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	<title>Gli italianiItalia &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Italia &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il Gianicolo e il suo patrimonio storicfo-artistico</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 10:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/gianicolo-suo-patrimonio-storicfo-artistico/"><img width="2000" height="1000" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia.jpg 2000w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-300x150.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-1024x512.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-1020x510.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-640x320.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-96x48.jpg 96w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a></p><hr /><p>Ci si riferisce a Roma come alla città dei sette colli, ma questi si trovano tutti sulla riva sinistra del Tevere mentre Roma già dall’antichità si sviluppava, seppur in piccola parte, anche sulla sua riva destra, su quell’area oltre Tevere (trans Tiberim), da cui Trastevere, delimitata e circoscritta dal Gianicolo&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si riferisce a Roma come alla città dei sette colli, ma questi si trovano tutti sulla riva sinistra del Tevere mentre Roma già dall’antichità si sviluppava, seppur in piccola parte, anche sulla sua riva destra, su quell’area oltre Tevere (<em>trans Tiberim</em>), da cui Trastevere, delimitata e circoscritta dal Gianicolo (<em>Ianiculum</em>), il colle di Giano, il cosiddetto “ottavo colle di Roma” che, con la forma di un costone semicircolare, faceva da confine e cinta difensiva naturale di Roma sul suo versante occidentale, estendendosi da Nord-Ovest, in corrispondenza dell’ospedale di Santo Spirito, lasciando fuori il Circo Vaticano, a Sud-Ovest,  terminando in corrispondenza dell’attuale Stazione Trastevere, lasciando fuori l’adiacente Piazzale della Radio.</p>
<p>I Gianicolo era lì prima di Roma, quando intorno all’area dove sorgerà Roma, in era arcaica era probabilmente già distinguibile una sorta di <em>Tripoli</em>, identificabile con tre villaggi, quello del Gianicolo appunto, sulla riva destra del Tevere, quelli del Capitolino, l’arcaica <em>Saturnia</em>, e del Palatino, entrambi sulla riva sinistra del Tevere.</p>
<p>Le sfumature dorate e verdognole del tufo di cui è composto il Gianicolo, conferiscono al colle anche l’appellativo di Monte d’Oro (<em>Mons Aureo</em>) o di Monte Verde.</p>
<p>Sul Gianicolo (<em>Ianiculum)</em>, come da tradizione, dimorava l’arcaico dio Giano (<em>Ianus</em>), dio dei passaggi; infatti <em>ianua</em> ha il significato di passaggio, e quindi il dio della fine e dell’inizio, e per questo il primo mese dell’anno <em>ianuario</em> (gennaio) fu a lui dedicato.</p>
<p>Il dio Giano era rappresentato bifronte (<em>Ianus bifrons</em>), con una faccia rivolta al passato e una al futuro, e posto sul suo colle, da un lato guardava e vegliava sude Roma, come per sorvegliarla e proteggerla, e dall’altro era rivolto verso l’Etruria, per vigilare sulle eventuali minacce che di lì potevano incombere su Roma.</p>
<p>Parte della narrazione vorrebbe Giano legato a tre dee: <em>Diana</em> (<em>Iana</em> o Giana), da cui deriverebbe <em>Bejana</em> o Befana, divinità che consente il passaggio o l’accesso nell’aldilà, dispensando regali o punizioni a seconda del comportamento; <em>Strenia</em>, da cui deriva la strenna natalizia che elargisce doni; <em>Iuno Moneta</em>, ossia Giunone Ammonitrice, nel cui tempio si batteva moneta per l’impero.</p>
<p>Forse l’arcaico dio Giano è da identificarsi con lo stesso dio sumero <strong><em>Anu</em></strong>, che possiamo far risalire almeno al 2.800 a.C.</p>
<p>Non si può escludere una corrispondenza fra <em>Ianus</em> (Giano) e l’antico dio creatore sumero <em>An</em>, in accadico <em>Anu</em>, di cui si trova testimonianza almeno sin dalla prima parte del III millennio a.C. nelle famose tavolette d’argilla sumeriche, dove si racconta del diluvio universale e di un uomo saggio e assai longevo, chiamato <em>Zi-u-sud-ra</em> (in sumerico <em>Vita dai giorni prolungati</em>), che costruisce la barca e che si salva dal diluvio. Che si tratti di qualche traccia di religione monoteistica? Senza voler dar adito a certe allusioni, <em>An</em> avrebbe creato anche <em>EnLil</em>, signore dell’aria, rappresentato con l’aquila, ed <em>EnKi</em>, signore della terra e dell’abisso, rappresentato col serpente.</p>
<p>Una parte della leggenda vorrebbe invece Giano (<em>Ianus</em>) un antico re pelasgico proveniente dalla Tessaglia e poi elevato a divinità dalla popolazione locale di probabile origine tessalo-pelasgica.</p>
<p>La tradizione vuole che più tardi, sempre secoli prima della fondazione di Roma, sul Gianicolo fu fondata una cittadina chiamata <em>Eneia</em> per immortalare il nome dell’esule troiano che nel XII secolo a.C. sarebbe sbarcato sulle rive del <em>Latium Vetus</em>, davanti a <em>Laurentum</em>, e avrebbe sposato Lavinia, figlia di re Latino.</p>
<p>Nel corso della storia prevalse però l’appellativo di Gianicolo in quanto l’associazione del colle al dio Giano è stata sempre la più forte, e l’esistenza di un “Pagio Ganicolense” viene comunque storiograficamente collocata nella zona dell’attuale Piazza Mastai in Trastevere, quindi nell’area pianeggiante fra il Tevere e il colle stesso del Gianicolo.</p>
<p>Sin dai tempi di Romolo, il Gianicolo e i cosiddetti <em>Sette Pagi </em>erano oggetto di contesa tra romani (latini) da un lato ed etruschi dall’altro. Romolo se li aggiudicò a danno della città etrusca di Veio, ma più tardi tornarono oggetto di contesa. La riva destra del Tevere viene infatti spesso ricordata come <em>Ripa Veiente</em>. Nel VII secolo a.C. Anco Marzio, re di Roma di origine sabina, riuscì a imporsi sul Gianicolo e lo fortificò, conferendogli ancor di più la funzione di confine naturale occidentale di Roma.</p>
<p>L’antico <em>Lucus Furrinae</em>, bosco sacro a Furrina o Furina, provvisto di fonte a lei dedicata, si trovava sulle pendici del Gianicolo, in corrispondenza dell’attuale parco di Villa Sciarra. Fu in questo bosco che nel 121 a.C. Gaio Gracco si fece uccidere da Filocrate, il suo schiavo. Più tardi, intorno alla metà del I secolo a.C. Giulio Cesare volle in questi luoghi i suoi <em>Horti</em>.</p>
<p>In età augustea parte del territorio d’oltre Tevere (<em>trans Tiberim)</em>, cioè dell’attuale Trastevere e del Gianicolo, divennero una delle quattordici <em>Regiones</em> della città, la quattordicesima. Come ci dimostrano anche le successive Mura Aureliane (270-275 d.C.) solo in parte il Gianicolo fu inglobato all’interno delle mura difensive dell’<em>Urbe</em>, aventi come punta estrema occidentale la Porta Aurelia, oggi Porta San Pancrazio, sulla Via Aurelia Antica.</p>
<p>Sul Gianicolo, all’interno dell’odierno parco di Villa Sciarra, sorse un santuario dedicato a divinità siriache, i cui resti del tempio risalgono al IV secolo d.C., e proprio all’inizio del IV secolo d.C., esattamente nel 304 d.C., sotto l’imperatore Diocleziano, al secondo miglio della Via Aurelia, poco fuori l’omonima porta delle Mura Aureliane, si consumò il martirio di San Pancrazio, decapitato alla giovane età di quattordici anni per non aver rinunciato a Cristo. Il corpo del martire, abbandonato sulla Via Aurelia, fu recuperato da <em>Octavilla</em>, una matrona cristiana, che gli dette sepoltura nel vicino cimitero.</p>
<p>La Basilica paleocristiana di San Pancrazio fu costruita per volere di Papa Simmaco tra il 498 e il 514, proprio dove il Santo fu sepolto, sorgendo su di una delle quattro aree cimiteriali cristiane della <em>Via Aurelia Vetus</em> e della <em>Via Aurelia Nova</em>.</p>
<p>Nella prima metà del VII secolo d.C., forse anche in seguito a danneggiamenti causati dalle guerre greco-gotiche, per volere di papa Onorio I vennero apportati interventi radicali alla struttura della basilica, provvedendola di transetto e di cripta, di cui fino a quel momento solo la basilica di San Pietro ne era stata dotata con una forma semi anulare, e dandogli quell’aspetto che sostanzialmente si è preservato fino ai giorni nostri. In quell’occasione il corpo del Santo, che giaceva obliquo nel mezzo della basilica, venne spostato e collocato sotto l’altare.  La Basilica fu poi restaurata nell’VIII secolo d.C. dai papi Adriano I e Leone III, e nel XVI secolo ad opera di Ludovico de Torres e suo nipote Cosimo. I lavori si protrassero anche nel XVII secolo, e dal 1662 la basilica venne affidata ai Carmelitani Scalzi.</p>
<p>La basilica fu danneggiata nel 1798 da parte dell’esercito napoleonico, autore persino di alcuni asporti, come quelli delle stesse colonne di porfido del baldacchino dell’altare, di cui due restituite nel 1814 e reimpiegate nel baldacchino stesso.</p>
