condanniamo sia voluto da alcune forze politiche, che alla formazione dello Stato nazionale non hanno concorso, con la complicità di docenti professionalmente inadeguati i quali non sono in condizioni di trasmettere alcunché ai nostri giovani, ma anzi tendono a confondere la nostra con altre identità in una innaturale confusione che non giova certamente a nessuno, soprattutto in tempi in cui la globalizzazione e le migrazioni mettono in forse la individualità delle nazioni. Così, se <strong>Luciano Canfora</strong> mostrava di temere, in un suo celebre saggio di quasi quarant’anni fa, l’uso politico dei paradigmi storici, oggi dobbiamo temere soprattutto un “uso politico dell’ignoranza della storia”. Quella storia caratterizzata, secondo l’insegnamento del grande medievalista francese <strong>Jacques Le Goff</strong>, dal “tempo continuo” che giunge a noi da lontano, mentre<strong> Piero Bevilacqua</strong> ci ricorda “l’utilità della storia” che è una specificazione della  “apologia” di quegli studi dei quali <strong>Marc Bloc</strong> riteneva fosse necessario saper parlare ugualmente “ai dotti e agli scolari”.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/">Senza storia, senza radici, senza identità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></content:encoded>
	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
		<wfw:commentRss>https://italianioggi.com/senza-storia-senza-radici-senza-identita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>