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	<title>Gli italianiTra i paesi che non ci sono più. Macerie, grida e tanto dolore. Il coraggio dei soccorritori &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2016 08:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ponti crollati, strade impraticabili e quelle percorribili vanno lasciate libere per i soccorritori. I curiosi oppure quanti pensano di poter essere di aiuto senza alcuna organizzazione o professionalità specifica possono essere solo di intralcio.  Ci rendiamo conto di tutto questo arrivando con il sole già alto, con i mezzi della protezione civile al lavoro da ore, con medici, infermieri, carabinieri e militari che si sono mobilitati nella notte, pochi minuti dopo la prima scossa. Giriamo come possiamo tra i centri colpiti con una moto. Arrivando nei pressi dei centri abitati più colpiti appaiono delle immagini che sembrano provenire dalle zone di guerra, le distruzioni di una guerra.  Accumuli è un ammasso di macerie, un paese bombardato, c&#8217;è chi piange, chi si abbraccia, chi spera di salvare un proprio caro che non risponde più e forse è sotto quelle macerie. Sento gridare, accorrono in molti. Forse è una persona che invoca aiuto, che chiede di essere salvata. Non mi avvicino  troppo, in questo caso sarei di intralcio. Vengo fermato da una donna anziana, mi chiede se ho notizie di Amatrice, dovrebbe esserci una sua parente. E&#8217; triste non poter dare una buona notizia. Non so nulla, l&#8217;unica informazione che posso distribuire è quella della formazione delle prime tendopoli, dove forse può essere più facile cercare qualcuno. Ma c&#8217;è tanta gente che cerca, cercano amici e parenti. Sono i dispersi, quelle persone per cui si nutre sempre la speranza che possano essere riuscite a salvarsi. Arrivo ad Amatrice. E qui mi avevano avvertito del disastro. Non riconosco più un luogo che pure conoscevo bene. Amatrice non c&#8217;è più. Anche qui distruzione, pianti e il lavoro frenetico dei soccorritori. C&#8217;è chi cerca di aiutare le persone che vagano, che sono uscite nel cuore della notte dalla casa scossa con quel che avevano. Spuntano come per miracolo dei beni di conforto, ma non c&#8217;è ressa. Adesso la preoccupazione non è la fame, ma quel mondo che non c&#8217;è più. Quella casa crollata, e purtroppo talvolta anche le persone care travolte dal  destino, da una trave che non ha retto per quei minuti necessari a salvarsi. Già il destino, anche quello di essere partiti il giorno prima del terremoto. Lo racconta una giovane coppia. Un uomo non trova il suo cane, ma è fiducioso, era all&#8217;aperto sarà fuggito per la paura, ma tornerà. Si forse, ma farà fatica a riconoscere quel luogo. Intanto ci raggiungono le notizie dei morti, del numero che aumenta e che come sempre è destinato ad aumentare. E dalle macerie si estraggono anche i morti. Ma fortunatamente anche i vivi, come quei due fratellini che la nonna ha salvato nascondendoli sotto il letto. Ma adesso sono tutti al lavoro per salvare anche lei.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/tra-i-paesi-che-non-ci-sono-piu-macerie-grida-e-tanto-dolore-il-coraggio-dei-soccorritori/"><img width="570" height="238" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/terremo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/terremo.jpg 570w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/terremo-300x125.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/terremo-96x40.jpg 96w" sizes="(max-width: 570px) 100vw, 570px" /></a></p>]]></content:encoded>
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