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	<title>Gli italianiSolo la metropolitana può salvare Roma dal traffico. Lo scandalo della lentezza dei lavoro per la linea C &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Solo la metropolitana può salvare Roma dal traffico. Lo scandalo della lentezza dei lavoro per la linea C</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 14:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/solo-la-metropolitana-puo-salvare-roma-dal-traffico-lo-scandalo-della-lentezza-dei-lavoro-la-linea-c/"><img width="614" height="409" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c.jpg 614w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 614px) 100vw, 614px" /></a></p><hr /><p>Se è vero che tutte le strade portano a Roma, è ancora più vero che le linee del metrò sono le grandi assenti nell’odierno panorama urbano dell’ex-città dei Cesari. Per quanto concerne il trasporto su ferro, infatti, la capitale d’Italia, fin dai tempi dell’Impero a capo di un’avveniristica rete stradale rimasta insuperata per millenni, è ancora ferma all’A-B-C. Nel vero senso della parola, poiché le uniche linee metropolitane che a tutt’oggi l’attraversano sono appena tre: la “A”, la “B” e la “C” appunto. Tre sole tratte a servire un’area abitata immensa, la più vasta d’Europa dopo quella della “Grande Londra”.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/solo-la-metropolitana-puo-salvare-roma-dal-traffico-lo-scandalo-della-lentezza-dei-lavoro-la-linea-c/">Solo la metropolitana può salvare Roma dal traffico. Lo scandalo della lentezza dei lavoro per la linea C</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che tutte le strade portano a Roma, è ancora più vero che le linee del metrò sono le grandi assenti nell’odierno panorama urbano dell’ex-città dei Cesari. Per quanto concerne il trasporto su ferro, infatti, la capitale d’Italia, fin dai tempi dell’Impero a capo di un’avveniristica rete stradale rimasta insuperata per millenni, è ancora ferma all’A-B-C. Nel vero senso della parola, poiché le uniche linee metropolitane che a tutt’oggi l’attraversano sono appena tre: la “A”, la “B” e la “C” appunto. Tre sole tratte a servire un’area abitata immensa, la più vasta d’Europa dopo quella della “Grande Londra”. Una superficie urbana che partendo dal litorale a ovest si spinge fino  alle porte di Tivoli ad est, e da Settebagni a nord arriva a lambire i Colli Albani a sud. All’interno del Grande Raccordo Anulare, poi, un quotidiano inferno di lamiere, fatto di auto, camion, taxi, Ncc, tram, ambulanze, mezzi Ama, carrozzelle, risciò, pullman Cotral, bus shuttle, turistici e di linea, a coprire (male) le esigenze di una città unica al mondo. La sola che al suo interno ospita uno Stato sovrano, il Vaticano, con tanto di ambasciate, legazioni, nunziature e consolati. Rappresentanze doppie, quindi: presso lo Stato italiano e presso la Santa Sede. Con il Papa che ogni mercoledì celebra la sua affollatissima udienza nella piazza San Pietro gremita di fedeli. Con almeno sette-ottocentomila pendolari che ogni giorno affluiscono dall’hinterland e con imponenti masse di turisti che quotidianamente sciamano instancabili per le strette vie cittadine in preda alla sindrome di Stendhal. E infine, come se tutto questo non bastasse, con un centro storico che nel raggio di quattro-cinque chilometri quadrati vede appaiati, in una folle sarabanda di cortei di protesta, visite di stato e manifestazioni varie, numerosi monumenti di superba bellezza, il Parlamento, il Senato della Repubblica, la Cassazione, il Quirinale e l’Altare della Patria. Considerando che ancora oggi il “mitico” anello ferroviario non è stato neppure lontanamente completato, che i parcheggi sono rari come l’acqua nel deserto, che il trenino Roma-Ostia “gode” di standard di efficienza da terzo mondo e che altrettanto può dirsi di tutte le altre tratte di ferrovia urbana che s’inoltrano in questo immenso circo equestre, è senza dubbio un miracolo che la città non sia ancora definitivamente collassata o esplosa. Solo Dio sa quanto sarebbe necessario scavare in tempi brevi un nuovo tunnel “underground” suscettibile di alleviare un po’ la morsa del delirante traffico di superficie, e invece… Non c’illudiamo certo di eguagliare Londra o Parigi con le loro sterminate e capillari reti sotterranee, ci mancherebbe altro. Ma che diamine….Persino la più piccola e meno incasinata Milano vanta la quinta linea. Perché la Capitale, pur