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	<title>Gli italianiIl tardivo e sospetto ravvedimento della sinistra: gli immigrati sono troppi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il tardivo e sospetto ravvedimento della sinistra: gli immigrati sono troppi</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 18:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/tardivo-sospetto-ravvedimento-della-sinistra-gli-immigrati-troppi/"><img width="600" height="376" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/immigrati.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/immigrati.jpg 600w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/immigrati-300x188.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/immigrati-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p><hr /><p>Sulla questione del mare di profughi che in queste ore dalla Libia si sta riversando sulle nostre coste, il governo italiano, come nella favola della Bella Addormentata nel bosco, pare si sia improvvisamente destato dal un lungo e misterioso letargo. Ma la causa dell’insperato miracolo non è stato il bacio del Principe Azzurro. Già, perché a strappare l’esecutivo italiota dalle possenti braccia di Morfeo &#8211; oltre alla recente batosta elettorale rimediata dal Pd &#8211; è stata una considerazione assai più terra terra. Il fatto è che nelle stanze dei bottoni ci si è resi conto che qualcosa in Italia non&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla questione del mare di profughi che in queste ore dalla Libia si sta riversando sulle nostre coste, il governo italiano, come nella favola della Bella Addormentata nel bosco, pare si sia improvvisamente destato dal un lungo e misterioso letargo. Ma la causa dell’insperato miracolo non è stato il bacio del Principe Azzurro. Già, perché a strappare l’esecutivo italiota dalle possenti braccia di Morfeo &#8211; oltre alla recente batosta elettorale rimediata dal Pd &#8211; è stata una considerazione assai più terra terra. Il fatto è che nelle stanze dei bottoni ci si è resi conto che qualcosa in Italia non va. E cos’è che non andrebbe più (ma che fino a qualche ora fa andava benissimo)? Semplice. Stanno arrivando troppi immigrati. Circa tredicimila e cinquecento in pochissimi giorni. Più di settantottomila da gennaio a oggi. Dunque il ministro dell’Interno Minniti, sorpreso dall’acuirsi del fenomeno proprio nel corso della tappa islandese di un viaggio diplomatico negli Usa, ha interrotto il tour ed è rientrato precipitosamente a Roma per incontrarsi col premier Paolo Gentiloni e affrontare l’emergenza. Considerato che la suddetta invasione è in atto da mesi, anzi, da anni, forse il freschetto nordico gli avrà fatto bene alla cervice, prima obnubilata dalla rovente calura dell’estate mediterranea. Il premier Gentiloni non è stato da meno, balbettando da parte sua che la gestione dei flussi migratori &lt;non è più sostenibile&gt;. Persino un tipo soporifero come Sergio Mattarella, in trasferta in Canada, ha avuto il coraggio di dichiarare che &lt;se gli sbarchi non si fermano il fenomeno diventa ingestibile&gt;. E pure Matteo Renzi, per non essere da meno, ha avuto un guizzo di lucidità mormorando che i numeri degli stranieri in ingresso &lt;non sono sostenibili. Non li reggiamo&gt;. Ma cosa è successo? Pare proprio che i santi patroni di Roma, Pietro e Paolo, abbiano fatto il miracolo e che un minimo di consapevolezza sulle future sorti della nostra sciagurata Patria sia faticosamente giunta a lambire i “sacri” palazzi del potere. Nei quali fino a poche ore fa l’assalto di centinaia di migliaia di rifugiati era salutato come una insperata e provvidenziale “risorsa” cui attingere a piene mani, mentre ora, in un brevissimo lasso di tempo, tutti sembrano parlare in perfetta sincronia un linguaggio completamente diverso. In breve: l’invasione è diventata unanimemente &lt;ingestibile&gt;, &lt;incontrollabile&gt;, &lt;inarrestabile&gt;. Parole sante. Se non fosse per il piccolo particolare che a gestire l’onda in modo da non farla diventare uno tsunami avrebbero dovuto essere proprio loro. Invece…. A tale proposito vale la pena ricordare che il Pd &#8211; appena un mese fa  &#8211; scese in piazza all’ombra della Madonnina per manifestare solidarietà agli immigrati. E che sempre lo stesso Pd ha continuato e continua a fare pressioni nelle sedi istituzionali per giungere il più presto possibile all’approvazione della legge sullo “jus soli”. Vale a dire all’accoglimento di un dispositivo che provocherebbe entro poche generazioni &#8211; stante il nostro attuale bassissimo tasso di crescita &#8211; la completa sostituzione del popolo italiano. Senza valutare la possibile infiltrazione di terroristi in erba, che una volta acquisita la nazionalità italiana non sarebbe più possibile espellere. Eppure il Pd, allergico al buon senso, su questo argomento di vitale importanza per la nostra Patria non ha