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	<title>Gli italianiQuando il terrore fa indossare la maschera dell&#8217;opportunismo &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Quando il terrore fa indossare la maschera dell&#8217;opportunismo</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 16:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina_mira</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/terrore-indossare-la-maschera-dellopportunismo/"><img width="400" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira.jpg 400w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p><hr /><p>Nella vita personale di ognuno di noi, gli attacchi apparentemente inspiegabili, inaspettati, in nessun modo controllabili, possono generare due reazioni alternative e opposte tra loro. Così è stato in questo nostro Occidente sempre più piccolo. Sempre più stretto in una morsa &#8211; un po&#8217; reale, un po&#8217; proiezione di paure dell&#8217;ignoto &#8211; , ma anche sempre più vicino. Questa è infatti una delle due reazioni: un abbraccio virtuale per i confratelli, uno &#8220;stringersi&#8221; nel senso più nobile del termine. Con l&#8217;empatia ingenerata da un ragionamento semplice: potevo essere io. Potevano essere i miei cari. Certo, la paura può produrre la reazione positiva di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella vita personale di ognuno di noi, gli attacchi apparentemente inspiegabili, inaspettati, in nessun modo controllabili, possono generare due reazioni alternative e opposte tra loro. Così è stato in questo nostro Occidente sempre più piccolo. Sempre più stretto in una morsa &#8211; un po&#8217; reale, un po&#8217; proiezione di paure dell&#8217;ignoto &#8211; , ma anche sempre più vicino. Questa è infatti una delle due reazioni: <strong>un abbraccio virtuale per i confratelli, uno &#8220;stringersi&#8221; nel senso più nobile del termine</strong>. Con l&#8217;empatia ingenerata da un ragionamento semplice: potevo essere io. Potevano essere i miei cari. Certo, la paura può produrre la reazione positiva di riorganizzare un organismo, approntarlo alla difesa più che all&#8217;attacco, nella consapevolezza che violenza genera violenza. Ma può anche portare a un rifiuto ulteriore, a un muro contro muro, sperando di essere &#8220;il più violento&#8221;, il più forte, e dunque di uscire illeso da uno scontro che in tal modo si cerca come unica via d&#8217;uscita. E&#8217; questo l&#8217;atteggiamento di molte frange della società. Frange che nell&#8217;immediato dopoguerra forse sarebbero state messe a tacere proprio dalla vicina esperienza bellica, ma che è bastato mezzo secolo per rivedere reincarnare analoghi atteggiamenti, analoghe reazioni. Addirittura, stesse parole d&#8217;ordine.</p>
<p>Solo venerdì <strong>Donald Trump</strong> avrebbe dovuto annunciare l&#8217;identità del candidato alla vicepresidenza, ma ha deciso di spostare quel momento. Nel frattempo il suo favorito, <strong>Newt Gingrich</strong> (ex speaker della Camera Usa), ha parlato a carte fin troppo scoperte a Fox News: &#8220;Dovrebbero francamente controllare il <em>background</em> di ogni residente di origini musulmane, e deportare chi crede nella <em>sharia, </em>che è incompatibile con la civiltà occidentale&#8221;. Secondo Gingrich l’attacco di Nizza rappresenta &#8220;l’incapacità delle classi dirigenti occidentali, che non hanno il fegato di fare quello che è giusto, di fare quello che è necessario, e di dirci la verità, a cominciare da Barack Obama&#8221;.</p>
