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	<title>Gli italianiSilvano Moffa. &#8220;Gli Stati Generali? Solo una inutile kermesse&#8221; &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Silvano Moffa. &#8220;Gli Stati Generali? Solo una inutile kermesse&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 11:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/silvano-moffa-gli-stati-generali-solo-inutile-kermesse/"><img width="248" height="268" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/moffa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/moffa.jpg 248w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/moffa-59x64.jpg 59w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /></a></p><hr /><p>Si sono conclusi gli Stati Generali dell’Economia a Villa Pamphilj: per il Governo è stato un momento di riflessione, giudicato una semplice passerella dall’opposizione di centrodestra, che ha disertato l’appuntamento. Obiettivamente è stato il tentativo di mettere in campo il rilancio del Paese del quale il Governo parla tanto ma sempre in modo vago. Nel giorno dell’inaugurazione dei lavori hanno preso la parola la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde e la direttrice operativa del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva. “Non proprio una gran trovata”, ha sottolineato l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria quella di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono conclusi gli Stati Generali dell’Economia a Villa Pamphilj: per il Governo è stato un momento di riflessione, giudicato una semplice passerella dall’opposizione di centrodestra, che ha disertato l’appuntamento. Obiettivamente è stato il tentativo di mettere in campo il rilancio del Paese del quale il Governo parla tanto ma sempre in modo vago.</p>
<p>Nel giorno dell’inaugurazione dei lavori hanno preso la parola la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde e la direttrice operativa del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva. “<em>Non proprio una gran trovata”</em>, ha sottolineato l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria <em>quella di far sfilare tre componenti della Trojka, che da alcune settimane continua a essere una fantasma che si aggira per l’Europa e in particolare per l’Italia”. </em></p>
<p>Per di più vicino al casino del Bel Respiro c’era una manifestazione dei Cobas che urlava la propria rabbia con lo slogan “<em>Fermiamo la banda degli stati generali”.</em></p>
<p>Il vero incontro politico è stato quello con il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che si è presentato a Villa Pamphilj con il logo degli industriali stampato sulla mascherina. Le richieste avanzate al tavolo del governo sono state sintetizzate poi da Bonomi appena concluso il vertice.</p>
<p>Bonomi, tra l’altro, ha denunciato ritardi nelle procedure per la liquidità, rimarcando che finora la cassa integrazione è stata anticipata dalle imprese.</p>
<p>Al tavolo dei lavori Bonomi ha portato quello che ha definito il suo piano per il rilancio, contenuto nel libro<em> Italia</em> <em>2030. Proposte per lo sviluppo</em>, curato dall’economista Marcello Messori ed edito da La Nave di Teseo.</p>
<p>Il premier Conte ha ammesso ritardi ed errori su liquidità, ma ha sottolineato di non poter rispondere di carenze strutturali vecchie, per poi replicare:<strong> “</strong><em>Oggi voliamo alto, questa partita dare-avere verrà risolta dai nostri uffici<strong>”</strong></em><strong>. </strong>I miracoli a volte avvengono in politica. Forse!</p>
<p>Sul summit a Villa Pamphilj abbiamo intervistato l’on. Silvano Moffa.</p>
<p><strong>On. Moffa, quale utilità avrebbero fornito agli italiani gli Stati Generali, tanto decantati da Giuseppe Conte?</strong><strong> </strong></p>
<p>Al di là del nome, che pure mi sembra poco felice, non foss’altro per il richiamo ai più famosi Stati Generali della rivoluzione francese, che non finirono affatto bene, come la storia insegna, a me pare che si sia trattato di una poco convincente kermesse, una sorta di palcoscenico dei buoni propositi e di <em>cahiers de doléances</em>, dove la politica è apparsa assente. Intendo dire: la politica come visione, progetto, pensiero. Un vuoto che non può essere colmato dalla pluralità di istanze articolate nelle varie sessioni da soggetti che chiedono giustamente di essere ascoltati dalla politica, ma cui la politica non riesce a fornire un quadro di sintesi, un catalogo di priorità, un disegno concreto di modernizzazione e un nuovo modello di sviluppo, per uscire da una crisi sistemica, accentuata dalla pandemia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quale risposta utile per affrontare la crisi è pervenuta dagli Stati Generali?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Su una cosa concordo con il premier Conte, quando dice che c’è una Italia da “reinventare”. Reinventare significa inventare qualcosa di nuovo o anche rielaborare qualcosa dando una interpretazione innovativa. Sarebbe bene che il premier specificasse meglio quale delle due opzioni preferisce. Penso, ad esempio, che occorra davvero qualcosa di nuovo per il bene del nostro Paese. Ma non credo proprio che qualcosa di nuovo possa venir fuori dalla attuale classe politica, che si è finora distinta per incompetenza, presunzione, pressappochismo. Per reinventare l’Italia, dovremmo partire da lì. Dallo sradicamento della ignoranza. Le stanze del potere ne sono infettate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È opportuno accettare gli aiuti dall’Europa?