<p>Nel 1849 la basilica, ritrovandosi sul fronte difensivo della Repubblica Romana, fu oggetto di saccheggio e distruzione. Le reliquie del Santo furono profanate e le ossa andarono disperse. Il capo del Santo oggi presente nella Basilica di San Pancrazio proviene da San Giovanni in Laterano, dove dall’850 d.C. fu custodito fino al 1966, quando papa Paolo VI la restituì.</p>
<p>Sul Gianicolo, all’interno delle Mura Aureliane sorge anche la Chiesa di San Pietro in Montorio (in <em>Mons Aureo</em>, ossia Monte d’Oro), che fu edificata dove, secondo una teoria forse non troppo accreditata, sarebbe avvenuto il martirio dell’apostolo Pietro, con la crocifissione del santo a testa in giù. Qui la presenza di un monastero risale già al IX secolo d.C., ma è soprattutto grazie ai contributi finanziari di Luigi XI di Francia a favore di Sisto IV Della Rovere, e poi a quelli più ingenti di Ferdinando II e Isabella di Castiglia in favore di Papa Alessandro VI Borgia, che fu costruita la nuova chiesa consacrata nel 1500, il cui progetto sembrerebbe attribuibile a Baccio Pontelli o a Meo del Caprino.</p>
<p>A un periodo compreso tra 1502 e il 1510 va probabilmente fatto risalire il Tempietto monoptero e periptero, opera rinascimentale dell’architetto Donato Bramante, situato nel chiostro posto sul fianco destro della chiesa vera e propria, poiché costruito nel luogo in cui, secondo una teoria non troppo accreditata, sarebbe avvenuto il martirio dei San Pietro, con la crocifissione a testa in giù dell’apostolo.</p>
<p>Gli abbellimenti della Chiesa di San Pietro in Montorio appartengono al XVI e al XVII secolo. Tra questi spiccano capolavori come la Flagellazione di Sebastiano del Piombo, una sibilla allegorica di Baldassarre Peruzzi, affreschi del Vasari, la Cappella Raimondi disegnata da Gian Lorenzo Bernini e realizzata nel 1640. Sull’altare maggiore della chiesa, attribuito a Giulio Mazzoni, si trovava la Trasfigurazione di Raffaello fino al 1797, quando fu sottratta dai francesi che la restituirono nel 1816. Da allora, la Trasfigurazione di Raffaello si trova nella stanza VIII della Pinacoteca Vaticana, e invece, sull’altare maggiore in San Pietro in Montorio, a sostituirla vi è una copia della Crocifissione di Guido Reni realizzata da Vincenzo Camuccini.</p>
<p>Nel 1849 il complesso subì danneggiamenti dovuti agli attacchi delle truppe francesi di Napoleone III contro la Repubblica Romana, quando la chiesa sarebbe stata utilizzata anche come ospedale.</p>
<p>Nel 1876 il convento fu ceduto dallo Stato italiano alla Spagna, che lo trasformò nella sede della Reale Accademia di Spagna a Roma.</p>
<p>È dal XVI secolo che sul Gianicolo cominciarono ad affiorare quelle emergenze architettoniche riconoscibili ancora ai nostri giorni. Tra queste, Villa Lante, esempio di architettura rinascimentale, è situata là dove si trovavano gli antichi <em>Horti Getae</em>. Essa gode di un affaccio con una veduta mozzafiato su Roma. Fu realizzata da Giulio Romano tra il 1518 e 1531 come residenza estiva per Baldassarre Turini, funzionario dei papi Leone X e Clemente VII, entrambi appartenenti alla famiglia dei Medici. I lavori si protrassero poiché si erano dovuti fermare a causa del Sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi proprio al tempo di Papa Clemente VII. Nel 1551 la villa passò alla famiglia Lante, la quale ne ingrandì il giardino, che però fu in parte espropriato da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) nel successivo XVII secolo per la costruzione delle Mura Gianicolensi da lui volute, avvenuta appunto tra il 1641 e il 1643.</p>
<p>Nel 1817 la villa fu venduta ai Borghese, che nel 1837 la cedettero alla Congregazione della Società del Sacro Cuore di Gesù. Nel 1950 la villa passò allo Stato finlandese, che ne fece la sede della propria ambasciata presso la Santa Sede e centro della ricerca archeologica, conosciuta anche come <em>Institutum Romanum Finlandiae</em>.</p>
<p>Nel 1612, papa Paolo V Borghese fece ripristinare l’antico Acquedotto Traiano del 109 d.C. che convogliava le acque provenienti dal lago di Bracciano. L’acquedotto arrivava a Roma lungo la Via Aurelia Antica, dove per molti tratti è ancora oggi visibile e riconoscibile per le arcate che emergono in modo alternato da un lato e dall’altro della via, dove per diversi di questi tratti è inglobato nelle stesse mura di cinta di Villa Pamphilj. Il castello terminale delle acque si trovava nei pressi di Porta San Pancrazio e da lì serviva la zona di Trastevere.</p>
<p>Papa Paolo V Borghese fece anche erigere la celebre mostra monumentale dell’acquedotto restaurato, la famosa Fontana Paola, più nota come Fontanone. La sua realizzazione tra il 1610 e il 1614 fu opera degli architetti Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio, e dello scultore Ippolito Buzio. La mostra monumentale era originariamente provvista di cinque vasche di raccolta delle acque, situate fra le colonne alla base delle cinque arcate. Su commissione di papa Alessandro VIII Ottoboni, nel 1690 le cinque vasche furono sostituite da un unico monumentale bacino marmoreo, opera di Carlo Fontana, nipote di Giovanni Fontana.</p>
<p>Nel 1859 il Fontanone fu restaurato a seguito dei danneggiamenti subiti a causa degli attacchi francesi del 1849 contro la Repubblica Romana, e fu in seguito restaurato più volte.</p>
<p>Di fianco al Fontanone, appena varcato l’ingresso della Passeggiata del Gianicolo, vi è uno degli accessi all’Orto Botanico, nato dalla donazione di un terreno da destinarsi alla botanica, avvenuta nel 1660 a favore dell’Università da parte di papa Alessandro VII Chigi. L’Orto Botanico è situato sulle pendici del Gianicolo, su parte dell’area archeologica degli<em> Horti Getae</em>, sul terreno prima appartenente al convento di San Pietro in Montorio, e poi appartenente alla Villa Corsini, che proprio nel XVII secolo fu la residenza di Cristina di Svezia. L’Orto botanico poteva utilizzare l’acqua che l’acquedotto Traiano, ripristinato da papa Paolo V Borghese, portava dal lago di Bracciano al Gianicolo. Nel 1883 i giardini di Villa Corsini divennero di proprietà dello Stato, e l’Orto Botanico raggiunse la sua attuale dimensione.</p>
<p>Nel XVII secolo, sia per il ripristino dell’Acquedotto Traiano da parte di papa Paolo V Borghese, avvenuta nel 1612, sia per le stesse <em>mura difensive gianicolensi</em>, volute da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) e costruite tra il 1641 e il 1643, sul Gianicolo sorsero diverse ville nobiliari contraddistinte da architettura barocca, le quali spesso presentavano tra loro comuni tratti architettonici, come torrette difensive con cupolette, e scale esterne.</p>
<p>Tra le emergenze architettoniche di rilievo, l’attuale Villa Sciarra sorge sull’antica zona boschiva consacrata alla ninfa Furrina, dove, come già menzionato, nel 121 a.C. Gaio Gracco si fece uccidere dal suo schiavo Filocrate, dove intorno alla metà del I secolo a.C. Giulio Cesare volle i suoi <em>Horti</em>, e dove successivamente sorse un santuario dedicato a divinità siriache, di cui sono tuttora visibili i resti di un tempio risalente al IV secolo d.C.</p>
<p>Nel 1575 l’area dove si trovano l’attuale Villa Sciarra e l’attuale “Accademia Americana a Roma” fu acquistata da monsignor Innocenzo Malvasia che vi fece costruire il Casino omonimo, situato appunto sul terreno di attuale proprietà dell’Accademia Americana a Roma.</p>
<p>Nel 1614 l’area fu acquistata da Gaspare Rivaldi, e successivamente, con la costruzione delle <em>mura difensive gianicolensi</em>, costruite tra il 1641 e il 1643 per volere di papa Urbano VIII Barberini, l’area della villa acquisì valore, passando da extra urbana a urbana, trovandosi da quel momento all’interno e a ridosso delle stesse Mura Gianicolensi che le facevano da fortificazione.</p>
<p>La villa, passata di proprietà, fu donata nel 1947 da Domenico Vaini al cardinale Antonio Barberini, allora già proprietario del Casino Malvasia. Con i Barberini, nel 1653, la villa fu arricchita e abbellita con i lavori persino proposti da Gian Lorenzo Bernini e da Giovan Battista Contini. A quest’ultimo architetto che sarebbe attribuita la costruzione del Casino Barberini, attualmente sede dell’Istituto Italiano di Studi Germanici fondato nel 1932.</p>
<p>Nel 1710 la villa fu acquistata dal cardinale Pietro Ottoboni, che del 1720 fece portare avanti gli scavi archeologici del ritrovato tempio siriaco. La villa rimase a lui fino alla sua morte nel 1740. Successivamente la villa tornò in qualche ai Barberini, infatti divenne di proprietà di Cornelia Costanza Barberini e di suo marito Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Fu in quel periodo che Villa Sciarra raggiunse la sua massima estensione occupando gran parte del Gianicolo, tutta quell’area compresa tra le antiche Mura Aureliane e le Mura Gianicolensi. Nel 1811 furono acquistati anche gli <em>Orti Crescenzi</em>, che divennero parte integrante della villa stessa.</p>