<p>Motti che se proferiti a un bar si potrebbero anche lasciar passare così, senza analizzarli. Ma se proclamati da politici della Nazione politicamente più influente dell&#8217;Ovest del Mondo non possono essere sottovalutati. Perché <strong>anche la violenza ha un suo codice etimologico</strong>, delle parole d&#8217;ordine che dovrebbero far accendere una spia nella mente di chiunque abbia aperto un libro di storia. <strong>Gingrich parla di deportazioni</strong>. Il motivo? La paura, legittima, di attentati. Non era lo stesso concetto con cui Hitler infervorò le masse contro gli ebrei? Il senso di accerchiamento, il terrore di essere traditi. La generalizzazione e conseguente demonizzazione di un popolo come base dell&#8217;ingiustizia. La paura della violenza come base e scusante per altra violenza. L&#8217;Europa però sa, e ricorda, che non c&#8217;è una violenza più legittima di un&#8217;altra: ci sono solo vittime e carnefici. E il meccanismo, malato, per cui chi ha paura sceglie di trasferirsi dalla prima alla seconda categoria, ingenerando un circolo vizioso di terrore crescente. Non è di questo che in fondo parlano i grandi classici, sia religiosi che letterari? La scelta tra bene e male. Chi intende la vita come un anarchico <em>homo homini lupus</em>, come un braccio di ferro di tutti contro tutti, è sempre dalla parte sbagliata. Gli ideali che propugna sono sempre gli stessi, in salse sempre più becere: confonde la scelta del bene con <i>mancanza di fegato</i>. Di nuovo una scelta non casuale di parole. Fegato come metonimia di coraggio. Il <strong>fegato</strong> è l&#8217;organo che produce bile quando l&#8217;individuo è in preda a un raptus di <strong>rabbia</strong> &#8211; non certo quanto ci si aspetta da un Capo di Stato &#8211; mentre <strong><em>coraggio</em> </strong>ha la stessa radice di <em><strong>cuore</strong>, </em>sede di azioni più nobili. La scelta di parole è una scelta di campo, come converrebbe il compianto Umberto Eco ed altri semiologi meno noti, non dobbiamo smettere di riflettere su questo aspetto.</p>
<p>Più fino &#8211; forse perché consapevolmente bacchettato dai giornali &#8211; è stato il nostro <strong>Matteo Salvini</strong>, che ha twittato: &#8220;Sveglia, Europa! Preghiere e gessetti non bastano più, orgoglio e azione sconfiggono il terrore&#8221;. In quale proposta concreta si traduca questa incitazione a destarsi, rimane un mistero. Come un mistero è il riferimento ai &#8220;<strong>gessetti</strong>&#8220;, palese riferimento alla scuola, all&#8217;istruzione tutta. <strong>Che forse con l&#8217;ignoranza si abbiano per il leghista più <em>chance</em> di sconfiggere l&#8217;Isis?</strong></p>
<p>Trasferendoci in Francia, la Nazione più colpita dallo Stato islamico, <strong>Marine Le Pen</strong> non propone la deportazione come nell&#8217;équipe di Trump, ma ci va vicina, parlando di &#8220;misure come la <strong>privazione della cittadinanza, la chiusura delle moschee salafite o lo scioglimento dell&#8217;Unione delle organizzazioni islamiche</strong>&#8220;. Gettando alle ortiche ogni lezione imparata (evidentemente non da lei, figlia d&#8217;arte) da tutta l&#8217;Europa su quanto ingiusto sia condannare qualcuno sulla base di una sua presunta <em>essenza</em> piuttosto che sulle <em>azioni</em>. Tutto il diritto occidentale è basato su questo concetto, sradicarlo significherebbe costituire uno <strong>Stato etico, dove si giudica ciascuno per ciò che è e non per ciò che fa</strong>. Creando categorie di colpevoli per diritto di nascita, per peccato originale. Il peccato originale d&#8217;islamismo. Una de-laicizzazione della società, una commistione tra sacro e profano, un balzo indietro di un secolo. Quello che i vari Trump e Le Pen sembrano auspicare è esattamente un Isis al contrario, mentre quello che distingue i nostri Stati da Daesh è esattamente il garantismo, la laicità del diritto. Fondare uno Stato etico in contrapposizione a uno Stato etico non è &#8220;avere fegato&#8221;: è legittimare la violenza dell&#8217;Isis.<strong> </strong></p>
<p>L&#8217;unico auspicio è che il popolo non molli i gessetti, come auspicato da Salvini e i suoi, anzi studi di più la propria storia. E che con coscienza <strong>non operi scelte &#8220;di fegato&#8221;, ma &#8220;di cuore&#8221;</strong>. Coraggio.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/terrore-indossare-la-maschera-dellopportunismo/"><img width="400" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira.jpg 400w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/07/Valentina-Mira-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>]]></content:encoded>
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