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	<title>Gli italianiSgominata la banda dei bancomat &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Sgominata la banda dei bancomat</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 10:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/sgominata-la-banda-dei-bancomat/"></a></p><hr /><p>Sette bancomat, un centro commerciale, quattro autovetture, uno scooter ed un carro attrezzi: questi i furti scoperti dai Carabinieri in soli due mesi di indagini, effettuati da una banda diventata il terrore dei bancomat e delle casse continue di Roma e provincia con a capo S.H. di 33 anni, di etnia sinti, arrestato. Spaccate ed esplosioni erano la loro specialità, grazie alle quali sono riusciti mettere a segno numerosi furti. Il modus operandi era sempre lo stesso: rubavano prima una macchina di grossa cilindrata dai vari concessionari della Capitale &#8211; a cui cambiavano targa utilizzandone altre rubate da auto parcheggiate&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sette bancomat, un centro commerciale, quattro autovetture, uno scooter ed un carro attrezzi: questi i furti scoperti dai Carabinieri in soli due mesi di indagini, effettuati da una banda diventata il terrore dei bancomat e delle casse continue di Roma e provincia con a capo S.H. di 33 anni, di etnia sinti, arrestato. Spaccate ed esplosioni erano la loro specialità, grazie alle quali sono riusciti mettere a segno numerosi furti.</p>
<p>Il modus operandi era sempre lo stesso: rubavano prima una macchina di grossa cilindrata dai vari concessionari della Capitale &#8211; a cui cambiavano targa utilizzandone altre rubate da auto parcheggiate per la strada &#8211; e poi, a bordo di esse, si dirigevano verso l’obiettivo predatorio prestabilito. La banda era capace di colpire più volte nel corso di una stessa notte. L’azione era sempre velocissima: in pochi minuti i soggetti arrivavano sull’obiettivo, sradicavano il bancomat e poi fuggivano, a velocità superiori ai 200 km/h.</p>
<p>Furto aggravato, procurata evasione, ricettazione, detenzione di esplosivi. Solo alcuni dei reati contestati al capo della banda S.H. la scorsa notte dai Carabinieri del Gruppo di Frascati su decreto del Pubblico Ministero del pool della Procura della Repubblica di Roma diretto dal Procuratore Aggiunto Dott.ssa Lucia Lotti, che tratta, tra l’altro, i reati contro il patrimonio.</p>
<p>A tradire l’uomo sono stati i vestiti indossati, sempre gli stessi, che hanno permesso ai Carabinieri di comprendere che dietro i numerosi furti avvenuti nei mesi a cavallo tra il lockdown e l’inizio dell’estate la regia era unica. Una minuziosa attività di indagine ha permesso di risalire alla base operativa del gruppo: l’abitazione del fermato.</p>
<p>Nel pieno dell’attività d’indagine i Carabinieri di Frascati si sono imbattuti in un evento inaspettato, la fuga dal carcere romano di Rebibbia di due soggetti di etnia Rom, vicini per legami di parentela all’arrestato, che ha messo in allarme gli investigatori. Pochi giorni dopo quella che all’inizio sembrava solo un’ipotesi, i Carabinieri si sono imbattuti nei due soggetti evasi: Davad Zukanovic e Lil Ahmetovic. Da quel momento è partita una caccia all’uomo, cominciata la sera del 16 giugno a Roma e terminata nel primo pomeriggio del giorno successivo nel Comune di Cascina (PI). Il tempo di accertare l’identità dei due ed è scattato l’inseguimento, prima lungo l’autostrada A1 e poi per le strade toscane. I due sono stati raggiunti per la prima volta all’altezza del Comune di Prato e, poco dopo, una volta intercettati, ne è nato un inseguimento proseguito fino al Comune di Cascina dove, pensando di aver seminato i Carabinieri, hanno abbandonato l’auto su cui viaggiavano e hanno tentato la fuga a piedi. Pochi istanti dopo sono invece stati raggiunti dai Carabinieri che, insieme a personale del N.I.C. della Polizia Penitenziaria, li hanno condotti nuovamente in carcere, dove devono scontare una pena superiore ai dieci anni. I due evasi prima per nascondersi e poi per fuggire hanno potuto contare sull’aiuto del capo della banda degli scassinatori dei bancomat, che ha fornito loro – per fuggire all’estero &#8211;  una delle auto rubate utilizzate per commettere i furti ai bancomat. Proprio l’utilizzo di autovetture note agli investigatori ha permesso ai Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Nucleo Operativo di Frascati di rintracciare i due evasi.</p>
<p>Ma i guai per il sottoposto a fermo non finiscono qui. Una volta giunti in caserma per le formalità di rito, nel corso delle operazioni di foto-segnalamento e identificazione, i Carabinieri hanno riscontrato che sull’uomo pendeva un mandato di arresto europeo emesso dalla Francia per reati commessi in passato in quello Stato. Gli atti sono stati trasmessi alla Corte d’Appello in attesa dei successivi sviluppi della vicenda riguardante l’arrestato su cui pende la richiesta di estradizione della Francia.</p>
<p>Durante la perquisizione presso l’abitazione del fermato, che è stato associato presso la casa Circondariale di Rebibbia, sono stati trovati numerosi oggetti utilizzati per i furti: due radio ricetrasmittenti per comunicare senza essere intercettati, due dispositivi Jammer per inibire le frequenze, un verricello elettrico con cavo in acciaio per trainare i bancomat, un martello demolitore a batteria, passamontagna per nascondere il viso e attrezzi vari per lo scasso.</p>
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