<p>Nel 1849 il Casino Malvasia e il Casino Barberini furono danneggiati a causa dei combattimenti tra i garibaldini della Repubblica Romana e le truppe francesi comandate dal generale <em>Oudinot</em>.</p>
<p>In seguito, gli Sciarra persero il terreno prossimo alla villa, ma quest’ultima rimase di loro proprietà. Gli Sciarra nel 1896 cedettero la villa omonima a George Clarke, il quale la cedette alla Società di Credito ed Industria Fondiaria Edilizia, dalla quale a sua volta fu venduta nel 1902 a George Wurts e a sua moglie Henriette Tower, la coppia americana che ristrutturò la palazzina in stile neo rinascimentale, rifece i giardini collocandovi statue del XVIII secolo, e nel 1906 fece progettare il castelletto in stile neogotico, costruito tra il 1908 e il 1910. La coppia fece anche realizzare gli ingressi di Via Calandrelli.</p>
<p>Nel 1932, quattro anni dopo la morte di George Wurts, la moglie Henriette Tower donò la villa a Benito Mussolini a condizione che fosse destinata a parco pubblico. Fu così donata da Mussolini ai romani, come riporta ancora la targa della villa.</p>
<p>Sul Gianicolo, all’interno delle Mura Aureliane, si trova Villa Spada. Costruita nel 1639 per volere di Vincenzo Nobili e ad opera dell’architetto Francesco Baratta, fu così chiamata, almeno dal 1748, per la presenza nel palazzo del principe Giuseppe Spada Veralli. Scelta come quartier generale da Giuseppe Garibaldi a seguito della demolizione di Villa Savorelli, anche Villa Spada fu demolita nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1849 dalle cannonate dei francesi che attaccavano la Repubblica Romana. Con la devastazione di Villa Spada<em>, </em>l’Assemblea della Repubblica Romana ordinò la resa.</p>
<p>Villa Spada fu ricostruita nel 1909 sui disegni di Arturo Pazzi, e nel 1939 fu nuovamente restaurata da Tullio Rossi. Fu acquistata poi nel 1946 dalla Repubblica d’Irlanda per ospitare la propria ambasciata presso la Santa Sede, e dal 2012 è divenuta sede dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia.</p>
<p>Tra Porta San Pancrazio, la Passeggiata del Gianicolo e Via Garibaldi, quindi all’interno delle Mura Gianicolensi ma non delle precedenti Mura Aureliane è posta Villa Aurelia, dove al suo interno si trova il Casino Farnese, fatto costruire dal cardinale Girolamo Farnese intorno al 1650, accanto alla cinquecentesca residenza di Alessandro Farnese, che era divenuto poi Papa Paolo III nel 1534. Era per questo conosciuta come Villa Farnese. Con l’estinzione della famiglia Farnese, la villa passò ai Borboni di Napoli nel 1731, e nel 1774 fu affittata da questi al conte Ferdinando Giraud, già proprietario della Villa del Vascello. Alla morte di quest’ultimo, gli eredi Giraud l’acquistarono dai Borboni nel 1841, e nello stesso anno vendettero tutte le proprietà al conte Alessandro Savorelli, che trasferì la sua fabbrica di candele all’interno della villa, ora ribattezzata Villa Savorelli, della quale commissionò il restauro e l’ampliamento degli edifici all’architetto Virginio Vespignani, autore anche di Porta San Pancrazio. Villa Savorelli fu nel 1849 utilizzata come quartier generale da Giuseppe Garibaldi, e perciò, insieme al Casino di Alessandro Farnese (Paolo III), fu quasi completamente distrutta dalle cannonate delle truppe francesi che attaccavano la Repubblica Romana. I Savorelli, poi in forti difficoltà economiche, vendettero la villa, che nel 1864 passò al Monte di Pietà, e poi, nel 1885, a Clara Jessup Hayland, la donna americana che la rinnovò e la rinominò Villa Aurelia, e che in seguito, nel 1909, come da testamento, la donò all’<em>American Academy in Rome</em>, il cui fondatore, John Pierpont Morgan, acquistò dei terreni nelle immediate vicinanze dove nel 1912 fece costruire la nuova sede dell’Accademia Americana, che dopo la seconda guerra mondiale fu ristrutturata sotto la guida di Bruno Zevi.</p>
<p>Villa Aurelia è stata ristrutturata tra il 2000 e il 2002 da parte di architetti dello Studio Einaudi ed è divenuta sede di eventi e conferenze.</p>
<p>Sul Gianicolo, fuori sia dalle Mura Aureliane che dalle seicentesche Mura Gianicolensi, si trova la Villa del Vascello, o Villa Giraud, commissionata dall’abate Elpidio Benedetti, agente del re di Francia Luigi XIV e consigliere del Cardinale Mazzarino, e costruita nel 1663 dai fratelli architetti Basilio e Plautilla Bricci. In seguito la villa passò di proprietà; prima al duca di Nevers, Filippo Giuliano Mancini, e poi, nel 1749, al conte Giraud.</p>
<p>Nel 1849 il Casino, fortemente danneggiato dagli attacchi francesi contro la Repubblica Romana, fu in parte abbattuto.</p>
<p>La villa fu così acquistata dai Pamphilj che la unirono con la Villa Corsini alla stessa Villa Pamphilj.</p>
<p>In seguito però, la Villa del Vascello fu dai Pamphilj venduta al Conte De Angelis che nel 1877 la cedette al generale Giacomo Medici, nominato marchese del Vascello per averla difesa nel 1849.</p>
<p>Dopo successivi passaggi di prprietà, dal 1983 la villa è divenuta sede del <em>Grande Oriente d’Italia</em>.</p>
<p>Sul Gianicolo, appena fuori sia dalle Mura Aureliane che dalle Mura Gianicolensi si trovava anche la seicentesca Villa Corsini, o Casino dei Quattro Venti, costruzione avvenuta su un disegno attribuito a Mattia De Rossi. Essa si trovava su di un terreno acquistato nel 1662 dal cardinal Neri Maria Corsini, divenuto poi papa Clemente XII. Era parte della proprietà della stessa Villa Corsini di via della Lungara a Trastevere, sua residenza. Il Casino Corsini fu fortemente danneggiato nell’assalto francese del 3 giugno 1849 contro Roma, capitale della neo proclamata Repubblica Romana.</p>
<p>Tutta la proprietà circostante le rovine del casino stesso, quindi parte della Villa Corsini, fu acquistata dai Doria Pamphilj che la inglobarono all’interno della loro omonima villa, e sulle rovine del Casino Corsini fu costruito l’Arco trionfale dei Quattro Venti su disegno del 1859 di Andrea Busiri Vici.</p>
<p>È proprio nell’attuale <em>Valle dei daini</em>, posta tra Villa Corsini e Villa Pamphilj, fino a metà XIX secolo due ville distinte e separate, che va probabilmente ricercato un antico confine latino-etrusco precedente al 509 a.C. Per questo, a parte il territorio dell’ex Villa Corsini, la seicentesca Villa Pamphilj non è da considerarsi sul Gianicolo, bensì su quel territorio probabilmente appartenente agli antichi “Sette Pagi” situati subito oltre il Gianicolo.</p>
<p>Stessa cosa vale per la Villa Abamelek, appartenente al periodo di fine XVII e inizio XVIII secolo, situata nelle immediate vicinanze dell’ex Villa Corsini, oggi parte dell’attuale Villa Pamphilj, appena oltre la Via Aurelia Antica, ma anche oltre Via delle Fornaci, via che si sviluppa proprio sul vallo che la divide dal Gianicolo vero e proprio.</p>
<p>Il Gianicolo, colle dell’antico dio Giano, è anche il colle più rappresentativo della poco longeva Repubblica Romana. Purtroppo, nonostante la sua omogenea e forte identità storica, Il Gianicolo si trova attualmente suddiviso su tre Municipi di Roma. Per buona parte appartiene al Rione Trastevere del Municipio I, quello del centro storico, per un’altra buona parte al Quartiere Gianicolense del Municipio XII, e in minima parte al Quartiere Aurelio del XIII Municipio. Così non dovrebbe essere. L’intero Gianicolo dovrebbe stare sotto la medesima amministrazione, in rispetto a una verità storica, alla sua micro identità storico-culturale, e a chi lo abita, lo vive e lo fa vivere.</p>
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		<title>PRESS PADEL TOUR, SI CONCLUDE UNA TERZA EDIZIONE DA INCORNICIARE</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 21:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/press-padel-tour-si-conclude-terza-edizione-incorniciare/"><img width="1080" height="1304" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-248x300.jpeg 248w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-848x1024.jpeg 848w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-1020x1232.jpeg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-640x773.jpeg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-53x64.jpeg 53w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p><hr /><p>Il Press Padel Tour taglia il traguardo della sua terza stagione, diventando il torneo italiano di riferimento per giornalisti, addetti alla comunicazione e all’entertainment. La terza edizione del torneo ha visto la nutrita partecipazione di giornalisti e addetti alla comunicazione delle testate più prestigiose: La Repubblica, Corriere dello Sport, TG5,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Press Padel Tour</strong> taglia il traguardo della sua terza stagione, diventando il torneo italiano di riferimento per <strong>giornalisti</strong>, <strong>addetti alla comunicazione</strong> e all’<strong>entertainment</strong>.</p>