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Giulio Tremonti, che conosce benissimo i meccanismi europei ed è uno dei pochi che riesce ad unire all’analisi la profondità di un pensiero non superficiale e costruttivo, ha invitato a non farsi troppe illusioni sugli aiuti provenienti dall’Europa. Non perché non ci saranno. Ma per la direzione, il verso che potranno assumere, una volta definiti. Proprio Tremonti ha fatto notare che il cambiamento del nome da <em>RecoveryFound </em>a <em>NextGegeration </em>racchiude un cambiamento di direzione in quegli aiuti che non va sottovalutato. Il <em>RecoveryFund </em>, nelle intenzioni primordiali della Commissione, e per come è stato presentato, doveva essere una sostegno agli Stati per recuperare lo svantaggio economico indotto dalla pandemia del Covid-19.  In inglese il termine indica recupero, guarigione. Il <em>Nerxt Generation </em>ha una diversa direzione, non guarda agli effetti della pandemia, ma al futuro. Insomma, sempre per dirla con Tremonti: “<em>E’ possibile che muteranno i numeri, ovverosia la quantità di denaro in arrivo, e con essi le causali e le determinazioni della Ue. Il cambio di nome non è uno scarto semantico marginale, sancisce la variazione della filosofia dell’intervento, che non è più un’operazione urgente di salvataggio dalla crisi post Covid-19 ma un investimento per le generazioni future</em>”. Ora, questo cambia di molto le condizioni degli aiuti e ne riduce, come in realtà sta già avvenendo, l’entità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non c’è il pericolo che l’Europa intervenga per poi comandarci?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Non è una novità. Da tempo abbiamo ceduto porzioni di sovranità. Perché sorprenderci, ogni qual volta che il meccanismo di condizionamento e di controllo viene messo in essere nei nostri confronti.? Lo abbiamo accettato, e, a volte  subito, senza che ce ne fosse il bisogno. E’ la realtà dei fatti. Per cambiare le cose dovremmo mettere in discussione i Trattati e pretendere che l’Europa cambi davvero, dandosi, innanzitutto una Costituzione. Esattamente quello che finora è stato ostacolato dall’asse Franco-Tedesco, dai Paesi del Nord e dalle tecnocrazie burocratiche di Bruxelles. Ci vorrebbe una Europa coesa politicamente e ci vorrebbero statisti all’altezza. Il panorama è davvero disarmante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oltre un milione di lavoratori non ha ricevuto ancora la cassa integrazione. Di chi è la colpa?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Mi domando, e penso che se lo chiedano ormai tutti, come si possa gestire una questione così delicata, soprattutto in una fase di emergenza quale quella che stiamo vivendo, in questa maniera. Molti imprenditori hanno dovuto anticipare la cassa integrazione ai loro dipendenti per non farli morire di fame. E anche questo la dice lunga sulla inefficienza del governo e dell’Inps, un istituto alla cui guida c’è un soggetto messo lì dai Cinquestelle che sta dimostrando completa inettitudine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanto può durare l’alleanza tra Pd e 5Stelle ?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Come tutte le alleanze basate sulla convenienza, fin quando questa convenienza sarà reciproca. Il Pd e, ancor più, i grillini sanno benissimo che se si andasse oggi alle elezioni, il centrodestra avrebbe molte chance di vincere la partita. E il Movimento 5 Stelle ne risulterebbe enormemente ridimensionato. In più, c’è la variabile Renzi che non riesce a decollare con  il suo nuovo partito, mentre, allo stato, mantiene un potere di interdizione e di condizionamento con i suoi parlamentari sul governo. Le nuove elezioni porterebbero ad un ribaltamento dei numeri e, quindi, delle attuali posizioni di forza. Va da sé che anche a lui non conviene rompere prima del tempo. In più, sullo sfondo c’è l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Arrivare a quella scadenza con le attuali forze parlamentari significa poter contare e incidere. Non è poco. Potrebbero formarsi nuovi equilibri. E aprirsi altri scenari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come giudica la dichiarazione pubblica di Renzi, secondo il quale il suo partito governa con i 5 Stelle “<em>solamente per non far vincere” </em>Salvini e Meloni?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In verità Renzi di dichiarazioni continua a farne tante. Questa dichiarazione, in particolare, serviva a ritagliarsi un ruolo nella disputa, per molti versi artificiosa, tra populisti e anti-populisti. Serviva a dare una ragione, una giustificazione alla scelta politica di sostenere un governo anomalo tra Pd e grillini. Una forzatura evidente rispetto agli scontri non solo dialettici che fino a quel momento c’erano stati tra lui e i seguaci di Grillo e Casaleggio. Si sa: questa politica-politicante è zeppa di camaleonti.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/silvano-moffa-gli-stati-generali-solo-inutile-kermesse/"><img width="248" height="268" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/moffa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/moffa.jpg 248w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/moffa-59x64.jpg 59w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /></a></p>]]></content:encoded>
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