con tutti i suoi gravi &#8211; e unici &#8211; problemi, è destinata a subire sine die questo scempio? Va infatti considerato che, oltre alle plateali insufficienze progettuali da cui sono affette le vecchie “A” e “B”, l’ultima arrivata, la linea “C”, resta a tutt’ora una grande incompiuta, il capolinea essendo ancora fissato nella decentrata piazza Lodi. Strano modo di progettare (e costruire) una metropolitana, questo della linea “C” capitolina. Un manufatto realizzato a spezzatino, che invece di partire dal centro per poi spingersi a collegare il cuore dell’agglomerato urbano con la periferia, ha preso il via dall’estrema periferia &#8211; “Grotte Celoni” per la precisione &#8211; per poi arrivare stupidamente a impantanarsi nella decentrata piazza Lodi. Vale a dire a un tiro di schioppo da San Giovanni. E qui iniziano i problemi. Poiché proprio a San Giovanni era necessario collegare il nuovo tronco con la vecchia linea “A” della striminzita “rete” che serve la città. Il fatto è che questo cantiere, che da via Taranto si espande fino ad aggredire i giardini di Via Sannio, è rimasto inspiegabilmente fermo per mesi e a tutt’oggi procede con esasperante lentezza, tanto che l’inaugurazione, prevista in origine per il 2011-12, ora è stata procrastinata al 2017, se non addirittura al 2018. Intanto lungo via La Spezia è quasi un anno che si ripete l’avvilente spettacolo di arrabbiatissimi viaggiatori costretti a percorrere a piedi &#8211; spesso con tanto di pesanti bagagli &#8211; il breve tratto che separa le uscite di “Lodi” (linea “C”) dalla stazione “San Giovanni” (linea ”A”). Ma non si poteva fare in modo di accelerare un po’ i lavori a San Giovanni per fare in modo di aprirla in contemporanea alle altre stazioni ed evitare questa scomodissima &#8211; e grottesca &#8211; soluzione? Alla luce di tali mostruosi ritardi poi c’è da temere il bis per le costruende “Amba Aradam-Ipponio”, e “Colosseo-Fori imperiali”. Ma l’interrogativo più angosciante riguarda le programmate stazioni di “Venezia”, “Chiesa Nuova”, “San Pietro” e “Ottaviano”, dove la “C” andrebbe di nuovo ad incrociare la “A”. Su questo fronte tutto tace e non si sa neppure quando &#8211; e soprattutto se &#8211; saranno realizzate. Inoltre, la Sovrintendenza ai Beni culturali si è messa di traverso e ha sonoramente “bocciato” gli accessi di piazza Venezia  e Chiesa Nuova per la presenza in loco di “preziose testimonianze archeologiche”. Siamo alle solite. In una città che non riesce neppure a garantire il decoro di ciò che si estende in superficie si impedisce ogni auspicabile soluzione del problema  del traffico invocando a pretesto la salvaguardia di antichi ma irrilevanti manufatti sotterranei. “Testimonianze” presto destinate ad essere ricoperte e a ricadere nell’oblio, e che, seppure recuperate, non aggiungerebbero nulla alla già cospicua e sovrabbondante mole di reperti storici male illuminati e maltrattati che caratterizzano la città eterna.</p>
<p>Ora si vocifera di fantomatici accessi ricavati all’interno del Vittoriano, ma c’è addirittura chi ipotizza un “salto” di quasi due chilometri tra “Fori imperiali” e “San Pietro” bypassando Venezia e Chiesa Nuova appunto per garantire l’incolumità di questi “preziosissimi” resti, ma vanificando i benefici effetti sul traffico in superficie. Le Olimpiadi sarebbero state un ottimo volano per arrivare a prolungare la linea “C” fino allo stadio Olimpico, risolvendo una volta per tutte il grave problema dell’immancabile paralisi del lungotevere in concomitanza con le partite di calcio. Ma anche questa opportunità ce la siamo giocata per i capricci e la presunzione di una “figlia di papà” che non sarà mai salita su un autobus in vita sua. E intanto la città muore.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/solo-la-metropolitana-puo-salvare-roma-dal-traffico-lo-scandalo-della-lentezza-dei-lavoro-la-linea-c/">Solo la metropolitana può salvare Roma dal traffico. Lo scandalo della lentezza dei lavoro per la linea C</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/solo-la-metropolitana-puo-salvare-roma-dal-traffico-lo-scandalo-della-lentezza-dei-lavoro-la-linea-c/"><img width="614" height="409" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c.jpg 614w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/metro-c-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 614px) 100vw, 614px" /></a></p>]]></content:encoded>
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