<p>La terza edizione del torneo ha visto la nutrita partecipazione di giornalisti e addetti alla comunicazione delle testate più prestigiose: <strong>La Repubblica</strong>, <strong>Corriere dello Sport</strong>,<strong> TG5</strong>, <strong>TG1</strong>,<strong> Adnkronos</strong>,<strong> La7</strong>,<strong> Striscia la Notizia</strong>, <strong>Sky</strong>,<strong> DAZN</strong>,<strong> Dagospia</strong>,<strong> La Presse</strong>,<strong> Agimeg News</strong>,<strong> Padel Magazine </strong>e<strong> Igt</strong>.</p>
<p>Molti i volti conosciuti dal grande pubblico, da <strong>Ivan Zazzaroni</strong>, che ha presentato con il suo fare istrionico la terza edizione del Press Padel Tour, ai partecipanti: <strong>Pierluigi Pardo</strong> di <strong>DAZN</strong>,<strong> Jimmy Ghione</strong>, inviato storico di<strong> Striscia la Notizia</strong>, <strong>Stefano Meloccaro </strong>e<strong> Angelo Mangiante</strong>, commentatori di<strong> Sky Sport</strong>, il vice direttore del <strong>TG5</strong>,<strong> Fabio Tamburini</strong>,<strong> Luca Marchegiani</strong>, commentatore di <strong>Sky </strong>ed ex calciatore, <strong>Dario Marcolin</strong>, commentatore di <strong>DAZN</strong> ed ex calciatore,<strong> Leonardo Metalli </strong>del <strong>TG1</strong>,<strong> Gianluca Semprini </strong>e<strong> Federico Ruffo </strong>della<strong> RAI</strong>, <strong>Fernando Orsi</strong>, ex calciatore e padre della numero uno italiana di padel <strong>Carolina Orsi</strong>, <strong>Federico Marietti </strong>del <strong>TG5</strong>,<strong> Pablo Rojas</strong> del<strong> Gr1 RAI</strong>,<strong> Giampaolo Pellacani </strong>di<strong> La7</strong>, <strong>Francesco Persili </strong>di<strong> Dagospia</strong>,<strong> Marco Juri </strong>e<strong> Alberto D’Argenio </strong>de<strong> La Repubblica</strong>, <strong>Emanuele Rizzi </strong>di <strong>Adnkronos</strong>, <strong>Andrea Pinchi </strong>di<strong> La Presse</strong>, <strong>Jacopo Savagnone </strong>di<strong> Padel Magazine </strong>e <strong>Agimeg News</strong>,<strong> Matteo Messina </strong>di<strong> DAZN </strong>e<strong> Massimiliano Mazzitelli </strong>del<strong> Gruppo SAE </strong>e <strong>Jimmy Maini</strong> di <strong>Radio</strong> <strong>Manà Manà</strong>.</p>
<p>Molte le novità di questa terza edizione, oltre alle 14 coppie del girone maschile si sono raggiunte le 22 coppie nel girone femminile, per un totale di ben 72 tra giocatrici e giocatori.</p>
<p>Il torneo si è disputato a Roma sui campi del Contra Padel di via Mattia Battistini e al Lodigiani Padel in via  Giuseppe Rosaccio.</p>
<p>Il torneo maschile, nelle fasi finali, si è diviso in due tabelloni: Gold e Silver.</p>
<p>Vincono rispettivamente nel girone femminile nel tabellone Gold, la coppia <strong>Savasta/Lecis</strong>.</p>
<p>Nel girone maschile si aggiudicano il torneo del tabellone Gold, <strong>Semprini/Bozzacchi</strong>.</p>
<p>I vincenti del tabellone Gold dei gironi femminile e maschile si aggiudicano una ‘clinic di padel’ in Spagna, un paio di occhiali protettivi <strong>Lotto Eyewear</strong>, studiati per il padel, oltre a numerosi altri premi.</p>
<p>Gli sponsor della terza edizione sono <strong>LOTTO EYEWEAR, A PAY E-WALLET, AGIMEG NEWS, SWAP PADEL, TAB NET, SMASH BALL</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/press-padel-tour-si-conclude-terza-edizione-incorniciare/"><img width="1080" height="1304" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-248x300.jpeg 248w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-848x1024.jpeg 848w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-1020x1232.jpeg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-640x773.jpeg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-53x64.jpeg 53w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La ciclicità delle emergenze</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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        <title>La ciclicità delle emergenze</title>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-ciclicita-delle-emergenze/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>&#160; Mi sembra di osservare uno schema di emergenze ricorrente in Europa, ogni periodo con una certa ciclicità viene fuori un&#8217;emergenza per cui dobbiamo fare in fretta ed intervenire al più presto, se necessario anche bypassando i parlamenti nazionali, i referendum, le elezioni, se non addirittura lo stesso parlamento europeo.&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Mi sembra di osservare uno schema di emergenze ricorrente in Europa, ogni periodo con una certa ciclicità viene fuori un&#8217;emergenza per cui dobbiamo fare in fretta ed intervenire al più presto, se necessario anche bypassando i parlamenti nazionali, i referendum, le elezioni, se non addirittura lo stesso parlamento europeo.</p>
<p>Credo che questo schema sia iniziato nel 2001 con l&#8217;emergenza terrorismo a cui seguì la guerra al terrore (Iraq e Afghanistan).</p>
<p>Nel 2008 arrivò la crisi dei mutui subprime e nel 2011 l’Europa fu scossa dalla crisi dei debiti pubblici (sovrani). I media parlarono di emergenza dello spread. Così ci fu il lasciapassare per i governi tecnici che spinsero per austerità, liberalizzazioni, riforma Fornero, il pareggio di bilancio in costituzione (modifica art.81), tutto per sostenere la competitività e contenere il debito pubblico. In Grecia venne stralciato un referendum popolare. Si arrivò a parlare di tasso di disoccupazione naturale (cioè considerato accettabile per uno Stato perché altrimenti potevano salire i salari e creare inflazione).</p>
<p>Così l’Europa per anni perseguì la strada del rigore e del contenimento della spesa. Si ricordi l&#8217;ardita battaglia del governo gialloverde nel 2019 per ottenere il 2,04% dopo aver chiesto il 2,4% di deficit. I tedeschi ci risposero che l&#8217;Italia “stava vivendo al di sopra delle sue possibilità”. Ironia della sorte, dopo è arrivata l&#8217;emergenza covid, con la sospensione dei vincoli di bilancio e il lancio del PNRR.  Così abbiamo fatto 8/9% di deficit per 3 anni e (chissà perché) non siamo falliti.</p>
<p>Ora è arrivata la tragedia Ucraina, si avverte una “emergenza Russia” e si trovano in un attimo 800 miliardi di euro da prendere a debito per le armi. Come? Approvando un programma senza far votare il parlamento europeo con l&#8217;art 122 del TFUE, che in teoria andrebbe usato solo “a causa di calamità naturali o di circostanze eccezionali che sfuggono al controllo di uno Stato membro”. Quindi votato solo dai vari premier europei. Senza un mandato dei vari parlamenti nazionali, senza un referendum, senza nemmeno l’espressione del parlamento europeo che noi votiamo per farci rappresentare in Europa.</p>
<p>A me sembra che queste emergenze a cui spesso precede uno shock, siano raccontate con la complicità di alcuni media in un certo modo, allo scopo di metterci fretta così da avallare, senza troppe ciance, certe decisioni delle istituzioni senza un profondo e serio confronto democratico che invece servirebbe. Con la complicità della popolazione che in virtù di questa o quella emergenza, alla fine non si pone troppe domande, sennò che emergenza sarebbe?</p>
<p>E alla fine pure se come singoli individui non ci troviamo d’accordo, finiamo nella moltitudine e nella velocità di questo mondo ricco di stimoli e distrazioni, per accettare spesso scelte calate dall’alto, senza un vero confronto. Concentrati solo sul presente, un presente eterno che si snoda fra le nostre mani senza accorgercene.</p>
