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	<title>Gli italianiTombaroli e ricettatori di reperti archeologici in manette &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Tombaroli e ricettatori di reperti archeologici in manette</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2023 07:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/tombaroli-ricettatori-reperti-archeologici-manette/"></a></p><hr /><p>I Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno eseguito in diverse regioni d’Italia, in collaborazione con il R.O.S. di Roma, con l’Arma territorialmente competente e con lo Squadrone eliportato Carabinieri “Cacciatori Puglia”, un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Trani nei confronti di 21 soggetti tutti a vario titolo ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata allo scavo clandestino, furto, ricettazione ed esportazione illecita di reperti archeologici e numismatici. Contestualmente sono state svolte 50 perquisizioni disposte dall’ufficio giudiziario inquirente tranese in più comuni dell’Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio e Puglia. L’ordinanza è il&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno eseguito in diverse regioni d’Italia, in collaborazione con il R.O.S. di Roma, con l’Arma territorialmente competente e con lo Squadrone eliportato Carabinieri “Cacciatori Puglia”, un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Trani nei confronti di 21 soggetti tutti a vario titolo ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata allo scavo clandestino, furto, ricettazione ed esportazione illecita di reperti archeologici e numismatici.</p>
<p>Contestualmente sono state svolte 50 perquisizioni disposte dall’ufficio giudiziario inquirente tranese in più comuni dell’Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio e Puglia.</p>
<p>L’ordinanza è il risultato dell’indagine convenzionalmente denominata <em>Canusium</em>, condotta dal Nucleo TPC di Bari.</p>
<p><em>“Grazie allo straordinario apporto investigativo dei Carabinieri dell’Arte, l’indagine ha consentito di accertare e frenare un’impressionante azione predatoria a danno del patrimonio archeologico del nostro territorio, della eccezionale ricchezza culturale di Canosa”, </em>ha affermato il dott. Renato Nitti, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani.</p>
<p>Le investigazioni sono iniziate lo scorso anno dopo l’individuazione nell’agro di Canosa di diversi scavi clandestini per  mezzo della componente aerea dell’Arma pugliese.</p>
<p>L’inchiesta, sviluppata e ampliata anche a livello internazionale, ha consentito di individuare un’organizzazione criminale composta da tombaroli, ricettatori di zona (1° livello) e areali (2° livello), nonché da trafficanti internazionali.</p>
<p>Il sodalizio, con basi operative nella provincia di B.A.T. con diramazioni in Campania, Lazio e il resto della Puglia, aveva avviato un fiorente canale commerciale di monete archeologiche che, frutto di scavi clandestini eseguiti in Puglia e Campania, venivano poi cedute dai vari ricettatori ai diversi trafficanti internazionali, i quali provvedevano a immetterle sul mercato illecito globale, attraverso case d’asta estere.</p>
<p>Nel corso delle investigazioni sono state recuperate e sequestrate diverse migliaia di reperti archeologici, tra cui ceramiche e monete archeologiche in oro, argento e bronzo.</p>
<p>Inoltre, sono stati sequestrati 60 tra metal detector e arnesi idonei allo scavo clandestino e la documentazione contabile delle transazioni illecite in Italia e con l’estero.</p>
<p>Durante le investigazioni si è rivelata di fondamentale importanza la consultazione della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” del Ministero della Cultura, gestita dai Carabinieri dell’Arte, il database più grande del mondo, con oltre 1.3 milioni di files relativi a opere da ricercare.</p>
<p>&#8220;<em>Un successo investigativo, che tuttavia dimostra in modo inequivocabile come il nostro territorio custodisca ancora incommensurabili tesori preda di tombaroli e trafficanti senza scrupoli. Su questo fronte e su quello dei recuperi all&#8217;estero sono impegnati costantemente i Carabinieri dell&#8217;Arte, che si giovano del sostegno concreto e fattivo del Ministero della Cultura italiano</em>&#8220;, ha dichiarato il Generale di Brigata Vincenzo Molinese, Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.</p>
<p>Nel dettaglio, è stato documentato come l’associazione criminale si approvvigionasse di reperti archeologici, prevalentemente di carattere numismatico, mediante scavi clandestini eseguiti da squadre di tombaroli in aree campane, lucane e pugliesi, per la successiva esportazione illecita all’estero e immissione nel mercato illegale delle opere d’arte.</p>
<p>Nel corso dell’inchiesta sono stati rinvenuti e sequestrati complessivamente 3.586 beni archeologici, numismatici e ceramici in diverse regioni d’Italia (Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo, Lazio e Trentino Alto Adige), di valore storico artistico inestimabile e commerciale ingente.</p>
<p>Ecco in dettaglio i recuperi.</p>
<p>A Minervino Murge (BT) e Canosa di Puglia (BT) è stato effettuato il sequestro di  1.234 reperti tra monete in bronzo e argento, 398 tra bracciali, anelli, fibule e medaglie in bronzo; 35 pesi da telaio; 29 elementi in pasta vitrea; 24 tra brocche, olle, piatti, unguentari e miniature, riferibili verosimilmente al IV-III sec. a.C. Inoltre, sono stati sequestrati 2 metal-detector e varie attrezzature.</p>
<p>A Ordona (FG) il sequestro ha riguardato 6 monete in argento, del III-II sec. a.C. e 3 monete in bronzo (asse e sesterzi), riferibili al I sec. a.C., tutte caratterizzate da rarità e pregio.</p>
<p>A Spinazzola (BT) recuperati  179 reperti, di cui 125 monete in argento e bronzo;  18 pesi da telaio; 12 elementi in metallo;  24 tra crateri a campana, <em>stamnos</em>, brocche, coppe, statuette, piatti, <em>skyphos</em>, <em>epichysis</em>, <em>kantharos</em>, vasi miniaturistici, lucerne e fusi ceramici, risalenti ad un periodo verosimilmente compreso tra il IV ed il II sec. a.C., oltre ad arnesi da scavo e  2 metal-detector;</p>
<p>A Spinazzola (BT) sequestrati 2 metal-detector e altri attrezzi per lo scavo clandestino, mentre a l’Aquila sono state recuperate 91 monete  in argento del II-I sec. a.C. e 4 monete in bronzo riferibili al II-I sec. a.C.</p>
<p>A Troia (FG) recuperate  25 monete archeologiche in bronzo di datazione tardo imperiale romana; un oggetto fittile di datazione tardo imperiale romana-medioevale, oltre a 3 metal-detector, 3 coltelli e attrezzature varie per le ricerche clandestine.</p>
<p>A Ciampino (RM) sequestrate 364 monete archeologiche in argento e bronzo di epoca imperiale romana, mentre a Lavis (TN): 1.679 monete in argento e bronzo, di zecche magno greche, romane e bizantine, databili tra il IV sec. a.C. e il III sec. d.C.</p>
<p>&nbsp;</p>
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