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	<title>Gli italianiSituazione e rischi per l&#8217;Italia  di Enea Franza &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Situazione e rischi per l&#8217;Italia  di Enea Franza</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2020 06:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/situazione-rischi-litalia/"><img width="636" height="382" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg 636w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></p><hr /><p>Sono giorni di tensione questi. Densi di appuntamenti e di attese. Di certo le sorti del governo Conte e l’approvazione del “DL Rilancio” accumulano le tensioni sul debito pubblico italiano, che  continua a essere sotto la lente d’ingrandimento degli investitori, soprattutto esteri. A confortare noi tutti ci sono le ultime aste di titoli di Stato offerti dal MEF che hanno avuto di certo un esito positivo e riportato tranquillità nel mercato. Tuttavia,  rimangono forti i dubbi per il futuro sulla  capacità del Tesoro di raccogliere nuovi capitali sui mercati a costi moderati. A sostenerlo sono importanti operatori sul mercato italiano.&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono giorni di tensione questi. Densi di appuntamenti e di attese. Di certo le sorti del governo Conte e l’approvazione del “DL Rilancio” accumulano le tensioni sul debito pubblico italiano, che  continua a essere sotto la lente d’ingrandimento degli investitori, soprattutto esteri.</p>
<p style="text-align: justify;">A confortare noi tutti ci sono le ultime aste di titoli di Stato offerti dal MEF che hanno avuto di certo un esito positivo e riportato tranquillità nel mercato. Tuttavia,  rimangono forti i dubbi per il futuro sulla  capacità del Tesoro di raccogliere nuovi capitali sui mercati a costi moderati.</p>
<p style="text-align: justify;">A sostenerlo sono importanti operatori sul mercato italiano. Ed i dati sembrano confermare tale paura. Il momento il costo medio di tutto il debito italiano – anche quello emesso in passato con tassi d’interesse più alti rispetto a quelli che vediamo oggi – si aggira intorno al 2,5%  ma ciò non significa che le nuove emissioni si stabilizzino a tale prezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Pesa, infatti il fatto che debito pubblico è detenuto per oltre il 30% da mani straniere. In particolare, se analizziamo l’andamento dei rendimenti dei titoli <em>benchmark</em> per le scadenze a 1 anno, 5 anni, 10 anni e 30 anni, possiamo capire come l’allentamento delle tensioni è soprattutto rilevato sulle scadenze più a breve, mentre, su quello a medio/lungo termine i rendimenti rimangono su livelli molto elevati, se confrontati con altri Paesi europei. Ed il confronto va, naturalmente, a quei Paesi che hanno meritato lo spregiativo termine di PIGS.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, comparando l’andamento dei rendimenti dei bond decennali italiani con Spagna, Portogallo e Grecia si nota una “calma” sull’obbligazionario solo apparente e, in definitiva, legata agli acquisti della Banca centrale europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sarebbero le cause scatenanti che potrebbero mettere ancora più pressioni sullo spread italiano?</p>
<p style="text-align: justify;">Archiviato, per il momento, il nodo delle agenzie di rating (taglio a sorpresa di Fitch e nulla di fatto di S&amp;P’s e Moody’s), e rinviata tale partita a dopo l’estate, la questione resta la prossimità del debito italiano vicino alla soglia dello <em>speculative grade</em>. Il motivo è presto detto: negli ultimi 10 anni, non sono state fatte riforme strutturali &#8211; sempre promesse &#8211; in grado di mettere il Paese al riparo dagli <em>shock</em> o, quantomeno, a renderlo meno vulnerabile rispetto ad esempio a  Paesi  come la Spagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppo ormai giurano che il rischio che il rating del debito italiano possa finire sotto la soglia di <em>Investment grade</em> e finire nel paniere degli <em>High Yield</em> è solo questione di tempo. E a conferma di ciò, ci sono le misure preventive della Bce che vanno dall’acquisto di titoli di Stato <em>Junk</em>, deciso qualche settimana fa, alle recenti discussioni sul possibile intervento sui titoli <em>corporate</em> che sono finiti nell’area <em>speculative grade</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, dobbiamo prepararci al peggio e anche gli investitori potrebbero farlo ?</p>
<p style="text-align: justify;">C’è solo una certezza. In caso di declassamento del debito in area <em>Junk</em> i grandi fondi uscirebbero dall’investimento in Btp lasciando la sola Bce, o quasi, a coprire le emissioni. Un rischio altissimo, che impone di provvedere con immediatezza e che, necessita di un mix di interventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre all’impegno della BCE, è necessario che si ottenga incremento del Pepp pari almeno pari 500-750 miliardi di euro ed un Recovery Fund davvero operativo ed in grado di garantire l’emissione di bond europei perpetui.</p>
<p style="text-align: justify;">*Le opinioni sono a titolo personale e non coinvolgono l&#8217;Ente di appartenenza</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/situazione-rischi-litalia/"><img width="636" height="382" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg 636w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></p>]]></content:encoded>
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