<p>Riassumendo: quando qualcuno più in alto di noi decide che c&#8217;è un&#8217;emergenza, non si sa perché e come ma si può spendere un sacco di soldi, apparentemente senza rischi per le finanze nazionali. Quando i soldi li chiede la gente comune per snellire le liste d&#8217;attesa della sanità pubblica, per avere un&#8217;istruzione valida e accessibile, per avere dei servizi generici e di trasporto efficienti, per avere stipendi e pensioni adeguati, per fare investimenti produttivi e rilanciare l&#8217;economia reale vicina ai cittadini; per queste cose le risorse sono sempre limitate o piene di vincoli e paletti. Ecco perché le chiamano emergenze, perché se ci fosse un vero dibattito sui temi vi arrabbiereste un pochino.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-ciclicita-delle-emergenze/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Microplastica e salute umana. Analisi e soluzioni</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 10:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/microplastica-salute-umana-analisi-soluzioni/"><img width="1280" height="854" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-768x512.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1024x683.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1020x681.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p><hr /><p>Presso la Sala Stampa della Camera dei deputati di Palazzo Montecitorio, la BioDesign Foundation, insieme alla Marina Militare e all’Università di Napoli Vanvitelli, hanno presentato il primo simposio internazionale sulle patologie causate dalla microplastica alla salute umana e alla biodiversità. Il luogo della conferenza stampa simboleggia l’importanza degli argomenti del&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="Corpo">Presso la Sala Stampa della Camera dei deputati di Palazzo Montecitorio, la BioDesign Foundation, insieme alla Marina Militare e all’Università di Napoli Vanvitelli, hanno presentato il primo simposio internazionale sulle patologie causate dalla microplastica alla salute umana e alla biodiversità.</p>
<p class="Corpo">Il luogo della conferenza stampa simboleggia l’importanza degli argomenti del simposio ‘The Custodians Earth Solution Symposium’, che si terrà il 3 aprile 2025, nel Salone delle Colonne in Piazza Guglielmo Marconi, 26/C all’EUR &#8211; Roma.</p>
<p class="Corpo">I partner istituzionali sono la Marina Militare, l’Istituto Idrografico della Marina, Capitanerie di Porto e Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Protezione Civile Nazionale e l’Università degli Studi della Campania &#8211; Luigi Vanvitelli.</p>
<p class="Corpo">Il 3 aprile verranno presentati i risultati di studi nazionali ed internazionali che evidenziano il nesso tra le microplastiche e le patologie riscontrate.</p>
<p class="Corpo">Quattro i temi oggetto di studio: Microplastiche &#8211; fotografia della situazione; Dinamiche di dispersione della microplastica in natura; Impatto sulla biodiversità; Danni alla salute umana e soluzioni applicabili.</p>
<p class="Corpo">Sarà anche l’occasione per raccontare il progetto ‘The Custodian Plastic Race &#8211; Italy’, la settimana della pulizia coordinata su tutto il territorio nazionale, in programma dal 6 al 12 ottobre 2025.</p>
<p class="Corpo">“Oggi più che mai è fondamentale studiare e cercare soluzioni alle microplastiche, poiché la natura è la nostra unica eredità universale”, queste le parole dell’arch.Roberto Guerini, presidente di BioDesign Foundation.</p>
<p class="Corpo">
<p class="Corpo">Jacopo Savagnone</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/microplastica-salute-umana-analisi-soluzioni/"><img width="1280" height="854" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-768x512.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1024x683.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1020x681.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La selezione dei dirigenti fondamentale per una buona P.A.</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 13:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prima linea]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-selezione-dei-dirigenti-fondamentale-buona-p/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>C’è una verità che spesso la politica trascura. Eppure, per realizzare gli obiettivi indicati nell’indirizzo politico governativo occorre una buona amministrazione, un corpo di funzionari dotati di adeguata professionalità e leggi capaci di corrispondere rapidamente alle esigenze del Governo, dei cittadini e delle imprese. Un buon “esercito”, insomma, che richiede&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una verità che spesso la politica trascura. Eppure, per realizzare gli obiettivi indicati nell’indirizzo politico governativo occorre una buona amministrazione, un corpo di funzionari dotati di adeguata professionalità e leggi capaci di corrispondere rapidamente alle esigenze del Governo, dei cittadini e delle imprese. Un buon “esercito”, insomma, che richiede bravi ufficiali e generali che nel pubblico impiego si chiamano “dirigenti”, funzionari che abbiano capacità di direzione degli uffici e del personale assegnato in modo da indicare gli obiettivi da raggiungere secondo le direttive ministeriali preoccupandosi che le procedure siano conformi alla legge in modo da utilizzare al meglio le risorse di bilancio. Il denaro che i cittadini mettono a disposizione del governo pagando imposte, tasse e contributi.</p>
<p>Se, dunque, occorre saggezza nella selezione del personale di ogni ordine e grado ancora maggiore attenzione va riservata nella provista dei dirigenti che nel corso del tempo ha seguito le regole costituzionali del concorso pubblico, come prevede l’art. 97 Cost. che la giurisprudenza, anche della Cassazione, richiama per tutti i passaggi di ruolo e di funzioni. Questo perché va assicurata alle amministrazioni pubbliche la migliore qualità del personale, che abbia le cognizioni tecniche adeguate, come è nella tradizione dei grandi stati. In Germania, in Francia, nel Regno Unito i migliori scelgono di servire lo stato e si assoggettano a dure selezioni ed a impegnativi corsi di aggiornamento.</p>
<p>È certo che se queste sono ovunque le regole, non è piaciuta nelle amministrazioni la notizia che il Ministro della pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intende farsi promotore di una rivoluzionaria tecnica di provvista dei dirigenti, quella che ovunque si chiama cooptazione, delineata in alcune interviste nelle quali ha ripetuto di voler “introdurre un sistema che dia la possibilità al dirigente di proporre un proprio collaboratore per la qualifica di dirigente”. Insomma, intende prevedere che si possa diventare dirigente pubblico anche senza concorso, per scelta di uno che già è dirigente. Dirigenti di nomina politica, quelli assurti a tale elevata posizione spesso a seguito dello <em>spoil system</em> o del ricorso all’art. 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, una norma spesso utilizzata con modalità commentate con severità da giuristi e politici seri, stroncata dal Direttore dell’Agenzia delle dogane, Roberto Alesse, in un volume di grande successo nel quale ha studiato a fondo le ragioni dello stato di degrado della dirigenza pubblica.</p>
<p>L’ipotesi formulata dal Ministro Zangrillo darebbe una ulteriore mazzata al sistema della dirigenza pubblica degradata sistematicamente negli ultimi anni per effetto di accessi dall’esterno di persone senza esperienza maturata nella pubblica amministrazione e spesso senza quella preparazione professionale che il richiamato art. 19, comma 6, prevede tanto da richiedere ripetute censure da parte della Corte dei conti.</p>
<p>Non solo, quello che ha mortificato la dirigenza pubblica è stata la moltiplicazione dei posti di funzione al di là delle effettive esigenze, che ha portato la proliferazione degli uffici con parcellizzazione delle competenze che ha finito per aggravare i procedimenti.</p>
<p>Un esempio eloquente. Quando nel 2001, a seguito della istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri del Dipartimento per le politiche antidroga, diretto dal Prefetto Pietro Soggiu, fu inserita nel nuovo ufficio la direzione generale del Ministero del lavoro che si occupava della famiglia e del disagio che poteva derivare dalle tossicodipendenze, a Palazzo Chigi si accorsero che quel “generale ufficio” era composto da ben undici persone, una struttura evidentemente inadeguata. A dirigerla un dirigente generale, un funzionario che nell’ordinamento gerarchico di un tempo era equiparato a generale di divisione. Ebbene si dissero a piazza Colonna, si è mai visto un generale a due stelle che comanda undici soldati? Un esempio per dire di come la moltiplicazione degli uffici abbia annichilito l’amministrazione pubblica. Per evidente responsabilità della classe politica al governo che ha scelto la strada del <em>divide et impera</em> per dominare gli apparati. D’altra parte, i funzionari, pur di scrivere sul biglietto da visita “dirigente” non si sono peritati di andare a rivestire un ruolo che in precedenza era proprio di un “Capo sezione”. Qualcuno ricorderà un bel film (1945) diretto da Mario Soldati, interpretato da Carlo Campanini, “Le miserie del signor Travet”, protagonista di una vita grama, tra una moglie capricciosa ed un “Capo sezione” snob. Il Cavaliere era l’unico riferimento del povero Monsù Travet. Sullo sfondo il Capo Divisione. Mai si parla del direttore generale. All’epoca con quella qualifica erano pochi, meno di dieci per ministeri importanti dove oggi siedono in molte decine.</p>