mai inteso sentire ragioni. Basti pensare che nei giorni scorsi, con l’invasione in pieno svolgimento, il ministro Minniti ancora vagheggiava l’elaborazione di un “Piano nazionale per l’integrazione”. Vale a dire a un modo per garantire abitazione e impiego a tutti i nuovi arrivati, mentre oggi, all’improvviso, sempre per lo stesso ministro, &lt;quella dell’immigrazione non è una questione di dibattito politico quotidiano. La si può affrontare solo con un disegno complessivo&gt;. Accidenti quanta saggezza. Fatto sta che in seguito a questa improvvisa “conversione”  sulla via di Reykjavik il governo ha inviato un dispaccio all’Ue tramite l’ambasciatore Maurizio Massari. Il quale ha avuto anche un incontro con il commissario Ue all’immigrazione, Dimitris  Avramopoulos. Al quale il nostro diplomatico ha comunicato che l’Italia sta valutando l’ipotesi di chiudere i porti nazionali alle navi non italiane. Vale a dire d’impedire ovunque sul territorio l’attracco ai carghi stranieri &#8211; quasi tutti appartenenti a non ben individuate (ma fin troppo ben individuabili…) Ong &#8211; da tempo impegnati a imbarcare enormi masse d’immigrati a ridosso delle coste della Libia per poi scaricarcele sulla porta di casa. Dove noi siamo obbligati a prendercene cura. Insomma, dopo avere fatto carte false per imporre a tutti i costi l’accoglienza senza se e senza ma, i nostri governanti, ora, davanti alle prevedibili conseguenze del loro scriteriato modo di agire, si strappano le vesti perché arriva troppa gente e rischiamo di essere travolti dal flusso. Naturalmente, come si è soliti agire in Italia, la montagna ha partorito il topolino e il frutto di tutti questi minacciati sfracelli è stata una scarna, inoffensiva letterina. Ovvero un misero foglio di carta scritto in linguaggio burocratico e spedito all’istituzione proverbiale nel mondo per la lentezza, incomprensibilità e farraginosità delle sue decisioni. Un’autorità che per giunta, in questi anni sull’immigrazione ci ha trattato come dei minus habens. E infatti, dopo i bacetti e i birignao di Juncker, che ci ha lodati per il nostro &lt;eroismo&gt;, subito una tal Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue, si è incaricata di freddarci spiegandoci in perfetto burocratese che le operazioni europee nel Mediterraneo &lt;non sono in discussione&gt; poiché &lt;la questione degli sbarchi è regolata dalla legge internazionale&gt;, aggiungendo gelida che &lt;qualsiasi cambiamento nelle politiche&gt; della Ue va &lt;prima discusso e comunicato nel modo giusto, così da dare alle Ong l’opportunità di prepararsi&gt;. In altre parole: ci dobbiamo rassegnare a tenere i confini spalancati. In altre parole ancora: dobbiamo prendercela in…saccoccia. Un modo come un altro per intimarci di stare buoni e di non provare neppure a fiatare, sennò saranno guai. Un po’ come ha fatto pure il presidente-bambolotto transalpino Macron, il quale, dall’alto della sua stucchevole prosopopea impregnata di “grandeur” tipicamente francese, ci ha rimesso in riga con una semplice alzata di ciglia: &lt;Sosteniamo l’Italia ma una situazione diversa è quella dei rifugiati economici&gt;. Questo &#8211; dice &#8211; non è un tema nuovo. &lt;L’80 per cento dei migranti che arrivano in Italia sono economici. Non dobbiamo confondere le due cose. L’aiuto va dato solo ai profughi. A Ventimiglia, ad esempio, i due paesi hanno una collaborazione esemplare…&gt;. Insomma, Oltralpe non riescono proprio a capirci (e a ragione), perché il problema, nella sua apparente incomprensibilità, è invece semplicissimo da risolvere. Una cosa sono i profughi che fuggono da guerre e persecuzioni, cui è doveroso offrire asilo. Un’altra cosa sono quelli che, pur in mancanza di gravi motivazioni, vengono a centinaia di migliaia attratti dal miraggio dell’arricchimento facile. Una cosa che non sta in cielo né in terra, essendo le risorse qui disponibili sempre di meno pure per noi autoctoni. E questo i nostri uomini di governo lo sapevano &#8211; e lo sanno &#8211; da sempre. Ma avendo imparato, Pd e preti, a lucrare in perfetto stile consociativista anche sulle disgrazie di queste povere orde di diseredati, si illudono di fregare pure le cancellerie europee mischiando abilmente le carte in tavola. Più o meno come hanno sempre fatto col nostro sprovveduto elettorato. Il fatto è che all’estero questi giochetti non funzionano. Concetto ribadito a chiare lettere dal ministro degli Interni estone Andreas Anvelt, il quale ha ribadito che il Consiglio Ue degli Affari Interni di Tallinn del prossimo 6-7 luglio, lungi dal fornirci risposte o aiuti concreti, sarà l’occasione soltanto per ascoltare &lt;dall’Italia quali sono stati i cambiamenti sopravvenuti in questa settimana e vedere come affrontare la questione della protezione delle frontiere e le relazioni con la Libia&gt;.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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