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	<title>Gli italianiStrage di via d&#8217;Amelio: perché è importante ricordare &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 22:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/strage-via-damelio-perche-importante-ricordare/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/07/borsellino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/07/borsellino.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/07/borsellino-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>Immaginate di andare, una domenica come le altre, a trovare la vostra anziana madre o, addirittura, di andare a prenderla per accompagnarla a fare una visita medica. Nulla di strano o di assurdo finora. Bene, ora immaginatevi di farlo col terrore, l’angoscia e la pressione psicologica di vivere un profondo e concreto rischio per voi, la vostra vita e forse quella delle persone a voi più care. Immaginate poi se quel rischio, nel momento in cui aspettate che vostra madre vi risponda al citofono di casa, si concretizzi nella deflagrazione di una Fiat 126 imbottita di tritolo, strappandovi via la&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginate di andare, una domenica come le altre, a trovare la vostra anziana madre o, addirittura, di andare a prenderla per accompagnarla a fare una visita medica. Nulla di strano o di assurdo finora. Bene, ora immaginatevi di farlo col terrore, l’angoscia e la pressione psicologica di vivere un profondo e concreto rischio per voi, la vostra vita e forse quella delle persone a voi più care. Immaginate poi se quel rischio, nel momento in cui aspettate che vostra madre vi risponda al citofono di casa, si concretizzi nella deflagrazione di una Fiat 126 imbottita di tritolo, strappandovi via la vita. Se riuscite a calarvi in questa assurda prospettiva, potete rendervi conto già da adesso di quanto sia importante ciò di cui si parla oggi: la morte del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. Avvenuta ormai trent’anni fa, cinquantasei giorni dopo l’attentato al collega e amico Giovanni Falcone, siamo ancora qui a ricordarla. Ma chi era, precisamente, Paolo Borsellino? Attraverso un difficile periodo soprattutto economico a causa della scomparsa del padre, Paolo Emanuele Borsellino divenne magistrato nel 1963 e il suo primo stipendio servì a pagare la tassa governativa alla sorella per permetterle di laurearsi in farmacia e dunque iniziare a lavorare anche lei. Egli raccontava sempre che, quando studiava per entrare in magistratura, il suo obiettivo non era quello di occuparsi di mafia, bensì di diritto civile. Tuttavia, trasferito a Palermo nel 1975, entrò nell’Ufficio istruzione affari penali, lavorando con e sotto Rocco Chinnici, il vero ideatore del primo vero e solo organo che si occupò apertamente e particolarmente del contrasto alla mafia. Da questo momento in poi, il giudice affermava che occuparsi di mafia “diventò un obbligo morale”, poiché la gente gli “moriva attorno”. Difatti la mafia, in quel periodo, stava iniziando ad applicare sempre più frequentemente un approccio violento e stragista nella sua lotta contro lo Stato e molti suoi amici e colleghi caddero sul campo per tentare di contrastarla. Egli morì, appunto, il 19 luglio 1992 assassinato da Cosa Nostra, la mafia siciliana che lui, insieme agli altri uomini del pool e soprattutto insieme a Giovanni Falcone, stava man mano smantellando. Ma oltre a queste informazioni quasi cronachistiche, va sottolineato che il giudice palermitano, che in gioventù militò nell’organizzazione universitaria vicina al MSI, rappresenta un tassello importantissimo per la storia della nostra Repubblica soprattutto per il modo che adottava di combattere le associazioni criminali. Egli infatti non si limitava alla semplice azione giudiziaria, che pure non bastava, ma credeva che la lotta alla mafia dovesse essere anzitutto un impegno di ogni cittadino, ma quindi anche di ogni politico, dal semplice amministratore di un piccolo comune al ministro che siede in Parlamento. Coerente con questa sua concezione, andava a insegnare nelle scuole quella che lui chiamava la “cultura della legalità”, partendo dal perché esistono le leggi di uno Stato, arrivando poi a spiegare, motivare e contestualizzare cosa fosse, e cosa sia, la mafia. Solo così, secondo il giudice, la si poteva estirpare: comprendendone le sue cause profonde e scatenanti, le quali risiedevano in questioni di carattere storico e sociale. Parallelamente denunciava spesso la tendenza di quel tempo a considerare la lotta alla mafia un compito da delegare esclusivamente a giudici e polizia, i quali rimanevano così troppo scoperti, soli e profondamente in pericolo. “Cioè, nella mentalità del criminale è chiaro che eliminare il magistrato o il poliziotto che si occupano di mafia significa eliminare l’unico nemico. E in questo il magistrato e l’appartenente alle forze dell’ordine si trovano eccessivamente esposti”. Insomma, Borsellino aveva compreso che per combattere la mafia andava risolto quell’insieme di problemi storici, culturali e amministrativi che rappresentavano la questione meridionale e per farlo era necessario anche costruire una consapevolezza, da concretizzarsi in un movimento culturale e sociale capace di coinvolgere tutti e che portasse ad una piena e concreta adesione alle leggi dello Stato. Per farlo però c’era l’indispensabile necessità di un intervento pronto e deciso anche da parte dello Stato stesso e quindi della politica: ciò, almeno al tempo, non avvenne. In questo si trova il secondo motivo per cui Borsellino fu determinante e perché la sua eredità sia preziosissima ancora oggi per noi: era riuscito a intuire che la mafia si consolidava laddove lo Stato mancava ma anche laddove lo Stato era debole, talvolta mischiandosi con esso e camuffandosi, rendendosi capace di danni più profondi. Tuttavia era anche consapevole che la magistratura non poteva fare più di tanto per contrastare lo sporco che entrava in politica ma nonostante questo affermava che non è una sentenza a definire se un uomo è pulito o meno, poiché questa può essere influenzata da fattori di carattere giuridico che non permettono di confermare un sospetto: “Ora, l’equivoco su cui spesso si gioca è questo; si dice: quel politico era vicino al mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no!”. La magistratura poteva dichiarare un sospetto, ma erano, e sono, gli ambienti politici e amministrativi a dover far chiarezza sui rapporti tra quel politico e l’ambiente mafioso, in modo tale da garantire, aldilà del reato, la trasparenza dell’organizzazione rappresentativa tirata in causa. Tutto ciò per il solo bene del cittadino. Da queste intuizioni e dichiarazioni del giudice, ci rendiamo conto anche di quanto siano importanti determinate leggi varate nel tempo e recentemente discusse come la legge Severino, che voleva essere abolita da certe forze politiche che utilizzano le immagini di Borsellino e di altri protagonisti della lotta alla mafia, a questo punto a scopo meramente propagandistico. Insomma, ricordare Paolo Borsellino è importante perché rappresenta quella fetta di passato che è viva, necessaria e benefica, cioè la tradizione. Tutt’ora viviamo problemi legati alla criminalità organizzata ma, senza paura, dobbiamo riconoscere che passare attraverso il tentativo di risoluzione di queste piaghe sociali fa parte della costruzione e della crescita di un popolo, che deve basarsi su un’etica, dei principi, dei valori e una tradizione che siano sani: ecco perché è importante ricordare il sacrificio (inteso come “fare qualcosa di sacro”) di Paolo Borsellino.</p>
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<p>Raffaele M. A. Pergolizzi</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/strage-via-damelio-perche-importante-ricordare/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/07/borsellino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/07/borsellino.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/07/borsellino-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>]]></content:encoded>
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