<p>Serve altro per far comprendere al Ministro della pubblica amministrazione che è stata imboccata una strada sbagliata e che perseverare sarebbe diabolico? Il potere politico divide per comandare e non si preoccupa dell’inefficienza dei servizi. E crede di fare cosa buona e giusta sistemando qualche amico o amico dell’amico con la conseguenza di non rendere agli utenti i servizi che si attendono e di perseguire gli obiettivi di politica che sono nel programma di governo.</p>
<p>Come i candidati e i funzionari anche i ministri dovrebbero studiare un po’ di storia dell’amministrazione e magari leggere quel che dell’Amministrazione hanno scritto il più grande statista dell’Italia moderna, il Conte di Cavour, Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, e il Primo Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi. Sarebbero chiamati, se intellettualmente onesti, ad un bagno, magari ad un bagnetto, di salutare umiltà.</p>
<p>“Sto cercando di introdurre un sistema che dia la possibilità al dirigente di proporre un proprio collaboratore alla qualifica di dirigente &#8211; ha sottolineato il Ministro Zangrillo -. Naturalmente devono sussistere dei presupposti dal punto di vista dei ruoli che sono stati ricoperti, delle <em>performance</em> che ha conseguito nel tempo. A questo seguirà poi un periodo di osservazione in cui la persona viene dedicata ad un ruolo dirigenziale e se nel tempo confermerà la propria adeguatezza ci sarà l’inserimento nel ruolo”.</p>
<p>Il Ministro si sofferma sul rapporto tra “sapere” e “saper fare”. E si chiede se “siamo sicuri che chi studia, chi sa studiare, chi è bravo a passare gli esami sia poi il migliore nel saper fare? Io penso che al sapere, bisogna far seguire il saper fare, non dobbiamo accontentarci del sapere”. Considerazione certamente giusta perché ovunque non basta sapere, occorre anche quella particolare attitudine alla organizzazione e alla direzione che è propria del dirigente. Ma la ricetta non risolve se attua una scelta discrezionale che trasformerà i possibili candidati in pedissequi servitori, spesso sciocchi, di chi ha il potere di designazione.</p>
<p>Un tempo i dirigenti erano reclutati esclusivamente tra i funzionari della carriera direttiva, quelli che svolgevano anche, all’occorrenza, funzioni vicarie e di reggenza degli uffici. Era una palestra importante. S’imparava a fare il dirigente anche collaborando con il superiore. E s’imparava perché la trasmissione dell’esperienza è stata sempre fondamentale negli uffici pubblici.</p>
<p>Poi sono venuti i ministri “della funzione pubblica” con poca esperienza e molta prosopopea ed è cominciato quel degrado che è difficile oggi fermare. Mancando un Cavour.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-selezione-dei-dirigenti-fondamentale-buona-p/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fuori dalla strada: un evento contro la discriminazione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 12:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/dalla-strada-un-evento-la-discriminazione/"><img width="1080" height="1080" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe.jpeg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-150x150.jpeg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-300x300.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-1024x1024.jpeg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-1020x1020.jpeg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-640x640.jpeg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-64x64.jpeg 64w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p><hr /><p>Inizierà il 21 dicembre alle 15  a Roma al circolo Villa York Gianicolo in via del Forte Bravetta 219 l’evento Fuori dalla Strada, organizzato dalla Società Sportiva Dilettantistica Boxing Arcesi Team. Una giornata a sostegno delle periferie dedicata all’abbattimento dei pregiudizi e della marginalizzazione sociale. Ospite della serata la nazionale&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizierà il 21 dicembre alle 15  a Roma al circolo Villa York Gianicolo in via del Forte Bravetta 219 l’evento Fuori dalla Strada, organizzato dalla Società Sportiva Dilettantistica Boxing Arcesi Team. Una giornata a sostegno delle periferie dedicata all’abbattimento dei pregiudizi e della marginalizzazione sociale.</p>
<div>Ospite della serata la nazionale di pugilato belga che porterà 10 pugili dilettanti che sfideranno gli azzurri dando luogo a 10 match per un avvincente scontro tra nazioni.</div>
<div>Favorire la conoscenza e arricchire il bagaglio culturale degli atleti, illuminando così di speranza il futuro dei ragazzi nati nelle periferie per aumentare la loro sete di riscatto e crescita, questo il lodevole obiettivo dell’evento organizzato con maestria ed esperienza da Alberto Arcesi, tecnico titolare della SSD Boxing Arcesi Team. Le sue parole: “il nostro obiettivo è che Fuori dalla Strada sia un’esperienza di crescita per tutti coloro che parteciperanno, dagli atleti al pubblico, e che venga abbattuto ilfilo che separa due realtà molto diverse dimostrando ancora una volta che lo sport arricchisce; ecco, questo è il motivo che ogni giorno ci spinge a fare il nostro lavoro con passione”.</div>
<div>La noble arte darà spazio anche a match di kickboxing, muay thai, e K1 tecnico grazie alla collaborazione del maestro Lorenzo Catalano, titolare della Boxing Revolution, palestra popolare nella periferia romana che ha salvato molti ragazzi da strade nefaste e futuri incerti. Una giornata ricca di emozioni dove lo sport sarà, come sempre, un potente strumento di riscatto sociale.</div>
<div>Non solo match di dilettanti ma dalle 20:30 anche professionisti per una serata da brividi, dove i protagonisti indiscussi saranno Giordana Sorrentino e Riccardo Valentino. Giordana, l’orgoglio di Fiumicino, detta “Caterpillar”, pugile di fama mondiale nonché pluricampionessa italiana, europea, e atleta dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e Parigi 2024, il suo esordio vincente da professionista nel 2023 alla Fiumicino Boxing Night. Riccardo “Dinamite” Valentino, anche lui pluricampione italiano dilettanti con 10 match da professionista, già sfidante al titolo Europeo IBO e al titolo IBF del Mediterraneo nella categoria super medi.</div>
<div>Nel corso dell’evento interverranno Emanuele Renzini, ex tecnico della nazionale di pugilato italiana, Raffaele Bergamasco, tecnico della nazionale di pugilato belga ed Emanuele Agati, maestro della palestra popolare Quarticciolo, che da anni organizza iniziative a sostegno del territorio per combattere le ineguaglianze sociali delle periferie. Importante ed attesissima la presenza dei super campioni Giovanni de Carolis ed Emanuele Blandamura, che racconteranno come il pugilato li ha accompagnati in un percorso di vita costruito con impegno, serietà e legalità e ricco di successi sportivi e personali, e di Sirine Charaabi, 25 anni e pugile di caratura mondiale che ha partecipato alle Olimpiadi di Parigi 2024 nella categoria 54 kg, ragazza tunisina arrivata in Italia a 3 anni. Un’odissea, la sua, per poter combattere con la maglia azzurra,: troppo lunghi e complicati, come sempre, i passaggi della burocrazia italiana per ottenere la cittadinanza. Soprattutto, purtroppo, per chi la merita veramente.</div>
<div>Gli sport da combattimento rappresentano uno strumento prezioso per migliorare la fiducia in sé stessi e insegnano valori fondamentali come il rispetto reciproco e la sana competizione, qualità ormai davvero rare, soprattutto tra i più giovani. Fuori dalla Strada farà ricredere anche chi, purtroppo, ancora sostiene che gli sport da combattimento sono sport violenti.</div>
<div>Musica, sport, cibo e tanto divertimento all’insegna dell’abbattimento dei pregiudizi per una società più equa e sportiva per tutti, questo sarà Fuori dalla Strada, inizio ore 15, Villa York Gianicolo, il resto è tutto da vivere.</div>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/dalla-strada-un-evento-la-discriminazione/"><img width="1080" height="1080" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe.jpeg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-150x150.jpeg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-300x300.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-1024x1024.jpeg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-1020x1020.jpeg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-640x640.jpeg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/12/boxe-64x64.jpeg 64w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Religione, la scienza dello spirito</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 11:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/religione-la-scienza-dello-spirito/"><img width="640" height="344" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni-300x161.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni-96x52.jpg 96w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p><hr /><p>&#160; In molti le hanno dato diverse definizioni, non sempre dal significato positivo, in questa occasione vogliamo provare a definire la religione la scienza dello spirito. Se è vero che l’architettura e l’ingegneria sono le scienze che studiano i metodi di costruzione degli edifici e la medicina quella che diagnostica&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>In molti le hanno dato diverse definizioni, non sempre dal significato positivo, in questa occasione vogliamo provare a definire la religione la <em>scienza dello spirito</em>.</p>
<p>Se è vero che l’architettura e l’ingegneria sono le scienze che studiano i metodi di costruzione degli edifici e la medicina quella che diagnostica e cura le malattie, la scienza che insegna a costruire e rinforzare lo spirito e che, spesso, ne cura i mali, è proprio la religione. Certo, non è una scienza esatta, così come non lo sono le altre. La scossa di un forte terremoto può far crollare edifici che i pesi e i contrappesi dell’architettura hanno tenuto in piedi per secoli. E di fronte ad un male incurabile, purtroppo, soccombe anche la medicina.</p>
<p>Ma può lo spirito ammalarsi?</p>
<p>Purtroppo sì. Capita spesso che uno spirito si ammali, soprattutto di sé stesso. Quasi sempre, infatti, chi nega l’esistenza di un’<em>autorità superiore </em>si erge a giudice della realtà circostante, con un atteggiamento che non riconosce limiti e confini e che, portato all’estremo, diventa la radice di larga parte dei mali che conosciamo.</p>
<p>Il clima in cui questo atteggiamento prolifera nasce dalla convinzione che sono prioritari la libertà e il diritto individuali, princìpi di sopravvivenza di un individuo astratto, slegato dal resto della comunità. Individuo e comunità, invece, esistono necessariamente connessi, non ha senso pensarli astrattamente, come vuole la cosiddetta ideologia dei <em>diritti civili</em>.</p>
<p>Chi vive di sé stesso, peraltro, intende la vita come una <em>proprietà</em>, da gestire e condurre secondo canoni personali e, magari, ponendole fine arbitrariamente, sentendosi demiurgo dell’anima e amministratore del corpo. Dimenticando che la stragrande maggioranza degli esseri umani non decide quando smettere di vivere e non se ne conosce ancora uno che abbia deciso quando venire al mondo. Coloro che hanno questo tipo di approccio, spesso, sono gli stessi che, in ambito economico, il concetto di proprietà privata lo rifiutano, ma lo accettano e lo propugnano in ambito esistenziale.</p>
<p>Uno degli elementi che esaspera questo atteggiamento è senza dubbio il ruolo che ricopre il capitale finanziario. Il capitale, infatti, mira ad abbattere ogni limite, in modo da vedere ovunque sempre e solo la stessa cosa: sé stesso. E non è un caso che lo troviamo alternativamente alleato di istanze e movimenti che cercano di annientare l’unico baluardo a salvaguardia della salute spirituale di una comunità: la <em>Tradizione</em>. Scrive Julius Evola, nella società tradizionale «<em>l’elevazione spirituale dell’individuo è vissuta come l’unico scopo della vita cosciente di un essere umano. Ogni altra attività &#8211; politica, economica, scientifica, educativa, artistica &#8211; ruota intorno a tale principio e ne è la manifestazione</em>».</p>
<p>Dunque se è vero, come dice Carl Schmitt, che la politica parte dalla designazione del nemico, nemico della <em>polis</em> che ambisca ad un’elevazione spirituale è un approccio alla vita privo di riferimenti religiosi, avverso agli insegnamenti della <em>scienza dello spirito</em>. La religione non può tradursi in politica, ma la politica può ispirarsi a principi e tradizioni reli­giose. Infatti chi si ispira alla religione non dispone del mondo nel nome di Dio. È persona falli­bile che liberamente si ispira a principi superiori, ha passione di verità ma non si sente di detenerla in maniera esclusiva. E soprattutto non vive nella convinzione che tutto abbia compimento con l’inizio e la fine della sua vita.</p>
<p>Come invece accade per chi nega l’esistenza di un <em>Ordine Superiore</em> e che trova la piena realizzazione nel patetico esaudimento di un desiderio momentaneo, la cui soddisfazione ha come caratteristica quella di diminuire via via che la si prova ed occorre una dose o uno stimolo sempre più grande per riprodurre la stessa intensità. Fino a che non si riesce più a rispondere allo stimolo e si verifica lo sfacelo. Spesso anche fisico, ma soprattutto spirituale.</p>
<p>L’esempio di cui, invece, si sente un diffuso bisogno è quello della virtù, che, nelle difficoltà, assicura la costanza nella ricerca del bene. E una delle definizioni di «<em>virtù</em>» è «<em>buona abitudine</em>», a cui si dovrebbe essere educati. Meglio ancora, addestrati. Oggi tutti siamo orfani della virtù e di una pressione sociale che dirige al bene e siamo, invece, influenzati da condotte irresponsabili, di cui vediamo continui esempi ed incitamenti. Del resto siamo figli del nostro tempo, della nostra «<em>circostanza</em>» storica, sociale e psicologica.</p>
<p>Ma ciò che ci può distinguere dai costruttori delle <em>fabbriche del vuoto</em> che contraddistinguono questa epoca è la consapevolezza di essere animati da uno spirito immortale che tende a quell’<em>Infinito</em> a cui rivolgersi attraverso lo strumento più potente della <em>scienza dello spirito</em>: la preghiera. Di questa possibilità si privano tutti coloro che non vi riconoscono alcun valore e si perdono in una realtà dentro cui si chiudono o vengono rinchiusi. Tra l’altro per pregare non bisogna fare nulla, basta rimanere in silenzio. Infatti, come disse Madre Teresa di Calcutta, «<em>Dio parla nel silenzio del cuore. Ascoltare è l’inizio della preghiera</em>».</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/religione-la-scienza-dello-spirito/"><img width="640" height="344" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni-300x161.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/sangiovanni-96x52.jpg 96w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Proteggiti con stile&#8221;, lotto Eyewear entra nel padel</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 11:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/proteggiti-stile-lotto-eyewear-entra-nel-padel/"><img width="1080" height="1080" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel.jpg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-1024x1024.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-1020x1020.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-640x640.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p><hr /><p>Il brand Lotto Eyewear di Lotto Sport, storico marchio sportivo italiano, entra a ‘testa alta’ nel mondo del padel. Il gioco del padel ha raggiunto in Italia cifre impressionanti, è praticato da oltre un milione e 400 mila appassionati. La FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel), guidata dal presidente Angelo&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="Corpo">Il brand Lotto Eyewear di Lotto Sport, storico marchio sportivo italiano, entra a ‘testa alta’ nel mondo del padel.</p>
<p class="Corpo">Il gioco del padel ha raggiunto in Italia cifre impressionanti, è praticato da oltre un milione e 400 mila appassionati. La FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel), guidata dal presidente Angelo Binaghi, prevede nei prossimi anni un costante trend di crescita a due cifre.</p>
<p class="Corpo">Lotto Eyewear, il brand dedicato all’occhialeria del marchio, dopo un approfondito studio delle dinamiche di questo sport decide di progettare degli occhiali per il padel.</p>
<p class="Corpo">Efficace e sintetico il nome scelto per gli occhiali dalle linee sportive: X-Pider, per tutti gli sport, X-play T Padel e X-play C Padel per le prestazioni sui campi da padel, da tennis e da pickleball.</p>
<p class="Corpo">Inoltre, grazie ad una soluzione innovativa nel modello X-Pider è possibile installare lenti oftalmiche standard con qualsiasi indice di correzione.</p>
<p class="Corpo">Le caratteristiche principali di questi occhiali si trovano nell’efficente funzione protettiva ai colpi accidentali.</p>
<p class="Corpo">La protezione nel modello X-Play C Padel è data dalla presenza di ‘foam bumpers’, un materiale nato per assorbire gli urti, e da lenti infrangibili. Questa combinazione abbatte in maniera sensibile i rischi di danno agli occhi. Nel modello X-Pider i ‘foam bumpers’ possono essere aggiunti a piacimento.</p>
<p class="Corpo">L’altro interessante aspetto di questi occhiali è la capacità di far risaltare il giallo della pallina, frutto di uno studio mirato sulle lenti da parte dell’area Ricerca e Sviluppo dell’azienda in partnership con la Zeiss.</p>
<p class="Corpo">Ovviamente Lotto Eyewear ha puntato anche sullo stile degli occhiali, rendendoli molto accattivanti e avvolgenti.</p>
<p class="Corpo">Per capire meglio l’innovazione e l’utilità di questi occhiali vediamo alcuni dati.</p>
<p class="Corpo">I ‘traumatismi da padel’ agli occhi hanno avuto un incremento preoccupante negli ultimi anni. Bisogna considerare che la palla ha un peso di circa 50 grammi ed una dimensione corrispondente all’apertura della cavità oculare, la velocità della palla può raggiungere i 130 km orari e impattando con l’occhio può danneggiarlo più o meno seriamente.</p>
<p class="Corpo">Lotto Eyewear decide di realizzare e offrire a chi pratica questo sport un occhiale che garantisca un’elevata protezione.</p>
<p class="Corpo">Lotto Eyewear ha siglato un accordo di distribuzione con GreenVision, il Consorzio Ottico italiano che raggruppa la più grande associazione di ottici indipendenti.</p>
<p class="Corpo">GreenVision si avvale di oltre 500 punti vendita presenti in tutta Italia.</p>
<p class="Corpo">La collaborazione con GreenVision permetterà di veicolare un prodotto che ha nella sua funzione primaria la protezione degli occhi e la diminuzione dei traumi oculari, nonché offrire ai clienti un occhiale dal look innovativo e di tendenza.</p>
<p class="Corpo">
<p class="Corpo">Jacopo Savagnone</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/proteggiti-stile-lotto-eyewear-entra-nel-padel/"><img width="1080" height="1080" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel.jpg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-1024x1024.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-1020x1020.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-640x640.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/06/padel-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Arimondi Circle: una nuova era per l’arte no profit a Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 06:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/arimondi-circle-nuova-larte-no-profit-roma/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/09/arimondi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/09/arimondi.jpeg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/09/arimondi-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>Roma accoglie una fresca ventata di innovazione artistica con l&#8217;apertura di ARIMONDI CIRCLE, una home gallery no profit situata al quarto piano di una storica rimessa di autoveicoli in Via Arimondi 3. Questo spazio, ristrutturato e trasformato in loft, si distingue per il suo approccio radicalmente diverso rispetto alle home&#8230;</p>
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<p>Roma accoglie una fresca ventata di innovazione artistica con l&#8217;apertura di ARIMONDI CIRCLE, una home gallery no profit situata al quarto piano di una storica rimessa di autoveicoli in Via Arimondi 3. Questo spazio, ristrutturato e trasformato in loft, si distingue per il suo approccio radicalmente diverso rispetto alle home gallery tradizionali, spesso focalizzate sul lucro e sulla commercializzazione dell’arte.</p>
<p>Mentre molte gallerie contemporanee, come quella di Andrea Festa, adottano modelli orientati al profitto, ARIMONDI CIRCLE abbraccia una filosofia di accessibilità e comunità. La gallery non si limita a esporre opere d’arte; essa si propone come un laboratorio vivente dove l’arte è un mezzo per esplorare e confrontarsi. Attraverso eventi, workshop e incontri, ARIMONDI CIRCLE incoraggia il dialogo tra artisti e pubblico, promuovendo un senso di appartenenza e collaborazione.</p>
<p>La scelta di ospitare artisti emergenti e dare spazio a progetti non commerciali riflette l’intento di ARIMONDI CIRCLE di diventare un punto di riferimento culturale nel quartiere. In questo contesto, l’arte viene vista come un bene comune, capace di unire le persone e stimolare il pensiero critico, in netta contrapposizione alla visione di mercato delle gallerie più tradizionali.</p>
<p>Con la sua atmosfera accogliente e il design suggestivo, ARIMONDI CIRCLE non è solo una galleria, ma un incubatore di idee e creatività. La sua nascita rappresenta una risposta all’esigenza di spazi artistici che non si pieghino alle logiche del profitto, ma che si dedichino a coltivare la cultura e l’innovazione. In un momento storico in cui l’arte può spesso apparire esclusiva e distante, ARIMONDI CIRCLE si propone come un’oasi di inclusività e partecipazione, pronta a riscrivere le regole del gioco.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/arimondi-circle-nuova-larte-no-profit-roma/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/09/arimondi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/09/arimondi.jpeg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/09/arimondi-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Aumento del turismo straniero in Italia: un&#8217;estate da ricordare</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 10:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/aumento-del-turismo-straniero-italia-unestate-ricordare/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/mare1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/mare1.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/mare1-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>L&#8217;Italia, con il suo patrimonio culturale, paesaggi mozzafiato e una tradizione culinaria ineguagliabile, continua a essere una meta privilegiata per i viaggiatori di tutto il mondo. L&#8217;estate 2024 ha registrato un notevole incremento del turismo straniero, segnando una ripresa significativa rispetto agli anni precedenti. Secondo i dati recenti, la spesa&#8230;</p>
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<p>L&#8217;Italia, con il suo patrimonio culturale, paesaggi mozzafiato e una tradizione culinaria ineguagliabile, continua a essere una meta privilegiata per i viaggiatori di tutto il mondo. L&#8217;estate 2024 ha registrato un notevole incremento del turismo straniero, segnando una ripresa significativa rispetto agli anni precedenti. Secondo i dati recenti, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro, evidenziando un aumento del 17% rispetto all&#8217;anno precedente. Nel contesto di una crescente apertura dei confini e una maggiore fiducia nella sicurezza dei viaggi, il Bel Paese si conferma una destinazione irresistibile. Questo incremento può essere attribuito a diversi fattori. Innanzitutto, la campagna di promozione turistica lanciata dal Ministero del Turismo ha messo in luce le meraviglie locali, incentivando i visitatori a esplorare anche le mete meno battute, oltre alle classiche Roma, Firenze e Venezia. Nei piccoli borghi e nella campagna, il turismo rurale ha visto un notevole incremento, attirando visitatori interessati a esperienze autentiche, dalla vendemmia alle tradizioni artigianali. Inoltre, l&#8217;Italia ha saputo adeguarsi alle nuove esigenze dei turisti, offrendo servizi più flessibili e incentrati sulla sostenibilità. Le misure di sicurezza sanitarie, ancora in atto, hanno rassicurato i viaggiatori, mentre le politiche green, come il potenziamento dei trasporti pubblici e la promozione del turismo slow, hanno reso il paese sempre più attraente per un pubblico consapevole. Al contrario, il turismo italiano all&#8217;estero ha registrato un incremento più modesto, con una spesa di 2,4 miliardi di euro, aumentando solo del 9%. Questo scenario suggerisce che, mentre gli italiani sono tornati a viaggiare, molti preferiscono scoprire le meraviglie nascoste del loro stesso paese, contribuendo a un&#8217;economia turistica sempre più robusta. Infine, un dato significativo emerge dalla classifica del Travel &amp; Tourism Development Index 2024, pubblicata dal Forum economico mondiale. L&#8217;Italia fa il suo ingresso nella top 10 delle destinazioni più ambite per la prossima stagione estiva, un riconoscimento che conferma il suo fascino senza tempo. Con numeri in crescita e una reputazione restaurata, l&#8217;estate 2024 si preannuncia come un capitolo entusiasmante nella narrativa turistica del paese. Il futuro del turismo in Italia è luminoso, e l&#8217;interesse globale verso questa nazione è destinato a rimanere alto, promettendo un afflusso continuo di viaggiatori in cerca di esperienze indimenticabili.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/aumento-del-turismo-straniero-italia-unestate-ricordare/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/mare1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/mare1.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/mare1-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>]]></content:encoded>
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